“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Arte

Arte L'officina delle arti

«…E, rimasto solo nell’officina, m’accorsi che quelle forme e figure di marmi o colori presero a fissarmi. Me ne impressionai, al punto da darmi quasi alla fuga. Poi, nel silenzio, compresi che chiedevano soltanto di essere raccontate».

Lunedì, 19 Ottobre 2015 00:00

Il dinamismo poetico di Luisa Terminiello

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La leggenda vuole che l’arte pittorica sia nata da un’ombra. Se la natura è il modello, l’arte ha il compito di imitarla nei suoi contenuti, nella sua maniera e nella sua forma. L’ombra che un elemento naturale proietta viene ricalcata dal primo pittore della storia e così nasce l’arte figurativa. Forse questo è solo un mito, ma il mito al pari di una favola e di un canto popolare non è detto che sia falso, probabilmente è il solo modo, l’unico espediente fantasioso che l’uomo ha trovato consono alla potenza della verità.

Componenti di diverse iconografie si interfacciano, si mescolano o si “cambiano d’abito”, in questa personale di Isotta Bellomunno. Nel bel mezzo della ricerca, o meglio, nell’atto di riproporre la riflessione su di un “eterno femmineo”, si presenta qui il compendio dei risultati e delle tracce di un lavoro materico e concettuale che scorre l’immaginario personale  e collettivo per ritrovare il punto in cui i due sentieri, talvolta vere e proprie fazioni in lotta, si manifestano come inscindibili e a tratti, forse, addirittura interscambiabili.

Giovedì, 09 Luglio 2015 00:00

Le malattie del corpo e del negativo

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Le ferite del corpo sono evidenti, sanguinano a volte, oppure assumono la forma scheletrica della malattia interiore. La pelle si ritira e non ritorna, la presenza diventa una bozza incompiuta di un progetto sospeso. La carne è una terra sferzata dal vento e le dune si svuotano della sabbia e dei sassi, il deserto privo di acqua scompare anche nella sua aridità e quello che resta è lo scavo profondo e vuoto in cui nulla ritorna, dove il ricordo di qualcosa appare nella sua grande assenza.

Venerdì, 29 Maggio 2015 00:00

Tornare bambini nel cuore del(la) Madre

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Abbiamo giocato tutti coi Lego da bambini: era facile sentirsi piccoli costruttori di case, ville, macchine. Mettendo insieme quei piccoli pezzi colorati ci sembrava di dare forma ai nostri sogni puerili fatti di piccole cose.
Al Museo Madre di Napoli si torna un po’ bambini negli ultimi tempi grazie alla mostra Come un gioco da bambini, lavoro in situ dell’artista francese Daniel Buren, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1986 per il miglior padiglione internazionale ed esposta a Napoli fino al 31 agosto.

Vincent Willem van Gogh, pittore olandese attivo dalla metà dell’Ottocento fino alla fine dello stesso secolo, è sicuramente tra gli artisti più quotati e affascinanti mai esistiti: tutti, anche se per sbaglio, si sono trovati almeno una volta davanti ad un suo quadro, fosse anche solo nei libri di storia dell’arte. Tutti hanno avuto a che fare con i suoi famosissimi girasoli.

Sabato, 14 Marzo 2015 00:00

Sergio Gioielli e le verità necessarie

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Cosmo. Dal greco “còsmos”, ovvero ordine.
Da sempre l’uomo ha cercato, tramite l’arte, di porre un ordine alle cose. Scovandolo dall’immaginario e fluttuante regno della fantasia.
Probabilmente il termine fantasia deriverebbe da “Phantasòs”, che significa  “apparizione”. E, a differenza dei due fratelli Phobetòr e Morpheus, non direbbe mai la verità. Questi i tre “Oneiroi”, incarnazioni dei sogni, da sempre le porte tra la terra ed il cielo.
Sogno è ascensione senza meta, partire verso chissà dove, chissà quando, chissà perché.

Nel segno di Maryam Bakhtiari la musicalità della vita dipana la linea flessibile della grafia, trasformando quello che è il midollo strutturale della letteratura in arte da leggere e da ascoltare, attraverso sottili vibrazioni. In Oltre lo specchio ci troviamo a conoscere un sentiero fatto di sezioni di memorie ed idee, resi come battiti secchi o melodiosi, sfrangiati o netti, in un ritmo battente ed armoniosamente cadenzato dove gli elementi s’intrecciano, si solcano e sfiorano in una composizione informale limpida e a un tempo fluida, sfuggente, proprio come in un riflesso.

Giovedì, 05 Marzo 2015 00:00

Tūnus

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"J'ai toujours aimé le désert. On s'assoit sur une dune de sable. On ne voit rien. On n'entend rien. Et cependant quelque chose rayonne en silence...”.
Antoine de Saint-Exupéry

Tutti viaggiamo, spesso e volentieri prediligiamo come meta capitali europee, luoghi di divertimento, oppure stazioni esotiche, ma che ci assicurino un discreto confort al quale siamo affezionati. Le nostre foto ritraggono piazze barocche, chiese rinascimentali, archi gotici, castelli faraonici con le merlature e i cannoni, ricordano i nostri amici, con i quali abbiamo visto la bellezza di un mondo artistico e ornamentale che ci appartiene, come un patrimonio di simboli indimenticabile. Però il viaggio che voglio raccontarvi è un po' diverso, i viaggiatori sono quasi tutti miei coetanei, ma la meta che hanno scelto è magica e terrificante, l'eredità che Matteo Pedicini ci offre è uno sguardo curioso e affascinato, una smania perfetta di raccogliere il più possibile tracce di un mondo arcaico ma incredibilmente vivo, ancora giovane e capace di libertà e cultura.

