“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Interviste

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Lunedì, 08 Giugno 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Daniela Corsini

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Daniela Corsini supera il filtro pseudorealistico dell’obiettivo, portando alla stampa il modo in cui il soggetto posto al di là della macchina fotografica le si presenta per ciò che ella stessa conosce ed è. Noi, il pubblico, siamo spettatori dei suoi vissuti. Come tali, c’è da chiedersi se ci sia consentito di cogliere quanto ci viene proposto o se si possa vedere solo ciò che il filtro della nostra percezione ci permette di elaborare rispetto all’elaborazione del filtro dell’artista.

Gabriele Erno Palandri nasce a Pistoia nel 1970, consegue il Diploma di Arredatore e la Maturità d’Arte Applicata all’Istituto d’Arte 'Petrocchi' di Pistoia e il Diploma di Grafico Pubblicitario. Inizia negli anni ‘90 la sperimentazione delle tecniche pittoriche, pastelli, acrilici, olii fino all’esecuzione ad aerografo. Inizialmente parte da una base surrealista che sfocia sempre piu’ nel figurativo. Cerca sempre immagini che diano un messaggio e non fini a se stesse.

Martedì, 26 Maggio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Giovanni Chilleri

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L'immagine fluida nelle sue articolazioni pare che nasca per un travaso da quella che l'ha preceduta e per tanto si rinnova, in un'eco prodigiosa, i movimenti dell'opera che l'ha generata e ne condensa ad un tratto la forma colta nell'attimo della massima maturazione creativa. Per cui vien fatto di pensare che sia impossibile e soprattutto inutile attardarsi a valutare quale delle opere eseguite da Chilleri sia la migliore; in quanto ciascuna esprimendo di volta in volta il meglio o una maggiore completezza della precedente, si rende pedina del rapido progredire di una tecnica già raffinata di suo e di una conquista veloce di traguardi estetici rilevanti. Ma forse è il mio modo personale di esaltarmi agli accenni topici via via individuati in un'opera d'arte, a pormi in sintonia con il rapido evolversi degli intenti dell'autore e a indurmi a sognare situazioni virtuali che nella realtà inventata da Chilleri probabilmente non esistono.

Lunedì, 18 Maggio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Emiliana Lippi

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"Arte come comunicazione, ed è proprio nelle robotiche immagini di queste Donne-Automi senza volto, che i corpi si animano di una tensione al di là dello spazio e del tempo mentre l'essenzialità delle composizioni sottende il mistero di un, possibile, percorso erotico. Vaga sensualità che diventa allusione, evidenziata dall'uniformità del colore, come fuga di aperta luce in chiaroscuro e, suggestione d'attesa". (Umberto Putzu)
Emiliana Lippi ha iniziato gli studi artistici diplomandosi all’Istituto d’Arte 'A.Passaglia' di Lucca e, subito dopo, ha consolidato la sua passione per l’Arte e, in particolare per la pittura, laureandosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Allieva di Ugo Capocchini e Gustavo Giulietti, di cui ha un ricordo carico di affetto e di gratitudine.

Lunedì, 11 Maggio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Davide Bonazzi

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Davide Bonazzi è nato a Bologna nel 1984. Dopo la maturità classica e la laurea in Lettere Moderne all'Università di Bologna si diploma in illustrazione allo IED di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Attualmente lavora come illustratore freelance nel settore editoriale e pubblicitario. Tra i suoi clienti The Wall Street Journal, The Boston Globe, Scientific American, Wired, Fortune, Il Sole 24 Ore, Einaudi, Paramount Pictures, Gatorade e tanti altri.
Il suo stile combina digitale e tecniche miste.

