“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Giovedì, 19 Maggio 2016 00:00

Andrea che vede i topi (parte seconda)

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Io e Andrea siamo cresciuti così, su una poltrona di ricordi, spesso a rimuginare i giochi antichi e le risate bambine mentre le nostre gambe si allungavano e la schiena si faceva più salda nella nostra giovinezza. Con le mie dita ormai sfilate come disegni a china non ebbi mai paura di carezzargli i capelli ricci e nodosi, ribelli, e non ebbi mai nemmeno la vergogna di guardarlo negli occhi e stringerlo al mio petto che ancora non cresceva. Ci incastravamo sull’unica poltrona di casa sua, quella dove suo padre era solito trascorrere le ultime ore della giornata, dopo cena.

Martedì, 17 Maggio 2016 00:00

Un bambino e un adulto

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"Un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".
Franz Kafka

 

Come te lo spiego il momento esatto in cui i bambini diventano grandi e i grandi ritornano bambini? Mi sembra di non poter raccontarti quel momento con parole umane, sensibili, ho paura che tutto quello che possa dire sia alla fine troppo lungo o troppo breve, della misura sbagliata. Io ho visto una volta quest'attimo accadere, un adulto e un bambino davanti a un libro. Erano entrambi distanti, trasparenti, pronti a cambiarsi i panni di dosso per indossare qualcosa di nuovo. Il bambino leggeva e nel leggere non si distraeva, non c'erano immagini che potessero divertirlo, solo parole una dietro l'altra, in fila indiana, come soldatini in marcia e perfettamente allineati.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 00:00

Andrea che vede i topi (parte prima)

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Un mio amico abitava nella palazzina della stazione, in una casa poco distante dalla mia, in mezzo al verde. Per arrivarci prendevo la bicicletta di Ninì, mia sorella maggiore, e ci arrivavo in pochi minuti correndo. Mi piaceva arrivare fin laggiù, col vento nei capelli che tirava gli occhi all’indietro. Erano belli quei giorni.
Giovedì, 05 Maggio 2016 00:00

Quante facce del giorno

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Mi sento sempre attratto dalle scoperte casuali. Ed era così anche quando studiavo. Cercavo una frase a effetto per la tesi di laurea, e il caso  ha voluto che mi imbattessi in uno scritto di Carlo Sini − professore all’Università di Pavia − che così si esprimeva “La filosofia non è un’episteme enciclopedica, ma un esercizio connesso alla vita”.
Tutto ha avuto inizio da lì.

Domenica, 01 Maggio 2016 00:00

Io so

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                       per  F.                       

 

Io so di te quel che altri non sanno
Io so chi sei
Io so quel che ti agita dentro
Io so della tempesta dalla quale sei uscita
In un giorno ventoso di marzo
Io so quando il tuo cuore ben serrato
Si apre incontrollato a chi ti chiede aiuto

Lunedì, 25 Aprile 2016 00:00

Quel qualcosa che non ho trovato

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È Georges Perec che scrive “Sì, tutto potrebbe iniziare così, qui, in questo modo, una maniera un po’ pesante e lenta, nel luogo neutro che appartiene a tutti e a nessuno, dove la gente s’incontra quasi senza vedersi, in cui la vita dell’edificio si ripercuote, lontana e regolare... le scale restano un luogo anonimo, freddo, quasi ostile...“. Parole che vorrei definire illuminanti, puoi trovarle nel Capitolo 1 del suo romanzo La vita istruzioni per l’uso. Sto parlando − col pensiero − a me stesso, come fossi un’altra persona.

