“Perché rimani con me?”; “Perché mi tieni con te?”; “Non c'è nessun altro”; “Non c'è un altro posto”

Samuel Beckett

Interviste

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Lunedì, 14 Dicembre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Naomi Tydeman

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Ho incontrato Naomi Tydeman attraverso le sue opere presso il Museo della Carta di Fabriano. Piccoli quadri che intrappolavano lo sguardo e lo portavano oltre, in uno spazio del pensiero molto più complesso e adimensionale. In seguito, chiedendo la possibilità di contattarla al Direttore del Museo, Giorgio Pellegrini, ho scoperto che era una delle firme più importanti dell'acquerello nel Regno Unito.
Naomi Tydeman è nata in Malesia nel 1957 ed ha viaggiato per la maggior parte della sua giovinezza con suo padre che serviva nella Royal Air Force. Sedici scuole e cinque collegi dopo, ha continuato i suoi viaggi attraversando l'India in bicicletta a soli ventuno anni. Negli ultimi trentacinque anni ha vissuto nel Pembrokeshire, che si trova nella zona più occidentale del Galles “continuando” a viaggiare. Ha una laurea in Education, ma ha preferito dipingere piuttosto che insegnare e, dopo la laurea, ha lavorato nella propria galleria per venti anni. Eletta nel Royal Institute of Painters in Watercolours nel 2004, opera ora nel Consiglio dell'Istituto come segretaria per le esposizioni. Ha vinto il Turner Watercolour Prize nel 2013.

Lunedì, 07 Dicembre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Raffaele Teti

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Raffaele Teti è un concept artist freelancer, specializzato in environment 2D. Raffaele ha ventitré anni ed idee molto chiare sull’obiettivo che vuole raggiungere e, durante l’intervista, ci parla del suo sogno nel cassetto: creare in particolare gli scenari per videogiochi tripla A. Non ha mai pensato di esporre in una galleria, anzi, la cosa non gli interessa molto, nonostante alcune offerte ricevute.

Lunedì, 30 Novembre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Davide Pavlidis

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Non era sicuro che avremmo fatto questa intervista perché Davide Pavlidis stava lavorando alle stagioni e non voleva scrivere prima di averle ultimate. Un mese, ancora un mese, un mese ancora, ma alla fine troviamo un accordo e in attesa dell'inverno proviamo a fare la sua conoscenza. Guardando il profilo non si comprende con chi si abbia realmente a che fare: un uomo intelligente è sicuro, ma anche ironico, ma non solo ironico, anzi l’ironia sembra una maschera per difendere i buoni sentimenti da sguardi indiscreti, un modo per spostare l’attenzione da lui ad un altro oggetto. Se sia timidezza o astuzia non si comprende, ma una frase risuona mentre si racconta al Il Pickwick: “Ecco, direi di stare attenti ed essere consapevoli rispetto a quel che si cerca di proporre perché quella cosa ci esprimerà”. Un corpo traforato, un cervello traforato, un padre traforato ma che con mani solide tiene la sua creatura quasi felice di dissolversi in essa, la visione delle opere ci lascia lì a chiedersi perché, cosa c’era fuori o cosa mancava dentro? Era una rete per unire mondi diversi? Era un processo inevitabile di trasformazione? La leggerezza nella forma e armonia nel cambiamento? La materia che prende vita per tornare materia?
Lasciamo quindi che sia lui a raccontarsi ai lettori, avvertendoli fin da adesso che non troveranno qui la risposta, ma solo cercando nelle sue opere.

Lunedì, 23 Novembre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Cici Egidio Peis

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I suoi dipinti sono l’amore viscerale per la Sardegna: per la sua terra, per le viscere della sua terra, le miniere. Ama quei dipinti perché valorizzano la forza e l’orgoglio di un popolo che soffre, che lotta e che resiste, da sempre.

"Non le sembra che le cose non vanno poi così bene, non le sembra che il mondo è pieno di matti, di stupidi? A noi sì, a me, a lui, a tutti quelli come a noi, sembra che questo mondo, anziché andare avanti, va indietro e non si deve meravigliare se due teste di cazzo come a noi, che tengono i nervi a fior di pelle, rapiscono un vegano come a lei… come a te!"
(Lo splendore dei supplizi, Fibre Parallele)


"Giorno e notte mi affligge un solo pensiero molesto: io devo scrivere, io devo scrivere, io devo.[…] È così sempre e non ho pace da me stesso e sento che sto consumando la mia esistenza e che, per dare del miele a qualcuno nello spazio, io rubo il polline ai miei fiori migliori, li strappo e ne calpesto le radici. Non sono pazzo? I parenti e gli amici mi trattano forse come uno sano?"
(Il gabbiano, Anton Čechov)


"Non si può continuare a prostituire l’idea di teatro, poiché il suo valore risiede esclusivamente in un rapporto magico e atroce con la realtà e con il pericolo".
(Il teatro della crudeltà, primo manifesto, Antonin Artaud)