Sabato, 16 Maggio 2015 00:00

Sulla critica e i suoi codici

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Per inizare, una citazione: “La critica non è morta, né è in via d’estinzione, se non nella forma che il recente passato ha conosciuto e codificato. La critica teatrale è semplicemente in fase di evoluzione e di adattamento alla contemporaneità. Il tempo presente, complice la pervasività, la velocità e la potenza della comunicazione digitale, ne sta elaborando forme nuove. Scritti ingenui di riflessione personale si affiancano su Internet a messaggi promozionali spacciati per recensioni, ma anche a serie prove di scrittura critica, appassionata, lucida e ben documentata. Non è più possibile ignorare il fatto che le recensioni latitino sulla carta stampata (e spesso non è possibile distinguerle da celate operazioni di marketing) mentre fioriscono sul web. E il pubblico, quello reale e quello potenziale, le legge. Il problema, del resto un problema generale dell’informazione sul web, è quello di riuscire a stabilire criteri di rilevanza, di pertinenza e di affidabilità, diversi dagli algoritmi semplici di ricerca di Google”.

Lunedì, 04 Maggio 2015 08:50

ART 3.0: AutoRiTratto di Nicola Cirillo

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Per presentare Nicola Cirillo uso le parole di Maria Pia Vicinanza e Maria Pina Cirillo che, attraverso gli articoli scritti per Dentrosalerno, ne hanno sovente testimoniato ragioni, circostanze e pregi artistici.
"Nato nel 1996 a Salerno, dove frequenta il Liceo Artistico 'Sabatini-Menna', fin da giovanissimo assembla ogni materiale di riciclo per costruire cose che rispondano alle sue esigenze creative e manipolative. È però un incontro casuale con la pittura attiva a determinare l’inizio di un percorso che gli ha offerto, nonostante la giovane età, la possibilità di farsi conoscere negli ambienti artistici".

Lunedì, 27 Aprile 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Marcello Scarselli

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“Nel suo studio si consuma la sua vita. Aldilà dei gesti e delle parole di un uomo c’è la forza di un artista che lascia tracce del suo vissuto su ogni opera. Così diverso ma così, necessariamente, uguale è il suo stile sia nei dipinti che nelle sculture. Necessariamente perché Scarselli è sempre uguale a se stesso, coerente. Perché è un artista che, in ogni situazione, ha il bisogno, la necessità, di essere in simbiosi con l’opera. 

Lunedì, 20 Aprile 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Marco Orsucci

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Marco Orsucci si racconta così prima di rispondere alle nostre domande: “Sono nato 'sfollato' nel '44 ad Altopascio da famiglia livornese. Figlio di orafo, probabilmente il mio destino sarebbe stato quello di intraprendere il mestiere di mio padre. La ventura (non posso dire fortuna) è stata quella di realizzare, da giovanissimo, piccole sculture in creta che hanno suscitato un coro di "ma quanto è bravo! Ma come è creativo! Mandiamolo a studiare a Firenze" e mi sono salvato da un istituto per geometri. A Firenze liceo artistico e accademia: al liceo ho avuto la fortuna di incappare in personaggi come Piero Bigongiari e Quinto Ghermandi che Dio solo sa cosa ci facessero lì.

Lunedì, 13 Aprile 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Roberto Cappellini

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Ho molto riflettuto prima di pubblicare questa intervista perché non riuscivo a modificarla editorialmente senza travolgerne il significato. Cambiare una parola, una sfumatura o anche solo la punteggiatura rende sicuramente più fruibile il testo ma non permette di seguire il contorto movimento del pensiero di chi risponde. Questo spazio che il giornale ha offerto al progetto ART 3.0 non è destinato ad uno sguardo critico sul lavoro altrui, ma è una finestra sul modo in cui gli artisti contemporanei affrontano il mondo. Uomini e donne che si raccontano. A tutti piace apparire nel pieno di una luce che ne valorizzi i pregi e minimizzi i difetti, ma non è questo l'obiettivo: compito primario di ART 3.0 è cercare di testimoniare quello che accade in alcuni scantinati fiorentini, quello che accade grazie al lavoro e l'impegno di alcuni giovani artisti (che piano piano diventaranno meno giovani), di coloro che hanno maturato già molta esperienza riuscendo a dialogare con il presente, di coloro che colgono le occasioni che il sistema artistico italiano offre di coloro che, invece, mancano l'appuntamento.
Nel caso di Roberto Cappellini ho deciso di  rinunciare a qualsiasi filtro correttivo, lasciando che le parole − la loro forma e il loro contenuto − ne testimonino personalità, carattere, scelte artistiche.

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