“Come tutti gli uruguagi, avrei voluto essere un calciatore. Giocavo benissimo, ero un fenomeno, ma soltanto di notte mentre dormivo; durante il giorno ero il peggior scarpone che fosse comparso nei campetti del mio paese”

Eduardo Galeano

Simona Perrella

Il matrimonio di Gaia e Madre Natura

Una ragazzina si addormenta e comincia un viaggio di risveglio verso una consapevolezza ecologica: Gaia dorme su una cassettiera, simbolo della manifattura umana, e si risveglia nell’universo della scoperta della natura. Lo spettacolo di teatro ragazzi della Compagnia TeatroViola, diretta da Federica Migliotti, regista di Parlami Terra, che è andato in scena al Teatro Palladium di Roma per la rassegna “Infiniti Mondi”, è frutto della limpida e pura presa di coscienza indotta dal periodo del primo lungo lockdown, durante la primavera del 2020: la natura ci esprime la sua inarrestabile vitalità, continua a fiorire anche quando il mondo umano è costretto a fermarsi, non sfugge alle leggi del tempo biologico e chiede la complicità dell’uomo nell’amarla, adorarla e rispettarla. Di questo, infatti, ci parla Gaia, interpretata dall’attrice Chiara De Bonis, che con curiosità ed entusiasmo sembra entrare per la prima volta in relazione con gli elementi della Terra.

In seno a una tragedia: sull'Amleto di Corsetti

Amleto nello spettacolo di Giorgio Barberio Corsetti è un personaggio che interpreta la contraddizione dell’essere considerato pazzo e lo spirito vendicativo a scopo giustiziere. Impulsivo e ironico, provocatore, si ribella all’ingiusta manifestazione di potere di suo zio Claudio, colpevole di essersi macchiato dell’omicidio di suo fratello, dando così origine alla sequela di colpe “oggettive” tipiche dei soggetti tragici.

Un flusso di relazioni, nella dinamica del tempo

Set of Sets della Compagnia GN|MC (Guy Nader y Maria Campos) è andato in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma all’interno del programma della danza del Romaeuropa Festival.

La danza dell’amore di Emanuel Gat coi Tears for Fears

Il pubblico del Teatro Argentina, in occasione del Romaeuropa Festival 2021, ha danzato sulle note dei Tears for Fears insieme ai meravigliosi corpi dei danzatori della Compagnia del coreografo israeliano Emanuel Gat nella creazione dal titolo LoveTrain2020.

La ricerca lirica e illuminata delle origini dell’umano

È possibile il lirismo poetico e pittorico nel teatro contemporaneo pandemico?

Evocare Pina

Evocare la vita di Pina Bausch significa sentire odore di vino, puzza di sigarette, poche parole, un corpo parlante in ogni poro, una mente creativamente infaticabile. Giuseppe Sollazzo mette in scena un omaggio alla straordinaria artista tedesca in uno dei magnifici palchi montati dal Campania Festival nel bellissimo Real Bosco di Capodimonte di Napoli. Una sera ascoltando un vecchio tango mi sono addormentato e ho sognato Pina Bausch è l’evocazione della vita di Pina attraverso i sogni di un regista.

Su questa triplice danza di donne

Nell’ambito del programma Estate a Napoli 2019, organizzato col sostegno del Comune di Napoli, il bellissimo chiostro del Convento della chiesa di San Domenico Maggiore è diventato lo scenario di tre coreografie presentate dal Consorzio Coreografi Danza D’Autore, realtà toscana che − grazie all’impegno di Flavia Bucciero (MovimentoinActor) e Francesca Selva (Compagnia Francesca Selva) − propone spettacoli di danza e teatro fisico rivolti a tutte le età e dedicati a tematiche socio-antropologiche, nella fede del potere catartico e (in)formativo dell’arte della coreografia.

Un corollario di metamorfosi, ma la catarsi dov’è?

Michalis Theophanous porta in scena al Napoli Teatro Festival Italia Tiresias..., un lavoro coreografico ispirato alla figura del mitologico indovino della tradizione classica.

Omelia dell'andare

Quest’anno tante prime nazionali per la danza estera nel cartellone del Napoli Teatro Festival Italia ma c’è spazio anche per la danza italiana. Due giovani coreografi e danzatori con base tra la Sardegna e Londra, Igor Urzelai e Moreno Solinas, molto apprezzati nel panorama della coreografia d’autore europea, hanno presentato al Teatro Nuovo un lavoro chiamato Andante, col titolo preso in prestito da una nomenclatura tecnica del linguaggio della musica e che si riferisce all’esecuzione di un tempo dalla durata lenta, fluida e continuata.

Può un Eschimese vivere in Amazzonia?

La Compagnia The Baby Walk approda al Piccolo Bellini di Napoli con lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2017: mi riferisco ad Un eschimese in Amazzonia, terzo capitolo del progetto “Trilogia sull’identità”. Lo spettacolo, sostenuto e prodotto dalla stessa compagnia e dagli organismi di produzione e residenze della regione Umbria, è una genuina critica alle troppe e inutili classificazioni e categorizzazioni che sono àncore e saldi parametri di conoscenza, identificazione e relazione costruiti dalla società e, in particolare, Un eschimese in Amazzonia si focalizza sulla questione del transgenderismo.

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