“Non c'è niente da insegnare, non si può davvero insegnare altro che se stessi, così come non c'è niente altro da imparare che la singolarità umana, le innumerevoli e sconcertanti possibilità di forma espresse dalla vita"

Emanuele Trevi

Stefania Gimmelli

Gnut live in una notte di mezza estate

“Magari fuss’ tu l’ammore ’o vero,
Io ’ngopp all’acqua cammenasse a pere,
’E viecchie addeventassero criature,
E ’a pietto scumparesse ogni paura”
 (Alessio Sollo)

 
 

Breve premessa per il lettore; fatti, descrizioni, opinioni saranno del tutto soggettivi e racconterò in questo articolo, quelle che sono state la mie personali sensazioni ed emozioni di una serata, del live di un cantautore che da alcuni anni mi ha regalato canzoni alle quali sono legati ricordi ed emozioni.
Dunque vi toccherà “vedere” e “sentire” attraverso i miei occhi e le mie percezioni.

Perturbazione: “(Dis)amore”, ventitré episodi di vita

“È vero che a un certo punto della nostra vita i rimorsi li inzuppiamo nel caffè la mattina come biscotti”.
(Caro Michele, Natalia Ginzburg)

 

Nell’epoca di Netflix, del successo delle serie tv, dove una o più storie sono narrate in episodi e stagioni, ci appare coerente e di tendenza realizzare un album che più che concept assume le caratteristiche di una “serie musicale”. (Dis)amore, ottavo e ultimo album del gruppo torinese Perturbazione, si presenta diviso in ventitré tracce, o meglio episodi, sulla vita di una coppia; dalla scoperta dell’altro e il conseguente innamoramento, fino al (Dis)amore.

“Remind Me Tomorrow”, un album da ricordare

Fino ad un anno fa non conoscevo Sharon Van Etten, giovane cantautrice del New Jersey attiva dal 2009; ciò che mi ha portato ad ascoltare questo disco è stata la sua copertina; succede spesso così con i libri e con gli album. Capita infatti che quando cerchiamo senza un’idea precisa qualcosa da leggere o da ascoltare, è proprio la copertina o un titolo ad attirare la nostra attenzione, arriva da noi, ci sceglie nel momento giusto ed infine sembra essere ciò che in realtà stavamo cercando.

Il maturo equilibrio dell'ultimo disco dei The National

In questo periodo di sospensione tra la vita ordinaria di qualche mese fa e il futuro che verrà (ma non si sa ancora bene quando), ho avvertito il bisogno di ascoltare un album che mi permettesse di riflettere, non solo in maniera personale, ma anche universale sulla vita e l’esistenza in generale; così ho pensato fosse arrivato il momento di riascoltare con attenzione l’ultimo ed ottavo album dei The National, una band alternative rock i cui componenti suonano insieme da venti anni, ed è proprio questa maturità artistica e personale a emergere in tutte le ben sedici track che compongono l’album I Am Easy to Find.

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