“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Musica

Musica La camera dei suoni

«Di lato, nascosta, una camera dalla quale provenivano suoni squillanti come di trombe, fagotti, zampogne e sonagli, tamburi, xilofoni misti ad armoniche, cetre, viole, violini e violoncelli. Un fracasso per qualcuno; per qualcuno una melodia celestiale».

Martedì, 03 Dicembre 2019 00:00

Aurora sogna, di nuovo

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Se c’è una cosa impossibile, per i ragazzi della generazione di fine anni ’80, è saper rinunciare a qualcosa che ha marcato la loro adolescenza in modo indelebile. Peggio ancora, vederla del tutto trasformata. Il caso di Microchip Temporale è molto delicato, complesso e tocca tutti, nel bene o nel male.

“La scena rap è controversa” cantava Caparezza anni fa, per descrivere i suoi salti mortali in un genere così difficile. Complicato è soprattutto penetrare la scorza dura e il muro di volgarità che il rap spesso innalza. Si tratta di cantastorie moderni che raccontano la loro realtà, spesso così cruda che ci disgusta e allontana.

Venerdì, 30 Agosto 2019 00:00

Anyone Can Do It! – Do It Yourself!

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Il saggio di Giovanni Catellani La filosofia dei Sex Pistols. Chiunque può farlo, fallo tu stesso! (Mimesis 2019) prende il via dallo storico concerto tenuto dalla band londinese alla Lasser Free Trade Hall di Manchester il  4 giugno del 1976, quando “quattro ragazzi arrivano sul palco per un concerto che è un conglomerato di incapacità tecniche e approssimazione, ma succede qualcosa. Un evento”.

Giovedì, 25 Luglio 2019 00:00

L’epoca del “gez”. Jazz e fascismo

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Le difficoltà incontrate dalla musica jazz in Italia sono note: osteggiata sin da subito dal fascismo, ha poi dovuto fare i conti nel dopoguerra sia con il “conservatorismo cattolico sessuofobico” che con un certo antiamericanismo di sinistra, oltre che con l’ottusità pedagogico-musicale dei Conservatori restii a prendere anche solo in considerazione le culture musicali extraeuropee.

Giovedì, 11 Luglio 2019 00:00

Musica è...

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Leggendo il pamphlet che il compositore e musicologo Carlo Boccadoro ha dedicato alla ricezione contemporanea della musica, mi sono tornate alla mente alcune riflessioni del grande critico letterario George Steiner, che riteneva il linguaggio musicale non umano, addirittura al di là dell’umano perché alieno da verità e menzogna, e quindi estraneo all’asse della moralità: “La musica può governare la psiche umana con una forza di penetrazione forse paragonabile soltanto a quella dei narcotici o della trance di cui parlano gli sciamani, i santi e i visionari... ci può far impazzire e può curare la mente ferita... essa si collega all’internet dei nostri recettori in una chimica sottilissima eppure imperiosa”.

“Lode a Mishima e a Majakovskij
Lode a Mishima e a Majakovskij
Lode a Mishima e a Majakovskij
Tu devi scomparire anche se non ne hai voglia
E puoi contare solo su te”

 

 

Inizia con Morire, canzone presente nel primo album dei CCCP Affinità-divergenze tra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età del 1986, il concerto estivo bolognese di Giovanni Lindo Ferretti. Un incipit duro, disarmante. “Produci, consuma, crepa” si dice ancora nel testo. Sono passati oltre trent’anni dall’esordio folgorante della band dell’Appennino tosco-emiliano, che aveva fatto proprio di Bologna la sua casa. La rabbia giovanile e la coraggiosa opposizione all’apparente, vuota, fagocitante calma piccolo-borghese incarnate alla perfezione dal gruppo che ha portato il punk in Italia hanno lasciato il posto al disincanto, al disimpegno, alla depressione fine a sé stessa, esplosiva, pericolosamente galoppante e senza meta, come la dispersione delle spore che per caso si diffondono nell’aria.

Lunedì, 25 Marzo 2019 00:00

Alessio Arena, il genio di Napoli

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Poetica, musicalità, ed immaginazione: si potrebbero aggiungere tante altre qualità al genio di Alessio Arena e in ogni caso non si riuscirebbe a spiegare la portata di un artista che vive a forza di parole e chitarra e che riempie di vita e valore ogni nota che esce dalle sue corde, ogni parola che canta la sua bocca.

A poco più di due anni dall’uscita di Futuro proximo, esce finalmente il nuovo lavoro discografico di Umberto Maria Giardini, Forma mentis, anticipato dal singolo Pleiadi in un cielo perfetto e presentato, per la tappa campana, al First Floor Club di Pomigliano d’Arco.

