“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Lunedì, 25 Luglio 2016 00:00

Art 3.0: AutoRiTratto di Liliana Fumagalli

Scritto da 

Liliana Fumagalli, inizia il suo percorso artistico utilizzando matita e acrilici su pietra. L’incontro con Magdalena Grandi, avviene dopo la maternità e, da quel momento, sviluppa la passione per la pittura ad olio. Attratta dalle persone di altre etnie, decide di focalizzarsi sui volti perché esprimono emozioni, stati d’animo, desideri. Ha una particolare attenzione per il dettaglio quindi si cimenta con fiori, oggetti e nature morte. Non si è ancora confrontata con i paesaggi, ma sente che questo incontro-confronto non può essere rimandato.

Spinta dalla sua insegnante di pittura, partecipa, in Lombardia, a varie mostre e concorsi ottenendo alcuni significativi riconoscimenti. 


Quando ti sei accorta di voler essere un’artista?
La parola artista forse non è quella giusta, in effetti non mi reputo un’artista ma semplicemente una persona che ama dipingere. Già da molto piccola amavo disegnare e fare giochi creativi e la passione è aumentata strada facendo e, sebbene io non abbia un intrapreso un percorso lineare, ho però sempre coltivato la pittura da autodidatta.


Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Ad un certo punto ho sentito il bisogno di migliorarmi e mi sono iscritta ad un corso di disegno e pittura dove ho potuto appendere la tecnica ad olio che ora e' quella che prediligo. Questi anni di corso sono stati molto importanti e mi hanno dato la spinta per poter partecipare a qualche mostra e concorso. Il confronto con altri pittori, l’ascolto attento dei loro consigli e il giudizio delle giurie e del pubblico, sono stati passaggi importanti nel mio percorso, passaggi che mi hanno stimolata a proseguire questa avventura.


Hai dei modelli a cui ti sei ispirata e perché?
Il mio genere preferito è  il realismo e, come molti, sono rimasta affascinata dalla pittura di Caravaggio, soprattutto per i suoi forti contrasti di luci e ombre e per l'espressività dei suoi personaggi.
Nei miei dipinti mi ispiro ad immagini o foto di persone, animali, fiori e nature morte. Mi piace osservare i particolari e, nei volti soprattutto,  riuscire a cogliere e a replicare su tela, lo stato d'animo della persona.


Cosa pensi del mercato dell'arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?
Non sono molto esperta riguardo al mercato dell'arte. Sicuramente l'attuale situazione economica non aiuta. Penso che, purtroppo, il talento da solo non sia sufficiente per avere successo. La strada forse è un po' più facile per chi è noto e quotato, ma per farsi conoscere occorre anche avere la possibilità di investire molto denaro o/e avere le conoscenze giuste.


Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
Credo che sarebbe d'aiuto per gli artisti, esporre le proprie opere a prezzi accessibili, in modo da proporsi al pubblico e a potenziali collezionisti, con maggior facilità.


Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legata e perché?
Tra le mie opere L'orologio della vita è quella a cui sono più legata perché è riuscita, forse più di altre, a trasmettere emozioni a chi l'ha osservata. Rappresenta il tempo che passa ed i sentimenti che restano nella memoria, nello scorrere fluido della vita, nella tradizione che si tramanda.


Secondo te si può vivere di arte in Italia?
Non credo sia possibile e penso che, anche volendo provarci, si incontrino molte difficoltà, soprattutto in questo periodo storico in cui investire nell’arte è un’attività secondaria rispetto ad altre necessità.


Nel processo di crescita e nel tentativo di affermazione e diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che più spesso incontra un’artista?
Per il processo di crescita è molto utile trovare una persona valida, un buon maestro che ti insegni, che ti offra le sue conoscenze e che ti aiuti a riconoscere, accettare ed esprimere le tue capacità. Poi è fondamentale avere passione e costanza, lavorare  duro e impegnarsi seriamente.
Sicuramente per la diffusione del proprio lavoro un grande ostacolo è rappresentato dagli elevati costi che si devono affrontare per farsi conoscere e per poter far apprezzare i propri lavori al pubblico.


Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d'arte?
Credo che una buona critica possa essere costruttiva. Il critico deve avere però grande conoscenza della materia per riuscire a capire l'effettivo valore di un'opera sia dal punto di vista della tecnica che della comunicazione.


Infine che domanda vorresti che ti venisse rivolta durante un'intervista?
A dire il vero nessuna domanda: non sono di molte parole, mi piacerebbe che fossero i miei dipinti a parlare per me.

 

 

ART 3.0 − AutoRiTratti
Liliana Fumagalli
in collaborazione con Accademia dei Sensi
website pagina FB dell'artista

 

 

 

Lascia un commento

Sostieni


Facebook