“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Musica

Musica La camera dei suoni

«Di lato, nascosta, una camera dalla quale provenivano suoni squillanti come di trombe, fagotti, zampogne e sonagli, tamburi, xilofoni misti ad armoniche, cetre, viole, violini e violoncelli. Un fracasso per qualcuno; per qualcuno una melodia celestiale».

Giovedì, 08 Settembre 2016 00:00

L'intenso viaggio in solitaria di Cat Power

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È una serata piovosa, umida, fredda. Sembra un’altra stagione rispetto al giorno prima.
È una Cesena vuota, scura, silenziosa. Sembra un’altra città rispetto a quella accogliente che avevo trovato in primavera.

Mercoledì, 31 Agosto 2016 00:00

Il manuale del moderno cantautore

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Primo lavoro lungo per Peppe Marazzita, conosciuto meglio con il solo cognome, Formule è uscito per l’etichetta di Perugia La Fame Dischi nel febbraio di quest’anno. Esattamente dopo tre anni dall’ultimo lavoro, l’extended play Mi gioco i sogni a carte (recensito su Il Pickwick), il cantautore affina la scrittura musicale – a cui si aggiungono arrangiamenti più maturi realizzati con/da validi musicisti – e migliora le capacità vocali, realizzando un prodotto professionale a pieno titolo che lo pone a ragione tra i nomi maggiori del nuova onda di songwriter nazionali.

Mercoledì, 10 Agosto 2016 00:00

Mario Venuti: raffinatezze... non solo jazz!

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C’è uno spazio che si chiama C.U.Bo, a Bologna, ed è una bella opera d’arte contemporanea di Unipol. L’acronimo sta difatti per Centro Unipol Bologna. Trattasi di una struttura polifunzionale contemporanea a tratti ordinata, caratterizzata da un certo razionalismo, ma anche da spazi irregolari, traiettorie inimmaginate fatte di alberi, specchi, percorsi, luci. Nei palazzi che circondano il “cubo” – che è una sorta di non luogo fisico, in quanto spazio aperto incorniciato dalle palazzine − non solo uffici, ma anche interessanti mostre da vedere. E soprattutto, musica!

Domenica, 31 Luglio 2016 00:00

Oh, what a world!

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Rufus Wainwright sceglie il palco dell’Arena Flegrea di Napoli per il suo debutto sulla scena partenopea, occasione per la presentazione del progetto che lo vede impegnato nella rilettura di alcuni classici di Judy Garland. Poche sono state fin qui le opportunità per ascoltare dal vivo in Italia le performance di questo talentuoso artista americano che Elton John ha definito come “il più grande compositore del pianeta”.

Giovedì, 14 Luglio 2016 00:00

Kingston/Napoli e ritorno

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A quattro anni di distanza dal loro primo lavoro, Push, gli Indubstry tornano con Overcome, nuovo progetto contenente undici tracce. Il dub, e più in generale il reggae, hanno caratteristiche di facile identificazione perché muovono i propri passi all’interno di ambiti ben definiti ed anche piuttosto rigidi. Analogo discorso può essere fatto anche per altri generi musicali, ma nel dub, e nel reggae, questi concetti vengono sublimati all’eccesso e condotti alla loro massima espressione.

Domenica, 03 Luglio 2016 00:00

Almamegretta, ritorno di migrazione comune

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EnnEnne, ovvero nescio nomen, è il titolo del nuovo lavoro degli Almamegretta. Scelgo di partire dal titolo, stavolta, più che dai contenuti e dalle suggestioni, perché è un titolo forte e importante, incisivo.

Era il 1984, c’era l’Unione sovietica. C’erano il punk, il dark e la new wave, veri e propri stili estetici ed espressivi, e forme di vita, non soltanto meri generi musicali. A Firenze c’erano, oltre a Litfiba e Neon, i Diaframma, che già avevano pubblicato nel 1982 il singolo Pioggia (b-side era Illusione ottica) e che suonavano (e bene) i pezzi dei Joy Division.
I Diaframma ci sono ancora. E sono in forma smagliante.

Giovedì, 02 Giugno 2016 00:00

A spasso con Flo nel posto di mezzo

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Ci sono posti in cui la città cede il passo alla campagna e tutto si fa di mezzo. A metà strada. Sono i luoghi anfibi, dove proliferano visioni e passioni, matti e incontri indimenticabili. Avrete notato come sono carichi di suggestione: piazzette inattese, crocicchi, caffe d’angolo. Panchine scrostate da cui guardare un panorama inaspettato. Immaginate di farvi un giro in questi luoghi di margine: immaginate, e poi fatelo davvero. Ascoltando Il mese del rosario di Flo.

