“Solo tu puoi mandare in scena quel ricordo. Proprio quello”

Nadia Terranova

Arte

Arte L'officina delle arti

«…E, rimasto solo nell’officina, m’accorsi che quelle forme e figure di marmi o colori presero a fissarmi. Me ne impressionai, al punto da darmi quasi alla fuga. Poi, nel silenzio, compresi che chiedevano soltanto di essere raccontate».

Qui si parla una lingua indistruttibile, si comunica un incanto suadente, mai dimenticato e, in una forma diversa, ancora in pieno corso. E ciò accade perché i De Filippo, scaturiti dall’anima di Scarpetta ed accompagnatori del Novecento, sono arte, e non arte del teatro, del cinema, della scenografia o della poesia, ma arte del tutto, sulla scena e nella vita.

Sabato, 02 Marzo 2019 00:00

Novecento chiama, Napoli risponde

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Volti scolpiti che si lasciano accarezzare, sculture che raccontano storie di desiderio e movimento, ritratti di personaggi del secolo scorso o squarci di pura napoletanità: la mostra Novecento a Napoli. Capolavori di pittura e scultura offre ai visitatori una grande possibilità, ovvero quella di abbandonare ogni pregiudizio e cedere al fascino − maledetto − del secolo breve.

La ridefinizione non di confini fra discipline, tra ambiti artistici o culturali, che non possono sussistere se non all’interno di una chiarezza di visione complessiva, ma tra la sottile linea del profilo di un corpo e l’antro fatto di luce od ombra, in cui si risolve tutto ciò che esiste attorno a quest’ultimo. Quello che qui si esplora è tale delimitazione, spinta quel tanto che basti a far comprendere quanto i due elementi finiscano per fondersi pur senza esautorare l’indipendenza del soggetto, indiscusso “archè” della composizione. Entro una simile volumetria abitativa è dunque la forma umana a dettare e costruire lo svolgimento spaziale in sua funzione.

Il libro Pino Pascali. Fotografie (Postmedia Books, 2018) testimonia l’importanza che la fotografia ha avuto nella vita artistica di Pino Pascali (1935-1968). Il volume, che ha accompagnato l'omonima mostra alla Fondazione Pino Pascali in occasione del cinquantenario dalla morte dell'artista, è curato da Antonio Frugis, curatore della Fondazione intitolata all’artista per cui coordina i progetti espositivi e da Roberto Lacarbonara, Direttore artistico del museo CRAC Puglia e Young curator per la Fondazione Museo Pino Pascali, oltre che docente di Storia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Lecce.

Un muro bianco e una porta delimitata da ostacoli: si entra attraverso un piccolo spazio cinto da due corpi nudi, un uomo e una donna, che fanno da stipiti, disposti l’uno di fronte all’altro. Imponderabilia, ovvero senza possibilità di ponderare le proprie reazioni o la decisione da prendere, è il momento iniziale in cui il visitatore si imbatte ed è chiamato a non essere spettatore passivo ma protagonista attivo e volitivo della performance.

Venerdì, 28 Dicembre 2018 00:00

Le utopie rurali di Le Corbusier e Bézard

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Nel 2015 il Centro d’arte dedicato all’architettura e al design Piacé Le Radieux decide di dare alle stampe un volume contenente il materiale manoscritto datato novembre 1940 di Le Corbusier ove sono sintetizzati i suoi studi su La Ferme radieuse et le Centre coopératif elaborati a partire dagli anni Trenta, e il saggio L’urbanisme rural di Norbert Bézard. Nel corso del 2018, grazie ad Armillaria edizioni, tale materiale esce in edizione italiana impreziosita da illustrazioni, uno scritto di Laurent Huron sui rapporti tra Bézard, Le Corbusier e il contesto culturale dell’epoca, e una bibliografia ragionata.

