“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Giovedì, 18 Dicembre 2014 00:00

Sono dietro di te (parte 7)

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CAPITOLO 6

Era passato dunque un mese circa dal mio primo appuntamento con la collega. Ripensandoci, le preoccupazioni che avevo avuto quando arrivò il primo giorno in ospedale mi facevano sorridere, avevo subito un periodo di paranoia che fortunatamente era stato brillantemente superato. Margherita intanto era stata dimessa. Il giorno delle sue dimissioni Barbara non era in turno, si dovette accontentare di salutarla la sera precedente, io invece ero li e ne approfittai per scambiare con lei un affettuoso abbraccio, nel mentre del quale la vecchietta mi sussurrò: “Stalle vicino, è una ragazza che ha sofferto tanto”, ed io prontamente: “Grazie di tutto Margherita. Se le farà piacere verremo a trovarla presto a casa” – “Questo è il mio numero”, prese un fogliettino ed una penna dalla sua vecchia borsetta ed iniziò a scrivere, “chiamatemi e preparerò un bel the”. La accompagnai all’uscita del reparto dove c’erano i parenti ad aspettarla.

Lunedì, 15 Dicembre 2014 00:00

Spirali di triadi

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Uno, due, tre.
Tre, tre, tre.
Tre sono le dimensioni dello spazio in cui mi trovo, tre gli stati della materia, tre i mesi in una stagione, tre le forme temporali che vanno a braccetto con i tempi della vita di un uomo: passato, presente e futuro; gioventù, maturità, vecchiaia. Il corpo umano stesso è formato da triadi funzionali: tre strati di meningi che proteggono questo mio cervello pensante, tre le parti della vertebra, tre le divisioni degli acidi grassi demoliti dalle cellule. Galeno, medico greco, pensava che l’anima risiedesse nel cervello, nel cuore e nel fegato. È un numero che segna il limite di sopravvivenza del corpo umano, nella misura di tre minuti senza ossigeno, tre giorni senz’acqua e tre settimane senza cibo.

2° GIORNO

Alle 5:30 siamo già alla biglietteria dei templi di Angkor. Con una webcam ci fanno una foto tessera che va sul biglietto, il modo più sicuro per rendere il titolo strettamente personale.
Io sto con un occhio chiuso e l’altro a mezz’asta.
Ma lo spettacolo dell’alba ad Angkor Vat giustifica due notti insonni. Ne giustificherebbe mille.

Giovedì, 04 Dicembre 2014 00:00

Il figlio

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I.

Ci hanno rovesciato come calzini, esami di ogni natura e genere, decisamente poco simpatici, e non è risultato niente, niente che potesse impedirci di procreare. Mi sono munto lo sperma come si fa con le mammelle delle mucche, anche se in questo caso avrei dovuto essere il toro. Mia moglie si è gonfiata di ormoni per mesi, lievitava mentre si incazzava e si incazzava mentre lievitava. Ogni mattina termometro per controllo ovulazione, se fertilità a picco, semaforo verde, e vai, procedere all’accoppiamento, come fosse una medicina. Ma l'Inseminator che è in me non ha mai portato a termine la sua missione, ogni tentativo è fallito, sembra che il destino si sia accanito contro di noi.
Siamo una bella coppia, così almeno ci hanno sempre detto, stabile, affiatata, solida, con tanti interessi comuni, una bella intesa sessuale, ma come diceva Erminia, una famiglia a metà.

1° GIORNO

Capodimonte, San Martino, Pozzuoli, Reggia di Caserta, Sorrento, Capri, Procida, Roma, addirittura una volta sono andato a Firenze, ma una Pasquetta in Cambogia no, sinceramente, mai organizzata. Papà non lo sa che tra poco partirò per i templi di Angkor, dove anche lì sta per sbarcare il Group In Tour. Vista l’età avanzata, si preoccuperebbe troppo. Mi direbbe: “Incosciente, sei un incosciente…” come se l’aereo ‘o guidassi io.

Sabato, 29 Novembre 2014 00:00

Sono dietro di te (parte 6)

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CAPITOLO 5

Quella sera ci incontrammo in centro. Nordavalle è un piccolo paesino che conta solo 15 mila abitanti, ma c’è un po’ di tutto, e soprattutto degli ottimi bar che, dato il freddo invernale, elargiscono con generosità bevande super alcooliche a pochi spiccioli. Barbara esordì immediata: “Voglio bere”. Andammo a “La caverna del mastro birraio” e, sedutici su queste vistose panche di legno massiccio, ordinammo un paio di birre. “E così vieni dal sud” le dissi, “Sì. Da Pescatratta. Sai com’è, lì non c’è molto per programmarsi il futuro e poi dovevo andar via per quella brutta storia. Ma stasera non voglio parlare di cose tristi. Raccontami un po’ di te” e spalancò di nuovo il suo sorriso. “Io sono sempre vissuto qui nella noia più completa e quindi non c’è molto da dire. Dopo il diploma ho fatto qualche lavoretto saltuario per poi specializzarmi come infermiere ed eccomi qua ad aspettare la svolta.” – “Mmm, mi interessa particolarmente la svolta, potresti averla trovata” fece lei ammiccante, “diciamo che ci sto lavorando” le risposi sorridente.

Lunedì, 24 Novembre 2014 00:00

Les Voyages de Lubylu – Elezioni ad Auschwitz

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4° GIORNO

Oggi è l’ultimo giorno di lavoro in terra polacca. Ieri in Italia era l’ultimo giorno di elezioni politiche. Meglio così, mi sono evitato un inutile diritto-dovere; tanto chi voto io non viene mai eletto. Il partito si scioglie e vanno tutti in galera.

