“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Musica

Musica La camera dei suoni

«Di lato, nascosta, una camera dalla quale provenivano suoni squillanti come di trombe, fagotti, zampogne e sonagli, tamburi, xilofoni misti ad armoniche, cetre, viole, violini e violoncelli. Un fracasso per qualcuno; per qualcuno una melodia celestiale».

Una narrazione musicale ed esistenziale epica. Questo, soprattutto, è stato il lunghissimo concerto degli Smashing Pumpkins alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna), abituata oramai ad ospitare kermesse di alto livello. Ultima tappa del loro world tour, Shiny & Oh So Bright Arena Tour che − come ha detto un Billy Corgan di buon umore − ha toccato venti città tra Stati Uniti e Canada e due sole in Europa: Bologna, insieme alla capitale della musica europea Londra, è stata dunque baciata dalla fortuna. Sì, perché la band ha suonato divinamente, Corgan era in forma strepitosa e addirittura l’acustica del grande globo felsineo, di solito non eccelsa, era ottima.

Anna Calvi sale sul palco della Corte degli Agostiniani di Rimini puntualissima, insieme ai due musicisti che la accompagnano nel nuovo tour Hunter − che prende il nome dall’album in uscita il prossimo 31 agosto −, il batterista Daniel-Maiden Wood e la polistrumentista Molly Harpaz. Pantalone nero a vita alta, scarpe beige, top rosso, la talentuosa cantautrice e, prima ancora, musicista londinese entra in scena con grazia, e con regale lentezza si sistema sulla scena, al centro del palco. Poi inizia ad accarezzare la chitarra, in un rapporto a due che pare subito esclusivo e che presto si trasforma in un amplesso stratosferico che coinvolge anche il pubblico, osservatore rapito ma, al contempo, attento partecipe dell’estasi in corso.

Lunedì, 09 Luglio 2018 00:00

Abandoned discotheque

Scritto da

Tempi confusi i nostri, dove le classifiche (sento ancora parlare di ‘dischi di platino’, ma probabilmente si tratta del numero di download regolarmente acquistati) vedono ai primi posti − coadiuvati dai nuovi indicatori del successo (le visualizzazioni) − interpreti di un universo sociale e semantico distante anni luce dalla facile (e un po’ ruffiana) melodia italiana da talent, personaggi che la vulgata vuole provenire dalle periferie anonime e degradate delle metropoli (i famigerati ‘palazzi’) da cui sono ascesi alla ribalta mediatica delle platee di massa. Beninteso, sempre dell’italica traduzione di una scena americana si tratta, e in ciò anche i riferimenti culturali (oltreché meramente testuali) esprimono un universo codificato costituito da ben precisi elementi: il sentimento di rivalsa sociale, l’autoesaltazione e l’attacco dei ‘rivali’, i riferimenti alle droghe e il conseguente aspetto positivo del loro uso, l’ostentazione delle griffe più costose, gli appellattivi dispregiativi e sessisti verso le donne (tranne la mamma, cui si compra una casa quando ci si è fatti i soldi), i soliti richiami alla sottocultura gangsta declamati con toni minacciosi e sguardi torvi.

Venerdì, 25 Maggio 2018 00:00

Dove eravamo rimasti?

Scritto da

Lo avevamo lasciato, poco più di quattro anni fa, sul palco del “Duel”, ove approdava per presentare la sua ultima fatica discografica, Prenditi quello che meriti, mentre, parallelamente, portava avanti anche altri progetti musicali tra i quali “Taral & Wine” con l’amico Dario Sansone (Foja). E proprio da una collaborazione nasce Hear My Voice, EP di quattro canzoni in lingua napoletana, prodotto da Piers Faccini, i cui testi sono stati scritti da Alessio Sollo, già frontman dei The Collettivo, di cui parlammo diversi anni fa proprio su queste pagine.

Mercoledì, 21 Marzo 2018 00:00

Irish rebel folk

Scritto da

La storia d’Irlanda è una storia di oppressioni coloniali e il cd allegato al libro al libro di Michael “Dixie” Dickson, Bomber Renegade. Un soldato di Sua Maestà al servizio dell’Ira (Milieu, 2016) – si veda la recensione su Carmilla – è allegato un cd musicale che si propone come colonna sonora per un viaggio lungo la storia delle ribellioni irlandesi. Le rebel song in esso contenute sono presentate nell’ultima parte di Bomber Renegade ricostruendo i fatti storici e politici a cui queste fanno riferimento. Delle singole canzoni il volume pubblica, inoltre, i testi in lingua originale, in alcuni casi sia le versioni tradizionali che le rielaborazioni più recenti, con annessa traduzione italiana.

Lunedì, 05 Febbraio 2018 00:00

Testardamente Joe Barbieri

Scritto da

Per origami si intende l'arte di piegare la carta; esistono tradizioni della piegatura della carta anche in Cina, tra gli Arabi ed in occidente, ma è il Giappone la sua patria d’origine.
Alla base dell'origami ci sono i principi della religione shintoista che vede nelle forme dei fogli di carta, nella loro complessità e fragilità e nella loro possibilità di riproduzione, i principi del ciclo vitale.

