“In realtà vi è un istante in cui il corpo sulla scena e l'arte coincidono e quell'istante si chiama teatro. Tutto il resto è spettacolo”

Claudio Morganti

Musica

Musica La camera dei suoni

«Di lato, nascosta, una camera dalla quale provenivano suoni squillanti come di trombe, fagotti, zampogne e sonagli, tamburi, xilofoni misti ad armoniche, cetre, viole, violini e violoncelli. Un fracasso per qualcuno; per qualcuno una melodia celestiale».

Lunedì, 06 Luglio 2020 00:00

Gnut live in una notte di mezza estate

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“Magari fuss’ tu l’ammore ’o vero,
Io ’ngopp all’acqua cammenasse a pere,
’E viecchie addeventassero criature,
E ’a pietto scumparesse ogni paura”
 (Alessio Sollo)

 
 

Breve premessa per il lettore; fatti, descrizioni, opinioni saranno del tutto soggettivi e racconterò in questo articolo, quelle che sono state la mie personali sensazioni ed emozioni di una serata, del live di un cantautore che da alcuni anni mi ha regalato canzoni alle quali sono legati ricordi ed emozioni.
Dunque vi toccherà “vedere” e “sentire” attraverso i miei occhi e le mie percezioni.

“È vero che a un certo punto della nostra vita i rimorsi li inzuppiamo nel caffè la mattina come biscotti”.
(Caro Michele, Natalia Ginzburg)

 

Nell’epoca di Netflix, del successo delle serie tv, dove una o più storie sono narrate in episodi e stagioni, ci appare coerente e di tendenza realizzare un album che più che concept assume le caratteristiche di una “serie musicale”. (Dis)amore, ottavo e ultimo album del gruppo torinese Perturbazione, si presenta diviso in ventitré tracce, o meglio episodi, sulla vita di una coppia; dalla scoperta dell’altro e il conseguente innamoramento, fino al (Dis)amore.

Fino ad un anno fa non conoscevo Sharon Van Etten, giovane cantautrice del New Jersey attiva dal 2009; ciò che mi ha portato ad ascoltare questo disco è stata la sua copertina; succede spesso così con i libri e con gli album. Capita infatti che quando cerchiamo senza un’idea precisa qualcosa da leggere o da ascoltare, è proprio la copertina o un titolo ad attirare la nostra attenzione, arriva da noi, ci sceglie nel momento giusto ed infine sembra essere ciò che in realtà stavamo cercando.

Giovedì, 21 Maggio 2020 00:00

“Macello”: il riff e la mannaia

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Mi sono sempre piaciuti i libri che iniziano con un monito. Quelli dove l’autore ti prende per mano e ti avverte che quello che sta per raccontarti non è scontato come credi. Quei libri che debuttano con l’incipit “incauto lettore”. Questa tecnica sopraffina fu utilizzata, e viene utilizzata ancora, anche nel campo musicale, naturalmente nessuno si sognerebbe di mettere ad apice di una canzone una frase/monito del tipo sopracitato.

In questo periodo di sospensione tra la vita ordinaria di qualche mese fa e il futuro che verrà (ma non si sa ancora bene quando), ho avvertito il bisogno di ascoltare un album che mi permettesse di riflettere, non solo in maniera personale, ma anche universale sulla vita e l’esistenza in generale; così ho pensato fosse arrivato il momento di riascoltare con attenzione l’ultimo ed ottavo album dei The National, una band alternative rock i cui componenti suonano insieme da venti anni, ed è proprio questa maturità artistica e personale a emergere in tutte le ben sedici track che compongono l’album I Am Easy to Find.

L’otto maggio esce Haven, il primo lavoro discografico di Miele, band cremonese nata nel 2019 dall’incontro di tre musicisti uniti dalla passione comune per l’alternative rock americano.

Martedì, 28 Aprile 2020 00:00

Il “Mezzo secolo di luce” de Il Mare Verticale

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È uscito a gennaio scorso il nuovo lavoro di Francesco Mauro, in arte Il Mare Verticale, dopo il primo lavoro del 2015 Uno, segnalato dalla critica, me compresa − che più che critica mi definirei “criticona” − come una delle proposte esordienti più interessati dell’anno.

