“Sono la lepre molto avanti alla muta dei miei critici”

Virginia Woolf

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Lunedì, 08 Agosto 2016 00:00

Dal mio quaderno di appunti

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Poi d’improvviso te ne accorgi. Quella domanda è per me un bizzarro rovello, poiché non mi è del tutto chiaro in quale prospettiva narrare con la scrittura mimetica l’insieme di stati reali – se tali si possono considerare – per consegnarli alle suggestioni del ricordo.
Dunque, la domanda: ho vissuto sin qui attraversando una sequenza di contingenze o scalando percorsi di progetti personali? E che fare, adesso?
Stiamo scendendo per un pendio coperto di aghi di pino color ruggine.

Venerdì, 22 Luglio 2016 00:00

Music is love

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Ray si inumidisce il dito con la saliva, lo infila con attenzione sul fondo della busta dove al tatto  si avverte la presenza di un sottile strato di polvere, poi si passa il dito sulla  punta della lingua. Gira lento la testa verso gli altri due seduti per terra nella stanza – è una loro usanza – e le sue labbra s’increspano come a simulare uno stentato sorriso difficilmente interpretabile. – È coca – dice.
Sono passati tre anni da quando è cominciata la loro storia. Allora erano in quattro, ragazzi prossimi ai vent’anni. Quel giorno, per loro così importante, seduti su una panchina dei Giardini Pubblici di Milano discutono sprigionando un entusiasmo incontenibile. Stanno per dare vita a una rock-band. Sono l’inglese Ray, figlio di un manager della filiale italiana GPS Foundation, e Antonello, Luca, Lele. Abitano tutti nel capoluogo lombardo dove si sono diplomati nello stesso liceo classico.

Domenica, 10 Luglio 2016 00:00

L'ostinazione di vivere

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Lo ricordo. Saranno state le 07:30. Alla bottega di piazza Dante erano appena arrivate le calze, quelle di fibra sintetica. La signora Dorni, di ritorno dal mercato, notando la novità, con in pacchi in mano, affannata, bensì eccitatissima, lo urlò dalla strada a tutte noi del quartiere, che stavamo in cucina a bere il primo caffè. Affacciammo alla finestra impaurite, ritenendo ci fosse un incendio o un terremoto. Ma dopo i primi attimi di smarrimento, mentre la donna si dimenava e le uova, le patate e le mele le cascavano sull'asfalto, ci bastò ascoltare queste parole, le uniche pronunciate chiaramente, per comprendere cosa stesse accadendo: "Sono arrivate!".

Domenica, 26 Giugno 2016 00:00

Tenero è il disordine

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Pochi chilometri, una vita. Ha impiegato quasi tre ore, Marcello, per raggiungere Milano, quando di solito gli bastava metà di quel tempo. Montù Beccaria, paese dalle radici antiche che si trova in cima a una collina dolcemente ondulata dell’Oltrepò Pavese, in valle Versa.
Alice, di famiglia benestante, si era trasferita lì, nella casa di campagna dei genitori che vivono a Milano, perché pensava che isolandosi dal frastuono e dai ritmi convulsi della città poteva trovare la necessaria concentrazione per fare quello che da tempo aveva in mente. C’erano alle sue spalle due anni di confusione esistenziale che rischiavano di portarla alla depressione se non le fosse capitato di leggere un libro che le era stato consigliato da Mariella, l’amica del cuore e complice delle prime trasgressioni sin dagli anni dell’adolescenza.

Domenica, 19 Giugno 2016 00:00

Cosa resta

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Gli anni trascorsi al di qua e al di là della cattedra sono valsi a comporre un quadro vivido, che spesso è sconosciuto nei dettagli a chi la scuola poco la conosce.
Da incosciente e male armato, invece di rivendicare i propri diritti, si scaglia su quelli degli altri.
Apparecchia la tavola al potere, che manco più si sporca le mani.
A lui sono rivolti questi versi.
A chi parla senza sapere. A chi sa e non parla. A chi non ascolta. A chi distrugge con metodo.
A chi non sfida la corrente per risalire. A chi è dentro e a chi è fuori.

Giovedì, 16 Giugno 2016 00:00

La solitudine è un dolore che fa paura

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In un città della Sicilia, nel 1998

Io so che lo chiamavano Falco.
E lo so perché frequentavamo lo stesso bar, quello di Piero, in corso Umberto.
Scendevo lì in pigiama, a leggere il giornale, a cercare qualcuno con cui parlare.

Domenica, 05 Giugno 2016 00:00

Se il buio non prevale

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Ho sognato se potrò mai guardare il cielo senza dover ritrarre lo sguardo.
Giugno, l’anno scolastico è finito. Cristina e nostro figlio Roby di otto anni sono nel buen retiro, sulle Dolomiti Bellunesi, una spiritosa casetta di tre piani ereditata dalla madre di mia moglie. Per me sarà un’estate di lavoro, il Direttore del giornale ha deciso di assegnarmi la responsabilità di coordinatore delle pagine di cronaca nazionale, sta riorganizzando l’intera redazione, e il mio posto, dice, deve essere quello. Lascio la rubrica politica, che tenevo da tre anni, e del resto non mi dispiace. Lascio un certo grigiore, deboli gli sprazzi di luce in quell’ambiente, e troppe le interferenze nel lavoro di giornalista.

