“La mia non è indipendenza: è solitudine”

Pier Paolo Pasolini

Annalisa Davide

18 maggio

Ti penso con l’anima assorta nel buio
Mi chiedo se sia il destino
che a volte fa lo scroscio di un pianto
o il cinguettio d’autunno in un bacio.

Amo le foglie

Le nuvole sono sparite dal cuore.
Ora ascolto in pace il discorso intrecciato dei rami.

La casa al porto di scalo

A questa riva
come un naufrago, come un sassolino
freddo e solo tutto
tra milioni di sassolini
irriconoscibili uno ad uno, sono arrivata;

La tua assenza non è niente

La tua assenza non è niente che tace,
non è come chiamare qualcuno che non sente
con la voce che non torna.
È quella soglia che si apre con la luce.

Chiamami con tutto il tuo cuore

Cercami senza sprecare nessuno spazio, 
che le nostre mani s’incontrino dove lo spreco finisce. 
Come si faceva da bambini 
quando il mondo tutto traboccante d’immagini  
era presto raggiunto, era da conoscere e animare, 
così ora si deve amare.

Ospite in giardino

Non voglio più perder tempo, ho paura
che non ci sia più tempo per dirsi ti amo.

Il fiore della parola che mi hai insegnato a coltivare
sta per sbocciare. 
Gli eventi sono intelligenti,
è il momento di dirsi ti amo
– è necessario anche dirsi non ti amo;
tutto è finito prima d’iniziare, ti sei illusa, hai capito male –.
Ecco, proprio adesso vorrei sapere se mi ami oppure no.
Anche se tutta la vita poi lo dirai a un’altra.
La giustizia si fa ora.

Lascia che io viva

Mattino di febbraio                                                                                  febbraio ’18

Il mattino brumoso
scappa tra le nuvole
E quando il cielo è terso
allora solo faccio caso a quel pesco
bramoso di maggio.

Il fiore della parola

Puntualità

Quando arriva il tramonto, quando si volta il girasole
così mi chinerò due volte insieme.
Perché rimandare questo pianto liberatorio?

La sola speranza è che sia lieve come al suolo quel petalo di glicine
− quand’anche i petali cadessero tutti insieme
non farebbero che un concerto di silenzi −.

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