Sabato, 29 Febbraio 2020 20:00

“Perle”: Dodi Battaglia in concerto

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Chiariamo subito una cosa: Perle, il doppio cd con il quale Dodi Battaglia ripercorre (per la seconda volta, dopo il lavoro del 2017, … E la storia continua), è un’operazione prima di tutto coraggiosa. Perché il due volte premiato come “Miglior chitarrista europeo” − da Die Zeitung nel 1981; da Der Spiegel nel 1986 − non fa una selezione furba scegliendo le hit dei Pooh, ma ripercorre i cinquant’anni di carriera del gruppo più longevo della storia del pop attraverso le tracce più nascoste ma più personali, forse più amate dai fan.

Martedì, 11 Febbraio 2020 00:00

Un altro Sanremo è finito. Grazie a Dio...dato!

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“Che fai rumore qui,
E non lo so se mi fa bene,
Se il tuo rumore mi conviene,
Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
Tra me e te”.

 

Diodato, trentotto anni, vince la settantesima edizione del Festival di Sanremo, accaparrandosi anche il premio della critica Mia Martini ed il premio della stampa Lucio Dalla.

Sabato, 08 Febbraio 2020 00:00

Serata cover: il trionfo della Musica

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Da qualche anno a questa parte, soprattutto quando le canzoni in gara non ti conquistano, attendi con ansia l’arrivo della serata cover, quella in cui la buona musica è garantita dal recupero dei pezzi del passato e non vedi l’ora di immergerti nella nostalgia di altre epoche, altri temi, altre sonorità. Perché il passato ci piace sempre di più. Sarà un cliché, sarà una regola fisiologica, sarà che ci mettiamo tempo ad accettare le novità, o forse è per via di quel rifugio emotivo di cui abbiamo bisogno in una società contemporanea sempre più alla deriva in qualità di costume e valori.

Venerdì, 07 Febbraio 2020 00:00

La Musica (E il resto scompare)

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Quando arriva la seconda puntata, su una manifestazione che ne prevede cinque, siamo praticamente già a metà percorso.
Gli ascolti ci comunicano che il Festival sta andando alla grande, con il 53,3 % di share e 9.693.000 spettatori. Amadeus è riuscito a superare il Festival di Bonolis del 2005, quello in cui fu anche annunciata in diretta televisiva la morte di Alberto Castagna. Non solo. Fu annunciata anche la liberazione della giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena, sequestrata diversi mesi prima da alcuni combattenti in Iraq, e persino la tragica morte del funzionario di polizia Nicola Calipari, artefice della liberazione della Sgrena. Accadde di tutto in quelle serate.

Ogn’anno puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,

ci ritroviamo di fronte al Festival di Sanremo.
Ognuno ll’adda fa’ chesta crianza, ognuno adda tené chistu penziero.
Perché siamo italiani, siamo orgogliosi di portare avanti la tradizione del Festival della Musica Italiana. Siamo orgogliosi di portare avanti il finto credo che si tratti ancora di un Festival di Musica. Siamo orgogliosi di criticarlo ogni anno, per le mise, le performance, i partecipanti, gli ospiti, la scelta del presentatore, la valletta che non è più solo bella ma sa anche parlare ma c’è chi lamenta che ce ne sono di più belle (ma se poi non sanno parlare?).

Martedì, 28 Gennaio 2020 00:00

Sei domande a Roberto Caselli

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Roberto Caselli è giornalista, critico musicale e voce storica di Radio Popolare, ha al suo attivo lunghe collaborazioni con quotidiani, giornali specializzati, enciclopedie e siti web. È stato direttore della rivista Hi Folks! e del mensile musicale Jam. Tra i suoi numerosi libri che spaziano tra rock, blues e musica d’autore si ricordano il saggio Hallelujah (Arcana 2014) sui testi commentati di Leonard Cohen, La storia del blues (Hoepli 2015), Jim Morrison (Hoepli 2016), Storia della canzone italiana (Hoepli 2018), La storia del rock in Italia (Hoepli 2019).

Martedì, 03 Dicembre 2019 00:00

Aurora sogna, di nuovo

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Se c’è una cosa impossibile, per i ragazzi della generazione di fine anni ’80, è saper rinunciare a qualcosa che ha marcato la loro adolescenza in modo indelebile. Peggio ancora, vederla del tutto trasformata. Il caso di Microchip Temporale è molto delicato, complesso e tocca tutti, nel bene o nel male.

“La scena rap è controversa” cantava Caparezza anni fa, per descrivere i suoi salti mortali in un genere così difficile. Complicato è soprattutto penetrare la scorza dura e il muro di volgarità che il rap spesso innalza. Si tratta di cantastorie moderni che raccontano la loro realtà, spesso così cruda che ci disgusta e allontana.

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