“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

La fucina delle scritture

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Non lo sapeva, non poteva saperlo, ma era fortunato il condannato a morte del libro di Hugo.
Io sono qui, come lui, in questa cella, ma a differenza sua il mio ultimo giorno è ogni giorno.
Ogni giorno la mia perpetua pena, il mio inferno dantesco in Terra, è il mio ultimo giorno.

Giovedì, 02 Maggio 2013 22:00

La solitude et la folie

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Goran truffa il tempo e la follia in Place du Tertre. È lì da quindici anni. Tutte le mattine parte, con fogli e matite, da Place Saint Augustin; solleva il panama davanti al portale dell’omonima chiesa, e affronta la salita che lo conduce a Montmartre. Testa bassa, passo lungo e veloce, è su in trenta minuti. Non si ferma con nessuno ma, fa tappa in tutti i bar. Due chilometri e mezzo di bar. Butta giù caffè con avidità, li succhia, poi batte la lingua due volte contro il palato alla ricerca di un qualche vago sapore ma, nulla; sa di berli, però, e così, appaga le sue compulsioni. Rolla la sua sigaretta e via, verso la prossima sosta.

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