“Come tutti gli uruguagi, avrei voluto essere un calciatore. Giocavo benissimo, ero un fenomeno, ma soltanto di notte mentre dormivo; durante il giorno ero il peggior scarpone che fosse comparso nei campetti del mio paese”

Eduardo Galeano

Domenica, 09 Gennaio 2022 00:00

Via dalla tristezza

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Giorgio si è affacciato col bicchiere in mano alla finestra del salotto di casa, il cielo livido non promette nulla di buono.
Ha lavorato per buona parte della notte al fine di portare a compimento il testo che sarà alla base della sua ricerca, ovvero il programma finanziario grazie al quale conta di essere promosso manager come Analista Valutario di un Istituto Bancario italoamericano.

La giovane convivente Lorena è impiegata alla Rinascente di Milano presso il reparto moda e prodotti di bellezza. I due non sono sposati, ma contavano di farlo in tempi ragionevolmente brevi, e avere un figlio.
Il rapporto tra Giorgio e Lorena si fondava su un forte legame sentimentale e, soprattutto, su un’intimità sessuale intensa e, diciamo così, fantasiosa... tale da apparire a Giorgio come una sorta di sfida al Kamasutra.
L’unico lato negativo era quella paura irrazionale e ossessiva di Lorena che qualcosa in lei non andasse o che facesse qualcosa di sbagliato impedendo o limitando la possibilità di fare godere appieno a Giorgio i loro momenti intimi.

È successo. Lorena se n’è andata. Ha lasciato Giorgio senza dirgli dove si sarebbe recata e cosa avrebbe fatto.
Non è stata una sorpresa per Giorgio, poiché in più di un’occasione Lorena gli aveva fatto intendere, in modo non del tutto chiaro, che una certa sua insicurezza non le garantiva la certezza che il loro rapporto potesse durare a lungo.
Verosimilmente si tratta di un disturbo di cui soffriva Lorena. Ma di ciò Giorgio non si sente sicuro.
Sta di fatto che dopo la decisione di quella che era stata la sua donna, Giorgio ha avvertito nel suo animo come una cupa malinconia. Al punto di chiedersi se essendo, forse esageratamente, impegnato nell’obiettivo di successo in carriera, nel suo sentire ne avrebbe sofferto Lorena che di conseguenza passava in secondo piano.

Il buio nel cuore. Un problema non risolvibile razionalmente da Giorgio, che tra un bicchiere e l’altro si sforza di liberarsi della nostalgia.
Ma c’è dell’altro. Lo stato d’animo che lo attanaglia rischia di trascinarlo in una condizione di depressione. E ciò che maggiormente lo preoccupa è la capacità che viene a mancare per ottenere la promozione nell’impegno lavorativo in cui si trova ormai da troppo tempo.
La compagnia di amici, un viaggio di piacere all’estero, così come l’intensificarsi della sua attitudine alla lettura sono del tutto insufficienti per risollevarlo moralmente. Senza contare l’abuso di alcolici.
Una volta acquisita una prospettiva più matura, Giorgio conta di risollevarsi e imporsi non solo sul lavoro ma in ogni sua attitudine dello stare al mondo.
A proposito della sua passione per la letteratura, rileggendo Ernest Hemingway, Giorgio rimane come folgorato nel venire a conoscenza che il suo autore di culto ha avuto quattro mogli, una delle quali lo ha abbandonato come è successo a lui con Lorena.

E intanto il suo malessere peggiora di giorno in giorno. Finché d’improvviso un concetto, una parola, gli viene in qualche modo in aiuto, e la parola è “LA CALMA”.
Si convince che le sue ansie non possono dileguarsi da un giorno all’altro. Occorre gradualità e un impegno tanto costante quanto progressivo nella ricerca di una soluzione definitiva.
Ecco allora che la luce si fa strada nei suoi pensieri. Allo stato delle cose una certezza gli apre un nuovo orizzonte: devo tentare di andare alla ricerca di Lorena, dice a sé stesso.

Giorgio non ha difficoltà a mettersi in contatto con i genitori di Lorena al fine di venire a conoscenza di quanto gli occorre per trovare un approccio. Cioè dove lei si trova, con tanto di indirizzo per scriverle o il numero del suo telefono per chiamarla.
Giorgio telefona a Lorena, ma lei non risponde. Evidentemente riconosce il numero di chi la sta chiamando. Se le cose stanno così, a Giorgio non resta che chiamarla con un altro telefono. E il risultato è positivo. Lorena ha risposto.
C’è stata una lunga serie di telefonate nel corso delle quali Lorena rispondeva a monosillabi, non si scopriva. Giorgio non mollava la presa, finché un giorno Lorena gli ha detto che potevano incontrarsi, come da lui chiesto, per fare a modo loro il punto della situazione.
Siamo in un bar nei pressi della Stazione Centrale. I due si parlano in modo quasi frenetico. Giorgio ha tuttavia l’impressione che un chiarimento sia a portata di mano. E forse anche una decisione.
Sta di fatto che dopo più di un’ora di parole in libera uscita decidono di mettersi alla prova tornando a vivere assieme su basi più chiare che in passato.
Una settimana dopo Lorena torna nella casa di Giorgio dove pensano di riallacciare su nuove basi il loro legame.
Ora tutto sembra procedere lungo un percorso che li mette a loro agio. Si sposeranno. Alla base del loro ritrovarsi c’è stato il chiarimento decisivo circa il modo di vivere la loro vita di sposi. Rispetto al passato concordano che l’amore sentimentale non può subire, come è avvenuto in passato, la mancanza dei sensi vigili. I loro momenti intimi dovranno perciò essere in sintonia con la passione e il coinvolgimento affettivo.

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