“Nonna Citta muore addrìtta. Si curva mentre esala l'ultimo respiro ma non cade. La sua è una morte in dialetto. Assurda e volgare. I quattro superstiti, sbandando, vengono verso di noi. Il sole è ormai calato e l'uscio dove imperterriti stanno è il proscenio del teatro che li tiene prigionieri. Spalancano la bocca ma il loro urlo è muto. Sembra, piuttosto, uno sbadiglio”

Emma Dante

Arte

Arte L'officina delle arti

«…E, rimasto solo nell’officina, m’accorsi che quelle forme e figure di marmi o colori presero a fissarmi. Me ne impressionai, al punto da darmi quasi alla fuga. Poi, nel silenzio, compresi che chiedevano soltanto di essere raccontate».

Ancora una volta gli schermi dei media dispongono di una potente immagine di un falling man da mostrare e al tempo stesso celare alla vista, un po’ come si fa durante la visione di un horror dalla poltrona quando ci si porta una mano davanti agli occhi tenendo però le dita ben aperte.

“Un’opera d’arte è un’azione simbolica, è lì per tramandare e rappresentare una certa storia o un sentimento. Il mondo di oggi mi sembra povero di simboli ma sopravvivono immagini o metafore ancestrali capaci di dare fondamento e significato alla nostra vita. Blind è un’opera sul dolore e sulla sua dimensione sociale, è lì a ricordare la fragilità di una società in cui aumentano la solitudine e l’egoismo. Avevo in mente quest’opera da anni ma devo dire che la pandemia ha reso nuovamente visibile la morte nelle nostre vite: cerchiamo sempre di rimuoverla e dimenticarcene, siamo tutti proiettati al nostro benessere e ad allontanare qualsiasi tipo di dolore, come fosse solo un problema di medicina, ma forse per la prima volta dalla generazione dei nostri genitori, che hanno vissuto la guerra, la morte è tornata a essere uno spettro quotidiano”.
(Maurizio Cattelan)



Gli uccelli ci aspettano fin dall’entrata di questo HangarBicocca. Appollaiati sulla porta d’ingresso non ci fai neanche caso. Non sai, non puoi ancora sapere che saranno loro a farci da guida nell’immersione totale di un buio che rappresenta la nostra vita e il nostro destino. Dalla luce all’oscurità in un viaggio che, intriso di silenzio, coinvolge e sconvolge.

Mercoledì, 16 Giugno 2021 00:00

Kubrick e Caravaggio, sabotatori del reale

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Una delle caratteristiche che contraddistingue il linguaggio artistico rispetto a quello quotidiano è indubbiamente il suo statuto polisemico. Giunta alla sua fase contemporanea però, come ha avuto modo di spiegare Umberto Eco, la polisemia si è fatta “aperta” dando luogo a una varietà di significati che non possono più essere arginati, come invece avveniva, ad esempio, in ambito medievale.

“Un giullare? Cerco di dire cose serie da una vita ma nessuno mi crede mai. Un imbroglione? Mai rubato a nessuno, mai commesso spergiuro, mai atti impuri. Un bugiardo? Non credo mai in un’unica verità, ma solo in una combinazione infinita di possibilità. Sono una matassa di controsensi, come tutti.

Storie mai raccontate. Dietro questa traduzione applicata a Peter Lindbergh ci sono storie che tali non sono, ma soltanto colossali eppure intime suggestioni narrative, perché anche la più dettagliata immagine non rivela un’intera storia in modo esaustivo. Nulla può farlo. Ogni storia è inesauribile, in quanto ha preso avvio prima dello scatto, ha proceduto a svilupparsi, a cambiare e ad ammantarsi delle sensazioni distillate dallo spazio e dal tempo che esistono oltre il nostro campo visivo, come un dipinto o un altro manufatto.

Lunedì, 31 Maggio 2021 00:00

Performance come metodologia

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Con riferimento all’ambito artistico, inteso nella sua accezione più estesa, si ricorre con una certa disinvoltura al temine “performance” presupponendo forse di indicare con esso qualcosa di relativamente definito, salvo poi rendersi conto della sua sostanziale indeterminatezza; non a caso risulta difficile trovare un corrispettivo in lingua italiana capace di tradurre efficacemente il termine anglosassone.

Mercoledì, 19 Maggio 2021 00:00

La grammatica delle arti di Cesare De Seta

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Che cos’è l’arte? Cosa distingue l’arte dal bello? Qual è il suo linguaggio e quali sono le sue regole? È con quesiti di tale portata che si confronta Cesare De Seta, docente presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II con alle spalle un’esperienza di insegnamento presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, nella sua recente pubblicazione Grammatica delle arti. Forme e spazio storico dell’espressione artistica (Salerno Editrice, 2021).

