“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Giovedì, 03 Ottobre 2019 00:00

18 maggio

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Ti penso con l’anima assorta nel buio
Mi chiedo se sia il destino
che a volte fa lo scroscio di un pianto
o il cinguettio d’autunno in un bacio.

Mi chiedo cosa sia accaduto al tuo silenzio
mentre le strade all’alba fanno il rumore di una sola auto
neppure dei passi.
Mi chiedo cos’altro possa accadere
di così roboante che sveglia tutta l’anima
Se non un altro pensiero così
come sarebbe vedersi nello sguardo del nostro bambino.

Ti aspetto con l’anima assorta nel buio
confessandomi a te
che mi appari un destino
della mia casa memore
ma in cui ora alloggio da non so più quando.
Tutta la notte sulle ciglia ad attenderti,
come ogni sogno fosse vero
e fosse uguale, vera la mancanza.
Tutta la vita senza saperlo
il tuo petto è stata la mia terra
dove il mio respiro mette radici.
Mi chiedo quale verso prenderà il tuo nome,
che colore abiterà le pareti della nostra storia.

Tendo l’orecchio cercando di sentire se davvero lui è il destino.
Somiglia alla tua, la voce di nostro figlio.

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