Lunedì, 02 Maggio 2016 00:00

Levante Live @Lanificio 25

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Sarà il gioco fortuito di iniziali – Levante Live Lanificio – sarà per l’innato carisma di questa giovane cantautrice siciliana trapiantata a Torino, sarà che la aspettavamo da tempo nuovamente a Napoli, ma Claudia Lagona, questo il vero nome di Levante, non delude la folla, seppur timida, di spettatori accorsi per lei nel concerto live a Napoli al Lanificio 25 per il suo Abbi Cura di te Tour.

Sabato, 23 Aprile 2016 00:00

Voci dal cuore di Napoli

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Mamma Quartieri è il titolo del primo album da solista di Raffaele Giglio, che, per l’occasione, si firma semplicemente con il suo cognome. Il Cellar Theory è il palco scelto per il primo concerto di presentazione di questo album di nove tracce registrato nella cripta della Basilica di San Severo a Capodimonte. Un lavoro scritto interamente da Giglio, sia negli arrangiamenti che nei testi, tranne Figli ‘e Ddio scritta, invece, a quattro mani insieme ad Antonio Stefanelli dei Le Loup Garou.

Giovedì, 07 Aprile 2016 00:00

Edwige mon amour

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Partiamo subito da un fatto: i Fitness Forever sono degli ottimi musicisti, affermazione tanto semplice quanto non ovvia, soprattutto se si è soliti frequentare locali e club che propongono musica live. Chi ha il piacere di assistere a quanto di nuovo ci sia in giro oltre che la responsabilità di scriverne, sa benissimo che non sempre si ha la fortuna di ascoltare musica di livello. Non di rado la proposta musicale, già mediocre in scrittura, infatti, difetta anche in esecuzione.

Gli amanti del progressive-rock appartengono alla razza degli irriducibili e coltivano la loro passione con la cura che si riserva alle cose preziose che abbiamo avuto la ventura di incontrare e che ci hanno affascinato come una fata in un bosco, come una sirena su uno scoglio bagnato di luce lunare, come una Fenice che rinasce, mutando le proprie ceneri in nuova fiammeggiante energia.
Si accendono di luce gli occhi del “progger” quando pronunzia come un mantra i nomi dei protagonisti di una stagione, collocata tra i tardi anni '60 e i primi anni '80, che partorì grande musica, opere rock e concept album che pescavano a piene mani negli stilemi della musica classica, contaminandola con il jazz e l'elettronica, il folk celtico e le immaginazioni lisergiche.
La prima perla di questo “mala” musicale è sicuramente quella dei Genesis cui è dedicato l'ultimo libro del giornalista musicale Donato Zoppo, una delle voci critiche italiane più ferrate sul progressive-rock.

Domenica, 28 Febbraio 2016 00:00

"Discordia": nell'abisso ma con l'abito buono

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Il mondo è un posto meraviglioso. C'è chi è ancora innamorata degli attori dei telefilm, chi gioca ai videogiochi anche in età da pensione, chi vuole fare ancora la rivoluzione, chi odia il Prog, chi litiga al supermercato, chi è in crisi di astinenza, chi su un binario morto, chi quando scrive è troppo contorto. No, il cielo non è sempre più blu, ma c'è una buona notizia; tutti si muore. Nel frattempo però potreste tapparvi gli occhi e gli orifizi ed esser felici animali da circo o continuare a mettervi gli uni contro gli altri, tanto, il fine è felicemente comune.

Lunedì, 22 Febbraio 2016 00:00

Carnevale di Rio a Napoli

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La serata non si prospettava delle migliori: c’era una partita di calcio in corso, il meteo non era quello che definiremmo “roseo” e pure trovare parcheggio non era stato esattamente semplice.
Eppure, per qualche ora, sono stato al Carnevale di Rio.
Il Lanificio 25 – se non ci foste mai stati – non è proprio la classica location del sabato sera.

Venerdì, 29 Gennaio 2016 00:00

Cronaca di una sorte annunciata

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Mi svegliai. Nausea e dolori dappertutto, come un animale. Poi ho capito cos’era: la musica che saliva dal pavimento era il nostro vecchio Ludovico Van e la temuta Nona.
“Aprite la porta! Fermatelo! Fermatelo! Basta!"
E d’un tratto capii cosa dovevo fare, quel che volevo fare, farmi fuori, renderla, orbitarmi per sempre fuori da questo mondo sporco e crudele. Un attimo di dolore magari, ma poi il sonno, per sempre, per sempre, per sempre.

 (Alex DeLarge – A Clockwork Orange – Stanley Kubrick)
 

Il giorno venti del mese di gennaio dell’anno corrente, mi ritrovo in una landa desolata nel casertano, a perpetrare il non fortunato inizio settimana che aveva esordito, impietoso, con la sconfitta in Coppa Italia della mia squadra del cuore. Il fatto è che la mia genitrice aveva espresso, tempo addietro, il desiderio di assistere dal vivo alle prodezze vocali di quel trio di ragazzini terribili sfornati dal genio televisivo della casalinga più amata d’Italia, nota all’anagrafe sotto il nome di Clerici Antonella.

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