“Solo tu puoi mandare in scena quel ricordo. Proprio quello”

Nadia Terranova

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Domenica, 03 Marzo 2019 00:00

La casa al porto di scalo

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A questa riva
come un naufrago, come un sassolino
freddo e solo tutto
tra milioni di sassolini
irriconoscibili uno ad uno, sono arrivata;

Sabato, 16 Febbraio 2019 00:00

La tua assenza non è niente

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La tua assenza non è niente che tace,
non è come chiamare qualcuno che non sente
con la voce che non torna.
È quella soglia che si apre con la luce.

Domenica, 03 Febbraio 2019 00:00

Comune

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Vecchi e nuovi sacerdoti
Cambiano le parole
E l’abito non nasconde
Il cuore dell’uomo
Vecchio come il mondo

Domenica, 20 Gennaio 2019 00:00

Chiamami con tutto il tuo cuore

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Cercami senza sprecare nessuno spazio, 
che le nostre mani s’incontrino dove lo spreco finisce. 
Come si faceva da bambini 
quando il mondo tutto traboccante d’immagini  
era presto raggiunto, era da conoscere e animare, 
così ora si deve amare.

Domenica, 13 Gennaio 2019 00:00

Cerca in te stesso

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Non è un caso che Milano sia oggi considerata la più vivibile delle città italiane. Con Luisa, la mia ragazza, siamo seduti osservando il vitale flusso umano in Corso Buenos Aires all’esterno di un bar, sul tavolino che occupiamo due bicchieri di Bitter Campari il cui contenuto scivola lento e piacevole nelle nostre gole. Quegli occhi! La sto osservando nel modo che lei sa.

Domenica, 30 Dicembre 2018 00:00

Ospite in giardino

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Non voglio più perder tempo, ho paura
che non ci sia più tempo per dirsi ti amo.

Il fiore della parola che mi hai insegnato a coltivare
sta per sbocciare. 
Gli eventi sono intelligenti,
è il momento di dirsi ti amo
– è necessario anche dirsi non ti amo;
tutto è finito prima d’iniziare, ti sei illusa, hai capito male –.
Ecco, proprio adesso vorrei sapere se mi ami oppure no.
Anche se tutta la vita poi lo dirai a un’altra.
La giustizia si fa ora.

Domenica, 16 Dicembre 2018 00:00

Noi nel suo mondo

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Stringe tra le mani un pennarello. Ovunque si trovi, appena adocchia un foglio, che sia appeso a una parete, sul tavolo o altrove, dà segni di eccitazione e senza esitare un attimo lo dipinge di giallo. Poi, rivolgendo di scatto lo sguardo a noi mostra con orgoglio il pennarello quasi fosse un trofeo e dice: “Giallo! Giallo! Giallo!”.
Tonino è nostro figlio. Sette anni. Autistico. Oggi è sabato, io e Linda siamo venuti a trovarlo a La Nostra Comunità, dove per l’intera settimana l’Associazione ONLUS qui nel quartiere Forlanini di Milano, dove abitiamo, si prende cura di disabili giovani e adulti.

Domenica, 09 Dicembre 2018 00:00

Lascia che io viva

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Mattino di febbraio                                                                                  febbraio ’18

Il mattino brumoso
scappa tra le nuvole
E quando il cielo è terso
allora solo faccio caso a quel pesco
bramoso di maggio.

Domenica, 25 Novembre 2018 00:00

I giorni della ricerca

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No. Non ho saputo dargli una risposta. Lui, Giuliano, mio fratello gemello, mi ha guardato col suo solito mezzo sorriso come fosse disegnato sul volto.
− Cosa ne pensi della postura uomo-tastiera-schermo? − mi ha chiesto.
Abbiamo diciotto anni, e da quest’anno frequentiamo l’Università Statale di Milano. Io, Marcello, Lettere Moderne, Giuliano Filosofia.

Domenica, 18 Novembre 2018 00:00

Il fiore della parola

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Puntualità

Quando arriva il tramonto, quando si volta il girasole
così mi chinerò due volte insieme.
Perché rimandare questo pianto liberatorio?

La sola speranza è che sia lieve come al suolo quel petalo di glicine
− quand’anche i petali cadessero tutti insieme
non farebbero che un concerto di silenzi −.

