“Chi v'agghia dici? Ca quiddu nda capa meja tengu tanti i quiddi buchi, cumi si ci avissi na negghia attùarnu attùarnu a capa. Pu a na vota nu colpu i viàntu e pi nu mumentu si vidi angunu cuntu, ca pu jè quasi sempi u stessi cuntu, e pu n'ata vota a negghia attùarnu....”

Saverio La Ruina

Arte

Arte L'officina delle arti

«…E, rimasto solo nell’officina, m’accorsi che quelle forme e figure di marmi o colori presero a fissarmi. Me ne impressionai, al punto da darmi quasi alla fuga. Poi, nel silenzio, compresi che chiedevano soltanto di essere raccontate».

Sabrina Merolla è una fotografa di professione dal 2010, ma è anche una sinologa, vissuta per anni nella Cina strozzata dalle maglie dell'inquinamento, dove tutt'oggi parlarne apertamente diventa un atto antigovernativo e quindi taciuto. Il suo corpo non ha resistito all'aria soffocante e tossica, perciò si è ammalato di una malattia autoimmune, conosciuta ancora molto poco, riconosciuta sulla carta ma ignorata dal sistema sanitario italiano e dall'assistenza di cui necessitano i quasi due milioni di italiani affetti.

Domenica, 22 Maggio 2016 00:00

Otto artisti giapponesi a Villa di Donato

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Villa di Donato, con il suo essere così nel mezzo delle cose della città, ed allo stesso tempo distinguendosene ed elevandosi dalla “norma”, dai vicoli più contorti, dagli angoli solo abbozzati e dai modesti dettagli dell’abitato circostante, fascinosamente incongrui, è in grado di guidarci in uno scenario a parte, in una porzione al di fuori dell’urbe, come calatasi in quel luogo per incanto. Ma fa questo senza alterità, senza volontà di trionfo sugli anditi più dimessi, bensì restando “aperta” a ciò che l’attornia, e soprattutto a coloro che vogliono scoprirla.

Venerdì, 01 Aprile 2016 00:00

Marx (ancora tu?)

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Quando si esperisce un personale momento di fruizione artistica, può essere utile riconsiderarlo nel tempo. Il giudizio immediato gode di una memoria non sfocata, ed è però soggetto a richiami d’effetto, emotivi o ammiccanti. Il vissuto, se decanta, lascia in superficie la sostanza. Proviamo dunque, a distanza di alcuni mesi, a ragionare sull’ultima edizione della Biennale D’Arte di Venezia, che ha compiuto centoventi anni.
Se tale rassegna conferma il proprio ruolo di precursore delle future tendenze, i prossimi anni vedranno nuovamente il passaggio dei temi marxisti dall’ambito dell’Arte a quello sociale e politico.

Si va avanti e indietro fra le sale, come stanze private delle strutture/relitti/rovine dell’artista, cercando non tanto una direzione, e di certo non un’univoca e sintetica assimilazione di quel tutto che così tanto difende il suo essere diversificato e mutabile, bensì il sostrato del diverso. La sottodimensione in cui non solo gli assemblaggi, i disegni e le variegate installazioni comunicano con noi, ma noi stessi comunichiamo con loro, agendo sullo status quo, perturbandolo e modificandolo in parte, senza che l’identità donata dall’artefice venga irreparabilmente dissolta.

Mercoledì, 27 Gennaio 2016 00:00

Sculture di Lego

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Immaginate di tornare bambini e di recuperare, dai meandri del ripostiglio, quella scatola ripiena di piccoli mattoncini colorati: vi ricordate quant’era bello costruire mondi in miniatura? Mondi da smontare e rimontare, o da far distruggere da qualche armata nemica; la costante erano i lucidi mattoncini colorati, da piegare ad ogni esigenza.

Quelli che nel gruppo degli esperimenti di interazione tra i due campi, l’arte visiva e la musica, possono essere considerati lodevoli, hanno riflettuto sull’argomento prendendo in esame diversi punti di vista, esplorando di volta in volta le reazioni di due diversi organi di senso a stimoli di natura così differente eppure in un certo qual modo affine. E proprio su questo “modo” si sono intessute le dissimili e ripetute incursioni da un mezzo all’altro.

Lunedì, 19 Ottobre 2015 00:00

Il dinamismo poetico di Luisa Terminiello

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La leggenda vuole che l’arte pittorica sia nata da un’ombra. Se la natura è il modello, l’arte ha il compito di imitarla nei suoi contenuti, nella sua maniera e nella sua forma. L’ombra che un elemento naturale proietta viene ricalcata dal primo pittore della storia e così nasce l’arte figurativa. Forse questo è solo un mito, ma il mito al pari di una favola e di un canto popolare non è detto che sia falso, probabilmente è il solo modo, l’unico espediente fantasioso che l’uomo ha trovato consono alla potenza della verità.

Componenti di diverse iconografie si interfacciano, si mescolano o si “cambiano d’abito”, in questa personale di Isotta Bellomunno. Nel bel mezzo della ricerca, o meglio, nell’atto di riproporre la riflessione su di un “eterno femmineo”, si presenta qui il compendio dei risultati e delle tracce di un lavoro materico e concettuale che scorre l’immaginario personale  e collettivo per ritrovare il punto in cui i due sentieri, talvolta vere e proprie fazioni in lotta, si manifestano come inscindibili e a tratti, forse, addirittura interscambiabili.

