"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Lunedì, 02 Giugno 2014 00:00

The EDge a Napoli

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Grazie alla collaborazione delle realtà della danza a Napoli, le scuole, le associazioni, il mondo passa anche di qui. Intenso e deciso è stato il lavoro fatto da numerosi partners che, sotto il coordinamento di Emma Cianchi, hanno reso possibile che i membri del Postgraduate Programme in Dance (The EDge) del The Place (London Contemporary Dance School) si esibissero come unica tappa italiana al Teatro Mediterraneo di Napoli.

L’idea di questo progetto, Movement Studies, è nata da Fortunato Angelini, danzatore napoletano, da anni trasferitosi a Londra, il quale ha voluto promuovere e condividere il forte radicamento in ambito universitario della danza a Londra (come all’estero in generale) con percorsi di laurea altamente qualificati e dottorati di ricerca in arti performative. I due giorni (29 e 30 maggio) sono stati organizzati con uno spettacolo serale di EDge in teatro ed una giornata di workshop presso l’Art Garage di Emma Cianchi, dove i danzatori (allievi e professionisti) del napoletano hanno potuto danzare il repertorio della compagnia.
I giovani danzatori che compongono EDge sono Desirée Attard, Sara Barney, Hannah Barron, Lizze Croucher, Luke Ganz, Ellyn Hebron, james Kay, Michael Kriempardis, Ryan Lange, Julian Lewis, George Pelagias, Elena Tsikitikou, tutti con un BA in danza presso università straniere. Jeanne Yasko è la loro direttrice artistica.
Lo spettacolo è stato strutturato con la messa in scena di quattro coreografie di quattro coreografi differenti, ed i danzatori hanno sorpreso il pubblico in maniera incantevole con una mostruosità nel virtuosismo tecnico e nelle qualità di movimento più diversificate, in cui hanno potuto mostrare la loro intensa versatilità, dote importantissima per un danzatore cha ha voglia di lavorare sperimentando il repertorio di più coreografi.
Le coreografie in programma sono state: The Living Room (excerpt), coreografia di Yael Flexer, uno studio in cui ogni danzatore si rapporta agli spazi ed alle stanze di un appartamento, Canto/Pianto, coreografia di Trisha Brown, ripresa da Stacy Spence, che ha danzato con la compagnia di Trisha Brown dal 1997 fino al 2006, Because, coreografia di Idan Cohen, A Power to Bring Life Into a Darkened Room, coreografato da Ben Wright.
Il primo pezzo è stato interessantissimo: Yael Flexer è il co-direttore di Flexer & Sandiland (Bedlam Dance Company) ed ha lavorato con i danzatori che immaginano di rapportarsi agli spazi delle stanze di un appartamento, ognuno interagendo con voce e movimento, rivelando il proprio carattere ed i modi di interazione con gli altri. Qui dance e living (danza e vissuto) si muovono in parallelo. La corografica è strutturata in vari momenti in cui ci sono sia pezzi di gruppo che assoli.
Dopo un breve intervallo, il pubblico napoletano ha assistito ad un pezzo di repertorio della Trisha Brown Dance Company, omaggio alla danzatrice-coreografa che negli anni ’80 venne a Napoli a lavorare con i danzatori del Teatro San Carlo per una prima produzione di danza contemporanea. Il pubblico, all’epoca del tutto a digiuno di spettacoli del genere, non apprezzò il lavoro.
Il pezzo di repertorio ha staccato rispetto alla sperimentazione degli altri pezzi coreografici in modo tale da rivelare l’intensa versatilità dei danzatori.
Nelle altre due coreografie, la tematica è la relazione di gruppo, lo stato di natura ed i rapporti personali.
Il pubblico, composto di tecnici del settore e non, è stato davvero entusiasta di aver potuto usufruire di tale opportunità.
Il progetto è stato, infatti, una sfida per fare in modo che anche in Italia si possa costruire un sistema universitario nazionale che permetta una preparazione di qualità per i danzatori, considerando la formazione artistica e scenica al pari di qualsiasi percorso accademico, in modo tale che i giovani danzatori italiani non siano per forza costretti ad emigrare all’estero per necessità, ma siano, invece, liberi di scegliere.

 

 

EDge tour

The Living Room
coreografia
Yael Flexer
ricostruita da Yael Flexer, Lyndsey McConville, Aya Kobayashi
danzarori Desirée Attard, Hannah Barron, Lizze Croucher, Julian Lewis, Michael Kriempardis, George Pelagias
drammaturgia Gary Stevens
costumi Holly Murray
durata 17'

Canto/Pianto
coreografia
Trisha Brown
ripresa da Stacy Spence
danzatori Desirée Attard, Hannah Barron, Sara Barney, Ellyn Hebron, James Kay, Michael Kriempardis, Ryan Lange, Julian Lewis, George Pelagias, Elena Tsikitikou
musica L’Orfeo di Claudio Monteverdi
luci Jennifer Tipton, Michael Mannion
costumi Roland Aeschlimann, Burt Barr
durata 18'

Because
coreografia
Idan Cohen
danzatori Desirée Attard, Hannah Barron, Lizze Croucher, James Kay, Ryan Lange, Julian Lewis, Elena Tsikitikou
musica The Beatles
durata 10'

A Power to Bring Light Into a Darkened Room
coreografia
Ben Wright
danzatori Desirée Attard, Sara Barney, Hannah Barron, Lizze Croucher, Ellyn Hebron, James Kay, Michael Kriempardis, Ryan Lange, Julian Lewis, George Pelagias, Theo Samsworth, Elena Tsikitikou
musica Road Movies For Volin & Piano, John Adams
durata 17'

Napoli, Teatro Mediterraneo, 29 maggio 2014
in scena 29 maggio 2014 (data unica)

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