“Un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando riflette”

Friedrich Hölderlin

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Sabato, 25 Aprile 2020 00:00

25 aprile

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O partigiano portati via
Lo sfruttamento e la gerarchia

Né comunismo né capitale
Unica via è l’anarchia

Martedì, 21 Aprile 2020 00:00

L'arrivo dell'estate

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Un fiore 

Non ho scelto un fiore
da mettere trai tuoi capelli
ma un fiore da coltivare
per l’amore che provo per te.

Martedì, 14 Aprile 2020 00:00

Preghiera per la fine del mondo

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Io padre onnipotente generato
Non creato da energia cosciente       

Creatore del cielo e della terra
Di tutte le cose visibili e invisibili

Fa’ che sia sempre consapevole
Di ciò che accade dentro e fuori

Lunedì, 06 Aprile 2020 00:00

Tu

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Vaneggio tra quattro porte 
Chiuse dal mio Stato
D’emergenza invisibile

Domenica, 22 Marzo 2020 00:00

Le mie pagine

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E allora. Non pretendo di ripercorrere il mio viaggio attraverso la narrativa dopo avere scritto racconti che volevano dare un orizzonte più ampio alla mia vita. Intendo piuttosto riportarmi col pensiero in ordine sparso ai tempi che mi hanno visto coinvolto − o meglio, impegnato − a ricercare possibili segni di realtà nello stare al mondo di noi umani.

Domenica, 15 Marzo 2020 00:00

Risvegli

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Non ci sono più angeli. E quello che vediamo
intorno, sospeso (pulviscolo o respiro)
non è altro che fuliggine, nessun segno
dal cielo, nessun messaggero divino
che ci annunci salvezza, moderata
consolazione. Siamo rimasti
senza intermediari, abbiamo esplorato
ogni abisso e mistero, sbugiardato gli inganni.

Domenica, 01 Marzo 2020 00:00

Virus

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Tanto parlare cliccare chattare e skippare
Per farmi scaldare e rimbalzare tra pulpiti
Di cartapesta grondanti interesse e vanità

Domenica, 05 Gennaio 2020 00:00

Meglio dire le cose come stanno

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Che suo marito Loris soffra d’insonnia non la preoccupa più di tanto. Lei, Silvia, confida che tra un dosaggio e l’altro di Xanax prima o poi Loris possa tornare alla normalità. Nel frattempo lui ha preso l’abitudine di alzarsi in piena notte, rifugiarsi in salotto, accendere il computer fumando una sigaretta via l’altra con accanto il bicchiere del suo whisky preferito. Il computer come interlocutore informatico per tentare di far venire alla luce un sia pur esile indizio relativo alle ragioni esistenziali del suo stato d’animo.

Domenica, 29 Dicembre 2019 00:00

Se qualche volta sono morto

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RENDEZ-VOUS

Là dove il giorno incontra il latrato dei cani
che si spartiscono un osso,
là dove il mare più grosso diventa bonaccia
dove ogni traccia
di invidia e superbia scompare
e si apre la noce del cuore

Domenica, 22 Dicembre 2019 00:00

Venezia: prove generali per una sparizione

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Questo posto odora di fritto spinto e di muffa, di profumi francesi e di fogna. È un posto che c’è, ma non si trova. Ci arriviamo, a Venezia, senza possibilità di sbagliarci, ma poi non la troviamo.
Strenati (con la n) a Santa Lucia, ci abbagliano il sole – perché a Venezia fa sempre caldo, anche la notte di Natale – e i trasportatori di bagagli “autorizzati”, anche se si sa chi li ha autorizzati, visto che la scritta l’hanno tutti, ma è sempre diversa e c’è chi l’ha attaccata col nastro adesivo, chi con lo spago e uno l’ha inchiodata sul legno.

Domenica, 15 Dicembre 2019 00:00

Varuna

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Claudia è due persone diverse, ha i capelli castano chiaro, con qualche venatura di biondo tra una ciocca e l’altra, gli occhi verdi che s’iscuriscono poco a poco verso la pupilla, dove hanno il colore del miele, le labbra sottili fuori e dure ma dentro piene e piene di curve, la pelle bruciata, ma liscia come il vetro levigato dall’acqua. Se la guardi di giorno è calda e sicura, un fusto di legno ancora fresco, con la corteccia chiara, che se la tiri via si stacca in filamenti lunghi e pieni d’odore e lascia aperte ferite che si saneranno presto. Ma se la guardi di notte è buia e profonda, come il carbone che rimane quando le fiamme si sono spente, e devi grattare via un bel po’ di corteccia bruciata per trovarci sotto il profumo della linfa. Ora è notte e la luna calante le schiarisce il volto solo un poco, quel poco che basta comunque per farla stare esattamente nel mezzo tra la legna e il carbone, tra l’immagine di lei che mi rassicura e quella che mi spaventa.

Domenica, 17 Novembre 2019 00:00

Litania periferica

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È ancora buio quando mi alzo
e spalanco le imposte sul sagrato,

butto ai gatti del cibo, poi scalzo
mi inginocchio a pregare, grato,

“mio Signore e mio Dio”, come Tommaso
per un giorno da inventare tutto mio

(sacro per fede o dannato per caso;
rischio e peccato): purché sia io

a decidere, prego, se salvarmi
o bruciare nella colpa; io.

Domenica, 03 Novembre 2019 00:00

Quali volatili solcano il cielo

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Di là dalle dolci colline del suo podere nell’Oltrepò Pavese Renato osserva il continuo svolazzare lassù, in movimenti talvolta come affettati, aggressivi in altri momenti. Repentini scatti si alternano a timide volute. Non li riconosce, non gli sembrano tutti della stessa specie, fa solo delle supposizioni sulla loro natura. Sotto, il fiume scorre lento. L’orizzonte tremola.

Domenica, 20 Ottobre 2019 00:00

Rosso

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“Erano tre mesi, dodici giorni e sei ore che non scopava, non teneva il conto dei minuti perché era una cosa patetica. L’ultima volta l’aveva accolto Emilia dentro di sé, che stavano insieme da tre anni ma i primi due erano stati veri e l'ultimo si era aggiunto in coda solo perché si annoiavano a stare da soli. E pure a scopare era diventata tutta una moina per evitare di dirsi che non avevano più voglia di scoparsi davvero: lui infilava quello che aveva tra le gambe dentro quello che aveva tra le gambe lei e andavano avanti con questi movimenti meccanici che erano memoria fossile di un erotismo dissoltosi nel tempo, diventato odori e sapori di pelli lontane.

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