“se ne restò a guardare, che stupido, Dio mio, che stupido”

Nicola Pugliese

Domenica, 06 Giugno 2021 00:00

Luce antica

Scritto da 

Esilio

E il tuo dolore invece non è assente.
avanza come la primavera.

Scrive con le nuvole di maggio
la pioggia che viene improvvisa
evocando una vicinanza
che non c’è.



Luce antica

Gli astri ad uno ad uno         
salgono sulla grande arca del cielo e
salpano in fondo al buio,
mi sorride il tuo viso assente.
Che come ogni stella ha il suo posto
per me nell’universo.
Sei la luce d’oggi e l’amore antico.



Condizione

Se tra le tue manie
ci fosse stato dello spazio
− non più di quello che si trova tra finestra e cielo −
Io non avrei scritto questa poesia.
Avrei scelto di essere ancora lì
Ad ubbidirti e schiava della mia passione.



Senso

Come una parola anch’io oggi
avrei voluto trovare un posto adatto a me,
uno spazio bianco e un rigo sul quale riposare
o un letto di fiume dove resistere per te
fintanto che l’occhio sappia cosa scorre via.
Ma quando il dolore s’è fatto insopportabile
ho taciuto qui e sulle tue labbra lontane.



L’ulivo

Risalgo la tua mano
Come un bambino sulle radici di un grande albero.
Studio tutti i segni della pelle
Scoprendo ad uno ad uno che mi rassicurano,
sei lì come un ulivo secolare.
La vita senza te sarebbe stata una serie interminabile di guerriglie
E non un’eterna ricerca,
un incontro di silenzi e parole.

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