“Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio”.

Sándor Márai

Arte

Arte L'officina delle arti

«…E, rimasto solo nell’officina, m’accorsi che quelle forme e figure di marmi o colori presero a fissarmi. Me ne impressionai, al punto da darmi quasi alla fuga. Poi, nel silenzio, compresi che chiedevano soltanto di essere raccontate».

Venerdì, 08 Giugno 2018 00:00

Valeria Malpeso, madonnara di corpi

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Quando sono andato a intervistare Valeria Malpeso, trentenne, creativa di straordinario talento, body painter e make-up artist dello spettacolo, avevo seguito le regole di un buon giornalista: fogli, penna e appunti. E li avevo persino presi, gli appunti.
Solo che da un po’ di tempo vivo in una bolgia, tanto che alcuni amici mi stanno pressando per creare cartelline in cui raccogliere bollette, documenti, interviste prese a penna. Figuratevi se li sto a sentire. Risultato: ho perso i fogli.

Come sostiene Paolo Spinicci nella Premessa al volume di Barbara Fässler, August Sander. Fotografia, archivio e conoscenza (Postmedia Books, 2014), sin dalla sua comparsa la fotografia racchiude in sé promesse e compiti che non può totalmente mantenere. L’idea di poter restituire la realtà nella sua esattezza, isolandola dalle relazioni, dalle circostanze e dalla volatilità del suo manifestarsi, rientra in una finalità di ordine conoscitivo. La fotografia sembra promettere la possibilità di eliminare gli aspetti accidentali ed effimeri dell’esperienza immortalata. “Le fotografie sembravano dunque proporsi come strumenti di conoscenza, ma soprattutto sembravano promettere la realizzabilità di un progetto di cui, e proprio a patire dal XIX sec., si sentiva vivo il bisogno e che si cercava anche per altre vie di realizzare: il progetto di un Grande Inventario ragionato del mondo, di una raccolta ordinata ed esaustiva del molteplice negli spazi di un grande palazzo – il museo”.

Nel cuore dell’antichissima città, all’interno della Basilica dello Spirito Santo, si trovano ora riuniti centinaia di simulacri di persone un tempo viventi, guerrieri cinesi facenti parte dell’esercito del III secolo avanti Cristo, la grande armata del Primo Imperatore Qin Shi Huangdi, “ottava meraviglia del mondo” racchiusa tutta nella riproduzione di figure umane, cavalli, armi, oggetti e carri da utilizzare sul campo di battaglia.

Venerdì, 06 Aprile 2018 00:00

Decoro urbano e monopolio dell’immagine

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Diffusisi a partire dagli anni Settanta del Novecento, i graffiti urbani possono essere visti come una forma di espressione, una pretesa dei giovani, soprattutto delle periferie, di lasciare una traccia di esistenza capace di infrangere il monopolio del potere urbano. In questa direzione si muove il nuovo saggio curato da Alessandro Dal Lago e Serena Giordano, Sporcare i muri. Graffiti, decoro, proprietà privata (DeriveApprodi, 2018) ove si legge nell’azione di writer e street artist un tentativo di infrazione del monopolio dell’immagine a cui aspirano i poteri esistenti.

Martedì, 03 Aprile 2018 00:00

Al PAN un Dalí evanescente

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Il Dalí di questa mostra è il Dalí multisfaccettato che lo stesso proprietario di questo nome (e marchio) ha sempre propinato al pubblico, sfuggendo con intelligenza, perseveranza e lungimiranza ad una precisa catalogazione del proprio operato e ad un’univoca etichetta per la propria personalità.

È sempre interessante approfondire il rapporto fra l’arte napoletana e quella francese a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento. È interessante, specificamente, anche nella misura in cui l’arte italiana ha saputo dare non soltanto un contributo concreto alla nascita ed allo sviluppo della pittura e della scultura moderna in Europa già da prima della metà del diciannovesimo secolo, con un verismo ed una visione plastica e luministica propria e perspicace che restituiva l’attualità spiccando il volo da sicure ed insostituibili fondamenta, ma nel modo in cui ha saputo continuare ad elargire un apporto costante e differente attraverso il fermento creativo degli studi e degli esperimenti en plein air partenopei, viaggiando nel pre e nel pieno impressionismo, partecipando con una voce affine ma distinta, di forte identità, a quel nuovo sguardo sul mondo che di sicuro avevano vividamente coadiuvato.

