“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Domenica, 13 Marzo 2022 00:00

Raccontami di noi

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Sono a Milano, a casa loro, lei vuole che lui le ricordi come è iniziata la loro storia. Ma non solo.
Davvero interessante. E anche un po’ singolare quello che mi stai chiedendo, non credi? dice lui.
È passato molto tempo, vent’anni, e qualcosa è cambiato da quando ci siamo conosciuti, dice lei.
Sì, è vero. Ma perché vuoi che ti parli di cose che dovresti già sapere? dice lui.

Voglio scrivere un romanzo, dice lei. Ma non ricalcare la nostra vita. In ogni caso parlare di noi mi sarà utile.
Lui si alza dal divano, va in cucina e torna con due bicchieri di Vodka. Quella che lei preferisce.

Il loro primo incontro risale a quando lui era andato nelle libreria dove lei lavorava come responsabile delle vendite. Voleva comprare un romanzo che trattasse della casualità nella vita degli umani quale fatto involontario e imprevedibile. Questa era, chiamiamola così, la sua filosofia. Lei non ha avuto alcuna esitazione nel consigliargli Annientare di Michel Houellebecq. Riflettendoci più avanti, lui non ha minimamente dubitato che l’incontro in libreria con la ragazza, e i successivi sviluppi nel loro rapporto, fossero un fatto del tutto casuale.
Da quel giorno lui ha preso a frequentare la libreria, in apparenza per essere aggiornato sulle nuove opere letterarie. Ma in realtà perché si sentiva attratto dalla ragazza che, a sua volta, mostrava un certo interesse per lui. Fu così che decisero di incontrarsi. Si trattava di un reciproco desiderio di frequentarsi avvertendo un forte impulso di vicinanza sentimentale ma anche fisica che andava crescendo di volta in volta.
Oltre al piacere di vedersi e passare ore e ore in varie parti della città, c’era naturalmente l’interesse per le scienze umanistiche che li legava sempre di più. Avevano vent’anni, allora. Tutti e due laureati, lui in filosofia, lei in lettere All’Università Cattolica che avevano frequentato, dove non si erano mai incontrati.

Passato l’inverno, hanno deciso di fare un viaggio a Parigi per visitare i luoghi dove vivevano o erano vissuti scrittori e filosofi di loro interesse. Ed è stato lì che hanno avuto il loro primo rapporto amoroso. Da quel momento il legame si è fatto sempre più stretto. Fino a prendere la decisione di unirsi in matrimonio. Tornati a Milano, lui che era di famiglia benestante ha comprato un appartamento nella zona più ricca della città dove dopo essersi sposati si sono trasferiti.
Volevano avere due figli, ma non subito. Lei è rimasta a lavorare in libreria, lui all’Ospedale Monzino, pur rimanendo appassionato di filosofia. La loro vita scorreva felice. Intense letture pressoché ogni giorno. Concerti di musica leggera, a lui piaceva molto Lucio Dalla. E poi non perdevano alcuna manifestazione culturale. Senza contare l’ambizione di lei di scrivere un romanzo, Il che avvenne dopo circa tre anni. E soprattutto dopo che lui le ricordava come gli aveva chiesto, di parlare dei momenti particolari del loro conoscersi, sotto tutti i punti di vista.
Ancora a farsi un’altra vodka.
E lei gli chiede: Come mai sei stato insieme, diciamo così, alla mia amica quella settimana quando per lavoro ho dovuto andare al Salone Interazionale del Libro a Torino? E, vogliamo dire, allora, che non si è trattato di casualità in quanto il tuo è stato un atto volontario e imprevedibile?
Forse in questo caso no, ma io sono sempre più convinto che la vita degli umani è indirizzata dal caso, dice lui.
Quindi. per te non esiste egoismo nel mondo. Stento a crederci. Guardati attorno. Quanta voglia di superare gli altri, e anche con mezzi illeciti. Per non parlare delle guerre, dice lei.
Allora, secondo te, siamo stati messi al mondo per scontrarci? dice lui.
Ecco, hai toccato il mistero delle vita, dice lei.
Se le cose stanno così, non rimane che alzare gli occhi al cielo e cercare la risposta nell’ultraterreno. Ma si dà il caso che io sia miscredente, dice lui.
Che dire. Poniamo le nostre speranze nei figli che verranno. La famiglia coi suoi valori, quando ci sono, è la nostra ancora di salvezza, dice lei.

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