Martedì, 05 Marzo 2019 00:00

Giorni di caccia

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Torna la notte, e con lei si accendono le tenebre − spiragli di vicoli addormentati − cullate dalle luci calde e leggere sospese tra cielo e terra, tra strada e ricordi, petali, accordi.
Torna la notte, nell'abito scuro del blues, note di inchiostro, di labbra incarnate nel rock.
Emozioni in perenne conflitto si danno addio per ritrovarsi amanti nell'album d'esordio (autoprodotto) di Jennifer V Blossom (alias Valentina Costanzo), Hunting Days, frutto di una maturazione intima e musicale cullata nel corso di una lunga esperienza artistica che aveva all'attivo il progetto The Over the Edge.

Gli album d’esordio sono sempre, o quasi, molto sinceri e carichi di una meraviglia simile a quella del bambino quando riceve il suo primo regalo di Natale. È per questo che quando si decide di recensire un’opera prima è sempre molto piacevole perché la sensazione è come quella del prendersi cura di un bambino appena nato: bisogna prestare molta attenzione, toccarlo con cura, provare e riprovare a prenderlo in braccio per entrare in empatia.

Sabato, 09 Febbraio 2019 00:00

In viaggio con Enzo

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Fa il suo ingresso con l’immancabile cappello nero Enzo Gragnaniello, guadagnando il centro della scena per raggiungere sul palco i Solis String Quartet, suoi compagni di viaggio in questa nuova avventura musicale.
Per la prima volta insieme a Napoli, i cinque musicisti propongono In viaggio coi Poeti, un omaggio ad alcune tra le più prestigiose firme del cantautorato internazionale, che fa da prodromo ad un progetto più ampio che includerà anche autori italiani.

Una narrazione musicale ed esistenziale epica. Questo, soprattutto, è stato il lunghissimo concerto degli Smashing Pumpkins alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna), abituata oramai ad ospitare kermesse di alto livello. Ultima tappa del loro world tour, Shiny & Oh So Bright Arena Tour che − come ha detto un Billy Corgan di buon umore − ha toccato venti città tra Stati Uniti e Canada e due sole in Europa: Bologna, insieme alla capitale della musica europea Londra, è stata dunque baciata dalla fortuna. Sì, perché la band ha suonato divinamente, Corgan era in forma strepitosa e addirittura l’acustica del grande globo felsineo, di solito non eccelsa, era ottima.

Anna Calvi sale sul palco della Corte degli Agostiniani di Rimini puntualissima, insieme ai due musicisti che la accompagnano nel nuovo tour Hunter − che prende il nome dall’album in uscita il prossimo 31 agosto −, il batterista Daniel-Maiden Wood e la polistrumentista Molly Harpaz. Pantalone nero a vita alta, scarpe beige, top rosso, la talentuosa cantautrice e, prima ancora, musicista londinese entra in scena con grazia, e con regale lentezza si sistema sulla scena, al centro del palco. Poi inizia ad accarezzare la chitarra, in un rapporto a due che pare subito esclusivo e che presto si trasforma in un amplesso stratosferico che coinvolge anche il pubblico, osservatore rapito ma, al contempo, attento partecipe dell’estasi in corso.

Lunedì, 09 Luglio 2018 00:00

Abandoned discotheque

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Tempi confusi i nostri, dove le classifiche (sento ancora parlare di ‘dischi di platino’, ma probabilmente si tratta del numero di download regolarmente acquistati) vedono ai primi posti − coadiuvati dai nuovi indicatori del successo (le visualizzazioni) − interpreti di un universo sociale e semantico distante anni luce dalla facile (e un po’ ruffiana) melodia italiana da talent, personaggi che la vulgata vuole provenire dalle periferie anonime e degradate delle metropoli (i famigerati ‘palazzi’) da cui sono ascesi alla ribalta mediatica delle platee di massa. Beninteso, sempre dell’italica traduzione di una scena americana si tratta, e in ciò anche i riferimenti culturali (oltreché meramente testuali) esprimono un universo codificato costituito da ben precisi elementi: il sentimento di rivalsa sociale, l’autoesaltazione e l’attacco dei ‘rivali’, i riferimenti alle droghe e il conseguente aspetto positivo del loro uso, l’ostentazione delle griffe più costose, gli appellattivi dispregiativi e sessisti verso le donne (tranne la mamma, cui si compra una casa quando ci si è fatti i soldi), i soliti richiami alla sottocultura gangsta declamati con toni minacciosi e sguardi torvi.

Venerdì, 25 Maggio 2018 00:00

Dove eravamo rimasti?

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Lo avevamo lasciato, poco più di quattro anni fa, sul palco del “Duel”, ove approdava per presentare la sua ultima fatica discografica, Prenditi quello che meriti, mentre, parallelamente, portava avanti anche altri progetti musicali tra i quali “Taral & Wine” con l’amico Dario Sansone (Foja). E proprio da una collaborazione nasce Hear My Voice, EP di quattro canzoni in lingua napoletana, prodotto da Piers Faccini, i cui testi sono stati scritti da Alessio Sollo, già frontman dei The Collettivo, di cui parlammo diversi anni fa proprio su queste pagine.

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