Tre sentieri paralleli si snodano fra i meandri della storia seguendo momenti diversi, ma interconnessi, della civiltà umana, accolti e integrati all’interno della già vasta collezione permanente del Museo Archeologico Nazionale.

Martedì, 16 Marzo 2021 00:00

Malessere e potenzialità curative dei luoghi

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Le sofferenze imposte dalla pandemia da Covid-19 sembrano aver indotto molti ad una riflessione più generale circa lo stato di malessere diffuso che attraversa il mondo contemporaneo, malessere che si manifesta oltre che sotto forma di dolore fisico anche come ansia, depressione e apatia legate al senso di insoddisfazione, insicurezza e timore per il futuro. La percezione di tutto questo malessere, acuito dalla pandemia ma certo non interamente da essa derivato, ha fatto emergere il  desidero di migliorare le condizioni di esistenza.

Lunedì, 08 Marzo 2021 00:00

Metamorfosi. Un’altra arte, un altro mondo

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“L’arte è un buon farmaco per contrastare i mali del presente: disattenzione, superficialità, pregiudizi e sintonizzarsi con l’essenziale, l’arte offre infatti la possibilità di tornare in contatto con contenuti profondi e rimossi divenendo prezioso dispositivo del pensiero critico”. È a partire da tale convinzione che Anna D’Elia, critica d’arte e narratrice, si cimenta, nel suo recente volume Vederscorrere. L’arte che salva (Meltemi, 2021), nella lettura della realtà attuale ricorrendo agli occhi degli artisti per sintonizzarsi con il pensiero della metamorfosi, appropriarsi di una diversa dimensione spazio-temporale, costruire nuovi rapporti con l’ambiente, il corpo, l’altro e l’altrove.

Lunedì, 08 Febbraio 2021 00:00

Carrellata videoludica

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Nella recente nuova edizione del fortunato volume di Marco Accordi Rickards, Storia del videogioco. Dagli anni Cinquanta a oggi (Carocci Editore, 2020), uscito la prima volta nel 2014, l’autore definisce il videogioco come “un’opera multimediale interattiva, cioè un prodotto culturale autoriale che si esprime attraverso una specifica forma interattiva utilizzando uno o più mezzi espressivi [...]; l’interazione con il videogioco richiede l’immersione in un mondo simulato e regolato da leggi tecniche (game design) nel quale le azioni del fruitore attivo siano teleologicamente orientate”.

Lunedì, 28 Dicembre 2020 00:00

Dante, la “Commedia” e le arti figurative

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È nota l’importanza delle immagini nella trasmissione del messaggio politico e religioso in ambito medievale; al di là del loro portato estetico, le rappresentazioni figurative all’epoca accompagnano e indirizzano la preghiera, offrono suggestioni e suggerimenti di ordine concettuale suscitando una gamma di reazioni emotive che vanno dallo sbalordimento al timore.

Giovedì, 17 Dicembre 2020 00:00

Il Gotico secondo Wilhelm Worringer

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Alois Riegl (1858-1905), figura di spicco della celebre Wiener Schule der Kunstgeschichte, oltre a contribuire alla riabilitazione delle “arti minori”, svincolando il giudizio critico dall’impostazione teorica “antistorica” winckelmanniana, dunque preoccupandosi di riconoscere in ogni epoca una specifica “volontà d’arte” (Kunstwollen), ha di fatto rivalutato epoche storico-artistiche ai suoi tempi considerate “decadenti”, come ad esempio i periodi Tardoantico e Barocco.

Giovedì, 10 Dicembre 2020 00:00

Il corpo e la performance

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Slittamenti della performance è un interessante progetto editoriale sviluppato da Postmedia Books in due volumi che ripercorrono la nascita, lo sviluppo e le articolazioni della performance art a partire dagli anni Sessanta del Novecento per giungere fino ai giorni nostri. È stato da poco dato alle stampe il primo dei due volumi – Slittamenti della performance, Volume I. Anni 1960-2000 – in cui la studiosa Teresa Macrì passa in rassegna le principali esperienze performatiche novecentesche indagandone significazioni, sconfinamenti e portata critica nei confronti delle categorie socio-politiche e artistiche.

Mercoledì, 18 Novembre 2020 00:00

L’ecosostenibilità dell’arte secondo Gaia Bindi

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La questione ecologica e ambientale ha fatto capolino all’interno del mondo delle arti visive contemporanee sul finire degli anni Sessanta e se, in qualche modo, resta presente, magari sottotraccia, in tale contesto nei decenni successivi, è tuttavia soprattutto negli ultimi tempi che la questione ecologica è riemersa prepotentemente in ambito artistico in corrispondenza con una sempre più diffusa presa di coscienza circa la crisi ambientale provocata dall’era antropocentrica e in particolare dal cinismo spietato del sistema di sviluppo egemone.

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