“E comunque si andrà a teatro perché là ci sono ancora esseri che sudano, che piangono, si tagliano, sbagliano, cadono, si disperano o sono felici. Si andrà a vedere questo evento come qualcosa di non manipolabile, di non bidimensionale”.

Antonio Neiwiller

Simona Perrella

“Mirabilia” di Gabriella Zeno, un tentativo di teatro-danza

Mirabilia, ideato da Gabriella Zeno, coreografa e performer napoletana, è uno spettacolo di teatro-danza che vuole proporsi come studio sul tema del martirio, analizzato da vari punti di vista che mostrano la quantità di casi reali, sociali, umani in cui si commette e si subisce violenza. Martirio, infatti, per le scelte della regista, significa infanticidio, femminicidio, annegamento dei clandestini che vogliono raggiungere l’Occidente, la degradante condizione politica dell’Italia e le odierne guerre che disseminano odio e paure nel mondo. Insieme alle danzatrici/attrici Ambra Marcozzi e Rosaria Clelia Niola, lo spettacolo è pensato come un susseguirsi di episodi, scanditi dal buio/luce, dove la sofferenza, il disturbo e la follia fuoriescono dai percorsi psicologici che compiono i personaggi.

Performance = vita

Il Teatro Bellini ha inaugurato una stagione ricca di danza per questo 2015 ospitando spettacoli di artisti nazionali ed internazionali per la gioia degli spettatori curiosi ed attenti alle novità ed alla sperimentazione. Antony Rizzi, ideatore di An attempt to fail at ground breaking theatre with Pina Arcade Smith, spettacolo performativo di stile americano underground, ha origini italiane ma vive in Germania e lavora in tutto il mondo, vantando un curriculum tersicoreo super-professionale (ha lavorato per quasi vent’anni come assistente e danzatore di William Forsythe, danza attualmente nelle produzioni di Jan Fabre ed è stato performer di Bob Wilson), ed è approdato in questi giorni proprio a Napoli con un lavoro sui generis.

"La Bella Addormentata" al Teatro Bellini: tra tradizione ed innovazione

Il giorno di Santo Stefano, il Teatro Bellini è pieno di coppie e famigliole che, dopo l’abbondante cibo natalizio, sono entusiaste di riunirsi davanti al palcoscenico che racconterà la storia di Aurora, la Bella Addormentata. La Bella Addormentata di Fredy Franzutti con i suoi bravissimi danzatori del Balletto del Sud è una rivisitazione “sudista” della favola. Il testo a cui fa quindi riferimento il coreografo non è quello favolistico di Charles Perrault ma quello di Giambattista Basile, che narra della storia di una principessa addormentata dai filtri di un incantesimo nel Meridione d’Italia (ne Lo cunto de li cunti).

Voto tragico

La compagnia (S)Blocco5, composta da Walter Cerrotta ed Yvonne Capece, ha presentato al Teatro Elicantropo di Napoli uno spettacolo difficile, intangibile come il fumo presente costantemente in scena e per questo molto profondo.

Il ritmo che trasforma l'anima

Damarù significa tamburo indiano ed è un oggetto caro al dio Shiva, dio della vita e della morte o meglio della rigenerazione e ne rappresenta proprio il significato, quello della costante rinascita della vita di tutti i fenomeni.

I buffoni che disilludono il mondo classico

Il Teatro Elicantropo ha ospitato alcuni tra i suoi padroni di casa per lo spettacolo Troilo e Cressida. Storia tragicomica di eroi e di buffoni, i cui registi ed attori sono, appunto, gli ex allievi della scuola di Carlo Cerciello, fondatori e membri del collettivo LunAzione.

Archeologia delle passioni umane

La danza di Sieni è umanità del corpo. Questo è il “principio” che ha tenuto insieme lo spettacolo che ha debuttato in prima regionale al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino e che narra la vita delle passioni di un uomo. Sieni ha deciso di mettere in scena, liberamente, l’archeologia della passione di Cristo, non in senso religioso-spirituale ma in senso propriamente umano, limitato, sentito e dal punto di vista del gesto e del corpo.

Le voci della coscienza

Le voci di dentro di Eduardo De Filippo è un vero capolavoro che permea vari modi e orientamenti del teatro. Dal solco del teatro napoletano e dell’intreccio comico-latino, che caratterizza le commedie di Eduardo, qui vige una certa puntina di teatro dell’assurdo, tipico di Samuel Beckett, in cui gli opposti, i sentimenti interni ed i mediani salgono in superficie con l’intento di essere analizzati e di diventare oggetti di denuncia alla coscienza di qualsiasi genere ed in qualsiasi campo.

Tre corti alla corte del mondo

È giunta alla sua decima edizione la rassegna di corti teatrali più antica del sud Italia. Mi riferisco a La corte della formica, rassegna in corso fino al 2 novembre al Piccolo Bellini di Napoli. Quest’anno ogni serata è strutturata su una tripletta di corti (in replica ciascuno per due giorni consecutivi) selezionati in tutta Italia grazie al contributo di registi già presenti nelle precedenti edizioni ed altri che, invece, vi sono approdati per la prima volta.

Un epillio spagnolo

Lo scenario notturno del Real Orto Botanico di Napoli, con una lieve brezzolina ancora estiva, ha ospitato le splendide, evocative e chiare voci di Rosalba di Girolamo (attrice) e Simone Barotti (cantante) e le parole dei racconti di Gabriel García Márquez per lo spettacolo Il cuore ha più stanze di un bordello nell’ambito della rassegna Brividi d’estate 2014.

Pagina 5 di 11

Sostieni


Facebook