Lunedì, 08 Gennaio 2018 00:00

“Genesi”: Sebastião Salgado al PAN

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Sulla pinna della balena franca australe scorre quella luce opaca che si stempera nell’ombra, fa ritorno all’occhio e si rimpasta in una composizione resa possibile da un sguardo affascinato, e da un obbiettivo fotografico che per osmosi diviene capiente e saggio. Il lunghissimo viaggio di Sebastião Salgado intorno al mondo, durato otto anni, ha lo scopo di rendere onore al pianeta, intendendo per pianeta tutti coloro che vivono, dalla Durvillea Antarctica, pianta acquatica nell’arcipelago delle Falkland, all’isolotto a forma di fungo coronato dal baobab, dalla presenza meravigliosa dei “perfomers” delle tribù della Papua Nuova Guinea, segnata da una resa luministica che è contemporanea e ad un tempo antica, allo stuolo di pinguini illusoriamente sormontati da un soffitto di pietra scura, in realtà avvallamento della terra che corre in scorcio verso un lontano orizzonte in Antartide, o ancora dalle ospitali capanne in legno dei Korowai dell’Indonesia, costruite sugli alberi, ad altezze che talvolta superano i venti metri, alle valli immense e più profonde di quanto il nostro occhio possa arrivare a misurare con precisione.

Grazie a Mimesis edizioni è stata recentemente pubblicata la traduzione in italiano di un importante saggio di Hidemichi Tanaka, uscito in Giappone nel 1995 e tradotto in lingua inglese nel 2008: Storia dell'arte giapponese. Genealogia dei capolavori in una prospettiva comparata.
La peculiarità di questa storia dell'arte giapponese ha sicuramente a che fare col fatto che Hidemichi Tanaka figuri tra i massimi esperti giapponesi di Storia dell’arte occidentale. A differenza di diversi suoi conterranei  che tendenzialmente affrontano l'arte nipponica con l'esplicita intenzione di palesare ad ogni passo le prerogative che la rendono irrimediabilmente altro rispetto all'arte occidentale, Tanaka esplora le principali tappe che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’arte giapponese ricorrendo alle categorie storico-artistiche  occidentali elaborate negli ultimi secoli, con particolare riguardo alla classificazione dei principi pittorici che influenzarono lo sviluppo dell'analisi formale nella storia dell'arte occidentale elaborata da Heinrich Wölfflin a cavallo tra Otto e Novecento.

Non ci sono strati di esistenza da nascondere dietro ad altri, e nemmeno piani di materia e luce di diversa dignità rispetto a quelli apparenti. In questi intagli di plexiglass l’artista suole scavare, definire un possibile attraversamento di tali diverse stratificazioni, e più fortemente la loro convivenza, rendendola chiaramente visibile, semplificandola a livello formale come si farebbe con una sezione abitativa, utilizzando lo skyline di città molto diverse fra loro, per tracciare le linee sovrapponibili della realtà, in direzione di una riflessione che sulle fattezze del moderno ricostruisce l’immagine mentale di ciò che compone il reale, analitica ma idealizzata, perché priva della consapevolezza di tutti i dettagli ed i dati universali, inconoscibili nella loro interezza e nel loro vero aspetto.

Venerdì, 24 Novembre 2017 00:00

Bernini multimediale e montaggio ejzenštejniano

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Scultore, architetto, pittore, scenografo e drammaturgo, Gian Lorenzo Bernini ha orientato la ricerca espressiva verso l'unificazione delle diverse arti in nome di un unico grande programma retorico. L’opera berniniana palesa l'ambizione a espandere gli aspetti naturali in portati immaginari ed è soprattutto nell’intervento architettonico che, avvalendosi di una prospettiva sviluppata in chiave illusionistica, intersecandosi con le altre arti, riesce a collegare lo spazio fisico a quello fantastico, prolungando la fruizione nella compartecipazione, il vero nel verosimile, il reale nel vagheggiato, giocando sull’espansione e la dilatazione formale, su di una dialettica di pieni e di vuoti condotta sotto il segno dell’apertura atmosferica e luminosa.