Lunedì, 16 Novembre 2015 00:00

ART.3.0: AutoRiTratto di Bruno Bozzetto

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Quando una persona brucia di passione esercita su di me un fascino magnetico e Bruno Bozzetto brucia di passione per il disegno e per il cinema da quando aveva sedici anni.
È un visionario, ma uno di quelli che sa esattamente cosa vuole, dove cercarlo e come ottenerlo.  Inutili i tentativi di farlo desistere, la sua sembra più una missione che una passione e forse neppure si interroga troppo sulle conseguenze, perché l'unica conseguenza possibile è raggiungere l'obiettivo. In quest'ottica le difficoltà si affrontano, si aggirano e comunque si superano proprio perché non esiste un'alternativa.
Stare due ore con lui dovrebbe essere consigliata come pratica terapeutica per il buon umore e il pensiero positivo. Ha una voce che trasmette la voglia di essere gioiosi e un'ironia rara. I suoi pensieri ti passano tra le orecchie come anguille di cui puoi percepire la consistenza e il movimento fluido, a volte la traiettoria, ma come le anguille inutile tentare di fermarle a mani nude.
Non ho faticato ad immaginare Piero Angela che, nel cuore di una notte newyorkese, spiega al telefono come si muove un moscerino affinché Bruno Bozzetto, in Italia, possa disegnarlo. E mi sono divertita moltissimo quando parlando di mercato dell'arte, mi ha confessato che uno dei guadagni è venuto alla  Sotheby's e non appena ho mostrato il mio stupore carico di congratulazioni, si è affrettato ad aggiungere: “Sì. Li hanno rubati e quindi ho avuto il rimborso dall'assicurazione”. O come non manifestare solidarietà al padre Umberto che, per evitare che si rompesse l'osso del collo nel tentativo di fotografare i disegni, gli ha costruito una “macchina verticale” con l'asse da stiro. Mai una volta in tutta la conversazione ha parlato dei numerosi premi vinti, mai una volta un accenno nostalgico: progetti, futuro e ancora progetti e futuro. Il tempo è volato in fretta e poi Beelen lo ha reclamato. Chi è Beelen? No, questo non lo scrivo in questa introduzione all'intervista, ma se date una sbirciatina al suo profilo...

Lunedì, 02 Novembre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Isabella Bianchini

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Isabella dipinge da sempre: su muro, tela, cartone e tavole.
Isabella Bianchini nata a Roma il 26 novembre del 1956 è figlia d’Arte, sua madre, Liliana Mariotti, era pittrice attiva negli anni '70. Isabella, dopo il liceo Artistico di Roma a via Ripetta, frequenta la bottega di restauro di Everardo Pavia a via Margutta, lavora ai disegni per tessuti a Como nello studio Farkas e nella grafica pubblicitaria con Mario Puzo a Roma. Frequenta il corso di tromp l’oeil con Roberto Lucifero e quello di restauro, tenuto da Marco Pepoli e Gian Luigi Colalucci. Realizza grandi dipinti murali in Italia e negli Stati Uniti (in New Jersey e Florida) restando attiva nel restauro fino al 2013.
“Nelle mie opere desidero comunicare la grande passione per il disegno e per l’eros, da cui scaturisce l’opera con i colori. Amo fare ritratti dal vivo: corpi nudi, paesaggi e sogni, utilizzando spesso colori acrilici, seppia, carboncino e grafite. Li trasferisco sulle mie superfici: muri, legno, carta o tela per far uscire fuori quelle figure che ho nella mente e che devo far vivere per placare la mia necessità di espressione, plasmando la materia con tutta la mia energia”.
Di lei scrive Paolo Nuti, artista: “Ciò che mi incanta, nelle sue opere, è la loro eccezionale freschezza, questa leggera spontaneità che dà l’impressione che ogni linea si crei istantaneamente e che il disegno si compia sotto i nostri occhi. La  sua grande capacità sta nel cogliere “il capriccio al volo…”; dico che si tratta di una facoltà molto bella perché io sono uno di quelli che si aspettano molto (tutto, forse) dai messaggi dell’inconscio”.

Lunedì, 26 Ottobre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Daniele Caluri

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Tutto è nato da un'immagine nella quale si proponeva la trasformazione del mausoleo di Ciano, a Livorno, nel deposito di Zio Paperone. Solo un livornese poteva pensare una cosa simile, ma tutto sarebbe finito lì se mio marito, non avesse letto che l'idea aveva incuriosito le maggiori testate giornalistiche e che il progetto era di uno dei miei disegnatori preferiti: il creatore di Luana la bebisitter, Fava di Lesso e Don Zauker.

Napoli, 13 ottobre 2015.
Dopo oltre tre anni dal primissimo debutto al Napoli Teatro Festival del 2012, la riscrittura visionaria della Sceneggiata C’è del pianto in queste lacrime torna allo Stabile. A un paio d’ore dalla prima, incontro Antonio Latella nel foyer del San Ferdinando. Seduti di fronte alle teche con i costumi di scena di Eduardo, Scarpetta e Viviani, ha inizio una lunga chiacchierata.

Mercoledì, 21 Ottobre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Giuliana Bacciu

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Giuliana Bacciu nasce nel 1960 a Brunella, un piccolo paese della costa nord orientale della Sardegna. Già dalla primissima infanzia dimostra una spiccata curiosità verso qualsiasi forma d'arte e una naturale inclinazione verso il disegno e la pittura. Dopo aver conseguito gli studi della scuola dell'obbligo, intraprende gli studi artistici, iscrivendosi all'Istituto Statale d'Arte nella sezione di ceramica, materiale che sperimenterà anche in seguito per suo diletto personale. Lo studio della storia dell'arte influenzerà successivamente i suoi orientamenti artistici.
Dopo il diploma consegue la laurea in materie letterarie con indirizzo archeologico-artistico. Nei ritagli di tempo tra gli studi e il lavoro stagionale si dedica al disegno e alla pittura, e più tardi alla poesia, alle fiabe e alla narrazione scritta.

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