“Ho forse dormito mentre gli altri stavano soffrendo? Sto forse dormendo in questo momento?”

Samuel Beckett; Aspettando Godot

Arte

Arte L'officina delle arti

«…E, rimasto solo nell’officina, m’accorsi che quelle forme e figure di marmi o colori presero a fissarmi. Me ne impressionai, al punto da darmi quasi alla fuga. Poi, nel silenzio, compresi che chiedevano soltanto di essere raccontate».

Lunedì, 17 Febbraio 2020 00:00

L’arte alla prova del reale e della storia

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Nel suo recente saggio Bad New Days. Arte, critica, emergenza (Postmedia Books, 2019), Hal Foster prende in esame alcuni indirizzi artistici degli ultimi decenni che hanno superato quella che indica come la “predilezione per l’immaginifico e per il testuale”, tipica dell’arte postmodernista, “a favore di una messa alla prova del reale e della storia”. Se tale cambio di direzione ha a che fare con ragioni interne all’ambito artistico, non di meno, sostiene lo studioso, ciò si relaziona anche con l’immaginario precario ed emergenziale edificato dal neoliberismo.

Il mondo di Andrea Mantegna non è facile da penetrare, al pari e spesso in maggiore misura rispetto a quello degli altri principali attori sulla scena artistica e culturale del suo tempo. Così come non semplice risulta la presentazione della sua figura di artista, centrale nella rete dei rapporti con potenti mecenati, letterati e colleghi, e ad un tempo indipendente, come elemento del tutto singolare in relazione a questo nutrito insieme di invenzioni, idee comuni e differenti personalità.

Sabato, 11 Gennaio 2020 00:00

Alla scoperta della Berlino mediterranea

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Berlino è una città che ha dovuto e saputo reinventarsi più volte; ciò è avvenuto con l’ascesa a residenza reale prussiana, con l’unificazione dell’Impero, con l’abdicazione del Kaiser, con la distruzione al termine della Seconda guerra mondiale e, ancora, con la caduta del Muro e la riunificazione. In un suo recente libro, intitolato Berlino città mediterranea. Il richiamo del Sud (Raffaello Cortina Editore, 2019), Horst Bredekampha ricostruito puntualmente come le istituzioni culturali e lo sviluppo architettonico berlinesi abbiano desiderato e saputo attingere dall’arte dei paesi mediterranei.

Venerdì, 20 Dicembre 2019 00:00

Oltre le letture conformiste di Canova

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Se Antonio Canova gode in vita di un notevole prestigio europeo grazie − oltre che all’indiscussa maestria, anche a un’abile strategia di autopromozione (e di realizzazione) delle opere che sembra anticipare modalità proprie del “sistema arte” contemporaneo − la critica tardo ottocentesca e novecentesca si rivela invece abbastanza fredda nei confronti dell’artista veneto, tanto che per una sua piena rivalutazione si devono attendere studi relativamente recenti che però hanno forse il grande limite, salvo rare eccezioni, di non indagare a sufficienza le motivazioni profonde che inducono l’artista al recupero classicista, non cogliendo così in profondità gli elementi più innovativi del suo linguaggio.

Martedì, 17 Dicembre 2019 00:00

Parola di Lea Vergine

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“L’arte non è necessaria. È il superfluo. E quello che ci serve per essere un po’ più felici o meno infelici è il superfluo”.

Martedì, 26 Novembre 2019 00:00

Il Bauhaus attraverso i suoi protagonisti

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Nel 2009 esce in lingua inglese il volume di Nicholas Fox Weber The Bauhaus Group dedicato all’esperienza di sei grandi protagonisti dell’avventura Bauhaus: Walter Gropius, Paul Klee, Vasilij Kandinskij, Ludwig Mies van der Rohe, Josef e Anni Albers. Quel libro è stato ora pubblicato in lingua italiana con la puntuale traduzione di Teresa Albanese e Stefania Perosin: Bauhaus. Vita e arte di sei maestri del Modernismo (Il Saggiatore, 2019).

Mercoledì, 18 Settembre 2019 00:00

Arte e regimi 1960-1990 in mostra a Roma

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La Galleria Mascherino di Roma continua ad indagare i rapporti novecenteschi tra arte e politica. Dopo aver dedicato Combat Art: Roma 1968-1978 al “lungo Sessantotto” della scena romana, ora è la volta della mostra Arte e regimi 1960-1990, dedicata ai rapporti tra le neoavanguardie artistiche europee e i regimi totalitari del XX secolo.