Domenica, 01 Marzo 2015 00:00

Dal bianco al nero, dalla carta ad Amano

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Distratto, magnifico ed impetuoso mi sento, dopo aver “toccato” con mano (una mano speciale fatta di dita asensoriali, esposte all’immaginifica e folle sfera delle idee), alcune delle opere del maestro Yoshitaka Amano (classe 1952 – Shizuoka).
Artista eclettico, ha ridefinito come pochi (a mio avviso), i sempre più labili confini tra tecnicismo artistico ed espressione pittorica. Attraverso le liquide evanescenze di acquerelli e chine, tempere ed altre desinenze più solide (come ad esempio incisione su legno), ha dato vita a quello che sarebbe l’invidia di un qualsiasi cultore di emozioni.

La curva e l'orizzonte sono il principio della forma. Ma cosa succede se la linea alla fine della vista è una diga che esplode, da una parte e dall'altra, in preda a un rigurgito di colore vivo, pulsante, fagocitato dalla luce e dal giorno? Guardando le foto del maestro della fotografia a colori si ha la forte intuizione che la sensibilità venga sopraffatta da un'immagine irreale, dove le tonalità accese sembrano dipinte e accecanti. Franco Fontana, fotografo modenese, ha sempre dimostrato, per tutti gli anni della sua carriera, quel gusto particolare che si accorda a un talento speciale, un occhio lungimirante che ha saputo trovare la sua personale risposta al mondo degli spazi naturali dove l'uomo è il punto zero, l'escatologia fallita.

Lunedì, 16 Febbraio 2015 00:00

Un viaggio nel mondo di Lucio DDT Art

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Il viaggio nell’arte è una misteriosa consuetudine dell’animo umano, spinto dalle insopportabili pulsioni di idee, pensieri, desideri e parole inespresse. Insopportabili non per esigenza di negare tali “portali” sull’inconscio sopito che ognuno porta dentro di sé, ma perché esplosione movimentata di crepuscoli semi-indipendenti che, pur legati dalla coscienza ospite, tendono ad evadere, disegnando strani nuovi corridoi creativi che, sia per l’artista, sia per il pubblico, conducono l’irreale a disegnarsi, scolpirsi, descriversi, scoprirsi.
Nuovi mondi in modi nuovi, o nuovi modi del vecchio mondo.

Mercoledì, 24 Dicembre 2014 00:00

Henri Cartier-Bresson – Un voyeur

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Se la storia incontrasse la poesia, probabilmente la violenza dei fatti e la monotonia dei resoconti non sarebbero cosi terribilmente noiosi: la guerra e la morte, gli encomi, i Re, le brame e il potere risulterebbero più armonici, meno ineluttabili, sprovvisti della gravità che un tempo meccanico impone agli eventi. E di tempo e letteratura è intrisa l'opera di Henri Cartier-Bresson, come un romanzo storico sull’avventura umana. Sembra essere stato questo l’obiettivo primario della mostra romana dedicata al fotografo: il curatore Clément Chéroux nella disposizione e nel lavoro didascalico-narrativo, apportato ai fotogrammi, ha ricostruito con lucidità organica la simultaneità della carriera del maestro del negativo, senza tralasciare però l’elemento primordiale che innerva tutta la sua opera.

Sabato, 11 Ottobre 2014 00:00

Psichedelico infinito

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Dei lavori di Escher mi ha sempre colpito la precisione, quasi maniacale, con la quale sembravano realizzati. Ero stata altresì affascinata dal vortice di illusioni ottiche in cui l’occhio – e la mente – finiva per sprofondare in una ripetitività potenzialmente infinita.
Non immaginavo che dietro a tanta precisione ci fosse l’esattezza dei numeri, o meglio, l’astrattezza armonica della matematica: l’ho scoperto soltanto visitando la mostra allestita presso il Chiostro del Bramante, a Roma.

Nell’antro dell’Università del Volo de L’Aquila, illuminato dal sole splendente di una giornata insperatamente calda, si è potuta ammirare un’esposizione energica e fugace, a cura di Eleonora Serafini, preludio ad una serie di mostre che seguiranno prossimamente in altre città, originate dalla volontà di mettere in scena un dialogo fra le anime creative dei loro stessi protagonisti e dunque fra ciò che da esse è scaturito. Le radici eterogenee dei diversi artisti arricchiscono un percorso d’arte che è confronto ed “azione congiunta” di diverse poetiche, nate in Sicilia, a Roma ed in Iran, in Campania, in Abruzzo ed in Francia, per giungere ad un’armoniosa ricognizione del più recente “paesaggio” artistico il quale supera i confini nazionali ed europei ed investe del suo sguardo l’intero mondo.

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