“Sprezzatura è un ritmo morale, è la musica di una grazia interiore; è il tempo, vorrei dire, nel quale si manifesta la compiuta libertà di un destino”

Cristina Campo

Interviste

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Maurizio Fulvio Tronconi nasce come grafico diventando poi restauratore di dipinti su carta. Questo desiderio di far riemergere dalla carta storie cancellate dal tempo è un motivo che resta fissato su quasi tutte le sue tele. Nelle ombre si devono cercare figure appena accennate, dettagli sommessi che ricreano l'intera storia narrata dall'oggetto in primo piano. Una ricerca di attenzione e di dialogo con lo spettatore, una richiesta esplicita di interazione dinamica. E allora se ci si sofferma a guardare un treno in corsa si possono sentire quasi i ricordi di alcuni viaggiatori che forse hanno percorso lo stesso viaggio e intrevederne altri forse in attesa alla prossima banchina. Storie su storie, giochi di ombre cinesi, macchie che diventano rose, paesaggi che richiamano corpi distesi e specchi d'acqua che riflettono pensieri presenti e passati.

Lunedì, 02 Marzo 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Marco Colella

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“Marco Colella giunge ad una stilizzazione che coniuga la sintesi formale al tripudio del colore stabilendo un’efficace sintonia tra la sua pratica pittorica e quella della grafica del fumetto.

Lunedì, 23 Febbraio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Franco Mauro Franchi

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“Le creature di Franco Mauro Franchi si adagiano come moderne reliquie di bellezza, effondendo costumanze abbondanti, vanagloria terrestre. Anime candide dai corpi lussuriosi, si pongono in posa, solitarie e pensanti, mentre la luce naturale le scalda, vestendole di riflessi scuriti.
Formose, cosciute, ricordano certe antiche madri tombali, scolpite con forma distorta, su lastre di pietra spessa e – come quelle madri arcaiche – si prestano all’osservazione umana e celeste. Sono, naturalmente, anche simboli, vere e proprie essenze metaforiche di fertilità: sembrano quasi presiedere e benedire – come regine – la nascita di un filo d’erba, la frescura della pioggia, l’orizonte tutto e, perchè no, il turista di passaggio. Donne, madri, forme in equilibrio che simboleggiano non solo la nascita ma la rinascita, in un continuo ciclo in divenire di vita eterna. Franchi cerca, attraverso gli occhi della mente, una bellezza primordiale e atavica.  Egli guarda, con gli strumenti di un attento osservatore e di un sapiente conoscitore, all’interno di una classicità scultorea. Indaga, studia, elabora e poi scolpisce o modella. Una ricerca mai affannosa, della figura, cardine e passepartout della sua arte. Figure divine, ma umanissime, di cui ci si innamora all’istante. Lo sguardo si posa sulla dolcezza delle curvature, percorrendo lentamente questa pelle di bronzo o di vetroresina: si viaggia, su questi corpi, come si viaggia attraversando un paese, un mondo, un universo.

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Silvia Logi

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“Simile ad un Arcimboldo femminile che – per virtù fantastica e capacità artigianale nel lavorare la meraviglia – riesce a formare astute significazioni allegoriche, animali ingioiellati, scatolosi affastelli di frutti, di alberi o panorami, Silvia Logi raccoglie i materiali del mondo (legnetti, perline, bottoni, pezzi di mosaico, matite, fiori secchi, pietruzze, vetrini, carte luccicanti, conchiglie ad altro ancora), per farne nuova rarità permanente, nata dalla predisposizione alla visionarietà magica e all’abilità alchemica e pratica. Come appassionata dal recupero minuzioso del minimo, del dimenticato e del futile, la Logi va alla ricerca di un ramo, di uno stelo o di un coccio, per farne elemento fondante di un nuovo componimento fantoccesco, ricucendo o incollando lembi di oggetti, rimanenze, frammenti che – riproposti in apparente concordia – generano puzzle giocondi e felici.

Lunedì, 09 Febbraio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Paola Vallini

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“Uno slancio vitale percorre e attraversa le Terre di confine di Paola Vallini, stravolgendone l'assetto non già per ristabilire il predominio del caos sull'ordine, sibbene per indurre l'idea che il principio del divenire riguarda l'universo creato, dal quale la porzione visibile fissata nella materia pittorica non è che un'infinitesima parte”. Così scrive Nicola Miceli.

Lunedì, 02 Febbraio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Lelia Secci

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E fu a quell'età. Venne la poesia
a cercarmi. Non so, non so da dove
uscì da quale inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole, né silenzio,
ma da una strada mi chiamava
                    (Pablo Neruda)

 
Già sui banchi di scuola disegna e ritrae le compagne di classe. Durante l’ora di educazione artistica la maestra la riprende più volte perché non appunti la matita con il trincetto, ma lei replica che − in quel modo − il segno è più morbido e si adatta meglio alle sfumature.

Lunedì, 26 Gennaio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Elisabetta Testi

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Elisabetta Testi nasce nel 1977, a Pontedera, e vive a Santa Maria a Monte. Appassionata fin da bambina al disegno non segue però la sua passione, dissuasa dalle pressioni dei familiari e degli educatori, procedento quindi con gli altri studi: fino al diploma Magistrale. Agli inizi del 2000, tuttavia, ricomincia il suo rapporto con il disegno.

Mercoledì, 21 Gennaio 2015 00:00

Buone Pratiche: Teatro Pocket

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Le Buone Pratiche del Teatro è il titolo di un libro – leggo la nota editoriale – “indispensabile per capire cosa è successo, cosa sta succedendo e che cosa succederà nel teatro italiano”. Costituisce  – dice il sottotitolo – “Una banca delle idee per il teatro italiano” poiché racconta, scheda e mette in ordine centoquaranta iniziative che servono e che possono servire a migliorare la condizione del settore teatrale. Ne sono autori e curatori Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino.

Lunedì, 19 Gennaio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Franco Margari

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Ho conosciuto Franco Margari in occasione delle riunioni presso la Casa di Dante a Firenze. La sua attenzione è sempre alta, si sofferma sui dettagli che poi lascia stratificare nei pensieri, quasi volesse seminare − nel suo vissuto − ogni nuova esperienza. Guardando le sue opere mi colpisce spesso la volontà, attraverso la luce, di aprire un varco in una zona buia e di mostrarne la bellezza e la complessità. Come se aprisse un forziere di gioielli, inesistenti fino ad un attimo prima perché proprio perché protetti dal buio. Ed è proprio dal buio che spesso emerge con violenza la preziosità dei pensieri di Margari; è dal buio che trovano poi forza affidandosi ai colori. Quindi scava, cerca, dare valore al pensiero e all’esperienza, Franco Margari.
Mi viene spontaneo collegare questa sua operazione mentale ed artistica alla tecnica dell’acquaforte. Una lastra dura, un materiale difficile da conquistare, ma sul quale si va ad incidere una storia, si scava una traccia, la si pulisce con l’acido e dopo averla rivestita di colore la si passa al torchio per farne emergere tutta la bellezza possibile.

Lunedì, 12 Gennaio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Giovanna Ugolini

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Giovanna Ugolini è nata a Firenze nel 1940. Nella stessa città lavora da oltre quarant'anni anni usando le teniche del disegno, dei collages, dell’incisione, del batik, dell’olio e dell’acrilico.

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