“La gran parte degli editori non crede per niente alla letteratura, non crede negli scrittori, non crede in niente fuorché nel commercio e negli affari”

Da una lettera di Lucio Mastronardi a Guido Davico Bonino

Ciro Borrelli

“Scusate il ritardo”, il film ‘non sbagliato’ da Troisi

Nel 1981, anno che fa da spartiacque tra la commedia all’italiana (che si conclude con il meraviglioso lungometraggio di Ettore Scola, La terrazza) e il cosiddetto “cinema dei nuovi comici” (attori-autori), comincia l’inaspettata e clamorosa ascesa di Massimo Troisi, giovanissimo artista partenopeo proveniente dal teatro e dalla televisione, al debutto nella regia cinematografica con Ricomincio da tre, trionfo commerciale ben ratificato anche dalla critica.

“Pane amore e fantasia” caposaldo del Neorealismo rosa

Una pellicola destinata a lasciare un segno nella storia del cinema italiano è Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, del 1953. Al successo del film contribuì non poco l’interpretazione di Vittorio De Sica, strepitoso nei panni del “maresciallo maggiore Carotenuto Antonio”. La figura di De Sica nei panni del maresciallo dei carabinieri è entrata nell’immaginario popolare, tanto che ormai da anni sui calendari celebrativi dell’Arma dei Carabinieri si staglia imperiosa l’immagine di De Sica in divisa da maresciallo.

“La terrazza”: il canto del cigno della commedia all’italiana

Il trionfo della disillusione: non esiste forse più calzante definizione per La terrazza di Ettore Scola, che in questa pellicola effettua una disamina spietata di un mondo di cui fa parte lui in primis. Il tutto avviene in uno spazio delimitato apparentemente condiviso che in realtà è privato. Un convivio tra pochi intimi, ovvero un lusso che può concedersi solo la classe dominante, inconsapevole dei propri privilegi e del proprio ruolo sociale.

“Arrangiatevi”: Mauro Bolognini riapre una casa chiusa

Nel 1959 Mauro Bolognini gira un film che tratta un tema, molto delicato; il titolo è Arrangiatevi. La vicenda narra la storia di un uomo, Peppino Armentano, interpretato da Peppino De Filippo, che pur di mantener fede alla promessa fatta alla moglie, cioè di trovare una nuova dimora prima dell’anniversario dei venticinque anni di nozze, prende in affitto una ex casa di tolleranza.

“Oh, Serafina!”: un insolito Pozzetto

Negli anni Settanta, come nel decennio precedente, la cinematografia d’autore è molto attenta a descrivere i momenti più difficili della storia italiana. Molto vasta la produzione a cominciare da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, dalla strage di Piazza Fontana con l’avvio della “strategia della tensione” fino a Il giocattolo (1979) di Giuliano Montaldo, massima espressione della sfiducia nella giustizia, del cittadino che si ribella e si autoproclama giudice facendosi giustizia da sé. Un tema non poco sentito dai registi di quegli anni è l’ambientalismo.

“La grande guerra”: agli albori della commedia all’italiana

Il numero di lungometraggi girati in Italia, aventi come argomento la guerra,  è molto cospicuo; e di soggetti belli ce ne sono! Ma il migliore in assoluto è forse – il lettore converrà - La grande guerra.

Ricordando Eduardo Scarpetta

Nei giorni scorsi ricorreva l’anniversario di morte di Eduardo Scarpetta (Napoli, 13 marzo 1853 − Napoli, 29 novembre 1925), il più importante attore e autore del teatro napoletano tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Fondatore del teatro dialettale moderno, ancora attualmente in uso, maestro nell’adattare la lingua napoletana alle pochade francesi, Scarpetta compone, durante la sua lunghissima carriera di commediografo, lavori teatrali destinati a diventare celeberrimi come Miseria e nobiltà, Il medico dei pazzi e ‘O scarfalietto.

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