“Il desiderio del tuo fragile corpo d'attore è il desiderio di una canzone nuova, di un canto nuovo, spremuto dalle macerie”

Leo de Berardinis, in una lettera indirizzata a Enzo Moscato

Arte

Arte L'officina delle arti

«…E, rimasto solo nell’officina, m’accorsi che quelle forme e figure di marmi o colori presero a fissarmi. Me ne impressionai, al punto da darmi quasi alla fuga. Poi, nel silenzio, compresi che chiedevano soltanto di essere raccontate».

Mercoledì, 24 Dicembre 2014 00:00

Henri Cartier-Bresson – Un voyeur

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Se la storia incontrasse la poesia, probabilmente la violenza dei fatti e la monotonia dei resoconti non sarebbero cosi terribilmente noiosi: la guerra e la morte, gli encomi, i Re, le brame e il potere risulterebbero più armonici, meno ineluttabili, sprovvisti della gravità che un tempo meccanico impone agli eventi. E di tempo e letteratura è intrisa l'opera di Henri Cartier-Bresson, come un romanzo storico sull’avventura umana. Sembra essere stato questo l’obiettivo primario della mostra romana dedicata al fotografo: il curatore Clément Chéroux nella disposizione e nel lavoro didascalico-narrativo, apportato ai fotogrammi, ha ricostruito con lucidità organica la simultaneità della carriera del maestro del negativo, senza tralasciare però l’elemento primordiale che innerva tutta la sua opera.

Sabato, 11 Ottobre 2014 00:00

Psichedelico infinito

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Dei lavori di Escher mi ha sempre colpito la precisione, quasi maniacale, con la quale sembravano realizzati. Ero stata altresì affascinata dal vortice di illusioni ottiche in cui l’occhio – e la mente – finiva per sprofondare in una ripetitività potenzialmente infinita.
Non immaginavo che dietro a tanta precisione ci fosse l’esattezza dei numeri, o meglio, l’astrattezza armonica della matematica: l’ho scoperto soltanto visitando la mostra allestita presso il Chiostro del Bramante, a Roma.

Nell’antro dell’Università del Volo de L’Aquila, illuminato dal sole splendente di una giornata insperatamente calda, si è potuta ammirare un’esposizione energica e fugace, a cura di Eleonora Serafini, preludio ad una serie di mostre che seguiranno prossimamente in altre città, originate dalla volontà di mettere in scena un dialogo fra le anime creative dei loro stessi protagonisti e dunque fra ciò che da esse è scaturito. Le radici eterogenee dei diversi artisti arricchiscono un percorso d’arte che è confronto ed “azione congiunta” di diverse poetiche, nate in Sicilia, a Roma ed in Iran, in Campania, in Abruzzo ed in Francia, per giungere ad un’armoniosa ricognizione del più recente “paesaggio” artistico il quale supera i confini nazionali ed europei ed investe del suo sguardo l’intero mondo.

Mercoledì, 01 Ottobre 2014 00:00

Il surrealismo messicano di Frida Kahlo

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“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te”


Nonostante la frase, nonostante la sua ammissione di non essere strana, o quanto meno non molto più della media, non si può non riconoscere un carattere di stranezza o unicità nella pittura di Frida Kahlo.

Sabato, 13 Settembre 2014 00:00

Jean-Michel Basquiat, SAMO is dead

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In ricordo del bambino selvaggio e del bambino geniale e di quel giorno in cui vedendo Guernica di Picasso decise di prendere in mano una matita e non lasciarla più... Aveva sei anni... In ricordo di Samo, il ragazzo che se ne andò a quindici anni da casa per conquistare il mondo con la sua arte facendosi "veggente" e morì a ventisette anni ucciso da nient’altro che dalla propria vita... In ricordo di Jean-Michel e del suo ultimo capodanno passato da solo davanti al bicchiere in un bar.

Domenica, 10 Agosto 2014 00:00

Rassegnati: è arte /02. Alì Assaf – Narciso

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"È stupito e attratto da se stesso e
resta immobile senza battere ciglio come una statua di marmo Pario.
Steso a terra contempla il suo gemello, i suoi occhi, due stelle,
la chioma che sarebbe degna di Bacco e perfino di Apollo,
le guance imberbi, il collo d'avorio,
la nobiltà del volto col suo colore bianco e rosa:
insomma ammira tutti quei particolari
che rendono lui stesso degno di ammirazione".1

Lunedì, 30 Giugno 2014 00:00

Andy & Andy

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Nell’affascinante e complesso mondo culturale di oggi, può accadere che nello stesso periodo, nella stessa nazione, a pochi chilometri di distanza, venga celebrato lo stesso artista in due differenti mostre. E se quell’artista è il maestro della rappresentazione seriale, la cosa non può di certo stupire.
Andy Warhol è a Roma ed è a Napoli raccontato attraverso le sue opere più significative, in due immersioni espositive diversamente simili.