Mercoledì, 03 Gennaio 2018 00:00

Depeche Mode: lo spirito e la carne

Scritto da

È più sensuale Dave Gahan o Martin Gore? Con questa shakespeariana domanda introduco quel grandioso evento che è, ogni volta, un concerto dei Depeche Mode. Alla mia terza partecipazione, posso confermare che il pathos e l'entusiasmo sono sempre gli stessi. Dave Gahan ricorda, per la sua energia inossidabile, Mick Jagger. Probabilmente ne sarà l'epigono. Mi sbilancio: già lo è. Il suo erotismo e la sua sinuosità sprizzano da tutti i pori e invadono lo spazio. Con la sua voce (ultra)sensuale, se lo mangia, lo spazio. Sembra un serpente, un puma, un ballerino di flamenco.

Venerdì, 01 Dicembre 2017 00:00

Ricordando un concerto dei Cure

Scritto da

Correva il giorno 20 giugno 2004, era domenica, e ci fu un evento: Napoli accolse per la prima volta i “sopravvissuti del dark”: i Cure! Provo a riavvolgere il filo della memoria, a giocare col tempo, a fare del passato presente. Scrivo perciò al presente di quel concerto. Come fossi ad occhi chiusi, rivivendolo adesso.

Martedì, 31 Ottobre 2017 00:00

Vento d'estate in una Blunotte

Scritto da

Nelle lievi pieghe di fine estate si insinuano con prorompente energia e amabile semplicità due dei più validi cantautori ed artisti italiani degli ultimi vent’anni: Carmen Consoli e Max Gazzè.

Sabato, 07 Ottobre 2017 00:00

Nick Cave: autunno parigino

Scritto da

Da bambino, come tanti della mia generazione, fui considerato, senza oggettività alcuna e senza l'ausilio di una trasmissione della Mediaset, un piccolo genio. Naturalmente tale considerazione era venuta in testa a mia madre che senza pensarci su due volte mi iscrisse a quella che una volta si chiamava primina. Fui quindi privato, per un anno, dei giochi con le costruzioni, delle sculture in plastilina, delle canzoni sui versi degli animali, dovendo, mio malgrado, imparare a scrivere e a leggere. Ed è sicuramente per questo motivo che oggi scrivo su questo giornale.

Martedì, 26 Settembre 2017 00:00

Schena: canzoni interne, sul palco del mondo

Scritto da

Fa il suo debutto ufficiale sulla scena bolognese Paolo Schena, cantautore felsineo con sangue pugliese nelle vene, con l’album Canzoni ad uso interno, pubblicato lo scorso giugno dalla felsinea anch’essa, indipendente, Irma Records.
Si sente la presenza di Rino Gaetano, come quella di Gaber, nei testi e nel modo talora scanzonato di interpretarli; si sente anche l’influsso di De Gregori, nelle musiche, come invece – nel pezzo Buchi nella sabbia – anche, a mio avviso, di Angelo Branduardi. E addirittura vi si rintracciano accenni e accenti verbali in stile De André.

Venerdì, 21 Luglio 2017 00:00

I Primal Scream e il lord laburista

Scritto da

Da Glasgow alla Romagna, dal 1982 al 2017... non sembrerebbe, a sentirli ma soprattutto a vederli, che siano trascorsi ben trentacinque anni dal loro esordio. Bobby Gillespie, il leader indiscusso della band, è un vero frontman: riesce a catturare l’attenzione – e a stimolare la partecipazione – del pubblico con un fare da vero English Lord. E pensare che lui è scozzese e che è un convinto laburista, ma di quelli fighting!

Il 16 giugno è uscito, per l’etichetta Full Heads, il primo lavoro discografico di Peppe Lanzetta dal titolo Non canto, non vedo, non sento. Reduce da una prestigiosa partecipazione all’ultimo episodio della serie 007, Spectre, per la regia del già premio Oscar Sam Mendes (American Beauty), l’attore e scrittore napoletano si cimenta per la prima volta con il canto.

Martedì, 23 Maggio 2017 00:00

Dream Theater: un vortice di luce

Scritto da

Assistere al concerto dei Dream Theater è trovare la perfezione stilistica in musica e riconciliarsi con la grazia.
Nella inusuale (per un’esibizione di progressive metal) cornice del Teatro Verdi di Firenze assisto ipnotizzata a tre ore tre piene piene di Musica e Canto, scritti entrambi con le iniziali maiuscole.
È tutto perfetto: la forma, la cornice, la sostanza, l’organizzazione, l’amplificazione, la scaletta.

Venerdì, 17 Marzo 2017 00:00

Rock etnografico

Scritto da

Enzo Gragnaniello entra in scena con semplicità, solleva il cappello in segno di saluto e comincia a suonare. Comincia la magia. Comincia l’incanto delle note. Parte la recitazione di un mantra, Neapolis Mantra, fatto dei suoni di questa città, della sua storia, della sua profondità, del suo mare, delle sue radici tentacolari, legate da sottili fili e robuste corde al mare delle sponde opposte.

Pagina 1 di 7

Sostieni


Facebook