Giovedì, 29 Novembre 2018 00:00

L'attuale stato del mondo in mostra al PAN

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In una mattinata di sabato si apre, dentro un Palazzo delle Arti invaso dal caldo sole novembrino di Napoli, l'edizione 2018 del World Press Photo, ospitato in città per il terzo anno di seguito, a chiusura del tour italiano. E uno scatto su tutti, fra tanti altri parimenti notevoli, potrebbe essere di diritto quello del vincitore del secondo premio per la categoria Reportage: Toby Melville. Perché ricordare proprio questa immagine? Quella di cui è tristemente protagonista la turista americana Melissa Cochran, sopravvissuta all’attentato del 22 marzo 2017 presso il ponte di Westminster a Londra?

L’alzata in volo dell’aviazione militare israeliana, con l’obiettivo di annientare quella egiziana, alle 7.45 di quel lontano 5 giugno 1967, segna l’avvio di un conflitto destinato a riscrivere l’intera regione: nel giro di pochi giorni le truppe israeliane occupano la Cisgiordania, la parte orientale di Gerusalemme, la Striscia di Gaza, le alture del Golan e la penisola del Sinai. “Da quel momento, l’occupazione militare e le sue infinite violazioni diventeranno, nella narrazione dominante, una conseguenza accidentale e necessaria nella lotta di Israele per la sua sopravvivenza”.

Lunedì, 24 Settembre 2018 00:00

L’equilibrio precario del graphic novel

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La raccolta Storie di uomini intraprendenti e di situazioni critiche (Eris Edizioni − Progetto Stigma, 2018) di Luca Negri, in arte Regular Size Monster, presenta otto brevi racconti in cui, attraverso il linguaggio del graphic novel, si strizza l’occhio alle narrazioni cinematografiche non-lineari.

Ariella Azoulay, nativa di Tel Aviv e docente di Comparative Literature e di Modern Culture and Media presso la Brown University di Providence, Rhode Island e di Visual Culture presso la Bar-Ilan University di Tel Aviv, è una documentarista e teorica della fotografia e della cultura visiva, autrice del libro recentemente tradotto e pubblicato in italiano con il titolo Civil Imagination. Ontologia politica della fotografia (Postmedia books, 2018).

Venerdì, 08 Giugno 2018 00:00

Valeria Malpeso, madonnara di corpi

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Quando sono andato a intervistare Valeria Malpeso, trentenne, creativa di straordinario talento, body painter e make-up artist dello spettacolo, avevo seguito le regole di un buon giornalista: fogli, penna e appunti. E li avevo persino presi, gli appunti.
Solo che da un po’ di tempo vivo in una bolgia, tanto che alcuni amici mi stanno pressando per creare cartelline in cui raccogliere bollette, documenti, interviste prese a penna. Figuratevi se li sto a sentire. Risultato: ho perso i fogli.

Come sostiene Paolo Spinicci nella Premessa al volume di Barbara Fässler, August Sander. Fotografia, archivio e conoscenza (Postmedia Books, 2014), sin dalla sua comparsa la fotografia racchiude in sé promesse e compiti che non può totalmente mantenere. L’idea di poter restituire la realtà nella sua esattezza, isolandola dalle relazioni, dalle circostanze e dalla volatilità del suo manifestarsi, rientra in una finalità di ordine conoscitivo. La fotografia sembra promettere la possibilità di eliminare gli aspetti accidentali ed effimeri dell’esperienza immortalata. “Le fotografie sembravano dunque proporsi come strumenti di conoscenza, ma soprattutto sembravano promettere la realizzabilità di un progetto di cui, e proprio a patire dal XIX sec., si sentiva vivo il bisogno e che si cercava anche per altre vie di realizzare: il progetto di un Grande Inventario ragionato del mondo, di una raccolta ordinata ed esaustiva del molteplice negli spazi di un grande palazzo – il museo”.

Nel cuore dell’antichissima città, all’interno della Basilica dello Spirito Santo, si trovano ora riuniti centinaia di simulacri di persone un tempo viventi, guerrieri cinesi facenti parte dell’esercito del III secolo avanti Cristo, la grande armata del Primo Imperatore Qin Shi Huangdi, “ottava meraviglia del mondo” racchiusa tutta nella riproduzione di figure umane, cavalli, armi, oggetti e carri da utilizzare sul campo di battaglia.

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