Giovedì, 20 Novembre 2014 00:00

Sono dietro di te (parte 5)

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CAPITOLO 4

Ero ormai a lavoro da 3 mesi, ben voluto da colleghi e pazienti. Sempre gentile e disponibile con tutti. Pronto anche a rinunciare ai meritati riposi dopo una lunga settimana di lavoro, infatti più volte avevo chiesto un turno extra per migliorarmi il prima possibile e soprattutto per avere più contatto con gli ammalati. Il mio era un classico reparto di degenza. I pazienti venivano a recuperare la forma ed a seguire la terapia dopo un intervento fatto al piano di sopra dove c’era l’appariscente sala operatoria. Una mega stanza, ramificata in varie piccole altre stanze adibite per diversi utilizzi, con le più sofisticate attrezzature in campo medico e chirurgico. Ci passavo ogni giorno per accompagnare o riprendere i pazienti. Una volta poi dovetti sostituire una collega addetta alla pulizia e sterilizzazione degli strumenti operatori. Niente di straordinario, si trattava di togliere i pezzi di ossa che gli erano rimasti appiccicati, misti a sangue, carne e cianfrusaglie varie. Niente che non avessi già fatto per conto mio nel tempo libero, diciamo cosi. Insomma, tutto stava andando nel migliore dei modi fino a che non arrivò la nuova collega. Si chiamava, come detto, Barbara, 26 anni, strana. La sua stranezza era data dal fatto che sembrava nascondere qualcosa.

Venerdì, 14 Novembre 2014 00:00

Un eroe (vero)

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Non fu figlio di Venere né di Marte l'eroe che salvò la Grecia ai tempi di Aristotele.
CDOBOS, la cui storia fu poi ingiustamente dimenticata, fu tra i più forti ed i più valorosi guerrieri di tutta la storia dell'umanità. Umano troppo umano, nessuna divinità gli offerse mai un qualche potere né tanto meno tradì i cieli per difenderne le tragiche sventure. Cdobos non nacque eroe, lo divenne.

3° GIORNO

La vodka è ancora lì pronta per la colazione, ma anche questa mattina non la prendo. Ho tutto il giorno per assaggiarla, magari giusto un goccio.
Oggi il cielo è azzurro, una splendida giornata di primavera. Taxi senza Lory e senza Canny e arrivo ad Auschwitz. Devo dire lo staff è sempre molto gentile; mi fanno grandi sorrisi. Tutti. Eh sì! Anche la ragazza scheletro sorride. Non chiedetemi come, c’è un gruppo di scienziati che sta studiando il fenomeno.

Sabato, 08 Novembre 2014 00:00

Esami e verifiche

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Al centro della mia attività cogitativa, un fastidioso ronzio circonda echi e rimbombi di confusione. Magari nelle nostre vene al posto del sangue scorresse alcool, almeno potremmo staccare la spina dai ricordi in qualunque momento.

Lunedì, 03 Novembre 2014 00:00

Trittico

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I tuoi sogni non hanno residenza, sono disegni onirici della fragilità.
Puro gusto di cantare un’assenza, forse è che hai mani portate per il buio.
Devote a ciò che è smarrito, smarribile. Scostanti con quanto potrebbe restare.
Come quando prendi la terra e vorresti fosse pioggia però, poi, osservi a fondo l’acqua domandandoti perché debba evaporare.
Come quando ti costringi all’apnea dell’ennesima scommessa tramutandoti in una risata sommessa e, all’improvviso, scomposta. In un pianto. Tornando in te, alla fine. Ammettendo che non va bene, non va bene per nulla.

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 00:00

Sono dietro di te (parte 4)

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Ho iniziato questo processo di interpretazione dei miei raccontini adolescenziali qualche anno fa quando mi decisi, dopo diverse riflessioni, a incontrare una psicologa. Era una dottoressa di circa una quarantina d’anni, belle gambe, acconciatura e vestiario sempre curati e un viso accademico, con quegli occhialini classici che ti permettono di guardare l’oggetto d’indagine (in questo caso io) in modo asettico ed austero. Com’è ovvio che sia non le raccontai mai nulla delle mie reali azioni, mi limitai a farle presente alcune mie fantasie innocue e qualche sogno ricorrente.

Mercoledì, 22 Ottobre 2014 00:00

Les Voyages de Lubylu – Elezioni ad Auschwitz (2)

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2° GIORNO

Today
faccio un bel servizio fotografico, così domani che arriva il mio English boss, Poulettone un po’ chiattone, gli faccio vedere che sto faticando.

Sabato, 18 Ottobre 2014 00:00

Quello che siamo

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Quando me ne accorgo è troppo tardi, il piccolo ciclone d’acqua ha già trasportato via il braccialetto portafortuna che avevo al polso destro. Ormai era lacero, non che si potesse riparare, ma mi avrebbe fatto piacere conservarlo. Sono passati due lunghi anni da quando diedi pochi spiccioli a un ambulante e lui, per riconoscenza, mi regalò uno spago di stoffa con tutti i colori su uno sfondo verde. Grazie a quello, disse, non avrei perso le speranze, ma erano loro che da un pezzo avevano perso di vista me. Mi ero abituato a vedere quel sottile filo di smeraldo al braccio, in un certo senso è vissuto con me più tempo rispetto a molte altre persone, e quando l’ho visto fuggire via in doccia, ho capito che il nostro destino è di perdere prima o poi tutto quello che abbiamo ad un palmo di naso.

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