“Il grande tormento dei timidi è che, esteriormente, essi passano per degl'inattivi, degl'indifferenti, dei rassegnati, dei privi di bisogni; mentre invece l'interno del timido vibra di una segreta e struggente attività. Ma per accorgersi di questa segreta attività bisognerebbe chinarsi sul timido e ascoltarlo come si ascolta il tic tac di un orologio”

Alberto Savinio

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Domenica, 02 Luglio 2017 00:00

Olga e il turbinio dell'est

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Sprigionava intensi feromoni, vorticosi da fare invidia a un contatore Geiger, percepibili da un sia pur fugace contatto fisico o stimolo olfattivo. Olga Balan, moldava ventiquattrenne, venuta a Milano per cercare lavoro. Capelli biondi tagliati corti gradualmente di traverso, la parte più lunga sulla sinistra. Gli occhi di un blu profondo percorsi da lampi improvvisi. Ragazza slanciata dal fisico perfettamente modellato, morbido allo sguardo.
– Olga, direi che potremmo considerarla una crisi di mezza età. Ora sembra esserne venuta fuori. Sono ormai tre mesi che lei è in analisi da me. Ha collaborato come si deve. Mi faccia sapere più avanti se tutto va bene. Comunque, tenga sempre gli occhi aperti e cerchi di avere più fiducia nella sua forza – chi parla è il dottor Sebastiano Tarenghi, psichiatra.

Giovedì, 29 Giugno 2017 00:00

Il maestro

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Non ricordo più il suo nome, sono passati tanti anni da quei giorni lì. A volte ci ripenso, come è successo oggi, e mi sale al viso una smorfia benigna, un ricordo confuso di quegli anni spesi dentro una scuola orribile e meravigliosa.

Domenica, 25 Giugno 2017 00:00

Tre poesie

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Filosofia

Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio
che smette, ogni tanto,
di pronunciare il vuoto.

Allora qualche indizio di materia
deforma l’aria,

Domenica, 11 Giugno 2017 00:00

Sul fluire di un anno sabbatico

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Quella decisione l’abbiamo presa quasi d’istinto la sera in cui noi quattro, della stessa classe, festeggiavamo il diploma appena conseguito con voti sì e no decenti al Liceo Classico Parini della nostra città, Milano.
Avevamo scelto il miglior ristorante in Piazza della Repubblica. Il nostro legame negli anni di studio si era sempre più rafforzato grazie a un insieme di interessi – se così si può dire – che ci accomunava. Voglia di studiare, poca. Consapevolezza (ostentata) della nostra presunta prontezza mentale, intensa attrazione verso le nostre compagne di classe più disposte a divertirsi, con tanto di feste in casa di questo o di quello dove, dopo qualche ballo, si finiva regolarmente a coppie nelle varie stanze, talvolta persino in bagno con la ragazza dal tanga aperto come si deve, poco chiare le idee sugli studi universitari da seguire, ma la simpatica spocchia di chi non ha dubbi che nella futura vita lavorativa lo aspettano successi alla portata di pochi.

Domenica, 04 Giugno 2017 00:00

Più conosco gli uomini, più amo gli animali

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Il Signore Dio “scacciò
 l’uomo e pose ad oriente
 del giardino di Eden
 i cherubini e la fiamma
 della spada folgorante,
 per custodire la via
 all’albero della vita”
(Genesi 3,24)

 

I


I cherubini lavoravano intorno alla spada incandescente: vi gettavano dentro legna e carbone perché non si smorzasse il suo splendore; con le molle sistemavano i pezzi di legno per far attecchire meglio il fuoco.
Si trattava comunque di un lavoro che, molto presto, avrebbe perso ogni utilità: ormai da secoli il mondo era in pace e vi regnava il bene, tanto che gli uomini avevan riconquistato il diritto all’Eden. Quindi, non c’era più bisogno di sbarramenti o di ostacoli divini. Pure, quella spada fiammeggiante non smetteva di ardere.