Sabato, 28 Maggio 2016 00:00

L'alba di un giorno trasparente

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Filtra timido dalle persiane un velo di luce mattutina. Ha gli occhi socchiusi, Alex, avverte nell’intimo segnali emotivi che ben conosce. Gli capita con l’approssimarsi di possibili scosse del suo quadro di vita difficilmente controllabili. Non ama farsi sorprendere impreparato. Lei dorme.
Quella nuova macchina del caffè a cialde è davvero comoda e veloce, se ne fa uno doppio e cremoso come piace a lui. Pochi attimi dopo è sotto la doccia.

Giovedì, 19 Maggio 2016 00:00

Andrea che vede i topi (parte seconda)

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Io e Andrea siamo cresciuti così, su una poltrona di ricordi, spesso a rimuginare i giochi antichi e le risate bambine mentre le nostre gambe si allungavano e la schiena si faceva più salda nella nostra giovinezza. Con le mie dita ormai sfilate come disegni a china non ebbi mai paura di carezzargli i capelli ricci e nodosi, ribelli, e non ebbi mai nemmeno la vergogna di guardarlo negli occhi e stringerlo al mio petto che ancora non cresceva. Ci incastravamo sull’unica poltrona di casa sua, quella dove suo padre era solito trascorrere le ultime ore della giornata, dopo cena.

Martedì, 17 Maggio 2016 00:00

Un bambino e un adulto

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"Un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".
Franz Kafka

 

Come te lo spiego il momento esatto in cui i bambini diventano grandi e i grandi ritornano bambini? Mi sembra di non poter raccontarti quel momento con parole umane, sensibili, ho paura che tutto quello che possa dire sia alla fine troppo lungo o troppo breve, della misura sbagliata. Io ho visto una volta quest'attimo accadere, un adulto e un bambino davanti a un libro. Erano entrambi distanti, trasparenti, pronti a cambiarsi i panni di dosso per indossare qualcosa di nuovo. Il bambino leggeva e nel leggere non si distraeva, non c'erano immagini che potessero divertirlo, solo parole una dietro l'altra, in fila indiana, come soldatini in marcia e perfettamente allineati.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 00:00

Andrea che vede i topi (parte prima)

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Un mio amico abitava nella palazzina della stazione, in una casa poco distante dalla mia, in mezzo al verde. Per arrivarci prendevo la bicicletta di Ninì, mia sorella maggiore, e ci arrivavo in pochi minuti correndo. Mi piaceva arrivare fin laggiù, col vento nei capelli che tirava gli occhi all’indietro. Erano belli quei giorni.
Giovedì, 05 Maggio 2016 00:00

Quante facce del giorno

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Mi sento sempre attratto dalle scoperte casuali. Ed era così anche quando studiavo. Cercavo una frase a effetto per la tesi di laurea, e il caso  ha voluto che mi imbattessi in uno scritto di Carlo Sini − professore all’Università di Pavia − che così si esprimeva “La filosofia non è un’episteme enciclopedica, ma un esercizio connesso alla vita”.
Tutto ha avuto inizio da lì.

Domenica, 01 Maggio 2016 00:00

Io so

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                       per  F.                       

 

Io so di te quel che altri non sanno
Io so chi sei
Io so quel che ti agita dentro
Io so della tempesta dalla quale sei uscita
In un giorno ventoso di marzo
Io so quando il tuo cuore ben serrato
Si apre incontrollato a chi ti chiede aiuto

Lunedì, 25 Aprile 2016 00:00

Quel qualcosa che non ho trovato

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È Georges Perec che scrive “Sì, tutto potrebbe iniziare così, qui, in questo modo, una maniera un po’ pesante e lenta, nel luogo neutro che appartiene a tutti e a nessuno, dove la gente s’incontra quasi senza vedersi, in cui la vita dell’edificio si ripercuote, lontana e regolare... le scale restano un luogo anonimo, freddo, quasi ostile...“. Parole che vorrei definire illuminanti, puoi trovarle nel Capitolo 1 del suo romanzo La vita istruzioni per l’uso. Sto parlando − col pensiero − a me stesso, come fossi un’altra persona.

Domenica, 10 Aprile 2016 00:00

Jolene

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Palazzo Mezzanotte, il nome di quel monumentale edificio dal singolare sviluppo architettonico, evocava nella giovane mente di Jolene pensieri vagamente oscuri. Quando suo padre l’accompagnò per la prima volta − lei aveva quindici anni − in Piazza Affari, nel tempio del mercato finanziario milanese, per mostrarle dove lui svolgeva la sua attività quotidiana, osservando dalla vetrata esterna al salone la frenetica, vorticosa agitazione di persone e cose, da lei mai immaginata prima, braccia nervosamente protese in alto verso svariate direzioni, dita puntate non si sa dove, l’incredibile vociare che le giungeva sia pur ovattato alle orecchie, Jolene si fece un’idea  del tutto diversa di quel luogo. Un luogo pieno di vita, pensò, pur non comprendendone del tutto il significato. Quasi un gioco, le venne da dirsi. Un gioco carico di energia quasi allegramente schizofrenica.

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