Giovedì, 09 Luglio 2015 00:00

Le malattie del corpo e del negativo

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Le ferite del corpo sono evidenti, sanguinano a volte, oppure assumono la forma scheletrica della malattia interiore. La pelle si ritira e non ritorna, la presenza diventa una bozza incompiuta di un progetto sospeso. La carne è una terra sferzata dal vento e le dune si svuotano della sabbia e dei sassi, il deserto privo di acqua scompare anche nella sua aridità e quello che resta è lo scavo profondo e vuoto in cui nulla ritorna, dove il ricordo di qualcosa appare nella sua grande assenza.

Venerdì, 29 Maggio 2015 00:00

Tornare bambini nel cuore del(la) Madre

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Abbiamo giocato tutti coi Lego da bambini: era facile sentirsi piccoli costruttori di case, ville, macchine. Mettendo insieme quei piccoli pezzi colorati ci sembrava di dare forma ai nostri sogni puerili fatti di piccole cose.
Al Museo Madre di Napoli si torna un po’ bambini negli ultimi tempi grazie alla mostra Come un gioco da bambini, lavoro in situ dell’artista francese Daniel Buren, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1986 per il miglior padiglione internazionale ed esposta a Napoli fino al 31 agosto.

Vincent Willem van Gogh, pittore olandese attivo dalla metà dell’Ottocento fino alla fine dello stesso secolo, è sicuramente tra gli artisti più quotati e affascinanti mai esistiti: tutti, anche se per sbaglio, si sono trovati almeno una volta davanti ad un suo quadro, fosse anche solo nei libri di storia dell’arte. Tutti hanno avuto a che fare con i suoi famosissimi girasoli.

Sabato, 14 Marzo 2015 00:00

Sergio Gioielli e le verità necessarie

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Cosmo. Dal greco “còsmos”, ovvero ordine.
Da sempre l’uomo ha cercato, tramite l’arte, di porre un ordine alle cose. Scovandolo dall’immaginario e fluttuante regno della fantasia.
Probabilmente il termine fantasia deriverebbe da “Phantasòs”, che significa  “apparizione”. E, a differenza dei due fratelli Phobetòr e Morpheus, non direbbe mai la verità. Questi i tre “Oneiroi”, incarnazioni dei sogni, da sempre le porte tra la terra ed il cielo.
Sogno è ascensione senza meta, partire verso chissà dove, chissà quando, chissà perché.

Nel segno di Maryam Bakhtiari la musicalità della vita dipana la linea flessibile della grafia, trasformando quello che è il midollo strutturale della letteratura in arte da leggere e da ascoltare, attraverso sottili vibrazioni. In Oltre lo specchio ci troviamo a conoscere un sentiero fatto di sezioni di memorie ed idee, resi come battiti secchi o melodiosi, sfrangiati o netti, in un ritmo battente ed armoniosamente cadenzato dove gli elementi s’intrecciano, si solcano e sfiorano in una composizione informale limpida e a un tempo fluida, sfuggente, proprio come in un riflesso.

Giovedì, 05 Marzo 2015 00:00

Tūnus

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"J'ai toujours aimé le désert. On s'assoit sur une dune de sable. On ne voit rien. On n'entend rien. Et cependant quelque chose rayonne en silence...”.
Antoine de Saint-Exupéry

Tutti viaggiamo, spesso e volentieri prediligiamo come meta capitali europee, luoghi di divertimento, oppure stazioni esotiche, ma che ci assicurino un discreto confort al quale siamo affezionati. Le nostre foto ritraggono piazze barocche, chiese rinascimentali, archi gotici, castelli faraonici con le merlature e i cannoni, ricordano i nostri amici, con i quali abbiamo visto la bellezza di un mondo artistico e ornamentale che ci appartiene, come un patrimonio di simboli indimenticabile. Però il viaggio che voglio raccontarvi è un po' diverso, i viaggiatori sono quasi tutti miei coetanei, ma la meta che hanno scelto è magica e terrificante, l'eredità che Matteo Pedicini ci offre è uno sguardo curioso e affascinato, una smania perfetta di raccogliere il più possibile tracce di un mondo arcaico ma incredibilmente vivo, ancora giovane e capace di libertà e cultura.

Domenica, 01 Marzo 2015 00:00

Dal bianco al nero, dalla carta ad Amano

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Distratto, magnifico ed impetuoso mi sento, dopo aver “toccato” con mano (una mano speciale fatta di dita asensoriali, esposte all’immaginifica e folle sfera delle idee), alcune delle opere del maestro Yoshitaka Amano (classe 1952 – Shizuoka).
Artista eclettico, ha ridefinito come pochi (a mio avviso), i sempre più labili confini tra tecnicismo artistico ed espressione pittorica. Attraverso le liquide evanescenze di acquerelli e chine, tempere ed altre desinenze più solide (come ad esempio incisione su legno), ha dato vita a quello che sarebbe l’invidia di un qualsiasi cultore di emozioni.

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