“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Domenica, 22 Gennaio 2017 00:00

Uno sguardo appena

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All’epoca avevo ventitré anni. Ero decisamente un bel giovane. Ambizioni? Una nebulosa. Ma percepivo − sia pur latente nelle pieghe del mio animo − un che di assolutamente mio. Un appagante senso di essere depositario di potenzialità, per quanto vaghe nei contorni, del tutto assenti in quel poco che ritenevo di cogliere nel modo di essere di molti miei coetanei, con l’eccezione degli amici più stretti. Loro, quei miei amici, avevano deciso di continuare gli studi. Io di perdere tempo nelle aule universitarie non me la sentivo per niente. Gli anni del liceo, lo squallido grigiore didattico di quell’esperienza, mi avevano segnato al punto di convincermi che mi sarei fatto la necessaria cultura da solo. Altrove erano i miei pensieri.

Domenica, 08 Gennaio 2017 00:00

La stravagante invenzione del bene

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"... si è sempre sentita a casa tra le lenzuola".
(Alba Contino)

 

"... una specie di autocommiato
 che al pianto ha soffiato".
(Salvatore Cucchiara)

 

Fa comodo sapere che un po' di amore c'è per tutti.
Se poi c'è veramente, questa è una cosa fragile come il rossetto. Quando nasconde il vuoto e poi lo rivela. Ammettiamolo: moriamo dal desiderio di spogliare ciò che ci seduce, perché immaginare la nudità è complicato. Fornendo un esempio...

Sabato, 31 Dicembre 2016 00:00

Le storie dell'orto – Il peperoncino

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Era una mattina d’estate come tante altre e nel piccolo orto la vita scorreva tranquilla. Fin troppo tranquilla, praticamente monotona. I suoi abitanti giacevano nella terra e nessuno aveva voglia di parlare, forse anche per colpa del caldo. “Ci vorrebbe un’altra bella annaffiata” – disse pigramente Adele la zucca – “con questo caldo una volta al giorno non basta”. Nessuno rispose. Adele si guardò intorno in cerca almeno di uno sguardo di approvazione. Nello il cavolo stava dormendo e Rino il peperoncino guardava in aria sospirando.

Sabato, 24 Dicembre 2016 00:00

Il tutto è impossibile

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“... e l’insieme dei frammenti è la conoscenza” ha concluso Stefano nel salire sull’auto, dove io e Dario siamo già sistemati.
“Di chi è quell’aforisma?” gli chiedo.
“Non lo so, Enrico, ma mi piace. Anche se è solo una parte. La conclusione, insomma... se non sbaglio”.
Una lieve smorfia di maliziosa ironia sul volto di Dario.
È l’alba di un giorno che promette bene. Stiamo partendo per la nostra avventura dell’intelletto. E di crescita. Qualcosa come un mantra, o giù di lì. Non come formula magica ma pratica meditativa, scambio di opinioni, del personale sentire secondo le esigenze di ciascuno di noi.

Domenica, 11 Dicembre 2016 00:00

Nella ruota

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Dove la Natura è Famiglia
L’indigeno fiero resiste

Quando si minaccia la Fonte
I guerrieri raffinano il diamante

Nell’ignoranza che consuma
Nell’attaccamento che acceca

Mercoledì, 07 Dicembre 2016 00:00

Io Michelangela

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“Prima dei quaranta, ehi bella, quando un ragazza mi permetteva di rivolgerle anche soltanto una parola io non mi fermavo lì...“ mi dice con fare vagamente scherzoso.
“Ma te la facevi. No?”.
“Mi è capitato un sacco di volte. È El Macho che ti sta parlando!”.
“Certo Federico, l’ho capito”.
Ci guardiamo di sguincio, e giù a ridere che è un piacere.
Lui con me ci ha provato, i suoi messaggi più o meno subliminali. Ma non c’è stato niente da fare. Dopo essermi laureata a Londra in Scienza e Tecnologia della Comunicazione, mi sono messa in testa ben altro. Niente distrazioni fugaci o peggio ancora avventure allo sbando.

Domenica, 04 Dicembre 2016 00:00

4 dicembre

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La Costituzione scritta col sangue
Di chi la guerra la fece

In trincea sugli aerei
E a resister sui monti

Contadini e operai fratelli
Nell’ardente coscienza politica

Mercoledì, 30 Novembre 2016 00:00

Memorandum

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Scegli il Sì
Scegli di cambiare
Scegli 80 euro in busta paga che dovrai ridare
Scegli i bonus che alimentano astio, arrivismo e sudditanza
Scegli l’alternanza scuola lavoro nei McDonald
Scegli di tagliare costi e diminuire servizi
Scegli nuovi posti di lavoro senza diritti
Scegli la stabilità di quello che ti manca
Scegli di essere un bambino delle elementari

Domenica, 27 Novembre 2016 00:00

Le storie dell'orto

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Un giorno nell'orto...