Lunedì, 20 Novembre 2017 00:00

Vulnus della memoria

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Si dice che il tempo guarisca le ferite, ma ci sono ferite che il tempo non rimargina, forse proprio perché hanno a che fare con il tempo, quello che è passato, il nostro passato, la storia.
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) si sta aprendo ad una presenza tentacolare sul territorio, integrando gli aspetti della fruizione e della tutela con la comunicazione con le altre forze intellettualmente produttive. Il 14 e 15 novembre ha ospitato un seminario internazionale di studi, durato due giorni, organizzato insieme all’Università degli Studi di Napoli Federico II e accreditato dall’Ordine degli avvocati di Napoli, dedicato al traffico illecito e alla distruzione dei beni culturali: Archeologia ferita. Lotta al traffico illecito e alla distruzione dei beni culturali.

Intensissima l’attività che Palma Bucarelli ha perpetrato per tutta la sua vita, e significativo il suo lascito professionale e morale, di cui la collezione privata riflette appieno il senso e l’importanza. Lo sviluppo delle decine di opere in mostra, a cura di Marcella Cossu, esemplifica la lungimiranza e la profonda indagine teorica della storica direttrice del museo dal 1941 al 1975, nonché la sua autentica ammirazione per le più innovative ed acute ricerche artistiche.

Martedì, 10 Ottobre 2017 00:00

Sul guardare e sulla fotografia

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All’interno della raccolta di scritti Sul guardare (Il Saggiatore, 2017) di John Berger, in un pezzo intitolato Usi della fotografia, scritto nel 1978, l’autore riprende e sviluppa alcune riflessioni espresse da Susan Sontag nel suo Sulla fotografia. Realtà e immagini nella nostra società (Einaudi, 1978), testo imprescindibile, quest'ultimo, per chiunque voglia approfondire il rapporto tra fotografia e società.
Sebbene gli scritti dei due siano stati stesi sul finire degli anni Settanta, alcune riflessioni in essi contenute risultano ancora utili per ragionare sulla società ipertrofica contemporanea nonostante nel frattempo siano subentrati importanti cambiamenti sia sociali che nella pratica fotografica e non tanto per il passaggio dall'analogico al digitale, quanto piuttosto per la condivisibilità delle immagini resa possibile dalle apparecchiature e dal web.

Giovedì, 21 Settembre 2017 00:00

I dodici anni del MADRE e la sua prima guida [breve]

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La scorsa settimana il MADRE, nelle persone di Olga Scotto di Vettimo (curatrice del volume), Maria Sapio, caporedattrice di arte’m, il duo artistico Bianco-Valente ed il direttore del museo Andrea Viliani, ha presentato madre. museo d’arte contemporanea donnaregina, la cui intestazione recita: guida [breve]. Le parentesi quadre a voler sottolineare quanto l’aggettivo breve sia relativo, seppur al contempo appropriato, trattandosi di un volume sintetico ma esaustivo, e soprattutto, come sottolineato dai relatori, finalizzato ad una divulgazione che sia il più ampia e democratica possibile, coadiuvata dunque dal prezzo molto ridotto e dal formato tascabile.

Giovedì, 14 Settembre 2017 00:00

Viaggio alle origini della videoarte

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L'editore Meltemi ha dato alle stampe nel corso del 2017 a una nuova edizione del libro Definizione zero. Origini della videoarte fra politica e comunicazione  di Simonetta Fadda, pubblicato per la prima volta nel 1999. Il saggio propone una dettagliata ricostruzione delle origini del video nei suoi utilizzi artistici e politici, soprattutto nell'ambito della controinformazione, dunque, come sottolinea Bruno Di Marino nella Prefazione stesa per questa nuova uscita, nei suoi usi "fuori dal sistema".

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