“Scrivi scrivi / se soffri adopera il tuo dolore: / prendilo in mano, toccalo, / maneggialo come un mattone, / un martello, un chiodo, / una corda, una lama; / un utensile insomma. / Se sei pazzo, come certamente sei, / usa la tua pazzia: i fantasmi che affollano la tua strada / usali come piume per farne materassi; / o come lenzuoli pregiati / per notti d'amore; / o come bandiere di sterminati /reggimenti di bersaglieri”.

Giorgio Manganelli

Musica

Musica La camera dei suoni

«Di lato, nascosta, una camera dalla quale provenivano suoni squillanti come di trombe, fagotti, zampogne e sonagli, tamburi, xilofoni misti ad armoniche, cetre, viole, violini e violoncelli. Un fracasso per qualcuno; per qualcuno una melodia celestiale».

Lunedì, 09 Luglio 2018 00:00

Abandoned discotheque

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Tempi confusi i nostri, dove le classifiche (sento ancora parlare di ‘dischi di platino’, ma probabilmente si tratta del numero di download regolarmente acquistati) vedono ai primi posti − coadiuvati dai nuovi indicatori del successo (le visualizzazioni) − interpreti di un universo sociale e semantico distante anni luce dalla facile (e un po’ ruffiana) melodia italiana da talent, personaggi che la vulgata vuole provenire dalle periferie anonime e degradate delle metropoli (i famigerati ‘palazzi’) da cui sono ascesi alla ribalta mediatica delle platee di massa. Beninteso, sempre dell’italica traduzione di una scena americana si tratta, e in ciò anche i riferimenti culturali (oltreché meramente testuali) esprimono un universo codificato costituito da ben precisi elementi: il sentimento di rivalsa sociale, l’autoesaltazione e l’attacco dei ‘rivali’, i riferimenti alle droghe e il conseguente aspetto positivo del loro uso, l’ostentazione delle griffe più costose, gli appellattivi dispregiativi e sessisti verso le donne (tranne la mamma, cui si compra una casa quando ci si è fatti i soldi), i soliti richiami alla sottocultura gangsta declamati con toni minacciosi e sguardi torvi.

Venerdì, 25 Maggio 2018 00:00

Dove eravamo rimasti?

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Lo avevamo lasciato, poco più di quattro anni fa, sul palco del “Duel”, ove approdava per presentare la sua ultima fatica discografica, Prenditi quello che meriti, mentre, parallelamente, portava avanti anche altri progetti musicali tra i quali “Taral & Wine” con l’amico Dario Sansone (Foja). E proprio da una collaborazione nasce Hear My Voice, EP di quattro canzoni in lingua napoletana, prodotto da Piers Faccini, i cui testi sono stati scritti da Alessio Sollo, già frontman dei The Collettivo, di cui parlammo diversi anni fa proprio su queste pagine.

Mercoledì, 21 Marzo 2018 00:00

Irish rebel folk

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La storia d’Irlanda è una storia di oppressioni coloniali e il cd allegato al libro al libro di Michael “Dixie” Dickson, Bomber Renegade. Un soldato di Sua Maestà al servizio dell’Ira (Milieu, 2016) – si veda la recensione su Carmilla – è allegato un cd musicale che si propone come colonna sonora per un viaggio lungo la storia delle ribellioni irlandesi. Le rebel song in esso contenute sono presentate nell’ultima parte di Bomber Renegade ricostruendo i fatti storici e politici a cui queste fanno riferimento. Delle singole canzoni il volume pubblica, inoltre, i testi in lingua originale, in alcuni casi sia le versioni tradizionali che le rielaborazioni più recenti, con annessa traduzione italiana.

Lunedì, 05 Febbraio 2018 00:00

Testardamente Joe Barbieri

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Per origami si intende l'arte di piegare la carta; esistono tradizioni della piegatura della carta anche in Cina, tra gli Arabi ed in occidente, ma è il Giappone la sua patria d’origine.
Alla base dell'origami ci sono i principi della religione shintoista che vede nelle forme dei fogli di carta, nella loro complessità e fragilità e nella loro possibilità di riproduzione, i principi del ciclo vitale.

Mercoledì, 03 Gennaio 2018 00:00

Depeche Mode: lo spirito e la carne

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È più sensuale Dave Gahan o Martin Gore? Con questa shakespeariana domanda introduco quel grandioso evento che è, ogni volta, un concerto dei Depeche Mode. Alla mia terza partecipazione, posso confermare che il pathos e l'entusiasmo sono sempre gli stessi. Dave Gahan ricorda, per la sua energia inossidabile, Mick Jagger. Probabilmente ne sarà l'epigono. Mi sbilancio: già lo è. Il suo erotismo e la sua sinuosità sprizzano da tutti i pori e invadono lo spazio. Con la sua voce (ultra)sensuale, se lo mangia, lo spazio. Sembra un serpente, un puma, un ballerino di flamenco.

Venerdì, 01 Dicembre 2017 00:00

Ricordando un concerto dei Cure

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Correva il giorno 20 giugno 2004, era domenica, e ci fu un evento: Napoli accolse per la prima volta i “sopravvissuti del dark”: i Cure! Provo a riavvolgere il filo della memoria, a giocare col tempo, a fare del passato presente. Scrivo perciò al presente di quel concerto. Come fossi ad occhi chiusi, rivivendolo adesso.

