“D'un tratto, per qualche motivo imponderabile, mi sentii profondamente addolorato per lui e bramai di poter dire qualcosa di reale, qualcosa con ali e cuore, ma gli uccelli che desideravo si posarono sul mio capo soltanto più tardi quando fui solo e non avevo più bisogno di parole”.

Vladimir Nabokov

Domenico Carrara

Dal cratere: intervista a Gabriele Ivo Moscaritolo

In questi giorni cade il quarantesimo anniversario del terremoto in Irpinia e Basilicata, avvenuto il 23 novembre 1980. Per ricordarlo ho intervistato Gabriele Ivo Moscaritolo, ricercatore e autore del libro Memorie dal cratere, uscito di recente per Editpress.

Tra vita e poesia: intervista ad Achille Pignatelli

Achille Pignatelli, giovane autore napoletano, ha pubblicato per Homo Scrivens la raccolta I ritorni. Orientarsi tra il suono della spazio e la forma del tempo. Recentemente è stato tra gli ideatori del flashmob “Io sono un poeta”, che ha avuto luogo a Napoli lo scorso 30 ottobre.

All’alba d’un sole nero: intervista a Sotirios Pastakas

La Casa della poesia è un progetto culturale che dal 1996 raccoglie voci di poeti da tutto il mondo, traducendoli, pubblicandoli e organizzando reading. Fra gli autori più legati all’iniziativa c’è il greco Sotirios Pastakas, molto stimato dalla critica e conosciuto a livello internazionale. Sotirios è nato a Larissa nel 1954, ha studiato Medicina a Roma e per trent’anni ha lavorato come psichiatra ad Atene, per poi decidere di dedicarsi esclusivamente alla scrittura.

La terra parla una lingua diversa

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Un fulmine 

Grigio teso ed elettrico silenzio,
fragore interno di un urlo in sospeso.
L’attimo prima o dopo si fa caso,
un occhio è sgranato, l’altro chiuso.

Sul mondo dell’editoria: intervista ad Aldo Putignano

Aldo Putignano è direttore della casa editrice Homo Scrivens, docente di scrittura creativa e autore (tra i suoi testi ci sono Social Zoo, vincitore del premio speciale Carver nel 2013, e Vita di Schiele, finalista al Premio Nabokov 2018 − oltre che volumi come l’Enciclopedia degli scrittori inesistenti, curata insieme a Giancarlo Marino, e altri lavori di gruppo).

Tu sei e non era dovuto



Tu sei e non era dovuto,
non abbiamo motivo di credere
a una disposizione di stelle
che ci giustifichi, ci nobiliti.

“Scritti corsari” e cultura: perché riprendere Pasolini

Degli Scritti corsari di Pasolini si citano spesso le riflessioni sul capitalismo e l’omologazione, oltre le opinioni dello scrittore che più hanno suscitato scalpore mentre era in vita e che oggi vengono riprese a seconda delle situazioni dalle diverse fazioni politiche; un aspetto forse passato in secondo piano, o comunque meno analizzato, è quello che riguarda la definizione di cultura: un pensiero, questo, lucido e attuale, soprattutto in un momento storico in cui si dibatte tanto attorno a quale sia la verità e, mentre gli stessi esperti non hanno certezze, chi crede ai complotti globali dà dell’ignorante a chi non ci crede e viceversa.

Scrittura e libertà: intervista a Giancarlo Marino

Giancarlo Marino è docente di scrittura insieme ad Aldo Putignano per La bottega delle parole della casa editrice Homo Scrivens e autore dei romanzi Ragazzi straordinari ed E pensare che c'entravamo tutti.

Qual è il tuo rapporto con il presente, con l'epoca che stiamo vivendo?
Il mio rapporto col presente, e con il tempo in generale, non è granché. Il più delle volte ho l’impressione di essere avvolto in un’unica bolla atemporale.

Luca Morelli, le confessioni di un clown

Luca Morelli, autore, attore e clown ha scritto e rappresenta in giro per l’Italia gli spettacoli Bravo pour le clownLe bureau des objets perdus.

Il tuo rapporto con il presente, con l’epoca che stiamo vivendo.
Sono convinto che non si possa prescindere dall'epoca in cui ci si trova a vivere. Ci si ritrova dentro in qualche modo e prima o poi tocca farci i conti. Il mio rapporto con il presente credo che sia vigile, attento. Probabilmente con il mio lavoro negli anni ho sviluppato una curiosità verso il mondo che ci capita di vivere. Ultimamente si sente dire spesso che sono anni difficili, complicati, ed è vero ma io vedo anche molta bellezza.

Floriana Vitale, la scrittura, la vita

Floriana Vitale, giovane autrice di Grottaminarda, ha di recente pubblicato La Viola dei venti, il suo primo romanzo, con la casa editrice L’Erudita.

Qual è il tuo rapporto con il presente, con l’epoca che stiamo vivendo? 
Con il presente? Aspiro a vivere nel “qui ed ora”. Ritengo che sia la maniera più saggia per vivere. Per godere di tutto ed evitare di farsi risucchiare da un tempo che non c’è più e angosciarsi per qualcosa che verrà. Non sempre è possibile, non sempre ci riesco. Ma mi piace credere di poterlo fare. Quanto all’epoca che stiamo vivendo, invece, avverto un grande disagio. Un radicato e profondo senso di smarrimento: un mondo che manca di giustizia, di equità, di condivisione, fatto a uso e consumo di pochi e di cui i più fanno le spese, unito al diffuso costume per cui “sto bene io, perciò stanno bene tutti”, è motivo di grande scoramento.

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