“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Giovedì, 30 Luglio 2015 00:00

Coppia difforme

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Lo scrittore inglese James Miller presenta ad Arezzo la traduzione in italiano di un suo libro dedicato al valore delle copie nel mondo dell’arte, Copia conforme, nato dalle sue precedenti frequentazioni fiorentine (ed italiane, in generale). Una gallerista francese – con figlio adolescente a carico – che vive in Toscana è affascinata dalle sue teorie e lo invita a visitare il paese di Lucignano, dove risiede un dipinto creduto un originale d’epoca romana per ben due secoli (fino alla definitiva attribuzione ad un falsario napoletano del XVIII secolo fatta nel secondo dopoguerra).

  "Il cielo è uno scudo d'argento contro colui che gli chiede soccorso".
                                                  (Franz Kafka, Il cavaliere del secchio)

 

 

1. In uno spazio mentale
La vicenda di Forza maggiore (2014, di Ruben Östlund) si svolge in una sorta di luogo alieno e lontano, un microcosmo formato dal residence e dalla stazione sciistica nel quale la famiglia si reca all’inizio del film. Si tratta di un luogo isolato, dominato da una greve atmosfera meccanica e contemporaneamente ‘mentale’, come una sorta di castello kafkiano che lentamente divora le menti dei personaggi.

Martedì, 30 Giugno 2015 00:00

"Jurassic World": operazione nostalgia?

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Nonostante i dinosauri non abbiamo mai esercitato su di me un certo fascino – fatta eccezione per il cartoon Alla ricerca della valle incantata – faccio parte, come tanti, di quella generazione cresciuta con Jurassic Park: come tanti sì, perché la saga è giunta al suo quarto episodio e ha unito negli anni i nonni, padri, nipoti e probabilmente è destinata ad essere un ponte con le generazioni a venire.

Domenica, 28 Giugno 2015 00:00

Solo musica e aridità

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Sostiene Paolo Sorrentino che il suo interesse non è quello di illustrare storie basate su soggetti ben delineati, su episodi clou delle vite dei personaggi, ma di dar voce (e importanza) ad esistenze (o a loro tranci) che si svolgono nella naturalità e complessità del quotidiano. Una dichiarazione non lontana, almeno a grandi linee, dal pedinamento zavattiniano – che però si è sempre basato su narrazioni lineari incentrate su momenti di svolta nelle vicende dei personaggi. Non è neanche riconducibile ad una – per lui inedita – esigenza di realismo. È più che altro un desiderio di prendersi il tempo necessario a riprodurre le esitazioni, gli intralci, gli inciampi che spezzano la dittatura di una scrittura che costringe la messa in scena in percorsi prestabiliti.

Mercoledì, 24 Giugno 2015 00:00

"Youth": il più bello dei film possibili

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Youth è il più bello dei film possibili, permettetemi questa licenza filosofica.
È un’opera artistica, un vero omaggio alla scienza poietica, alla verosimiglianza che racconta la libertà dell’immaginazione, la sua forza governata dalla necessità armoniosa del gusto. La grande bellezza che si sprigiona diventa principio di ragion sufficiente impegnato nella realizzazione di un mondo visivo scelto meticolosamente, frutto di una legge morale intima che sa guardare ancora al cielo stellato e trovare tra gli astri una via. Per questo motivo, non per altri, Youth è una poesia ghiotta di sostanza, raffigurazione della potenza magna di un grande sguardo, di un artista che nella forma scova il destino genetico della perfezione e lo esprime autonomamente, come il disegno di un demone pago delle proprie visioni.

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

What a day, what a lovely day!

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Un sole abbagliante si staglia nella buia sala del cinema, e una voce roca racconta le tristi gesta del guerriero della strada: Mad Max ritorna sul grande schermo con un nuovo adattamento, Fury Road, che prima si distacca e poi si riunisce ai tre precedenti capitoli che vedevano un giovanissimo Mel Gibson alla prese con un mondo post-apocalittico.

Venerdì, 29 Maggio 2015 16:11

I racconti di zio Matteo

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La suggestiva e riuscita scena della carrozza con cui si apriva Reality (prima che la macchina da presa svelasse la “realtà” della situazione narrata, quel matrimonio in un noto complesso alberghiero che sicuramente ha destato in Campania il riso del pubblico medio-alto, destinatario naturale del film) potrebbe aver indirizzato il regista romano a concentrare gli sforzi nell’illustrazione di un’epopea fiabesca a tutti gli effetti.

Mommy è un miracolo cinematografico. Il regista canadese Xavier Dolan, così giovane e così acuto riesce a gestire magnificamente l'intreccio narrativo e visivo. È intuitivo e versatile, fa convergere la storia con l'immagine. In una dialettica perfetta tra tecnica e racconto, le vicende coinvolgono anche se in effetti accade ben poco. La grande metafora dei rapporti difficili e irrequieti si dipana da sé in questo film che è tante cose tranne un film semplice.

