”In coscienza, Kàtja, non lo so.“

Anton Pavlovič Čechov

Martedì, 16 Dicembre 2014 00:00

I buffoni che disilludono il mondo classico

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Il Teatro Elicantropo ha ospitato alcuni tra i suoi padroni di casa per lo spettacolo Troilo e Cressida. Storia tragicomica di eroi e di buffoni, i cui registi ed attori sono, appunto, gli ex allievi della scuola di Carlo Cerciello, fondatori e membri del collettivo LunAzione.

Il testo è una rielaborazione ad opera di Alessandro Paschitto del Troilo e Cressida shakespeariano, di cui si è voluto soprattutto far rivivere il carattere tragicomico. L’evento, infatti, è tragico e ben noto dai poemi omerici, si tratta di guerra, scontri e conflitto e non minore è la vicenda amorosa che vede Troilo, uno dei figli di Priamo (re di Troia) innamorato della seducente Cressida, figlia dell’indovino Calcante.
La scena si svolge fuori e dentro un cerchio fatto di carte macchiate di rosso, una sorta di ring di combattimento in cui i personaggi recitano le loro parti. Ognuno si impersonifica in un troiano ed un greco allo stesso tempo ed ogni personaggio ha il suo marchio rosso sul corpo.
La funzione di “cantastorie” è data a Tersite, secondo la tradizione classica, un uomo prototipo di bruttezza ed anti-eroicità, che sbeffeggia gli altri personaggi, presentati anch’essi come buffoni ed anti-eroi.
Nessuno esce di scena, solo l’uscita dal ring segna le pause tra i discorsi dei personaggi: Achille è il fiero, orgoglioso, che decide di non scendere in guerra per l’offesa recatagli da Agamennone; Ulisse è l’astuto che ingegna uno scontro tra Ettore e Patroclo per stimolare Achille; Troilo è l’innamorato, menefreghista di ciò che sta succedendo sul campo di guerra, che implora Pandaro di accordargli le nozze con la sua bella nipote Cressida.
Troilo è l’immagine del giovane sognatore, annebbiato dall’amore verso la bellezza femminile, che, dopo lo scambio di sigilli d’amore con Cressida, viene dimenticato dalla donna quando ella passa, come bottino di guerra, tra le braccia di Agamennone.
La figura femminile, in Shakespeare, come nella riscrittura di Paschitto, non è più solamente concentrata in Elena, conosciuta come la causa scatenante del conflitto greco-troiano, ma in Cressida, figlia di un indovino troiano passato al campo greco. Ella porta, dunque, con sé i connotati della volta-faccia, della donna di cattivi costumi, di una sgualdrina ed ecco che su di lei e di conseguenza su tutti i personaggi è stata ricercata quest’immagine parodica della maestosità degli eventi della storia classica.
Paschitto ed i registi, Mario Autore ed Eduardo Di Pietro, hanno rivisto in Shakespeare una grande attualità nella visione del mondo classico e ne hanno portato alle estreme conseguenze il disegno. Il lavoro sui singoli personaggi è molto visibile in ogni attore, sia nei movimenti del corpo che nell’intonazione della voce: la testardaggine di un Achille, la lucidità di un Ulisse, l’eccentricità di un Agamennone sono teatralmente interessanti per gli spettatori. L’ironia guerriera ed amorosa è anch’essa interessante.
Troilo è l’unico che crede di essere in una società di buoni valori in cui l’amore è destinato a trionfare, ma, ormai, ciò non è più possibile e lo “canta” bene Tersite che dalla sua condizione non ha difficoltà a descrivere la nuda e cruda realtà delle cose.
L’inizio dello spettacolo sembra quasi una ricerca di ispirazione, come il poeta invocava le Muse per cantargli il testo epico: gli attori iniziano gradualmente il loro viaggio e sembrano volerlo scrivere, utilizzando carta e pittura rossa, non solo appunto per “nominare” i personaggi, secondo me, ma con l’intento, invece, di lasciare dei segni forti e radicati nel messaggio dello spettacolo.
La musica è parte essenziale della messa in scena, è una voce o un suono attoriale anch’essa che interviene nelle scene più cruente, alleggerendole, e donando loro comicità.
Il collettivo LunAzione si ripromette di diffondere lo studio, la pratica e l’impegno nel teatro, anche a scopo educativo ed i suoi membri sono davvero molto motivati, entusiasti e positivi. In un periodo non molto facile, è bello vedere dei giovani che vanno avanti, compatti, nell’affinare con amore la loro passione e le loro competenze, per fare in modo che il teatro nel tempo si perfezioni, non perda la sua connessione con il passato e con ciò che è stato fatto e si riservi contemporaneamente la porta per il futuro. L’importante è sentirlo ed agire.

 

 

 

 

 

 

 

 

Troilo e Cressida. Storia tragicomica di eroi e di buffoni
da Troilo e Cressida
di
William Shakespeare

riscrittura Alessandro Paschitto

regia Mario Autore, Eduardo Di Pietro
con Mario Autore, Annalisa Direttore, Martina Di Leva, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Alessandro Paschitto
luci Gennaro Monforte
elaborazioni musicali Mario Autore
tecnico audio Fabrizio Cavaliere
tecnico luci Eduardo Di Pietro
foto di scena Giuseppe Senise
produzione Collettivo LunAzione
Napoli, Teatro Elicantropo, 12 dicembre 2014
in scena dall’11 al 14 dicembre 2014

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