“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Simona Perrella

La finzione della realtà

Quattro donne, quattro caratteri e quattro possibilità di “spiegarsi il mondo”. All’inizio le vedi dietro uno schermo bianco, in fila, che si scavalcano, senza parole, solo il suono della musica introduce la prima scena di Oro a Forcella, il terzo capitolo de Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese, in scena al Ridotto del Teatro Mercadante. Ecco che si presentano una ad una al pubblico, uscendo dall’anonimato ed iniziando la recitazione. Queste donne sono, infatti, in fila al banco dei Pegni a Forcella, in una delle zone più “caratteristiche” della città di Napoli. Sono donne del 2013 o donne del dopoguerra, quando la Ortese scriveva il racconto?

Alla ricerca della sessualità

Che vi racconterebbe un transessuale, se lo intervistaste riguardo alla sua vita lavorativa? E riguardo alla sua vita sentimentale privata?
Margherita Romeo, al Teatro Di Contrabbando, mette in scena Storia di un bambino che divenne donna, un esercizio di memoria sulla storia di uno dei carcerati del Regina Coeli di Roma.

Partitura per uomo solo – Riti e danza alla Limonaia

Da più di dieci anni Company Blu, associazione culturale e compagnia tersicorea di Sesto Fiorentino, diretta da Alessandro Certini e Charlotte Zerbey, organizza il Festival Dinamiche scomposte presso il Teatro della Limonaia. Il posto è molto interessante, la limonaia di una nobile villa di Sesto, e l’accoglienza artistica ed umana è davvero calorosa. L’edizione di quest’anno è stata aperta dall’assolo di Peter Jasko, uno dei componenti del Collettivo Les Slovaks. Il gruppo slovacco, infatti, è conosciuto per una potente energia ed una ricerca drammaturgica individuale molto marcata, tra il tragico ed il comico, sfruttando al massimo la ricerca di differenti qualità di movimento, in un clima molto giocoso e soprattutto collaborativo, in cui lo spirito del gruppo non viene mai messo da parte. Inoltre il danzatore ha lavorato con Sidi Larbi Cherkaoui e David Zambrano.

La "lectio levis" di Giorgio Albertazzi

Giovedì 24 ottobre 2013, Giorgio Albertazzi propone al pubblico napoletano una riflessione sulla leggerezza, proprio come fece Italo Calvino nella prima delle lezioni preparate per la conferenza all’Università di Harvard, dove era stato invitato per tenere le Charles Eliot Norton Poetry Lectures, proposte per la prima volta ad uno scrittore italiano. Pochi anni mancavano all’inizio del nuovo millennio (era infatti il 1985), per cui il sottotitolo delle lezioni pensato dallo scrittore era Six memos for the next millennium. Calvino non andò fisicamente in America perché morì prima e così le carte delle lezioni furono messe insieme dalla moglie e date alle stampe.

L'arte dell'accabadora

Acabaddare, in dialetto sardo, significa “incrociare le mani al morto, completare, conchiudere”.
Si tratta di un antico rito diffuso in Sardegna fin dall’epoca punica, dove l’accabadora entrava di notte nelle case delle persone in cui c’era qualcuno che doveva essere aiutato a morire. La donna si occupava, quindi, di una "forzata eutanasia" e per questo era mal vista da tutti ed agiva di notte e di nascosto, entrando nelle case il cui uscio veniva lasciato volutamente aperto.
Un mestiere terribile si penserebbe.

Alice disorientata davanti allo specchio

Che succederebbe ad Alice se, invece di vedere il mondo alla rovescia attraverso lo specchio, si fermasse a guardare la sua immagine riflessa? Le verrebbe un attacco di stomaco? Il racconto di Eugenia in Un paio di occhiali, tratto da Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese si conclude tragicomicamente così e mi è piaciuto vedere in Eugenia un’Alice “retroversa”, un’Alice all’inverso, ovvero un’Alice che davanti allo specchio della realtà inorridisce.

La salvezza di "MatriMORO"

MatriMORO è un progetto teatrale, dell’associazione Manovalanza di Napoli, finalizzato al coinvolgimento diretto di due generazioni: i trentenni e gli ottantenni, i primi individuati nella categoria professionale degli attori e dei danzatori, gli altri scelti per età e città di provenienza in contesti non professionali, né teatrali. Si caratterizza come una ricerca artistica e antropologica in cui confluiscono finalità sociali ed esigenze etico/estetiche: teatro, danza, fotografia, performance urbana e documentazione video.

Il dialogo delle sfumature. Intervista ad Alfonso Mezzacapo

Un artista osserva le sfumature del mondo e trae spunto per la tavolozza di colori delle sue creazioni.
Me lo ha insegnato Alfonso Mezzacapo, pittore napoletano e portiere di notte negli alberghi, per il quale il paesaggio umano è una forte attrattiva ed una continua carica di stimoli creativi.
Alfonso mi racconta che ogni forma e “mutamento”, in quanto cambiamento di movenze ed atteggiamenti, di una persona che cammina solitaria lungo una strada può colpire ed attrarre l’occhio sensibile all’arte e, di conseguenza, condizionare le intensità e le sfumature di colore di un’opera d’arte, per esempio un quadro.

Un'ascesa dalla terra al cielo

"O Fortuna/ velut Luna/ statu variabilis?".
Sono le prime righe del Codex Buranus che ha ispirato Carl Orff per i famosi Carmina Burana, messi in scena per la prima volta nel 1937, in questi giorni, invece, al Teatro San Carlo di Napoli, l'affermato coreografo cinese Shen Wei ha presentato il suo riadattamento dei Carmina.
Shen Wei ha fondato la Shen Wei Dance Arts nel 2001, mettendo in scena varie performance e collaborando a vari festival. È una personalità poliedrica, si dedica alla creazione coreografica, alla regia teatrale e cinematografica, allestimenti scenici ed opera.

Un brivido di antichità: Eros e Thanatos all'Orto Botanico

Come ritrovarsi nello splendido Real Orto Botanico di Napoli e guardare, seduti ad un tavolino gustando del buon vino, quattro donne ed un uomo che si domandano cosa ci fanno al funerale del loro amante. È la cornice dello spettacolo di Ciro Sabatino, in scena nuovamente il 10 luglio 2013.

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