“Nonna Citta muore addrìtta. Si curva mentre esala l'ultimo respiro ma non cade. La sua è una morte in dialetto. Assurda e volgare. I quattro superstiti, sbandando, vengono verso di noi. Il sole è ormai calato e l'uscio dove imperterriti stanno è il proscenio del teatro che li tiene prigionieri. Spalancano la bocca ma il loro urlo è muto. Sembra, piuttosto, uno sbadiglio”

Emma Dante

Enrico Brega

Vale di più una donna

Eravamo sdraiati sul divano nel nostro soggiorno da sogno. La luce del sole inondava la stanza. Noi due, io Alberto e lei Elisa, mia moglie. Sul tavolino accanto a noi due bicchieri e una bottiglia di Moscato dell’Oltrepò Pavese. Di tanto in tanto riempivo i bicchieri e passavo a Elisa il suo. Le mie mani le accarezzavano le gambe sotto la gonna. Lei non si ritraeva, solo qualche sospiro, un gemito infine. La finestra era aperta, e si udiva il continuo brusio della gente che passeggiava in Via Dante nel Centro di Milano.

Momenti di vera vita

Cos’altro potevo fare, io Marco, se non chiamare Fabio per prenderci insieme una boccata d’aria pura. Ne avevamo bisogno tutti e due, Fabio lo sapeva. Un weekend lungo, il venerdì era una festività religiosa. Con il mio smartphone ho composto il numero dell’amico. Poche le parole, com’era nostra abitudine in certi casi. Il giorno dopo siamo partiti, era l’alba, con l’auto di Fabio per Borgo Valbelluna, dove la mia famiglia ha uno chalet nei pressi del Piave.

L’Arte delle Muse

Si dice che tra i piaceri della vita la musica è seconda solo all’amore. Ne deriva una successione di suoni che tendenzialmente risulta piacevole all’ascolto. Perciò la nostra vita rischia di perdere momenti di intima felicità qualora le manchi un senso musicale.

La più bella canzone d’amore che c’è

Era domenica quando mi hanno comunicato che la mia richiesta di essere accettata in TV come ospite del più seguito show che tratta temi culturali di attualità, aggiungendo di preparami ad affrontare le impegnative domande di Rolly Magri, il conduttore di quella serie che era solito fare ai partecipanti.

So come ti devi sentire

Labbra carnose, naturalmente sexy, pelle liscia, luminosa. Occhi di un scintillante azzurro che incanta. Capelli mossi fin sulle spalle, di un biondo tenue, che sembrano volerti accarezzare. È lei la ragazza che siede al banco davanti a me, e che di tanto in tanto si volta lentamente lanciandomi uno sguardo con un sorriso appena accennato.

Quanta voglia di vivere

La mattina presto il tempo era cambiato e la neve stava sciogliendosi in acqua sporca. Avevo trascorso una notte insonne. Ansia, incubi forse.
Le parole del medico che mi aveva visitato il giorno prima a Milano, dove abitiamo, mi martellavano il cervello, ed erano precisamente queste: “Purtroppo lei non è fertile”.

Fuori dal disordine

Il coronavirus è una tragedia che ha colpito l’umanità. Non si tratta di un “frammento” di degenerazione biologica, senza conseguente crisi della sanità, della società e della politica, come certe menti superficiali, se non peggio, possono pensare.
Il nostro Paese sta soffrendo l’evento in modo impressionante. E qui a Milano, dove vivo, la città è alterata dalla paura e dal dolore.

Cosa resta del passato

Tu sei il tipo di persona che non si mette alle spalle i giorni vissuti.
Ami conservare gelosamente i ricordi dei momenti che hanno segnato, nella gioia e nel dolore, il tuo essere. Milano, fondata nel VI secolo a.C., con la sua storia e i sentimenti metropolitani che affiorano con chiarezza nei tuoi pensieri, è il quadro nel quale trovi te stesso.

C’è una luce da sogno

È una giornata limpida e pulita. Dalla finestra del suo appartamento, dove vive in solitudine, Gloria guarda la gente che passa per strada. Sta cantando Tutto è più chiaro che qui, una canzone di Francesco De Gregori che lui ascoltava dal suo tablet Android. Lui, Franco, è mancato da pochi mesi per una malattia che non lascia scampo. Non erano sposati, ma convivevano. Giorni felici.

La magia della lettura

Per me non c’è niente di più sexy di una donne che legge”. È Jonathan Franzen, autore del romanzo Le correzioni, che assegna alla lettura un ruolo di primaria importanza nel rapporto tra gli umani.
Naturalmente, Franzen non ne fa una questione di genere, ma tiene conto di una realtà, il sistema sociale, che caratterizza il mondo maschilista in cui viviamo.

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