Domenica, 28 Maggio 2017 00:00

Almeno una canzone, poi me ne vado

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Attenzione. Se mi esprimo in prima persona il lettore non si sforzi di capire chi sta parlando. Sappia di essere in presenza di una duplicazione di personaggi. Per niente facile da spiegare in certe circostanze di cui sto scrivendo. Ma forse il lato interessante della faccenda (virtuale) sta tutto lì. Ecco cosa voglio dire: sono uscito da me stesso per cercare di osservarmi come fossi un’altra persona. Succede così che quando noi due ci guardiamo è come una finzione. Solo uno se ne rende conto, l’altro no. Lui, l’Altro non sa nemmeno che esisto. O non lo dà a vedere.

Domenica, 21 Maggio 2017 00:00

Apnea

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Eran fissi come al solito, gli uomini: guardavano solleciti lo schermo casalingo, che in cambio (a mo’ di ricompensa) mostrava in diretta plenaria, e a reti congiunte, la ripresa ravvicinata d’un robusto pietrone, intento da sé – ovviamente per miracolo o volontà divina (senza cioè che nessuno lo spingesse) – a rotolare pian piano di lato e dischiudere lentamente l’imbocco d’una caverna angusta, rannicchiata nella roccia. Intanto la voce fuori campo di uno speaker, postillava il prolungato, flemmatico scivolamento, pronunciando un discorsetto: “E figuriamoci: c’è pure Quello che non riesce a trattenere la vita per più di tre giorni. Magari si sforza, si impegna allo spasimo. Ma niente da fare...

Domenica, 14 Maggio 2017 00:00

D-Alpha-Nag

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Si trasformava il dolore di molti nel ricordo di uno solo. Si trasformava il dolore, che è lungo e naturale e vince sempre, nel ricordo personale, che è umano e breve e sfugge sempre.

(Roberto Bolaño, 2666)

 

Per poco una mareggiata non mi investì in pieno. Camminavo sul mare e guardavo lontano, all’orizzonte, dove le ondate parevano animalesche schiene irsute che danzavano contro la luce squillante, tenebrosa, elettrica, che spaccava le nuvole ad ovest e si insinuava verso i golfi cittadini, striati di luci. Le ultime da Cape Canaveral non lasciavano dubbi: era una questione di mesi, ormai – e quindi di giorni – e il meteorite ‘D-Alpha-Nag’ avrebbe impattato contro la Terra. Tennyson era stato perentorio: “Succederà un gran caos”. “Cavolo, Tennyson” – avevo ribattuto – “altro che caos... vi sarà ben più di un caos!”. Ed era un gran caos già in quel pomeriggio sul lungomare, lucidato dal vento e dalle mareggiate, infilato in quella luce giallastra da tropici intristiti, come se qualcosa di freddo e di crudele dovesse accadere da un momento all’altro.

Domenica, 07 Maggio 2017 00:00

Le storie dell'orto – La carota

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L’estate era appena iniziata e nell’orto gli odori stavano cambiando. Le piante da fiore e le verdure assecondavano la stagione e le colture si susseguivano secondo le leggi della natura. Mino il contadino si trovava sulla porta di casa, assorto in questi pensieri e nella contemplazione del suo piccolo appezzamento, quando un rumore piuttosto sgradevole lo costrinse a tornare con i piedi per terra. “Zio Mino! Zio Mino! Dove sei? Siamo arrivate!”. Le sue orribili nipoti, le gemelle figlie di sua sorella Amilda erano venute a trascorrere qualche giorno in campagna. E sua figlia Claretta aveva deciso di non farsi trovare, dal momento che non sopportava le cugine. Era andata nella piccola casa al mare con i figli.

Domenica, 30 Aprile 2017 00:00

Via dalla strada maestra

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No, la vena esausta della tradizione non fa per me. Della tradizionale narratologia e relativi contenuti, intendevo dire. Quel tanto di caotico anarchismo (mi si perdoni la ridondanza, ma talvolta ci vuole) − facendo salva l’essenza mimetica delle storie – mi sarebbe bastato per non farmi catturare da un percorso di piatto realismo tipo facciamoci un aperitivo al bar e intanto vediamo come sta venendo il lavoro.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, l’allora corrente letteraria americana stava lasciando il passo alla ricerca di diversi piani di lettura. E io seguivo con interesse il graduale avvento del nuovo.
C’era poi la mia l’età. Vent’anni. Dovevo cercarmi prima di tutto la strada da percorrere, un lavoro. Perché l’idea di mettermi a scrivere, che mi era venuta quand’ero ancora più giovane, di fatto la coltivavo come un sogno, volutamente ignorando le difficoltà da superare. Sono fatto così. Sebbene non integralista nelle mie convinzioni. In generale.

