“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Simona Perrella

Tre corti alla corte del mondo

È giunta alla sua decima edizione la rassegna di corti teatrali più antica del sud Italia. Mi riferisco a La corte della formica, rassegna in corso fino al 2 novembre al Piccolo Bellini di Napoli. Quest’anno ogni serata è strutturata su una tripletta di corti (in replica ciascuno per due giorni consecutivi) selezionati in tutta Italia grazie al contributo di registi già presenti nelle precedenti edizioni ed altri che, invece, vi sono approdati per la prima volta.

Un epillio spagnolo

Lo scenario notturno del Real Orto Botanico di Napoli, con una lieve brezzolina ancora estiva, ha ospitato le splendide, evocative e chiare voci di Rosalba di Girolamo (attrice) e Simone Barotti (cantante) e le parole dei racconti di Gabriel García Márquez per lo spettacolo Il cuore ha più stanze di un bordello nell’ambito della rassegna Brividi d’estate 2014.

Danza e vibrazioni da Kinshasa

Continuano gli incroci di culture al Tanz Im August di Berlino, dove il 20 e 21 agosto si è tenuta la performance ideata da Ula Sickle, danzatrice e coreografa polacco-canadese. Fin dal 2008, Ula ha lavorato con danzatori congolesi, di Kinshasa, la città più grande e densamente abitata della Repubblica democratica, con i quali ha sperimentato la loro personale danza, quella che si genera per le strade e la sera nei night club o nelle sale da concerto.

Voguing e post-modern dance

Ad aprire il festival Tanz Im August, che, ogni anno, a Berlino, dedica due settimane alla danza internazionale d’avanguardia, c’è lo spettacolo firmato dal coreografo e danzatore americano Trajal Harrell.

Le corde di Goya

Corde, danzatori appesi tra la terra ed il cielo, dinamiche, spazio, visioni, annebbiamenti. La nuova produzione della Cie Toula Limnaios trae ispirazione dalle incisioni Los caprichos di Francisco Goya, opere volutamente satiriche che contrastavano gli ideali della società e della politica del tempo e che furono considerate scandalose.

Elogio delle stelle che ci hanno dilettato l'animo

Al Teatro Mediterraneo si sono esibite in un Gran Galà le giovanissime stelle internazionali della danza classica. L’evento, tanto atteso e diffuso nei giorni precedenti, è stato organizzato dal Teatro Palapartenope e dallo Young Russian Ballet ed ha portato sul palco del bellissimo teatro partenopeo Daniil Simkin, Skylar Brandt, Carlo Di Lanno, Antonina Chapkina, Maria Mishina, Dmitry Prusakov, Tatyana Bolotova, Dimitry Sobolevskiy, Anastasia Sverchkova, Aleksandr Stoianov, Elena Kotciubira, Kirill Safin, insieme ad un corpo di ballo selezionato tra i migliori danzatori delle scuole campane in merito al progetto Danza e Professione di Sergio Ariota.

Il tribunale delle anime

Nel meraviglioso scenario del teatro della Villa Imperiale Pausilypon, sabato 19 luglio, è andato in scena lo spettacolo Carmen Medea Cassandra – Il processo con Rossella Brescia, Vanessa Gravina, i primi ballerini Gennaro Di Biase ed Amilcar Moret insieme ai danzatori della compagnia DCE Danzitalia. Dopo il debutto napoletano all’interno del festival Teatri di pietra, lo spettacolo viaggerà in vari festival estivi dei teatri antichi italiani per animare le calde ed ispirate serate estive.

La danza che denuncia

Tre donne, tre creazioni di un pittore nella cornice della sua vita. In un piccolo ed elegante teatro di Trastevere a Roma (Spazio Uno), sabato 5 e domenica 6 luglio, è andato in scena lo spettacolo coreografato e diretto da Valeria Loprieno dal titolo Pablo. Il peggior nemico della creatività è il buonsenso.

La danza è necessaria

Vietato ballare è uno spettacolo nato da un paradosso ed un’utopia che trascina dietro di sé altre utopie, emblemi di concetti universali che sembra debbano ancora trovare il giusto riscontro nella realtà. Perché mai esiste un divieto del genere, si chiede la regista Alessia Siniscalchi? Eppure nel condominio della sede del suo collettivo italo-francese a Torino esiste un cartello con tale enunciazione, proprio in un luogo dove si fa arte a trecentosessanta gradi. Fantasticando su ciò, sei anni fa, ad Alessia nacque l’idea di uno spettacolo.

Fino all'ultimo respiro

Se il momento della “fine” si dilatasse in un racconto? In un traghettamento irridente in compagnia di strani esseri? La fine è la morte o è solo la consapevolezza di salutare delle vecchie abitudini per riscoprirne di nuove all’insegna del riconoscimento di una realtà differente e più intrisa di rete sociale?

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