“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Francesco Affortunato

Dove eravamo rimasti?

Lo avevamo lasciato, poco più di quattro anni fa, sul palco del “Duel”, ove approdava per presentare la sua ultima fatica discografica, Prenditi quello che meriti, mentre, parallelamente, portava avanti anche altri progetti musicali tra i quali “Taral & Wine” con l’amico Dario Sansone (Foja). E proprio da una collaborazione nasce Hear My Voice, EP di quattro canzoni in lingua napoletana, prodotto da Piers Faccini, i cui testi sono stati scritti da Alessio Sollo, già frontman dei The Collettivo, di cui parlammo diversi anni fa proprio su queste pagine.

L'esordio discografico di Peppe Lanzetta

Il 16 giugno è uscito, per l’etichetta Full Heads, il primo lavoro discografico di Peppe Lanzetta dal titolo Non canto, non vedo, non sento. Reduce da una prestigiosa partecipazione all’ultimo episodio della serie 007, Spectre, per la regia del già premio Oscar Sam Mendes (American Beauty), l’attore e scrittore napoletano si cimenta per la prima volta con il canto.

Giovanni Block al Bellini

Diplomato al conservatorio in composizione e musica applicata, Giovanni Block, cantautore napoletano attivo sulla scena partenopea da ormai una decina di anni, calca spesso i palchi dei teatri durante la sua formazione, e al teatro sceglie di tornare per presentare SPOT, la sua ultima fatica discografica. Per farlo in grande stile si avvale di una line-up di tutto rispetto, composta in parte dai musicisti che lo accompagnano fin dagli esordi, e in parte da special guest, alcune delle quali in veste inedita, come ad esempio Ciro Tuzzi (EPO) alla chitarra elettrica.

Oh, what a world!

Rufus Wainwright sceglie il palco dell’Arena Flegrea di Napoli per il suo debutto sulla scena partenopea, occasione per la presentazione del progetto che lo vede impegnato nella rilettura di alcuni classici di Judy Garland. Poche sono state fin qui le opportunità per ascoltare dal vivo in Italia le performance di questo talentuoso artista americano che Elton John ha definito come “il più grande compositore del pianeta”.

Kingston/Napoli e ritorno

A quattro anni di distanza dal loro primo lavoro, Push, gli Indubstry tornano con Overcome, nuovo progetto contenente undici tracce. Il dub, e più in generale il reggae, hanno caratteristiche di facile identificazione perché muovono i propri passi all’interno di ambiti ben definiti ed anche piuttosto rigidi. Analogo discorso può essere fatto anche per altri generi musicali, ma nel dub, e nel reggae, questi concetti vengono sublimati all’eccesso e condotti alla loro massima espressione.

Napoli Teatro Festival – I Foja al San Carlo

Il Napoli Teatro Festival fa tappa nuovamente al Teatro San Carlo per presentare Cagnasse tutto, uno spettacolo nato da un’idea del Direttore della rassegna Franco Dragone, che porta sul palco più importante di Napoli una delle band più rappresentative della scena musicale partenopea degli ultimi anni.

Voci dal cuore di Napoli

Mamma Quartieri è il titolo del primo album da solista di Raffaele Giglio, che, per l’occasione, si firma semplicemente con il suo cognome. Il Cellar Theory è il palco scelto per il primo concerto di presentazione di questo album di nove tracce registrato nella cripta della Basilica di San Severo a Capodimonte. Un lavoro scritto interamente da Giglio, sia negli arrangiamenti che nei testi, tranne Figli ‘e Ddio scritta, invece, a quattro mani insieme ad Antonio Stefanelli dei Le Loup Garou.

Edwige mon amour

Partiamo subito da un fatto: i Fitness Forever sono degli ottimi musicisti, affermazione tanto semplice quanto non ovvia, soprattutto se si è soliti frequentare locali e club che propongono musica live. Chi ha il piacere di assistere a quanto di nuovo ci sia in giro oltre che la responsabilità di scriverne, sa benissimo che non sempre si ha la fortuna di ascoltare musica di livello. Non di rado la proposta musicale, già mediocre in scrittura, infatti, difetta anche in esecuzione.

Cronaca di una sorte annunciata

Mi svegliai. Nausea e dolori dappertutto, come un animale. Poi ho capito cos’era: la musica che saliva dal pavimento era il nostro vecchio Ludovico Van e la temuta Nona.
“Aprite la porta! Fermatelo! Fermatelo! Basta!"
E d’un tratto capii cosa dovevo fare, quel che volevo fare, farmi fuori, renderla, orbitarmi per sempre fuori da questo mondo sporco e crudele. Un attimo di dolore magari, ma poi il sonno, per sempre, per sempre, per sempre.

 (Alex DeLarge – A Clockwork Orange – Stanley Kubrick)
 

Il giorno venti del mese di gennaio dell’anno corrente, mi ritrovo in una landa desolata nel casertano, a perpetrare il non fortunato inizio settimana che aveva esordito, impietoso, con la sconfitta in Coppa Italia della mia squadra del cuore. Il fatto è che la mia genitrice aveva espresso, tempo addietro, il desiderio di assistere dal vivo alle prodezze vocali di quel trio di ragazzini terribili sfornati dal genio televisivo della casalinga più amata d’Italia, nota all’anagrafe sotto il nome di Clerici Antonella.

Napoli, parole e musica

Ombre nere sul fondo blu.
Toni da un lato, Peppe dall’altro, ai margini del palco, seduti, in attesa, come ai due angoli di un ring due pugili in procinto di darsi battaglia.
Gli arbitri, più avanti, al centro: i musicisti. 
La giuria, di fronte, nella platea: il pubblico.

Pagina 1 di 4

Sostieni


Facebook