Albeggiava e nell’orto di Mino si stavano formando le prime gocce di rugiada. La casa era ancora immersa nel silenzio e tutti i suoi abitanti dormivano profondamente. Anche il gallo taceva. D’altra parte Aristide, questo il suo nome, non cantava mai all’alba, ma lo faceva ad orari improbabili come le 12 o le 13. Lui era un nottambulo e la mattina faceva fatica a svegliarsi e, di conseguenza, a svolgere il suo lavoro di gallo. Erano inutili i rimbrotti di Mino: “Ma che gallo sei se non canti all’alba? Domani ti metto la sveglia e vediamo se impari a comportarti!”. Niente da fare. Aristide era un sognatore, un gallo davvero poco pratico. Trascorreva le sue serate guardando le stelle e interrogandosi sui misteri della natura (perché il giorno e la notte si susseguono sempre nello stesso modo? Perché ho questa cresta rossa se non posso metterci la gelatina?... e via dicendo). Insomma, pensa e ripensa, finiva per addormentarsi sempre verso le quattro della mattina e va da sé che non ce la faceva a svegliarsi alle cinque per cantare.

Domenica, 13 Novembre 2016 00:00

Passeggiata tra le nuvole

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Ci siamo salutati attorno alle due, o giù di lì, non ricordo bene. E quando con una pacca sulle spalle ho sparato: “Augusto ha un livello di emotività di una scarpa vecchia e scalcagnata”, Luigi, aprendomi la porta di casa per farmi uscire, ha accennato una smorfia di non facile interpretazione. Che fosse dovuta alla bottiglia di Irish Whisky ormai al capolinea, e tristemente abbandonata sul tavolino del suo salotto, non sono in grado di darlo per certo.
Quella serata sul fine settimana non è stata diversa dalle altre. Ci incontriamo alternativamente a casa di Luigi, di Augusto o da me. Amichevoli meeting senza ordine del giorno, se non l‘impegno di cazzeggiare vaneggiando. Tuttavia con un comune interesse per la letteratura sia pure variamente orientato.

Domenica, 16 Ottobre 2016 00:00

Fandango

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– Beh, dài, adesso non esagerare. – Si aggira nervosa in cerca di un angolino ben protetto dove posare tutto quanto hanno portato lì per farsi un tranquillo picnic e discutere – dopo aver ottenuto da pochi giorni il tanto atteso dottorato – sul modo di organizzarsi in tempi brevi dove completare gli studi con le necessarie esperienze sul campo. Lei è Flora, ventitré anni. Mavis è la sua amica di sempre, stessa età, porta un nome canadese perché quando è nata suo padre lavorava come project manager in quel Paese per conto della casamadre italiana. In quell’angolo per così dire protetto. Le due, che abitano a Torino, ci sono state più volte. Da sole, quando avevano bisogno di isolarsi, o in intima compagnia di ragazzi occasionali e non. La folta vegetazione su quell’argine della Dora Riparia è sempre stata per loro un sicuro rifugio lontano da occhi indiscreti.

Domenica, 02 Ottobre 2016 00:00

In quel libro la mia salvezza

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Siamo all’ottavo piano di un nuovissimo grattacielo, qui alla porte di Milano, al confine laterale destro della Tangenziale Est. Poco più avanti lo osservo dall’alto – il viale Forlanini, attraversato da un indolente flusso di auto dirette all’aeroporto di Linate. Quella lentezza è dovuta ai lavori per costruire un nuovo tratto della metropolitana che si colleghi al passante ferroviario e alle altre linee già attive. Un’operazione programmata per l’Expo, come uno dei concreti lasciti dello spirito della grande manifestazione internazionale che ha elettrizzato milioni di visitatori.

Domenica, 25 Settembre 2016 00:00

Il bambino raggiante

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Il bambino raggiante
Non trova padre

Inizia il viaggio
Fabbrica insegne

Le scale mobili diventano sabbie
Ma il contatto cercato è attivo

Domenica, 11 Settembre 2016 00:00

Il luogo in cui ogni cosa attende la sua fine

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"Sono le istruzioni per muovere le mani".
 
(Valeria Rossi)

 

"Ci sono storie che muoiono prima di nascere: e somigliano all'estate".
 
(Tè alla pesca con vodka)

 

 

Più passa il tempo, peggio vanno le cose.
Sarà anche l'amore a decidere tutto.
Eppure, a mio avviso, è la matita della solitudine che disegna la nostra vita.
Mi trovo qui, in questa età, né giovane né vecchia.
Ciò che mi accade intorno la chiamano storia.

Sabato, 03 Settembre 2016 00:00

Nel tuo letto, discutendo di Roth

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1.
– Così lo chiamano.
– Chi? Ma prima dimmi, Bruno, che ci fai disteso nel mio letto? Lo sai che in camera mia non devi mai metterci piede. E poi, cosa direbbero i nostri se ci trovassero qui seminudi?
– È quasi l’alba, Mimma. Non ce la facevo più a dormire. Avevo bisogno di parlare con qualcuno. Mi viene quasi da sorridere: Call It Sleep, si chiama così quel romanzo che mi ha tolto il sonno. In America è talmente famoso che per tutti è un acronimo formato dalle prime iniziali del titolo. La critica lo ha subito valutato come un capolavoro. Da noi, come è giusto, l’hanno tradotto in Chiamalo sonno. E anche qui l’entusiasmo non è mancato.
– Dunque, CIS, per gli americani. Ma chi l’ha scritto?

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