“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Simona Perrella

Il teatro letterario degli animali

In seguito al successo dei cicli letterario-teatrali del Teatro Stabile di Napoli (si ricordi quello dedicato a Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese), questo gennaio è toccato alle opere di uno dei più grandi scrittori viventi del Novecento, Raffaele La Capria. Il ciclo è stato intitolato L’armonia perduta, in onore all’omonima opera dell’autore, ed è giunto al secondo round con Guappo e altri animali, regia di Francesco Saponaro.

La favola rossa e nera

Il Re ride, di Luisa Guarro, è al Nuovo Teatro Sanità. Il teatro è una recente “invenzione” nel quartiere della Sanità, dove Padre Loffredo ha deciso di creare spazi per rivalutare la zona e soprattutto impegnare culturalmente e civilmente i ragazzi che ci vivono. All’uscita dell’ascensore che da Corso Amedeo di Savoia arriva fino alla Chiesa di Santa Maria alla Sanità, ho sentito di stare per entrare in un “mare di energia colorata”, molto, molto potente.

L'arte della danza di Valeria Apicella

Danzatrici e danzatori si spingono all’estero per cercare una realtà diversa e più stimolante e rincorrere i loro sogni. Così decise anche la danzatrice napoletana Valeria Apicella che, diciassette anni fa, si spostò a Parigi per lavorare con uno dei suoi coreografi preferiti (Paco Décina), poi alla Biennale di Venezia con Carolyn Carlson ed in Germania con Sasha Waltz, il suo “secondo amore” dopo Décina.
Oggi porta a Napoli il debutto di un suo nuovo spettacolo, Elle est là #4, frutto di tre anni di lavoro in residenza ad Epinay sur-Seine, presso la Maison du Théâtre et de la danse (MTD), dove ha lavorato anche ad altre realizzazioni come il trittico Psalm che comprende Psalm a secret song 2011, Travelling 2012, Golden Room 2013, aprendosi ad un lavoro anche sulla voce, il video, l’installazione e la poesia.

Poetica del corpo femminile

Il Piccolo Bellini, con il suo ambiente familiare ed intimo, si sta interessando ai linguaggi della danza contemporanea. Per questo nuovo anno, ha cominciato con lo spettacolo Elle est là #4 di Valeria Apicella. La danzatrice napoletana fa debuttare nella sua città natale un lavoro di sperimentazione e ricerca sul corpo, il movimento e l’installazione, frutto di tre anni di residenza à la Maison du Théâtre et de la danse (MTD) di Epinay sur-Seine.

Il senso dei tempi dispari

I tempi dispari sono quelli che permettono di ricomporre i frammenti delle cose (emozioni, sensazioni, racconti, canzoni). Sono i tempi in cui dai frammenti embrionali e dettati dalla fase post-creativa si arriva subito al collegamento di questi, al loro disegno, in cui appare la rivelazione del segno che già c’era. In una non piccola sala di un’associazione napoletana, il chitarrista-cantante Enrico Russo ha “messo in scena” i suoi brani, i frammenti, in uno spettacolo di teatro e danza, un esperimento per cercare di dare vita a questi frammenti.

Tragedie dello sfinimento

Rabbia, risentimenti, lenti tasselli della cornice del vuoto sociale dell’uomo: lo spettacolo di Luciano Melchionna al Teatro Bellini riempie la sala con un dramma d’interno. La scrittura scenica è presa dall’opera di John Osborne, presentata per la prima volta a Londra nel 1956 ed intitolata Ricorda con rabbia. Più che il tema del ricordo è prorompente l’evidenza socio-psicologica dell’uomo insoddisfatto, che non si sente al suo posto e nella sua epoca e che sfoga il suo malessere interno, i segni del suo passato e la denuncia della difficoltà delle relazioni umane e sociali.

Lo spazio, il suono, la voce

All’ex Asilo Filangieri, al centro storico di Napoli, in merito agli eventi dedicati a Geografie del suono, c’è stato uno spettacolo molto particolare, tra musica, danza, teatro e appunto viaggio nella memoria fisica ed immaginativa.
Il gruppo australiano Decibel Ensemble − con base a Perth − realizza una sperimentazione musicale in cui suoni acustici ed elettronici si richiamano in uno spazio performativo. In merito alla serata napoletana, il gruppo ha riesplorato le Otto variazioni di John Cage.

L'arte della felicità assoluta

Alla felicità si arriva con arte: questo è il messaggio più profondo del film di animazione L’arte della felicità di Alessandro Rak e Luciano Stella, in sala dal 21 novembre 2013. Con quale arte? L’arte del vivere, ovvero l’arte di sperimentare la vita. Il protagonista del film, Sergio Cometa, sceglie di chiudere la sua vita (se stesso ed i suoi problemi irrisolti) nel taxi di suo zio per cercare di superare pian piano la morte di suo fratello, compagno di giochi e di passioni, Alfredo.

Gli specchi del sociale

Piove ed un uomo arriva frettoloso su un letto pieno di foglie autunnali. È uno straniero, si trova in Francia e vive isolato per l’incomprensione della lingua e per le sue abitudini di vita diverse, da straniero appunto. Carlo Verre, attore che interpreta il monologo di Bernard-Marie Koltès La notte poco prima della foresta, vive in una condizione di limite e sembra davvero essere relegato ai margini del sociale, ai margini dell’umano ed ai limiti del mondo, in una foresta di foglie marroncine.

La finzione della realtà

Quattro donne, quattro caratteri e quattro possibilità di “spiegarsi il mondo”. All’inizio le vedi dietro uno schermo bianco, in fila, che si scavalcano, senza parole, solo il suono della musica introduce la prima scena di Oro a Forcella, il terzo capitolo de Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese, in scena al Ridotto del Teatro Mercadante. Ecco che si presentano una ad una al pubblico, uscendo dall’anonimato ed iniziando la recitazione. Queste donne sono, infatti, in fila al banco dei Pegni a Forcella, in una delle zone più “caratteristiche” della città di Napoli. Sono donne del 2013 o donne del dopoguerra, quando la Ortese scriveva il racconto?

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