Venerdì, 01 Maggio 2015 00:00

Il maestro e Margherita

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Non ricordo bene se l’arredamento della casa di Michele Apicella in Io sono un autarchico sia lo stesso di quello usato come scenografia della casa di famiglia nell’ultima fatica di Moretti Mia madre (pare che l’appartamento non sia lo stesso, ma i libri, e forse anche alcuni arredi sì), ma allo spettatore più attento non sarà sfuggita la forte somiglianza tra questi ambienti ricostruiti per l’occasione e la casa del protagonista in Ecce bombo.

Giovedì, 30 Aprile 2015 00:00

Il figlio Moretti

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Dove c’è un figlio c’è una madre e dove c’è una madre, c’è un figlio, imprescindibilmente.
L’ultimo film di Nanni Moretti, Mia madre, nonostante le pretese del titolo, non è solo il racconto del senso di inadeguatezza che un individuo prova quando muore un genitore, quel sentimento di eterna impreparazione a quel giorno in cui si smette di essere figli per essere solo padre o madre, ma è anche il racconto di come ci si senta poi sempre inadeguati verso qualcosa di più grande rispetto a noi: la morte.

Manoel de Oliveira ci aveva visto giusto: Un film parlato (Um filme falado, 2003) bene racconta e rappresenta il drammatico “doppio oscuro” che si cela sotto l’apparente ordine e stabilità della società occidentale contemporanea. Tutto il film si srotola sotto forma di un viaggio: quello compiuto nel Mediterraneo e oltre, fino a Oriente, da una nave da crociera sulla quale sono imbarcate Rosa Maria, una giovane professoressa di storia dell’Università di Lisbona e la sua bambina. Diverse tappe scandiscono l’incedere della navigazione: da Marsiglia a Napoli, da Atene a Istanbul e Il Cairo fino a Aden, nello Yemen. La parola è dominatrice indiscussa delle immagini che vediamo avvicendarsi: una parola segnata dal logos e dalla razionalità, una parola – quella della madre – potentemente didattica e socratica, una parola che offre spiegazioni razionali e che racconta la Storia per mezzo di termini semplici e immediati.

Domenica, 29 Marzo 2015 00:00

Effetto Alba

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Per La Voce dell’Autore – la visione del film accompagnata dal suo autore – lo Zia Lidia Social Club ha ospitato la regista e sceneggiatrice casertana Barbara Rossi Prudente che ha presenziato alla proiezione e al dibattito del suo Esterno sera.
Alba corre nella notte contro le macchine su una strada di periferia. Con una cuffia da piscina e occhiali da sole, sfida la sorte e gli ignari automobilisti: se ce la farà, saranno soldi guadagnati. Eppure un lavoro ce l’ha, a venticinque anni, figlia di famiglia media di un piccolo centro tra Napoli e Caserta.

Lei e Lui.
LEI: ... mi sento... sempre frenata. Per esempio, […] quando cammino ho l’impressione che devo scegliere tra il piede sinistro e il destro. Poi ci sono i numeri, ma forse non è importante eh... No perché il due per me è solitudine. Scissione. Perciò anche l’undici non va bene perché è uno più uno che fa due. Il tre invece è l’amore, è un buon numero. Ventisei è Dio, ventisette Dio e amore, cioè l’amore perfetto. Ci sono i numeri, ci sono i colori, ed io li devo ascoltare.
LUI: Cosa c’entrano i colori con i numeri?
LEI: C’entrano. Nero è... non va! Perciò bisogna passarli a destra. Bianco invece... ci si può permettere di passarli a sinistra. Il problema è il rosa... a volte bisogna passarli a destra, a volte a sinistra.
LUI: Come mai?

Domenica, 22 Marzo 2015 00:00

C'erano una volta le favole

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C’era una volta… una bella favola. Si infrange, così, di fronte ad uno schermo cinematografico, un sogno lungo un numero imprecisato di anni (quelli di chi scrive per l’esattezza). Spinta da un’irrefrenabile desiderio di tornare bambina e di recuperare quella leggerezza e quella positività tipica dell’infanzia o, forse, semplicemente di vedere un film senza dover faticare troppo per capirne la trama, ho preso l’insana decisione di andare a vedere Cenerentola, l’ultimo lavoro di Kenneth Branagh che ripropone in una versione “in carne ed ossa” il grande successo di animazione della Disney, che compie oggi sessantacinque anni.

Domenica, 15 Marzo 2015 00:00

La donna con la macchina da presa

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Continuano le proposte dello Zia Lidia Social Club ad Avellino, presso la Sala Prove dell’Orchestra del Teatro Carlo Gesualdo: in occasione dell’otto marzo si omaggia una grande donna di cinema.
Les Plages d’Agnès è l’ultimo lungometraggio di Agnes Varda, uscito nel 2008 a celebrare gli ottant’anni della regista. Celebrazione insolita: è la stessa Varda a prendere la parola e a narrare in prima persona i ricordi lungo la linea diretta del tempo, donna con la macchina da presa e al contempo argomento d’indagine, attrice di una parte che conosce bene ma esente da qualsiasi tentazione di autocelebrazione.

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