“Chi v'agghia dici? Ca quiddu nda capa meja tengu tanti i quiddi buchi, cumi si ci avissi na negghia attùarnu attùarnu a capa. Pu a na vota nu colpu i viàntu e pi nu mumentu si vidi angunu cuntu, ca pu jè quasi sempi u stessi cuntu, e pu n'ata vota a negghia attùarnu....”

Saverio La Ruina

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Domenica, 09 Dicembre 2018 00:00

Lascia che io viva

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Mattino di febbraio                                                                                  febbraio ’18

Il mattino brumoso
scappa tra le nuvole
E quando il cielo è terso
allora solo faccio caso a quel pesco
bramoso di maggio.

Domenica, 25 Novembre 2018 00:00

I giorni della ricerca

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No. Non ho saputo dargli una risposta. Lui, Giuliano, mio fratello gemello, mi ha guardato col suo solito mezzo sorriso come fosse disegnato sul volto.
− Cosa ne pensi della postura uomo-tastiera-schermo? − mi ha chiesto.
Abbiamo diciotto anni, e da quest’anno frequentiamo l’Università Statale di Milano. Io, Marcello, Lettere Moderne, Giuliano Filosofia.

Domenica, 18 Novembre 2018 00:00

Il fiore della parola

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Puntualità

Quando arriva il tramonto, quando si volta il girasole
così mi chinerò due volte insieme.
Perché rimandare questo pianto liberatorio?

La sola speranza è che sia lieve come al suolo quel petalo di glicine
− quand’anche i petali cadessero tutti insieme
non farebbero che un concerto di silenzi −.

Domenica, 11 Novembre 2018 00:00

Cose che dovresti sapere

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È il 2013. “Era nell’aria. Ed ecco che è venuto il momento che te ne parli. Sin dai tempi dell’università tra noi due c’è sempre stato un forte legame amichevole che, mi azzardo a dire, non aveva eguali. Poi ognuno ha preso la sua strada. E oggi se ci domandiamo perché ciò è avvenuto abbiamo difficoltà a darne una spiegazione. Il che non ha senso.
Quando abbiamo deciso che, una volta laureati, avremmo scelto un lavoro da svolgere in comune − non fosse altro per gli interessi culturali che meglio interpretassero le nostre capacità, i nostri obiettivi − ci siamo messi alla ricerca della strada da percorrere per raggiungere il successo al quale aspiravamo. E il caso ci ha aiutato, ammettiamolo. Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo trovato il lavoro che faceva per noi.

Giovedì, 01 Novembre 2018 00:00

Gli anni zitti

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Gli anni zitti
(2014-2015)
 


Quando è morto mio marito
non avevo ancora quarant'anni,
e ho sperato, sì, per giorni e per anni,
di trovare un amore, una carezza,
qualcuno da incontrare a metà settimana.

Domenica, 28 Ottobre 2018 00:00

Il fragore del silenzio (Quarta parte)

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... l’ultima immagine di quel viso e di quelle cangianti ciocche svanì fra le trame sovrapposte di bianchi merletti. Anche quelli, a poco a poco, si dissolsero del tutto. Sulla parete dei morti, poco oltre una profonda crepa tra le lastre di marmo, il ritratto di un uomo corpulento e non troppo anziano, con baffetti da sparviero ed un elegante cappello da chef, di quelli morbidi che scendono dolcemente su di un lato della testa, mi sorrise in modo galante. Di nuovo avvertii la musica girarmi intorno ed ebbi di fronte il soffice copricapo bianco, inghiottito da uno sfarfallio di nubi opalescenti, sfrangiate sullo sfondo di un cielo terso, in pieno giorno. Sotto quella luce accecante, d’un tratto, l’argenteo grigio di un masso calcareo si frantumò in una miriade di piccole pietre...

Domenica, 21 Ottobre 2018 00:00

Ti lasciano diverso

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Succede dopo che hai letto certi libri. Non sei più quello di prima.
Quanto sto scrivendo è parte della mia storia. Della mia vita, insomma. L’ho già detto in altre occasioni: quando avevo poco più di tredici anni mi è capitato di leggere Martin Eden di Jack London. Da lì ha avuto inizio il mio rapporto con la letteratura. Ma non solo come lettore, bensì − e forse in modo quasi ossessivo − come aspirante scrittore. Con quali risultati in termini qualitativi fino a ora non spetta a me dirlo. Sta a chi mi legge giudicarmi.
La vita ha il suo corso. Allo soglie dell’adolescenza non potevo permettermi di dedicare tutto il mio tempo a scrivere. C’era da studiare e, una volta terminate le superiori, non ho potuto sottrarmi al mio dovere di essere d’aiuto alla famiglia cercandomi un lavoro. Nel tempo libero, tuttavia, ero chino in buona parte sulla Lettera 22 che mi aveva regalato mio padre.