Domenica, 10 Aprile 2016 00:00

Jolene

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Palazzo Mezzanotte, il nome di quel monumentale edificio dal singolare sviluppo architettonico, evocava nella giovane mente di Jolene pensieri vagamente oscuri. Quando suo padre l’accompagnò per la prima volta − lei aveva quindici anni − in Piazza Affari, nel tempio del mercato finanziario milanese, per mostrarle dove lui svolgeva la sua attività quotidiana, osservando dalla vetrata esterna al salone la frenetica, vorticosa agitazione di persone e cose, da lei mai immaginata prima, braccia nervosamente protese in alto verso svariate direzioni, dita puntate non si sa dove, l’incredibile vociare che le giungeva sia pur ovattato alle orecchie, Jolene si fece un’idea  del tutto diversa di quel luogo. Un luogo pieno di vita, pensò, pur non comprendendone del tutto il significato. Quasi un gioco, le venne da dirsi. Un gioco carico di energia quasi allegramente schizofrenica.

Domenica, 20 Marzo 2016 00:00

La Principessa Gaia e il rubino del drago

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C’era una volta...
C’era una volta in una terra lontana lontana, il regno incantato della città di Pietra. Nel regno vi era una città costruita ai piedi di un’altissima torre di roccia che da sola saliva al cielo in mezzo alla pianura verde dove tranquillo e lento scorreva il grande fiume Vallon. Gli abitanti di quella città vivevano sereni e felici perché a governarli c’erano un Re e una Regina molto buoni, che vivevano in un grande castello e avevano una figlia: la Principessa Gaia.

Domenica, 06 Marzo 2016 00:00

Certe strade

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Alla Biblioteca Ambrosiana c’è voluto poco per entrare in contatto. Dopo la laurea mi ero preso un anno sabbatico, come si usa nei Paesi anglosassoni. Volevo riflettere senza condizionamenti. Poi avrei deciso sul tipo di lavoro che mi permettesse di puntare in alto. Valeria, che ha quattro anni meno di me, frequentava il corso di laurea magistrale in arti visive per passare in seguito a quello di filmaking.
Da qualche settimana la mattina mi fermavo un paio d’ore nel salone di lettura per fare ordine in certe mie confuse idee, consultando libri di ogni genere con particolare riguardo alla saggistica politica. Lei se ne stava seduta sempre al primo banco, seminascosta dai numerosi volumi che sfogliava con aria concentrata. Ogni tanto si alzava, puntava dritto al reparto computer che le era di fronte, premeva velocemente alcuni tasti e fissava il video per qualche secondo. Al termine dell’operazione annotava qualcosa su una minuscola agenda mentre tornava al banco. Ogni volta, prima di sedersi, scuoteva la testa come fosse delusa. Poi gettava all’indietro i capelli rossorame e lanciava un’occhiata panoramica verso il salone.

Domenica, 14 Febbraio 2016 00:00

Quel tipo di persona

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Mi manca. Cazzo, quanto mi manca. Dico a mia moglie: “Dài, apriamo un po’ ‘ste finestre. Non vedi che sole? Godiamocelo”.
“Certo che un inverno così sarà meglio dimenticarcelo” Kitty.
Per tante ragioni, penso.
Da oggi, dopo tre giorni, scorre vivace il traffico automobilistico sotto di noi. Il blocco è cessato, le polveri sottili rientrate nei limiti. C’è stato uno smog senza tregua.
La via dove abitiamo è stretta, i marciapiedi sui due lati lasciano poco spazio ai pedoni, non è certo un luogo da movida. Mi affaccio alla finestra dopo aver aperto le tende bianche, e subito mi torna alla mente quel marciapiede diviso in due della movimentata Rambla Santa Monica di Barcellona, così largo che è un piacere passeggiare, soffermarsi davanti alle vetrine dei negozi, alle bancarelle, lanciare lo sguardo in alto dove si affacciano elegantemente bizzarri balconi dal tratto architettonico che sembrano volerti ricordare un surrealista Gaudì.

