"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Simona Perrella

Lanterna nel buio

È successo stanotte si! Un terribile raffreddore m’impediva di respirare, e se non c’è respiro non c’è neanche sonno ed eccomi, allora, con il mio lumino da comò, navigare, non senza sofferenza, in una dimensione “altra”, nello "Spazio Esterno", direbbe Anna Maria Ortese, nello spazio dell’osservazione, dove ti osservi dal di fuori. Capita raramente, non è una condizione facile da toccare, difficile da rimanerci, ma se capita, ti tocca, è una sorta di chiamata.
Il mio spirito, dunque, ha cercato quiete nelle pagine di Corpo Celeste di Anna Maria Ortese, che mio padre mi aveva segnalato dopo avergli raccontato di star “fabbricando un nuovo spettacolo” con probabile titolo Corpo ©orale.

Lacerazioni, tra vita e rinuncia alla vita

Può la reclusione in un luogo parallelo, fisico e mentale, essere una guarigione alla malattia dell'inadattabilità sociale? Può una tragica esistenza eliminare completamente la possibilità di reagire? La storia di Oud è la storia della rinuncia alla realtà, della chiusura in uno spazio (de)limitante in cui ci si contenta di sopravvivere d'illusioni, invenzioni, fantasticherie e “chiamate” spirituali, col solo scopo di rimandare o rinunciare al confronto con sé e con l'altrove.

La catarsi nella morte

A Galleria Toledo è andato in scena Saul, la tragedia religiosa di Vittorio Alfieri, diretta da Stefano Sabelli insieme alla Compagnia del Teatro del Loto, dopo trentacinque anni che non si vedeva più (l’ultima rappresentazione fu fatta nel 1980). La tragedia è stata ripresa in maniera diretta e chiara dal regista, senza riadattamenti, rimaneggiamenti, o ammodernamenti. La scelta direzionale di Sabelli ha puntato all’evidenza, al pàthos ed a ciò che significa tragedia nel senso classico del termine, rivolgendosi al cuore ed al senso del testo di Alfieri.

Satie e Michaux: dalla liricità all’utopia

Nella città di Roma si sta svolgendo, già da fine settembre come ormai da trent’anni, il Festival di musica, teatro, danza, circo e digitalife intitolato Romaeuropa, che ha permesso di invitare artisti da tutto il mondo per presentare loro attuali e vecchi lavori nel campo delle arti performative.
Quest’anno, il Festival ha deciso di ospitare anche una mostra che cura l’incrocio tra le arti e le nuove tecnologie in campo audiovisivo in modo tale da donare ai fruitori uno spaccato della digitalife in cui oggi ormai siamo immersi.

Gli spazi condivisi

Nel bellissimo chiostro della chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli, è andato in scena lo spettacolo di Laura Angiulli, già tanto acclamato in Italia ed all’estero, Il Baciamano. Il testo è di Manlio Santanelli, le scene di Rosario Squillace, che con l’Angiulli dirige il Teatro Stabile di Innovazione Galleria Toledo, le luci di Cesare Accetta e l’interpretazione di Alessandra D’Elia – bella, precisa e divoratrice di parole e sentimenti – e Stefano Jotti – fine, poetico e leggero.

Caserta visibile

Le città invisibili, da un’idea di Roberta De Rosa (Compagnia ARB Dance Company), è uno spettacolo liberamente ispirato all’omonimo testo di Italo Calvino, che è stato adattato alla nostra realtà campana e contemporanea. La regista, coreografa e danzatrice ha deciso di realizzare un video in vari luoghi del Casertano, rurali ed architettonici, in cui la danza valorizza e mette in luce problematiche paesaggistiche, bellezze e rivelazioni.

Il segreto delle cose

Michèle Noiret ha portato sul palcoscenico del Teatro Mercadante di Napoli uno degli spettacoli più interessanti del Napoli Teatro Festival Italia di quest’edizione che ora sta concludendosi. Interessante, perché ha saputo unire più linguaggi artistici all’interno di un progetto molto originale.
Radioscopies, il cui sottotitolo è “cortometraggio scenico”, prende spunto da un’intervista radiofonica del 1978 di Jacques Chancel all’autore belga di lingua francese Conrad Detrez, in occasione dell’assegnazione del Premio Renaudot per il romanzo L’Herbe à brûler.

La battaglia vittoriosa del corpo

Emio Greco, per questa nuova produzione dal titolo Extremalism dedicata al Napoli Teatro Festival, dopo l’ampio successo alla scorsa edizione, ha voluto mettere in scena la ribellione del corpo nell’accumulo temporale del passato e del presente ed in una stima di previsione futura, come sintomo dell’accumulo stesso di tensioni, negatività, delusioni, sfinimenti, sovrappolazioni, migrazioni, stress che si affastellano nella nostra realtà e che gravano sul corpo. Quale modo migliore per esprimere un lavoro riguardante il corpo se non con il corpo stesso?

Verso un format non emozionale

Zimmermann & De Perrot, definiti una delle più importanti compagnie di teatro-circo del panorama internazionale, sono tornati al Napoli Teatro Festival con un nuovo lavoro dal titolo Hallo. Martin Zimmermann, infatti, ha parlato della necessità interiore di creare un assolo che prendesse forma dalla materia della sua vita per raccontare qualcosa di attuale e sociale.

Una vita sul palcoscenico

ToninoT, il nuovo lavoro teatrale di Adriana Follieri insieme alla drammaturgia e l’aiuto regia di Fiorenzo Madonna ha debuttato in prima nazionale all’E45 Fringe Festival nella Sala del Ridotto del Mercadante di Napoli.
La scelta riguardo a cosa raccontare in questa pièce, da parte della regista, l’ho trovata non facile e per questo molto coraggiosa, soprattutto nella realtà napoletana di oggi: un uomo, ex detenuto, è in scena come attore a raccontare agli spettatori la sua vita da criminale, la sua adolescenza infelice e costellata da scelte sbagliate, delusioni, scontri, decisioni irragionevoli, gioie forsennate e sbagli irreparabili.

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