Sabato, 13 Ottobre 2018 00:00

Il fragore del silenzio (Terza parte)

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... I miei occhi erano ancora all’altezza di quelli dell’anziano canuto, fin quando delle due sagome rimase solo una lieve traccia. Poi il mio sguardo venne attratto dalla sofisticata acconciatura di lei. Si trattava di un tre quarti, forse degli anni trenta del Novecento. Una donna matura dai tratti piuttosto decisi e vivaci, mora, con i capelli raccolti in diverse trecce che terminavano annodate sulla nuca, e con qualche etereo, sottile boccolo lasciato sciolto ad incorniciarle il viso. Una di quelle ciocche iniziò ad ondeggiare lieve al sospiro del vento, dipartendosi da un volto improvvisamente ringiovanito, mentre le note di Satie sfumavano in quel soffio e tutt’attorno ai boccoli il colore dell’aria virava rapidamente nello scurissimo bleu della notte...

Domenica, 30 Settembre 2018 00:00

Il fragore del silenzio (Seconda parte)

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Mi avvicinai alla parete di loculi sospesa nella nebbia, al di sopra di quelle fosse che si datavano a non più di un secolo prima, ma avevano l’aria di appartenere a tutt’altra epoca. Il muro bianco dava le spalle alle strutture in vista del cimitero, che affacciavano sulla parte interna, verso il viale di cipressi. Il posto non godeva dello stesso livello di manutenzione della zona più nuova, si vedevano alcune crepe sparse qui e lì lungo gli spazi fra le lastre di marmo e talvolta anche sulla superficie delle stesse. C’era qualche pianta rampicante. Pensai che quell’angolo per così dire “ameno” fosse degno argomento del più evocativo dei racconti d’ispirazione romantica, e decadente.

Domenica, 23 Settembre 2018 00:00

Il mondo attorno

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Gli è parso di essere stato preso da una sorta di smarrimento. Da dieci anni un matrimonio felice con Jenny. Successo sul lavoro che desta l’invidia dei colleghi. Stimolanti amicizie con gioiose frequentazioni. Tutto quanto un uomo possa desiderare per una pienezza di vita. C’è voluta la nascita del piccolo Andrea per dargli la carica necessaria a liberarsi dalle incertezze e lanciarsi alla ricerca del suo quadro esistenziale.

Domenica, 16 Settembre 2018 00:00

Settembre

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Tutto acceso
Per paura
Che mi lasci
Il torpore

Sabato, 15 Settembre 2018 00:00

Il fragore del silenzio (Prima parte)

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Mi trovavo nel piccolo e solitario paese, nel suo più puro ricordo d’inverno. Ero arrivata già da due giorni e mi ero sistemata per bene nella casa anticipatamente fredda di neve, di quella che non era ancora caduta e che il meteo preannunciava per la settimana seguente. “Qual buon vento?” l’interrogativo più comune, tra gli sparuti abitanti rifugiati nelle proprie case, era questo. Ognuno trovava il suo personale modo per domandarmi la ragione di quel soggiorno. Qualcuno mi chiedeva della famiglia, voleva sapere quanto mi sarei trattenuta in quel nostro tranquillo villaggio. “E viene anche tuo marito?” mi chiedevano, affrettandosi poi a sapere “come stanno i ragazzi?”.

Domenica, 09 Settembre 2018 00:00

Una cosa passeggera

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Fortuna che me ne sono accorta in tempo. O meglio, l’ho percepito casualmente andando a rivedermi le sue più recenti interviste che tanta materia del contendere avevano dato nel campo televisivo − e anche di certa stampa − sulla funzione culturale dell’intrattenimento.

Domenica, 29 Luglio 2018 00:00

When the Leaves Come Falling Down

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È il 2010. Settembre. Sto guidando l’auto, e ascolto una delle canzoni di Van Morrison che da sempre prediligo. Con Cristina ci siamo appena salutati. Un addio, senza alcun rimpianto da parte di nessuno di noi due.
Ci siamo conosciuti in un incontro conviviale nello chalet dell’Oltrepò Pavese del mio amico Alex. Una serata resa allegra e vivace quanto basta da una cena squisita accompagnata da abbondanti libagioni. Ogni tanto i nostri sguardi s’incrociavano. Ma niente più.

Venerdì, 13 Luglio 2018 00:00

Un flusso di vita

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Non avevo ancora compiuto diciott’anni, quando una mattina ho deciso di trasformare la mia stanza da letto nella cella di meditazione. Domandarmi il perché era del tutto inutile. Una perdita di tempo. Ho cominciato presto, dalla prima adolescenza, ad avvertire una forte esigenza di immaginare il mio futuro percorso di vita. E per quali finalità. Così come se mi fosse stato possibile dare sostanza al mio eventuale obiettivo a dispetto di quello che avevo già intuito, ovvero il dover fare i conti con la casualità o gli schemi tradizionali.

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