“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Venerdì, 15 Aprile 2022 00:00

Placebo: un rigenerante ritorno

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Sono trascorsi nove anni dall’ultimo album in studio Loud Like Love. Brian Molko e compagnia aitante, ora composta in pianta stabile solo dal frontman e da Stefan Olsdal. Nell’approcciare a Never Let Me Go, inizialmente sono partiti da un’immagine, quella della copertina dell’album, per poi andare a fondo di una prassi di scrittura più immediata e aggressiva, a giudicare dall’insieme dei pezzi, tutti piuttosto tirati e potenziali hits radiofoniche.

A cominciare da Beautiful James, la più radiofonica di tutte, Hugz, quella che lambisce più forte il noise-rock, e Happy Birthday in the Sky, con una struttura maggiormente da classic-rock, l’energia creativa risulta essere alle stelle e le consuete influenze/confluenze gothic-industrial permangono in maniera consistente. Non mancano poi i passaggi abbelliti dagli archi, come nella piacevole e sinuosa ballad  The Prodigal. Nulla ha perso dai tempi d’oro (Black Market Music, Sleeping with Ghosts, Meds) la voce di Brian Molko. Malinconia, paranoia sociale e rabbia si succedono nei testi in maniera diretta, senza trascurare l’importanza delle belle melodie. Caratterizzano a grandi linee tutti i pezzi, anche quelli più aggressivi. Sorrounded by Spies ci riporta dalle parti degli inizi del millennio, con quella batteria che detta il ritmo al pari delle chitarre e dei sintetizzatori, evitando in questo caso, di eccedere col rumore. A parte Try Better Next Time, brano di gran lunga più banale, l’adrenalina riesce a risalire con l’ottima Sad White Reggae e con l’ancor più ritmata, direi aitante Twin Demons.
Quel che salta subito alle orecchie, dopo due o tre ascolti di questo energico disco, è la capacità della band di sintonizzarsi sui livelli dei migliori album, facendo succedere un elevato numero di potenziali singoli di lancio dalla scaletta definitiva, curando molto il missaggio delle varie parti, meglio che negli ultimi lavori, riuscendo a dare complessivamente un ampio respiro e certamente meno prevedibile. Chemtrails procede speditamente verso questa direzione, con dei sintetizzatori che danno un tocco di spaziale voluminosità ad un’altra hit radiofonica d’immediato effetto. Non è facile mantenere alta la voglia di proseguire nell’ascolto per un’ora, eppure la spinta propulsiva dei brani conduce l’ascoltatore ad una sorta di trip sonoro da Placebo già a metà percorso, nel quale anche quel tocco di elettronica loro solito, vuole dire la sua con una certa credibilità. C’è da dire anche che dai Placebo non ci si può aspettare un’evoluzione, un’innovazione nelle sonorità che ne hanno costituito le fondamenta. Sia la musica che la voce di Molko, procedono a spron battuto, senza grandi, né tanto meno sottili variazioni. E questo è forse l’unico difetto di un disco che tuttavia può rientrare benissimo sul podio dei loro lavori migliori di sempre, e questo sicuramente fa più notizia, perché non dimentichiamo, i Placebo esordiscono negli anni ’90 e la loro carriera è ormai prossima ai trenta anni di vita.
Dopo una serie di ritmate stilettate, una dietro l’altra, gli ultimi tre pezzi allentano ritmo e tensioni interne. Se This Is What You Wanted, melodicamente fa venire alla testa certi canti alla Eddie Vedder, o meglio, debitori di Michael Stipe, la chiusura con Fix Yourself è la miglior scelta che ci si potesse attendere da un disco di questo genere: voce elettronica che ha un respiro quasi sinfonico, si dilata con la musica in un’atmosfera trasognata, quasi ipnotica, davvero seducente. Tant’è che si ha quasi l’impressione di aver spiccato il volo verso qualche stazione spaziale, quella di un rigenerato Molko.        





Il disco del mese − 2
Placebo
Never Let Me Go
voce, chitarra, sintetizzatore, loop, drum machine, percussioni, Astral Whip
Brian Molko
basso, chitarra, sintetizzatore Boutique, pianoforte; cori
Stefan Olsdal
produttore Placebo, Adam Noble
etichetta So Recordings, Rise Records, Elevator Lady
anno 2022
tracklist: 1. Forever Chemicals; 2. Beautiful James; 3. Hugz; 4. Happy Birthday in the Sky; 5. The Prodigal; 6. Surrounded by Spies; 7. Try Better Next Time; 8. Sad White Reggae; 9. Twin Demons; 10. Chemtrails; 11. This Is What You Wanted; 12. Went Missing; 13. Fix Yourself

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