“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Interviste

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Mercoledì, 11 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Clara Sancricca

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Prosegue il nostro ciclo di interviste ai protagonisti della giovane scena italiana. Questa settimana è la vota di Clara Sancricca. Anche a lei abbiamo posto cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Domenica, 08 Dicembre 2019 00:00

Marco Bechis, desaparecido del cinema italiano

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Il 21 novembre 2019 il mio giornale mi propone un’intervista a Marco Bechis. Se il nome non mi diceva granché, quando ho scoperto essere l’autore di Garage Olimpo, ho subito accettato. Per amore di un film. Quel che segue è il resoconto delle due intense ore che mi ha donato, nella hall di un albergo, a Napoli, in occasione della proiezione del suo La terra degli uomini rossi – Birdwatchers, alla XI edizione del Festival dei Diritti Umani di Napoli presso lo Spazio Comunale Piazza Forcella, in compagnia della professoressa Valentina Ripa. A onor del vero, ho scoperto che la mia ignoranza è dovuta al fatto che Bechis è un regista alieno, in qualche modo desaparecido da entrambi i continenti, scomodo per la sua caparbietà e per l’integralismo intellettuale che trasfonde nel suo cinema, in ragione del quale esige che i temi politici dei suoi film siano rispecchiati nel modo in cui vengono girati.

Mercoledì, 04 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Carmelo Rifici

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Lo stato delle cose è un ciclo di interviste volte a indagare la condizione della ricerca teatrale italiana in questo ultimo torno di tempo. Cinque domande, oggi rivolte a Carmelo Rifici, su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale poste a registi, coreografi, operatori, direttori di festival tra i venticinque e i quarantacinque anni.  Lo scopo è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento e le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Mercoledì, 27 Novembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Leonardo Lidi

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Con questa a Leonardo Lidi iniziamo un ciclo di interviste volte a indagare lo stato della ricerca teatrale italiana in questo ultimo torno di tempo. Cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale poste a registi, coreografi, operatori, direttori di festival tra i venticinque e i quarantacinque anni.  Lo scopo è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento e le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Lunedì, 23 Settembre 2019 00:00

Mario Mascitelli: il Cerchio che (non) si chiude

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Il Teatro del Cerchio è una realtà attiva a Parma da oltre un decennio; ne è direttore artistico Mario Mascitelli, che incontro per la prima volta a La Spezia nel 2015; ci sono le finali di In-Box e la platea ci vede spettatori contigui, inaugurando così una piccola e intermittente tradizione di visioni condivise e di chiacchiere teatrali post-spettacolo. Persona appassionata, intellettualmente onesta e buon conversatore Mascitelli, è un piacere dialogare con lui, confrontarsi su quanto visto per poi allargare lo spettro della discussione; e, dialogando ci eravamo ripromessi che ci saremmo prima o poi rivisti a Parma al Teatro del Cerchio, non appena se ne fosse data l’occasione.

Giovedì, 25 Ottobre 2018 00:00

Silvio Talamo. Un artista napoletano a Berlino

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Silvio Talamo è un musicista, producer e cantautore napoletano, oggi residente e operante a Berlino. Il suo repertorio spazia tra musica elettronica e acustica, pop e techno. Come performer di successo si esibisce in teatri, trasmissioni radiotelevisive, club, festival e street stations. Ha pubblicato nel 2017 il disco Living in a Bubble, e quest’anno il libro Poesie/Gedichte in un’elegante versione bilingue delle edizioni ProMosaik.

Autore di libri di culto come Suicidi esemplari (Nottetempo, traduzione di Lucrezia Panunzio Cipriani) o Bartleby e compagnia (Feltrinelli, traduzione di Danilo Manera), Enrique Vila-Matas è muy barcelonés (lo dirà pure in questa nostra chiacchierata), ma è anche il tipico intellettuale apolide, praticante una letteratura che si alimenta di altra letteratura, surreale, citazionistica e leggera. Da quando la politica catalana ha conquistato le prime pagine della stampa internazionale lui esita a farsi intervistare, forse perché non ha tanta voglia di rispondere a certe domande né di avvolgersi in questa o quella bandiera.

Martedì, 24 Aprile 2018 00:00

Intervista a Dario Borso

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Nato a Cartigliano l’8/12/1949, si è laureato in storia della filosofia alla Statale di Milano con una tesi su Hegel, uscita poi da Feltrinelli. Dopo anni di precariato (correttore di bozze e giornalista a L’Unità, insegnante 150 ore, bibliotecario a Crema, coordinatore delle attività seminariali per Fondazione Feltrinelli), nel 1981 diviene ricercatore confermato e si conferma tale sino a fine carriera (senza partecipare più a un concorso ma tenendo per anni una cattedra di estetica a contratto al Politecnico). Appassionato di traduzione, si prova inizialmente con Hegel, Bloch e Diderot, finché l’interesse per Kierkegaard lo assorbe negli anni 90 come curatore di numerose sue opere.

“La civiltà è un movimento, non una condizione; un viaggio e non un porto”.
(Arnold J. Toynbee)
 

Palermo è storicamente un crocevia di culture, mediterranea per posizione, multiculturale per vocazione. Palermo (e più in generale la Sicilia) è snodo fluido per osmosi culturali possibili, luogo aperto e porto franco per identità in movimento che si mettono in relazione. Il Progetto Amunì nasce all’insegna di questo spirito, fattivo, progettuale e col dichiarato intento di sottrarre l’idea di migrazione alla stereotipia che l’etichetta come mera emergenza sociale; è un tentativo di conferire al concetto di migrazione un senso più profondo, che ha a che fare con l’essenza dinamica e creativa del viaggio, inteso come percorso stratificato e complesso, capace di generare valore sociale e culturale.
Abbiamo chiesto a Giuseppe Provinzano, che con l’associazione Babel Crew ha strutturato il Progetto Amunì, partito a maggio scorso, di raccontarci cos’è stato finora e cosa potrà ancora essere.

Giovedì, 31 Agosto 2017 00:00

'Atto primo' di Latella alla Biennale Teatro

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“Qual è il compito del teatro oggi? È una domanda che, presi dal fatto di farlo, il teatro, noi non ci poniamo più, non ci poniamo mai”.
Siamo seduti a parlare, tra domande, risposte, articolazione di pensieri, suggestioni varie, per questo mio incontro con Antonio Latella, da quest’anno direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia, con mandato quadriennale, già da un po’. Nonostante l’orario da pomeriggio inoltrato e una bibita analcolica a testa, molto fredda, svuotata quasi subito, il caldo sommamente assassino crea fatica anche nel parlare. Ma le mie domande, le curiosità da collega che conosce e segue da tempo la parabola di uno dei pochi registi italiani che pratica ferocemente una ricerca teatrale indefessa, invitato regolarmente con i suoi lavori all’estero e che vive in Germania da molti anni, non si fermano, fluiscono senza intoppi.

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