“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Simona Perrella

Il confine fatiscente

Luna Park è uno studio per corpo solo e musica: è un viaggio negli aspetti e nelle vesti degli emarginati, dei potenti, dei fanatici religiosi, dei limitanti confinamenti spaziali ed emotivi, della resistenza e della libertà. È una critica amara e mielata dell’impossibilità di spiccare il volo, di assaporare la libertà ed il libero amore e di realizzarsi in quanto artisti in tutti i sensi.

The EDge a Napoli

Grazie alla collaborazione delle realtà della danza a Napoli, le scuole, le associazioni, il mondo passa anche di qui. Intenso e deciso è stato il lavoro fatto da numerosi partners che, sotto il coordinamento di Emma Cianchi, hanno reso possibile che i membri del Postgraduate Programme in Dance (The EDge) del The Place (London Contemporary Dance School) si esibissero come unica tappa italiana al Teatro Mediterraneo di Napoli.

Voce che reciti, voce che canti: omaggio ad un grande cantautore

Per Il Teatro cerca Casa è tornato in scena nel salone di un appartamento napoletano in zona vomero, Concerto Blu, un omaggio a Domenico Modugno, interpretato da Lalla Esposito ed accompagnato dalla tastiera del Maestro Mimmo Napolitano. Perché la scelta di raccontare Modugno? “Perché oltre ad essere stato un grande della musica italiana, è stato un cantante per caso, lui voleva fare l’attore, io sono un’attrice e per questo mi sono ritrovata in lui”. Così dichiara al pubblico Lalla Esposito, attrice dalle qualità canore eccellenti.

La morte e la donna

I vissuti, le emozioni, i dolori e le gioie sono le cose più vere da poter portare sul palcoscenico e trasmetterle al pubblico come messaggio di superamento e di crescita è ancora più gratificante.
Questa la scelta messa in pratica dalla coreografa e danzatrice Claudia Sales, che ha deciso di regalare al pubblico napoletano (e non solo) uno spettacolo dal titolo Intimo donna in cui ha presentato un viaggio a ritroso nel tempo, ovvero dalla morte alla vita, dalla malattia all’infanzia.

Trittico con lo Staatsballett di Berlino

Quando si viaggia nomadi in una città estera, è naturale diventare acuti osservatori delle situazioni, delle persone e dei luoghi ed ecco che allo Staatsoper im Schiller a Berlino si respira un’aria di interesse e di attenzione per la danza ed il teatro da parte delle persone.
Al botteghino del teatro è possibile acquistare biglietti a prezzo davvero ridotto per studenti e giovani e fare così ingresso nei tanti foyer del teatro in cui poter fare uso della famosa tecnica di osservazione per nutrire occhi ed anima. Le persone, infatti, sono desiderose a fruire degli spettacoli in maniera attenta e critica.

Dalla Germania. Commemorazione artistica

In Germania, la tradizione della musica orchestrale e della danza è forte e l’educazione a questa attitudine viene improntata nei ragazzi già nella scuola, in modo tale che poi ognuno possa coltivarla a livello professionale. Il 9 ed il 10 aprile, infatti, in onore della commemorazione dei cento anni dalla guerra, il liceo ginnasio Albert Einstein di Berlino (scuola superiore in cui si studiano le materie anche in lingua italiana) ha organizzato un concerto con l’orchestra composta dagli alunni della scuola e da musicisti e cantanti di Zurigo in un polo di aggregazione ed espressione sociale della zona sud della città (vicino Neuköll, a Lipschitzallee), che possiede un grande e luminoso teatro.

A teatro si sceglie cosa gustare

Al Teatro Diana a Napoli è andato in scena Il Menù del Teatro, un esperimento ideato da Peppe Celentano e Gabriella Cerino, capo comici della Compagnia Movimenti di Scena. Perché a teatro non è possibile ordinare una pietanza come in un ristorante? Perché non si può dichiarare lo spettacolo che si ha voglia di vedere? Si saranno chiesti i registi ed ecco che l’esperimento ha avuto luogo.

Fiori d'amore e sofferenza

Paolo Coletta ha chiuso il ciclo L'armonia perduta, dedicato allo scrittore Raffaele La Capria, rielaborando sottoforma di musical teatrale l’opera Fiori Giapponesi, un testo composto da cinquantacinque “raccontini” di tessuto abbastanza complesso.
Di orientale, come sembrerebbe da una veloce lettura del titolo, non compare nulla, ma vi sono vicende di vissuti plurimi in cui amore, sofferenza, dolore si fronteggiano alla ricerca di un apparente equilibrio vitale.

Il limite da oltrepassare

Padre e figlio: cronistorie e corpi a confronto per camminare insieme oltre il tempo mortale. Lo spettacolo di Giulio D’Anna, in tour intercontinentale, è approdato alla Sala Assoli di Napoli all’interno della rassegna Quelli che la danza, organizzata dal CDTM, che sta offrendo un’ottima presentazione di danza contemporanea e di ricerca quest’anno. Lo spettacolo del giovane coreografo ha titolo Parkin’son e nasce proprio dalla volontà di cercare informazioni e terapie su questa malattia che ha colpito il padre.

Un tuffo dove l'acqua è più blu

Claudio Di Palma, per una produzione del Teatro Stabile di Napoli, ha lavorato sul testo di Raffaele La Capria Letteratura e salti mortali, un’opera letterario-saggistica di riflessione ed interrogativi sull’atto creativo in letteratura. Lo spettacolo fa parte di quella collana che si compone di frammenti di opere di La Capria per il ciclo L’armonia perduta e che ha cercato di trasformare in teatro la letteratura.

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