“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Simona Perrella

Un brivido di antichità: Eros e Thanatos all'Orto Botanico

Come ritrovarsi nello splendido Real Orto Botanico di Napoli e guardare, seduti ad un tavolino gustando del buon vino, quattro donne ed un uomo che si domandano cosa ci fanno al funerale del loro amante. È la cornice dello spettacolo di Ciro Sabatino, in scena nuovamente il 10 luglio 2013.

Il corpo nella condizione di limite: animalità ed umanità

Come fa a danzare un corpo in una condizione di limite? Quando è costretto ad uno spazio limitato ed è incarnato in un animale?
Nella Sala polifunzionale del Museo MADRE di Napoli è andato in scena, nell’ambito dell’E45 Fringe Festival, l’assolo di Fabrizio Varriale (Cie Danza Flux), dal titolo Horse Boy in apnea, un lavoro di sperimentazione fisica, tra danza ed atto performativo.

Equilibristi dello squilibrio: su una linea sottile

Il Teatro Stabile di Napoli, in occasione della programmazione del Napoli Teatro Festival Italia 2013, ha inserito la presentazione di uno spettacolo in prima assoluta italiana. Lo spettacolo dal titolo, La réunification des deux Corées, rientra in un progetto sostenuto dalla Commissione Europea ed è prodotto da molti teatri tra Francia, Belgio, Germania, Canada e Romania. La creazione e la regia sono di Joël Pommerat per nove attori in lingua originale (francese) con sottotitoli in italiano.

Amiamo le differenze ed abbattiamo i confini

Si è svolto a Napoli dal 2 al 5 maggio il festival La scrittura della/e differenza/e, biennale internazionale di drammaturgia femminile giunto alla VI edizione, un festival che vede la sua sede a Cuba ed oltre all’Italia, come Paese partecipante, compaiono anche Argentina, Brasile, Ecuador e Spagna.
In questi giorni a Napoli, presso la Caffetteria del Teatro Mercadante, sono state presentate le opere teatrali vincitrici, tra cui La Audiencia de los confines (primo studio sulla memoria) proveniente da El Salvador, intensa drammaturgia teatrale andata in scena allo Stabile dal 3 al 5 maggio.

Carnalità, poesia e contraddizione

Mio corpo: ma dimora mio letto d’ospedale mia cassa è lo spettacolo scritto e diretto da Salvatore Mattiello, colui che dal gruppo "Zoè" ha creato "Ichòs" e quel piccolo e prezioso spazio a San Giovanni a Teduccio dove proporre spettacoli originali ed interessanti.
Lo spettacolo fa parte del disegno pensato da Mattiello per la stagione teatrale di Sala Ichòs 2012/2013 per “Leggere discorsi. Rifletterli. Gettare ponti. Legare nessi” e continua la mappa concettuale in cui figurano Ferdinando e Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello.
In questo testo teatrale si fondono letteratura, poesia, corpo, sessualità. I personaggi, uomini e donne, appaiono in scena come se stessero al bagno turco: una situazione fumosa e rilassata e distensiva, dove i bianchi asciugamani, costumi di scena degli attori, rendono luminose le loro carni ed i ticchettii delle gocce d’acqua segnano un tempo sospeso, il tempo dei racconti.

Sussurri_la voce del corpo: reazioni autonome e collettive alla distruzione e a quello che resta

Domenica 14 aprile, in occasione della chiusura della rassegna Quelli che la danza 2013 al Teatro Nuovo di Napoli, è andato in scena lo spettacolo di Antonello Tudisco, una drammaturgia fisica calata in un mondo di tragedia e speranza.
In scena cinque danzatori che interpretano altrettanti personaggi con caratteristiche ben definite e vivono i momenti altalenanti della vita in una sorta di teatro dell’anima e del reale. Lo spettacolo, infatti, mette in scena la storia di una difficile realtà in cui momenti di tragedia ed individualismo e momenti di distensione e serenità rispecchiano il dramma, i contrasti e l’inconciliabilità della società moderna.

Il corpo nell'infanzia e nella modernità

La rassegna che si sta svolgendo al Teatro Nuovo ed alla Sala Assoli di Napoli, Quelli che la danza 2013, linguaggi della danza contemporanea, organizzata da Cdtm (Circuito campano della danza) permette ad un pubblico amante delle arti tersicoree di poter vedere spettacoli di buona qualità e con vasta scelta di generi.
La performance eseguita da Claudio Malangone, Vincenzo Capasso, Susan Kempster, Marta Cinicolo e Rossella Canciello è andata in scena al Teatro Nuovo in prima nazionale. Lo spettacolo è suddiviso in due parti: la prima con un riallestimento coreografico a cura di Susan Kempster, danzatrice e coreografa australiana, e la seconda coreografata da Claudio Malangone, psichiatra, danzatore e coreografo napoletano.

La solitudine colorata di Partenope

Rosso caffeina è uno spettacolo composito tra musica, danza e poesia ed è davvero diverso rispetto agli spettacoli a cui si è abituati ad assistere.
Non è un musical, racconta una storia di una donna imprigionata dalle sue debolezze, dalla scarsa fiducia in se stessa e dall’introiezione di informazioni provenienti dall’esterno, voci che danno ordini, messaggi provenienti dalla televisione.

Riscatto amaro nella pornografia

Una donna, una famosissima star del cinema “porno” di nome Cassie Wright e seicento uomini che attendono di vivere un’esperienza sessuale con lei per essere selezionati nel cast di un nuovo film. Sembrerebbe uno spettacolo a luci rosse, ma, invece, il testo e la messa in scena del giovanissimo regista Fabio Pisano non sfiorano minimamente la sfera hard.
Lo spettacolo Gang Bang, in scena fino a domenica 10 marzo al Théâtre de Poche di Napoli, è liberamente ispirato al libro di Chuck Palahniuk e vede in scena giovani attori.
All’ingresso del teatro, ogni spettatore, riceve un numero e viene guidato a sedersi.

"La solitudine si deve fuggire". La passione mai

Una delle grandi sofferenze del genere umano, fin dall’antichità, è stata la paura della solitudine. Ma, in realtà, soli non si è mai.
Intenso il monologo di Federica Aiello (Eufemia di Frattocchie), professoressa di storia dell’arte che vive una storia d’amore con un pezzo di marmo di una statua, l’Apollo di Frattocchie, padrone di casa del museo etrusco nella frazione di Frattocchie, nei pressi di Roma.
La scelta dell’argomento è interessante (il testo è di Manlio Santanelli), la fisionomia di Eufemia potrebbe far pensare alla classica donna che, avendo studiato dalle suore (le Orsoline), non conosce l’universo maschile e si abbandona a qualsiasi tipo di stimolo pur di effettuare una volta per tutte la sua iniziazione sessuale. Ma Eufemia non è così ingenua: lo rivela il crescendo e la sempre maggiore consapevolezza di sé con la quale la donna ci accompagna all’interno del suo monologo.

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