Domenica, 23 Aprile 2017 00:00

La domenica sportiva

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Buon Gesù, autore dell’umanità squinternata che abita il mondo, ascolta il mio inchiostro e la mia voce: San Bifolco Primigenio era il tuo antico tempio, nonché luogo di culto, in cui noi contadini di Sant’Arello ci riunivamo per celebrare il mistero della morte e resurrezione.
Seduti sulle panche, prestavamo orecchio e attenzione alle omelie del parroco, Don Giovanni Naiolo. Il quale “Diletti figlioli” – soleva annunciare ogni domenica dall’altare – “è il momento dell’Eucaristia: rendiamo grazie perciò a Dio... e un bell’applauso all’ostia consacrata”. E mentre noi fedeli battevamo le mani a scroscio, il prete sollevava con gesto intenso la pisside rilucente.

Domenica, 16 Aprile 2017 00:00

Se davvero conviene non sbandare

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Si terrà al Palazzo Reale, qui a Milano, dal 21 Febbraio al 18 Giugno di quest’anno, 2017. Percorrendo per un lungo tratto, prima in tram poi qualche centinaia di metri a piedi le vie che mi portano all’ufficio di buon’ora, numerosi sono i manifesti che mi  saltano agli occhi. S’intitola About Art la mostra di Keith Haring.
Un’arte pittorica sfrenata, espressa senza limiti formali, dalla contaminazione in apparenza − ma solo in apparenza − tra lo sbandamento artistico e il tradizionale, multiforme nonché immaginario stile del dipingere. Fino al segno caratteristico dei cartoni animati.
Nella mia stanza da letto ho un poster di un suo quadro, quando la mattina mi sveglio, guardandolo mi trasmette gioia di vivere. Mi affascina.

Domenica, 09 Aprile 2017 00:00

Serafino preposto al coraggio

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Gli angeli si diplomano al Conservatorio Astronomico perché studiano la musica, che le sfere celesti producono ruotando. Fanno l’analisi armonica degli accordi supremi che, una volta, anche gli uomini eletti (Pitagora, ad esempio) avevano la forza e il diritto di ascoltare.
Gli esami sono molti, però che gran soddisfazione ultimare i corsi e ottenere infine (lode al Signore!) il permesso d’insegnare.
I miei studi sono a buon punto e fra poco l’esame conclusivo mi darà il titolo che sogno tanto: quello di Maestro!

Domenica, 02 Aprile 2017 00:00

Le storie dell'orto – Il carciofo

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Era giugno e il primo sole estivo cominciava a farsi sentire. Le verdure nell’orto se ne stavano pigramente sdraiate a godersi qualche momento di ozio quando Rino il peperoncino, al quale non piaceva stare senza far niente, propose una partita a pallone. “Ragazzi mi annoio, giochiamo un po’! I nipotini di Mino non ci sono e noi possiamo usare il loro pallone”. “Ma fa troppo caldo per giocare a quest’ora!”, Nello il cavolo era spossato da quel cambio di temperatura, ma vedendo che la proposta aveva suscitato l’entusiasmo dei suoi compagni decise di unirsi a loro.

Domenica, 26 Marzo 2017 00:00

Dal piacere alla felicità

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– Ma hai idea di cosa hanno discusso ieri sera i nostri mariti? – è mia moglie Laura, che al telefono lo chiede a Giuliana.
– Non saprei. Quando è rientrato aveva un'aria un po’ così. Che ti devo dire... tipo aspetta e vedrai. Siamo sposati da più di trent’anni, lo conosco bene Giorgio. Quando decide di farti una sorpresa su qualcosa che interessa tutt’e due, ti tiene in una sorta di limbo con mezze parole, sorrisetti accattivanti, e pause di silenzio senza un’apparente ragione. È un modo come un altro per creare una incerta aspettativa che – ormai non mi sorprende più di tanto – d’improvviso e in quel suo modo distaccato, in particolari circostanze, lui rende comprensibile con apparente nonchalance, come si trattasse della più scontata realtà di questo mondo. Quale che sia la questione cui è rivolto l’interesse di chi gli sta parlando.

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