Venerdì, 13 Settembre 2019 00:00

Il principio ideo-motore nell’arte di Duchamp

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“In un mondo in cui l’occhio e tutti gli altri sensi umani sono sottoposti ogni giorno a una serie di prove psicologiche in forme e modalità accresciute, continue e per lo più inconsapevoli, l’arte di Duchamp rappresenta, ancora oggi, un esercizio per collaudare non solo la nostra capacità di vedere e percepire, ma anche di esistere. Se vivere significa emanciparsi dall’incatenamento a uno scopo determinato, allora l’arte, quando funge da test, può servire a misurare, di tanto in tanto, quanto siamo davvero consapevoli della nostra libertà”. Così Marco Senaldi presenta il suo Duchamp. La scienza dell’arte (Meltemi 2019), volume incentrato sul legame tra l’opera dell’artista francese, l’estetica sperimentale e la ricerca psicofisiologica.

Quando sul finire degli anni Ottanta ho messo piede al DAMS di Bologna, la tragica fine della giovane ricercatrice Francesca Alinovi, avvenuta all’inizio del medesimo decennio, faceva ancora a tutti gli effetti parte della “mitologia damsiana”: doveva essere chiaro a chi si apprestava a frequentare tali ambienti l’universo maledetto che lo attendeva. Insomma, se nel migliore dei casi, a detta di non pochi bempensanti consiglieri non richiesti, la giovane matricola se la sarebbe cavata col buttare il proprio tempo in inutili dionisiache lezioni in cui “si canta, si balla e si dipinge sui muri anziché studiare davvero”, non era però da escludere una sua possibile discesa negli abissi più spaventosi.

Tommaso di ser Giovanni Cassai, detto Masaccio, nato nel 1401 a Castel San Giovanni, l’attuale San Giovanni Valdarno nell’aretino, può essere considerato colui che in pittura apre la stagione rinascimentale adottando una resa spaziale rigidamente sottoposta alle leggi della prospettiva scientifica, un uso accurato di luci e ombre finalizzato al conferire plasticità alle figure e una intensità emotiva senza precedenti.

Lunedì, 17 Giugno 2019 00:00

Sensibilità antica e moderna al MANN

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Il “salottino” centrale abitato da modelli scultorei e citazioni, all’interno dell’ampio spazio che accoglie al museo, sancisce il concetto di atelier del maestro, officina di idee e di studio incessante, introducendo alla trionfale maestà della Sala della Meridiana, al piano nobile. Si sale, come di consueto, salutando Ferdinando IV di Borbone re di Napoli (Ferdinando I re delle Due Sicilie), il quale veglia sulle ali rampanti del monumentale scalone sotto forma di imponente scultura, proprio alla maniera in cui Antonio Canova l’ha plasmata nel 1800.

Sabato, 01 Giugno 2019 00:00

Duchamp politique secondo Pablo Echaurren

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Il recente pamphlet di Pablo Echaurren Duchamp politique (2019) – dato alle stampe dall’editore Postmedia in un’edizione a tiratura limitata, con una particolare rilegatura con filo a vista senza copertina patinata d’ordinanza – approfondisce “il Duchamp politico (Du  champ politique) e il Duchamp morale (mai moralista), il Duchamp che ha mescolato costantemente arte e vita, che ha dato alla propria esistenza uno stile ben preciso e in tutte le umane vicende ha assunto un comportamento di una sobrietà e di una linearità esemplari. Spettacolari in senso inverso, fragorosi per quanto sono stati silenziosi e poco vistosi”.

Lunedì, 20 Maggio 2019 00:00

Warhol oltre Warhol

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In Andy Warhol si può vedere l’artista che, forse più di ogni altro nella sua epoca, si è talmente identificato nelle icone dell’immaginario collettivo statunitense da riprodurle in arte. Quando ancora la scena artistica nordamericana è caratterizzata dal fenomeno dell’abstract expressionism, una poetica incentrata sulla materia, Warhol inizia ad occuparsi degli oggetti prodotti industrialmente rifacendosi ad immagini derivate dalla civiltà di massa – fumetti, prodotti industriali ecc. – ricorrendo a tecniche esse stesse derivate dal mondo dei mass media e della produzione in serie, tanto che le sue proposte artistiche sono state spesso interpretate come mera celebrazione della banalità consumista.

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