“Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio”.

Sándor Márai

Mercoledì, 13 Giugno 2018 00:00

Cinema narrativo e coinvolgimento emozionale

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Il cinema ha il potere di immergere lo spettatore nelle storie che racconta, riesce per certi versi ad eliminare la distanza fisica tra chi è seduto in poltrona e chi abita lo schermo, è capace di commuovere come se le vicende narrate riguardassero in prima persona lo spettatore che, addirittura, per alcuni intervalli di tempo si annulla dimenticandosi di sé. Insomma il cinema, sin dalle origini, ha un sorprendente potere di coinvolgimento e di questo potere nel corso del tempo si sono interrogati non pochi cineasti e studiosi a partire dalle conoscenze in loro possesso all’epoca circa il funzionamento della mente umana.

Enrico Carocci, docente di Teorie dell’immagine e Istituzioni di storia e critica del cinema presso l’Università degli Studi Roma Tre, da tempo si occupa del coinvolgimento emozionale con particolare attenzione ai rapporti tra la teoria dell’esperienza spettatoriale e le scienze della mente. Recentemente lo studioso ha dato alle stampe un corposo volume – Il sistema schermo-mente. Cinema narrativo e coinvolgimento emozionale (Bulzoni Editore, 2018) – in cui i meccanismi di coinvolgimento cinematografico vengono analizzati facendo riferimento alle nuove scienze cognitive, si esplorano alcune ipotesi in linea con modelli di mente enattivi e incarnati, si approfondiscono le interazioni che si vengono a creare, durante la visione, tra le storie narrate sullo schermo e l’esperienza vissuta dello spettatore. Ad essere approfondita da Carocci è in particolare la natura emozionale di alcuni importanti meccanismi dell’interazione schermo-mente a partire da una prospettiva relazionale tra i due. Il cinema è inteso come un sistema volto a integrare lo spettatore nel flusso del film e il flusso del film nel flusso mentale dello spettatore.
Circa la scelta di occuparsi del cinema narrativo scrive lo studioso che una narrazione “forte o debole che sia, costituisce il principale vettore di senso intorno a cui si articola la relazione tra schermo e mente. Da un lato essa organizza gli eventi ai quali rispondiamo, nonché il flusso percettivo che dà corpo al mondo finzionale; dall’altro essa modula continuamente il nostro sentimento del Sé, e gestisce così la profondità e l’ampiezza del nostro coinvolgimento. L’emozione è l’esito, ma è anche il carburante dell'interazione tra schermo e mente: essa costituisce il principale mezzo di connessione tra spettatore e film, e contribuisce a rendere dinamica e soprattutto vitale la loro interazione”.
Dopo un breve excursus sulla riflessione teorica sul cinema che mette in luce “i modelli di mente” in auge nei diversi periodi, si approfondisce la prospettiva relazione a cui fa riferimento l’impostazione del volume, vengono discussi i presupposti e le ipotesi degli approcci enattivi e incarnati della mente umana e viene offerta una visone articolata delle emozioni. Dopo questa prima parte propedeutica, il volume si occupa delle forme di condivisione emotiva indagando le dinamiche reattive riguardanti le emozioni espresse dai personaggi e le situazioni narrative. Uno spazio importante della riflessione è dedicato all’empatia nell’ambito delle neuroscienze soprattutto a proposito dei meccanismi specchio. L’esperienza emozionale oltre nella sua dimensione reattiva viene indagata anche in quella anticipatoria, che assume un ruolo importante sulle forme della fascinazione e dell’aspettativa. Dunque nel corso della trattazione si discute del mondo emozionale riguardante la curiosità, l’interesse, il meccanismo della suspense e la questione del mood nel suo ruolo importante nel coinvolgimento secondo modalità che non dipende direttamente dai personaggi messi in scena e dalle loro azioni.
Ad essere approfonditi sono anche i meccanismi, come la sincronizzazione e l’identificazione, che contribuiscono a “rendere immersiva l’esperienza dello spettatore”. Uno spazio importante del volume è dedicato alla narrazione intesa come strumento di “modulazione del Sé spettatoriale”. Sono qua prese in esame “la relazione interaffettiva con il narratore e il ruolo attivo della memoria dello spettatore, le radici evoluzionistiche del piacere offerto dalle arti temporali, la definizione e funzione affettiva delle unità narrative minime, le abilità cognitive legate alla segmentazione degli eventi, la funzione di estensione del Sé assunta dal plot, fino a considerare la possibilità di una revisione della narratologia in chiave affettiva e incarnata”. La narrazione viene intesa come l'elemento centrale attraverso il quale il cinema interviene sull’esperienza emozionale dello spettatore “consentendogli di esplorare emozioni forti ma anche di mentalizzarle, e dunque di regolarle”.



 


Enrico Carocci
Il sistema schermo-mente. Cinema narrativo e coinvolgimento emozionale

Bulzoni Editore, Roma 2018
pp. 312

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