“Perché per spiegare il prologo del Decameron, che è una questione di peste, morte, fuga, avete bisogno di di dieci pagine sulla civiltà comunale del Trecento, altre dieci sulla mimesi e la diegesi in Boccaccio, e magari altre dieci ancora per prendere in esame le opinioni di tutti quelli che vi hanno preceduto? Siete matti? Non lo vedete in televisione che fine sta facendo l'arte? Gli Uffizi devastati? Le case della mafia dentro i templi di Agrigento? Il ponte di Monstar distrutto a cannonate? Questo succede quando i popoli perdono coscienza che un romanzo o un quadro li riguardano, in quanto individui e in quanto parte di una comunità”

Emanuele Trevi

Martedì, 21 Aprile 2020 00:00

L'arrivo dell'estate

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Un fiore 

Non ho scelto un fiore
da mettere trai tuoi capelli
ma un fiore da coltivare
per l’amore che provo per te.

La vita fiorisce anche senza fiori se ci sei tu.
Il giardino ti ospita in eterno,
sei l’allievo più sapiente del tempo:
speranze, sogni che abbagliano
i prati, i cespugli e le erbacce e io tra loro
sono cieli azzurri d’inverno, il sole bianco del tuo riso
quando tutti i giorni le faccende senza troppo valore
divengono insostenibili.




Carezziamoci

Carezziamoci. Almeno questo possiamo farlo.
Quando un gabbiano o una rondine volano vicino alla tua casa
− qualsiasi sia la stagione − corri alla finestra
senti quelle ali che ti sfiorano, ci carezziamo.
Quando nessuno più entra nella tua stanza,
quando fuori nessuno esce
tu continui a guardare il buio
E i pensieri ti si accendono come fiammiferi,
Quelle fiammelle sono le carezze che ci diamo.
Comprendimi bene,
un tuo bacio è un tuo bacio,
un tuo respiro è un tuo respiro,
ma io non sento né l’uno né più l’altro.
Ma dell’uno e dell’altro
io posso sentire la loro assenza nella solitudine piena di te
mi carezza il cuore e carezza anche il tuo
perché né solo io amo,
né solo tu ami.




L’arrivo dell’estate

Vorrei avere gl’occhi dell’estate
per vedere tutto in fiore.
E di vedrei rosa rossa, lillà e gelsomino.
O sarebbe davvero estate
se potessi vedere te.

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