“Il risultato fu penoso: silenzio, imbarazzo, stupore. Si sentì volare la parola canovaccio; qualcuno chiese se si trattasse di una tragedia o di una commedia. Quasi tutti furono d'accordo nel giudicare il testo irrappresentabile. Fu così che Čechov − lo sguardo basso, le mani in tasca, a piccoli passi lentissimi − se la filò in albergo, sulla Tverskaia, senza farsi notare”

Cesare Garboli su "Le tre sorelle"

Musica

Musica La camera dei suoni

«Di lato, nascosta, una camera dalla quale provenivano suoni squillanti come di trombe, fagotti, zampogne e sonagli, tamburi, xilofoni misti ad armoniche, cetre, viole, violini e violoncelli. Un fracasso per qualcuno; per qualcuno una melodia celestiale».

Sabato, 18 Maggio 2013 02:00

L'unione non fa la forza

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I ricordi che ricorrono quando capita di partecipare ai raduni musicali riportano agli anni universitari e alle feste che imperversavano sovente durante le settimane di studio. La sensazione, varcata la soglia del Lanificio 25, è proprio quella di aver attraversato una porta inter-dimensionale che catapulta in spazi e tempi che appartengono a reminescenze giovanili.

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