"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Alida Airaghi

Nominare gli dèi

Una riga tremante Hölderlin fammi scrivere
(Andrea Zanzotto, La Beltà)

 
  

1.

Mescolandosi tra noi,
si sono persi.
Gli immortali, da non nominare,
pena la loro dissolvenza
imperdonabile.
Hanno tentato di nascondersi
(nei secoli, in paesi distanti):
mentendo.

Macellai

Giuseppe Calogiuri (Lecce, 1978), avvocato, giornalista e musicista, accomunato spesso ad altri giallisti pugliesi (Gianrico Carofiglio, Donato Carrisi e Omar Di Monopoli), in un breve racconto ha evidenziato come la figura del macellaio venga tradizionalmente rappresentata nell’immaginario popolare, e spesso anche nella letteratura, come quella di un uomo truce, amante del macabro, capace di azioni efferate: in grado di sezionare carcasse di animali senza provare emozioni, e addirittura esibendo una sorta di gusto sadico nel maneggiare coltelli, far sgocciolare sangue, appendere a ganci arrugginiti agnellini e vitelli, squartare ventri e disarticolare ossa.

La poesia di un'isola in Cees Nooteboom

Nel 2016 Einaudi ha pubblicato un’antologia delle raccolte poetiche di Cees Nooteboom, scrittore olandese (L’Aja, 1933) di cui sono stati tradotti in Italia diversi romanzi, racconti e reportage di viaggio. Quest’anno è uscito un suo nuovo volume di versi, L’occhio del monaco, sempre per l’editore torinese, con l’attenta versione di Fulvio Ferrari.

L'arte di piacere e di piacersi in Filippo De Pisis

In questo “libretto innocuo e gentile” Filippo De Pisis chiarisce cosa si debba intendere per eleganza, soffermandosi in particolare su quella maschile. Per una estetica nel vestire, recita il sottotitolo: quindi eleganza non solo nella gestualità, nella conversazione, nella maniera di rapportarsi agli altri, ma soprattutto nell’abbigliamento. L’autore non teme la facile critica di chi volesse accusarlo di futilità o frivolezza e nella premessa difende con forza la propria convinzione che qualunque argomento “sia egualmente leggero e profondo a seconda del modo in cui viene trattato”.

Non solo Lolita

Ritenuto uno dei più importanti testi di critica letteraria del ’900, è recentemente uscito da Adelphi in una nuova edizione Lezioni di letteratura, che Vladimir Nabokov aveva dato alle stampe negli Usa a partire dagli anni ’40: sette splendidi ritratti di capolavori delle letterature occidentali, da Mansfield Park di Jane Austen all'Ulisse di Joyce, raccontati esplorando non solo i moduli narrativi, gli artifici stilistici, i tic linguistici dei narratori, ma anche ricostruendo i luoghi interni ed esterni in cui i vari romanzi sono ambientati, con un’appassionata attenzione ai dettagli, e alla magia che si sprigiona dalla descrizione del particolare: sapendo che l’opera d’arte deriva dall’unione di esattezza e incanto, che collega “la precisione della poesia e l’intuizione della scienza”, secondo le parole dello stesso autore.

“Jesus’ Son” e la crudele marginalità di Denis Johnson

Gli undici racconti raccolti in Jesus’ Son sono stati scritti da Denis Johnson nei primi anni Novanta: da essi è stato tratto nel ’99 il film omonimo diretto da Alison Maclean.
Denis Johnson, nato a Monaco di Baviera nel 1949, è cresciuto in Giappone e nelle Filippine prima di stabilirsi a Washington. Ha pubblicato narrativa, poesia e un libro di saggi, vincendo il National Book Award nel 2007 con il feroce romanzo Albero di fumo, implacabile resoconto della guerra in Vietnam. Testimone di crudeltà e follie private e collettive, ha viaggiato nei luoghi più caldi del pianeta. È morto in California, a Gualala, nel 2017.

La sorte di Nina Berberova

“I piedi elastici fanno presa sul selciato. Cammina nel buio delle strade, nell’oscurità della città, verso il sonno pesante degli Astašev, per andare fresco e riposato, il mattino dopo dall’aviatore, in banlieu, nel sole, nel vento, con la bombetta pulita, più avanti, sempre più avanti, col suo passo fermo, agile, cittadino, contribuente, consumatore (ma non soldato!), oltre la gente, oltre le frontiere, con un povero passaporto in una tasca, la penna stilografica nell’altra, cammina nella nebbia, nell’afa, sotto la pioggerella grigia, unò-dué, sinist, sinist, scivolando come un’ombra su tutto quello che incontra, offrendo sigarette, alludendo, rammentando, inchinandosi fino a terra, lasciando la sua traccia, più avanti, sempre più avanti, all’infinito, ormai un poco fiacco, un poco stempiato, con un dente d’oro nel largo sorriso, il respiro più pesante, facendo tremolare le pallide guance grassocce da bambino, per le scale, per i vicoli, per le strade dove sfreccia un’automobile, per i binari dove passa il treno, ancora, ancora, oltre il cimitero, le donne, i monumenti, i tramonti”.

Thierry Metz e il libro interrotto

Di Thierry Metz sono state pubblicate poche cose in italiano. Una sorta di diario a frammenti degli ultimi mesi di vita da lui trascorsi nella clinica di Cadillac per disintossicarsi dall’alcol e guarire da una forte depressione, e ‒ lo scorso anno ‒ una scelta di versi a cura di Riccardo Corsi, per le Edizioni degli Animali.

Il rame e i sabotaggi di Erri De Luca

Il volume da poco edito da Feltrinelli, Anni di rame, raccoglie quattro saggi politici di Erri De Luca: due inediti (A processo in corso e Sentimenti politici di un cittadino), e due pubblicati nel 2008 e nel 2015 (Senza sapere invece e La parola contraria).

Le lucciole di Pasolini

Garzanti ha raccolto nella collana “I piccoli grandi libri” otto interventi che Pier Paolo Pasolini scrisse tra il 1962 e il 1975 sull’evoluzione storica del fascismo, e sulla sua sopravvivenza culturale e politica nell’Italia del dopoguerra. Fascismo inteso come potere massificante e subdolo, capace di modellare i comportamenti delle masse, manipolandone le idee e livellandone aspirazioni e desideri.

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