Non si può penetrare il vero significato di alcuna cosa senza essere in grado di rapportarla a ciò che le sta intorno, senza la capacità di disvelare i legami e gli intrecci che la uniscono alle altre cose pur, o proprio a causa di ciò, lasciando intatta la sua unicità. Nell’occasione della viva e grandemente vissuta seconda edizione della rassegna MeravigliArti (cinque appuntamenti d’arte, musica, letteratura e teatro nella Cappella Sansevero, sotto la direzione artistica di Paola Servillo) la scorsa domenica è venuto a trovarci un coinvolgente narratore delle bellezze scaturite dalla creatività umana.

Per i veri cultori del fumetto – quale io non sono – fino al 2 Giugno 2014 a Perugia è possibile visitare la mostra Drawing Masters, che accoglie alcune illustrazioni di Pintér, Mastantuono, De Angelis. Essi sono stati categorizzati, e a ragione, come “drawing masters” perché il primo ha illustrato intere collane di Mondadori, tra cui quelle del Commissario Maigret e di Agatha Christie; il secondo invece è stato capace di passare al tratto grottesco di Topolino a quello delle avventure di Tex.

“Non c’è nulla da dire: c’è solo da essere, c’è solo da vivere”. Così scrive Piero Manzoni in un suo testo del 1960, Libera dimensione (uscito in quell’anno sulla rivista Azimuth), esprimendo un’idea che si presenta costantemente, come un refrain, nella sua concezione dell’arte: essere, esistere, vitalità, vita, sono parole chiave dell’universo artistico di Manzoni. Alla vitalità, all’essere nell’opera d’arte è legata una forte esigenza e rivendicazione di libertà; in un articolo del 1959, Da Milano, infatti, così scrive: “Ciò che invece di veramente vitale ci danno i grandi artisti Burri come Fontana, Picasso, come Pollock, non è tanto una materia, o un gesto, o un segno, quanto piuttosto una lezione di attitudine di vita: la volontà, la forza di far dell’arte: la libertà d’invenzione”. Ugualmente, il quadro deve essere  una “nostra area di libertà in cui noi andiamo alla scoperta delle nostre immagini prime” (Per la scoperta di una zona di immagini).

Venerdì, 16 Maggio 2014 00:00

Rassegnati: è arte

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Immaginate di camminare per Roma, immaginate di essere nei pressi dei Fori Imperiali o nelle vicinanze della Fontana di Trevi, del Colosseo o di San Pietro. Bellezza allo stato puro, i vostri occhi non sanno come digerire quest’orgia improvvisa di estatica meraviglia.
Concentratevi su questa sensazione. Non la sentite scorrere dentro di voi? Sembra quasi un fiume. Potete percepirla tra i globuli rossi: un’esplosione di voglia di vivere mista ad orgoglio per l’appartenenza alla specie umana che nonostante le atrocità commesse ci ha saputo regalare anche un assaggio di eternità.

Giovedì, 08 Maggio 2014 00:00

Lost in Landscape

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Nel più remoto e organizzato dei musei contemporanei del nostro Paese, si è realizzato quasi un sogno, un evento straordinario. La modernità spesso specchio nullo del tempo e visione pessimistica della quotidianità, esprime questa volta il suo aspetto più chiaro, realistico ed affascinante. E lo fa su una tematica saccheggiata divinamente nel corso dei secoli dell’arte con risultati immensi: il paesaggio.

In questo stesso istante, fra le scabre mura del castello nato dal ventre più vivo della sua stessa città, si incontrano l’intimità e la condivisione, lo sguardo verso il dentro ed il fuori, le scalpitanti miriadi di segni e l’unicità di ogni singola immagine. Qui prende vita il primo progetto per un “laboratorio irregolare” di fotografia, dove innanzitutto si accoglie e sostiene l’urgenza di conoscere se stessi, di produrre materialmente il risultato della propria personale indagine. E si tratta di un’urgenza della scoperta protratta nel tempo, estesa all’infinito, nella ripetizione della spontanea ritualità del gesto primordiale: quello della ricerca. Si percorre e ripercorre il cammino costruito, nell’alternanza fra visioni e reazioni emotive e poi ancora nuove visioni nate da quelle reazioni, e nuove reazioni, fino ad arrivare alla distillazione di un succo che sia il più possibile puro, eloquente nella sua stessa essenza.

Giovedì, 24 Aprile 2014 00:00

Sensational Umbria!

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L’Umbria ama Steve McCurry.
Fotografo statunitense, classe 1950, vincitore di alcuni dei più importanti premi del settore – tra cui il "National Press Photographers Award" e il "World Press Photo" − è diventato famoso grazie al celebre scatto intitolato La ragazza afgana.

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