Domenica, 11 Novembre 2018 00:00

Cose che dovresti sapere

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È il 2013. “Era nell’aria. Ed ecco che è venuto il momento che te ne parli. Sin dai tempi dell’università tra noi due c’è sempre stato un forte legame amichevole che, mi azzardo a dire, non aveva eguali. Poi ognuno ha preso la sua strada. E oggi se ci domandiamo perché ciò è avvenuto abbiamo difficoltà a darne una spiegazione. Il che non ha senso.
Quando abbiamo deciso che, una volta laureati, avremmo scelto un lavoro da svolgere in comune − non fosse altro per gli interessi culturali che meglio interpretassero le nostre capacità, i nostri obiettivi − ci siamo messi alla ricerca della strada da percorrere per raggiungere il successo al quale aspiravamo. E il caso ci ha aiutato, ammettiamolo. Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo trovato il lavoro che faceva per noi.

Giovedì, 01 Novembre 2018 00:00

Gli anni zitti

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Gli anni zitti
(2014-2015)
 


Quando è morto mio marito
non avevo ancora quarant'anni,
e ho sperato, sì, per giorni e per anni,
di trovare un amore, una carezza,
qualcuno da incontrare a metà settimana.

Domenica, 28 Ottobre 2018 00:00

Il fragore del silenzio (Quarta parte)

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... l’ultima immagine di quel viso e di quelle cangianti ciocche svanì fra le trame sovrapposte di bianchi merletti. Anche quelli, a poco a poco, si dissolsero del tutto. Sulla parete dei morti, poco oltre una profonda crepa tra le lastre di marmo, il ritratto di un uomo corpulento e non troppo anziano, con baffetti da sparviero ed un elegante cappello da chef, di quelli morbidi che scendono dolcemente su di un lato della testa, mi sorrise in modo galante. Di nuovo avvertii la musica girarmi intorno ed ebbi di fronte il soffice copricapo bianco, inghiottito da uno sfarfallio di nubi opalescenti, sfrangiate sullo sfondo di un cielo terso, in pieno giorno. Sotto quella luce accecante, d’un tratto, l’argenteo grigio di un masso calcareo si frantumò in una miriade di piccole pietre...

Domenica, 21 Ottobre 2018 00:00

Ti lasciano diverso

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Succede dopo che hai letto certi libri. Non sei più quello di prima.
Quanto sto scrivendo è parte della mia storia. Della mia vita, insomma. L’ho già detto in altre occasioni: quando avevo poco più di tredici anni mi è capitato di leggere Martin Eden di Jack London. Da lì ha avuto inizio il mio rapporto con la letteratura. Ma non solo come lettore, bensì − e forse in modo quasi ossessivo − come aspirante scrittore. Con quali risultati in termini qualitativi fino a ora non spetta a me dirlo. Sta a chi mi legge giudicarmi.
La vita ha il suo corso. Allo soglie dell’adolescenza non potevo permettermi di dedicare tutto il mio tempo a scrivere. C’era da studiare e, una volta terminate le superiori, non ho potuto sottrarmi al mio dovere di essere d’aiuto alla famiglia cercandomi un lavoro. Nel tempo libero, tuttavia, ero chino in buona parte sulla Lettera 22 che mi aveva regalato mio padre.

Sabato, 13 Ottobre 2018 00:00

Il fragore del silenzio (Terza parte)

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... I miei occhi erano ancora all’altezza di quelli dell’anziano canuto, fin quando delle due sagome rimase solo una lieve traccia. Poi il mio sguardo venne attratto dalla sofisticata acconciatura di lei. Si trattava di un tre quarti, forse degli anni trenta del Novecento. Una donna matura dai tratti piuttosto decisi e vivaci, mora, con i capelli raccolti in diverse trecce che terminavano annodate sulla nuca, e con qualche etereo, sottile boccolo lasciato sciolto ad incorniciarle il viso. Una di quelle ciocche iniziò ad ondeggiare lieve al sospiro del vento, dipartendosi da un volto improvvisamente ringiovanito, mentre le note di Satie sfumavano in quel soffio e tutt’attorno ai boccoli il colore dell’aria virava rapidamente nello scurissimo bleu della notte...

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