“Era una notte meravigliosa. Una di quelle notti come forse ce ne possono essere soltanto quando si è giovani, egregio lettore”

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Enrico Brega

Senilità

Scherzi a parte, devo proprio ammettere che non ho mai pensato di invecchiare. Tutto nei miei pensieri, da quando sono al mondo, mi ha fatto sentire estraneo al processo naturale che conduce ad un aumento dell’entropia intesa quale concetto mutuato dalla termodinamica.

Via dalla tristezza

Giorgio si è affacciato col bicchiere in mano alla finestra del salotto di casa, il cielo livido non promette nulla di buono.
Ha lavorato per buona parte della notte al fine di portare a compimento il testo che sarà alla base della sua ricerca, ovvero il programma finanziario grazie al quale conta di essere promosso manager come Analista Valutario di un Istituto Bancario italoamericano.

Quei divari di generi

Non so come ci siamo messe a parlare del ruolo di noi donne nel mondo contemporaneo. Eravamo sulla terrazza di un bar in Corso Buenos Aires a Milano, dove abitiamo tutte e tre.

Se voli ad alta quota

Dopo la cena andai in cucina per fumarmi una sigaretta, e mi versai ancora da bere. D’improvviso mi venne alla mente quando, a quattordici anni, recandomi alla Scuola Media Tiepolo di Milano passavo davanti alla chiesa Santa Croce dove entravo a pregare per mia madre che stava diventando cieca. Il che mi dava una certa serenità.

In principio è l’emozione

È cominciata così. Io e il mio amico Davide, due poco più che ventenni scapoli, lavoriamo come impiegati nello stesso ufficio di una banca alla periferia est di Milano.
Davide è un carrierista, punta alla dirigenza il più presto possibile. Ma il percorso è complicato perché altri colleghi, vuoi in quanto disposti a tutto pur di entrare nelle grazie dei loro superiori vuoi per maldicenza, lo hanno superato.
E scarse, se non nulle, sono ormai le possibilità di Davide per recuperare il tempo perduto.

Se l’amore è poesia

Lungo il fiume, attraverso gli alberi. Camminiamo con calcolata lentezza. Ho Lisa a braccetto. I suoi occhi sono nei miei, sembrano cercarmi. Sta canticchiando Walk of Life. Le piacciono, come piacciono a me, i Dire Straits. E in realtà è una passeggiata di vita, la nostra. Viviamo a Milano.

In balia degli usurai

Pensami mezzora almeno. Così Antonio, rigirandosi nel letto, si rivolge idealmente a Gaia, la donna con la quale ha convissuto per tre anni. 
Ora Gaia vive sola. Ha lasciato Antonio. Il loro rapporto si era ormai deteriorato, al punto che Gaia non riteneva ormai più sopportabile l’ingenuità, se non peggio, del suo compagno.

Jeorge

Sta arrivando? Quante volte affacciandomi dal balcone, quando lo invitavo a casa mia per pranzare insieme e scambiare quattro chiacchiere, ho visto la sua figura slanciata prendere forma sulla strada che lo portava da Desio, dove abitava in un monolocale, per venire qui da me a Vimercate. Il solo fatto di vivere in Brianza, i cui abitanti, in generale, hanno un forte senso di appartenenza lo faceva sentire sicuro di sé. Su questo lui non aveva dubbi.

I tuoi occhi non mi fanno più dormire

È il 2015.
Quando la conobbi ero nel bel mezzo di una fase impegnativa della mia ricerca di una posizione lavorativa stimolante e proiettata nel futuro. Di offerte ne avevo avute diverse ma ancora mancava quella che rispondesse appieno alla mia tendenza irrinunciabile nel settore industriale. Vale a dire la creatività in senso lato.

Vale di più una donna

Eravamo sdraiati sul divano nel nostro soggiorno da sogno. La luce del sole inondava la stanza. Noi due, io Alberto e lei Elisa, mia moglie. Sul tavolino accanto a noi due bicchieri e una bottiglia di Moscato dell’Oltrepò Pavese. Di tanto in tanto riempivo i bicchieri e passavo a Elisa il suo. Le mie mani le accarezzavano le gambe sotto la gonna. Lei non si ritraeva, solo qualche sospiro, un gemito infine. La finestra era aperta, e si udiva il continuo brusio della gente che passeggiava in Via Dante nel Centro di Milano.

Pagina 1 di 12

Sostieni


Facebook