Martedì, 31 Ottobre 2017 00:00

Vento d'estate in una Blunotte

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Nelle lievi pieghe di fine estate si insinuano con prorompente energia e amabile semplicità due dei più validi cantautori ed artisti italiani degli ultimi vent’anni: Carmen Consoli e Max Gazzè.

Sabato, 07 Ottobre 2017 00:00

Nick Cave: autunno parigino

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Da bambino, come tanti della mia generazione, fui considerato, senza oggettività alcuna e senza l'ausilio di una trasmissione della Mediaset, un piccolo genio. Naturalmente tale considerazione era venuta in testa a mia madre che senza pensarci su due volte mi iscrisse a quella che una volta si chiamava primina. Fui quindi privato, per un anno, dei giochi con le costruzioni, delle sculture in plastilina, delle canzoni sui versi degli animali, dovendo, mio malgrado, imparare a scrivere e a leggere. Ed è sicuramente per questo motivo che oggi scrivo su questo giornale.

Martedì, 26 Settembre 2017 00:00

Schena: canzoni interne, sul palco del mondo

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Fa il suo debutto ufficiale sulla scena bolognese Paolo Schena, cantautore felsineo con sangue pugliese nelle vene, con l’album Canzoni ad uso interno, pubblicato lo scorso giugno dalla felsinea anch’essa, indipendente, Irma Records.
Si sente la presenza di Rino Gaetano, come quella di Gaber, nei testi e nel modo talora scanzonato di interpretarli; si sente anche l’influsso di De Gregori, nelle musiche, come invece – nel pezzo Buchi nella sabbia – anche, a mio avviso, di Angelo Branduardi. E addirittura vi si rintracciano accenni e accenti verbali in stile De André.

Venerdì, 21 Luglio 2017 00:00

I Primal Scream e il lord laburista

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Da Glasgow alla Romagna, dal 1982 al 2017... non sembrerebbe, a sentirli ma soprattutto a vederli, che siano trascorsi ben trentacinque anni dal loro esordio. Bobby Gillespie, il leader indiscusso della band, è un vero frontman: riesce a catturare l’attenzione – e a stimolare la partecipazione – del pubblico con un fare da vero English Lord. E pensare che lui è scozzese e che è un convinto laburista, ma di quelli fighting!

Il 16 giugno è uscito, per l’etichetta Full Heads, il primo lavoro discografico di Peppe Lanzetta dal titolo Non canto, non vedo, non sento. Reduce da una prestigiosa partecipazione all’ultimo episodio della serie 007, Spectre, per la regia del già premio Oscar Sam Mendes (American Beauty), l’attore e scrittore napoletano si cimenta per la prima volta con il canto.

Martedì, 23 Maggio 2017 00:00

Dream Theater: un vortice di luce

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Assistere al concerto dei Dream Theater è trovare la perfezione stilistica in musica e riconciliarsi con la grazia.
Nella inusuale (per un’esibizione di progressive metal) cornice del Teatro Verdi di Firenze assisto ipnotizzata a tre ore tre piene piene di Musica e Canto, scritti entrambi con le iniziali maiuscole.
È tutto perfetto: la forma, la cornice, la sostanza, l’organizzazione, l’amplificazione, la scaletta.

Venerdì, 17 Marzo 2017 00:00

Rock etnografico

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Enzo Gragnaniello entra in scena con semplicità, solleva il cappello in segno di saluto e comincia a suonare. Comincia la magia. Comincia l’incanto delle note. Parte la recitazione di un mantra, Neapolis Mantra, fatto dei suoni di questa città, della sua storia, della sua profondità, del suo mare, delle sue radici tentacolari, legate da sottili fili e robuste corde al mare delle sponde opposte.

Venerdì, 27 Gennaio 2017 00:00

Elogio alla mandorla

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“Resto sveglia a ricucire i passi che ho protetto da te
 pietra e mare, tu levighi il finale disegnato per me
Resto sveglia a ricucire i passi che ho protetto da te
Non fa male, il vuoto che hai lasciato è solo spazio per me”
.
 
(Respiro)

 

Qualunque impegno tu abbia in questi giorni e di qualunque umore sia, innamorati di Mandorle, il nuovo LP del duo napoletano Fede ’n’ Marlen.
Non sarà difficile, te lo assicuro. E non te ne pentirai.
Fatti accompagnare da Federica Ottombrino e Marilena Vitale in un ambizioso viaggio lungo quarantotto minuti, che profuma di terra ed ha il sapore di acqua di mare.
Fallo, nonostante questa recensione che non gli renderà giustizia e lo ridurrà a poco più che una raccolta di tracce.

Ci sono i grandi concerti: quelli in cui il pubblico applaude e gli artisti si esprimono bene. La serata scivola via tranquilla, soddisfacente per gli spettatori e gratificante per gli interpreti. E poi ci sono gli avvenimenti. Quelli in cui, oltre agli applausi e alla buona musica, succede qualcosa. Qualcosa difficile da spiegare con semplici parole; servirebbero, appunto, le note. Qualcosa che ha dell’irripetibile.

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