Domenica, 10 Gennaio 2016 00:00

Il salone del barbiere

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Nella (non troppo) amena e ridente cittadina di B. – giacché provatevi voi ad essere ‘ameni e ridenti’ quando nel vostro territorio insiste una discarica di rifiuti oltremodo invasiva, senza neanche (tra l’altro) che ne deteniate la titolarità effettiva, sicché ne “godete” tutto il lezzo senza però che la si conosca nemmeno come “la discarica di B.”, finendo così per non essere nemmeno riconosciuti come titolari di un degrado, bensì due volte vittime: dell’inquinamento e dell’oblìo – in questa cittadina, dicevamo, insisteva, oltre a detta discarica – e oltre ovviamente a tutta una serie d’altre normalissime attività – la bottega, o meglio il salone, di un barbiere.

Domenica, 20 Dicembre 2015 00:00

Il ritorno

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Ricky

Lui è un bambino di sette anni. Gli piace contemplare le fantasiose evoluzioni aeree delle rondini dalla terrazza di casa che svetta su una collina dolcemente digradante.
Di ritorno da un lungo viaggio in volo dall’Africa, ogni anno − sempre meno numerose a causa del surriscaldamento della Terra e dell’inquinamento atmosferico − nelle stagioni propizie le rondini roteano, volteggiano, si separano con scatti verso svariate direzioni, planano all’improvviso, si rialzano e il gruppo si ricompone dando corpo a imprevedibili forme geometriche nel cielo di un azzurro intenso a tratti cangiante sul dorato, poi di nuovo si separano.
Ricky è irresistibilmente attratto da quello spettacolo della natura, che cerca di seguire con il movimento degli occhi in larghe volute. Fantasticando.

Domenica, 06 Dicembre 2015 00:00

Il senso e nessun limite

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Come possa raccontare questa storia, ho l’impressione che non mi sia per niente chiaro. Ma sento di doverlo fare.
“Sono solito pensare che un libro nasce de un’insoddisfazione, nasce da un vuoto, i cui perimetri si delineano strada facendo e al termine del lavoro. Sicuramente scriverlo equivale a...“. È Enrique Vila-Matas, nell’incipit del primo racconto della raccolta Esploratori dell'abisso.
La libertà ritrovata. Sarà poi vero? Sono le undici di un sabato mattina, sto cazzeggiando qui in casa, il libro in mano, passo da una stanza all’altra senza una meta definita o in via di definizione. Caroline, mia moglie, sdraiata sul divano in totale relax sfoglia distrattamente un insulso settimanale americano per donne. Lei è nata nella West Coast. Eravamo colleghi nella multinazionale dove abbiamo lavorato.

Domenica, 08 Novembre 2015 00:00

Serendipity

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Se ne sta seduto a un tavolino di un bar, all’aperto, in Piazza Amendola.
Lo spritz di quelli che piacciono a lui, una briosa bevanda originaria del Triveneto. La sua famiglia paterna proviene da quei luoghi. Da tempo ormai lo spritz è diffuso in tutto il Paese, e qui a Milano è aperitivo trendy.
Contempla lo skyline, i tre nuovi grattacieli: Il Dritto, Lo Storto, Il Curvo, che si slanciano in un cielo di rilucente cobalto; all’altezza del suo viso una brezza a tal punto sottile e tiepida e calma che quasi gli sembra di avvertire solo col pensiero. Non se la sente proprio di andarsene da lì, è in armonia con tutto il suo essere, ma sa che tra un po’ dovrà farlo.

Domenica, 25 Ottobre 2015 00:00

Surreali dell'entusiasmo

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‘È con immenso dispiacere che oggi riprendiamo un’antica diretta, quella del dolore. È infatti da poco venuta a mancare la figlia del nostro amato supervisore ai dialoghi, il tanto stimato dottor George Buchman, il quale ha anche deciso di abbandonarci per andare a morire nella sua casa in montagna, abbiamo quindi pensato di aprire con un suo breve commiato questa nuova edizione de Essere, ente e dirette tv, così per ricordarvi che in fondo la vita è sempre, comunque vada, una schifosissima valle di lacrime e che non dovete mai permettere che una bella giornata possa rovinare la vostra miserevole e triste esistenza’.

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