“Sono la lepre molto avanti alla muta dei miei critici”

Virginia Woolf

Nunzio Di Sarno

Perché non mi faccio saltare il cervello con un colpo di pistola

Quando il buio mi mangia il cuore
E la saturazione m’irrigidisce
E mi arma la mano 

In un attimo un filo si allenta
E piano ritorna a galla

Comune

Vecchi e nuovi sacerdoti
Cambiano le parole
E l’abito non nasconde
Il cuore dell’uomo
Vecchio come il mondo

Settembre

Tutto acceso
Per paura
Che mi lasci
Il torpore

Same Old Trap

Bah bah balbetta
Astioso poppante
Sonnacchioso 

Vomita merda
A più caro prezzo
Monta disprezzo

Del perché gioire della neve

Arriva all’improvviso
Tra la paura di chi la teme
E la gioia di chi l’attende

A schiacciare il superfluo
Per cui tanto e da tanto
Ci affanniamo

Vecchi amici

a F. G.

  
Avevamo gli occhi neri
Pance in fuori e visi tondi
 
Nelle strade corte di paese
E inciampavamo nei sogni
 
Dove non c’era connessione
Ma un singhiozzo di visione

Natale

Tra pianti e singhiozzi
Si nasce e si muore

Nel buio del trapasso
La paura ci muove

˜-

La tensione alla creazione
Si allenta nella ricreazione

Nella ruota

Dove la Natura è Famiglia
L’indigeno fiero resiste

Quando si minaccia la Fonte
I guerrieri raffinano il diamante

Nell’ignoranza che consuma
Nell’attaccamento che acceca

4 dicembre

La Costituzione scritta col sangue
Di chi la guerra la fece

In trincea sugli aerei
E a resister sui monti

Contadini e operai fratelli
Nell’ardente coscienza politica

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