“Chi v'agghia dici? Ca quiddu nda capa meja tengu tanti i quiddi buchi, cumi si ci avissi na negghia attùarnu attùarnu a capa. Pu a na vota nu colpu i viàntu e pi nu mumentu si vidi angunu cuntu, ca pu jè quasi sempi u stessi cuntu, e pu n'ata vota a negghia attùarnu....”

Saverio La Ruina

Mercoledì, 13 Marzo 2013 02:05

Resistenza

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"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione"

Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza, Milano, 26 gennaio 1955

La pièce di Mascitelli rappresenta il tentativo riuscito, nell’ottica di un atteggiamento storiografico tipico degli anni ‘70 del Novecento, teso a concentrarsi su singoli episodi talora marginali, di riportare alla luce la verità di ciò che è dato e che pertanto non può essere cambiato a proprio piacimento. Nell’ottica di questa premessa, è necessario ripercorrere, seppur brevemente, i fatti storici fondamentali che hanno caratterizzato il complesso fenomeno della Resistenza, con il fine di evidenziare la chiave di lettura della trasposizione scenica di Mascitelli.

Martedì, 12 Marzo 2013 19:50

L'arte è un gioco da ragazzi

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Harry Potter e Draco Malfoy si rincorrono attaccandosi a colpi di bacchetta magica. Un ragazzino magro ha messo il suo pallone in una busta e ci gioca a calcio con un compagno grassottello mentre alcune bambine corrono e saltano allegramente. La primavera si sta presentando con la sua solita timidezza, fa capolino per un po’, accende un sole splendente e poi si nasconde dietro nuvole e pioggia.
Il 10 marzo, a mezzogiorno in punto, prima che il sole si rintani, tra le voci dei bambini che continuano a giocare nel verde del bosco, si formano i gruppi. Ci prepariamo tutti ad assistere ad uno spettacolo che è anche una visita guidata nel museo della reggia di Capodimonte. “Si tratta proprio di un palazzo reale, un tempo abitato dal re Carlo III di Borbone” ci annuncia la nostra guida con voce dolce e ci assicura che le scale che saliremo sono proprio quelle che il re in persona ha salito. La testa coronata ci osserva dal muro quando poggiamo i piedi sui gradini e a nessuno salta in mente di mettersi a fare confusione.

Martedì, 12 Marzo 2013 19:39

Roma, senza papa

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Il torpore, questo era per James il tratto distintivo di Roma.

Un torpore che può condurre soltanto a una «rilassata accettazione» del presente,

di ciò che c’è e proviene dai sensi e dunque dalla malinconia.

Tommaso Pincio, Pulp Roma, 2012

 

 

 

 

Roma ha strade accaldate, vuote, impigrite. D’intorno si notano vetri sporchi, cadaveri di mosche e zanzare, pinnacoli affumicati dallo smog. Gli artigiani cantano e picchiano, i ragazzini corrono e urlano, le matrone gesticolano e strillano mentre – nell’aria – la polvere zittisce, lentamente, il naturale stridìo delle cicale. Fa caldo, ma c’è un po’ di grigio, a Roma. Il tempo adombra tempesta, tonde gocce dal cielo, pozzanghere che – dei buchi d’asfalto – faranno grossi pozzi di un metro.

Venerdì, 15 Marzo 2013 01:00

Ritratto di Anna Maria Ortese

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La Ortese, ovvero la visionarietà dolorosa di una scrittrice che amava definirsi "illuminista" e non lo era, perché detestava il sentimentalismo della letteratura italiana del dopoguerra. Prima di parlare delle sue opere, una lettera apre al lettore l'idea di come era fatta la donna. Un piccolo brano:
“Caro Pasquale,
ieri mattina provai una delle più belle ore che conosco da quando sono a Milano. In portineria c'era una grossa lettera, tutta piena di disegni e di firme, una lettera dei miei amici di Monte di Dio, una lettera che stavo aspettando come nel deserto, come nel deserto si aspettano i soccorsi per non morire. [...] Che debbo dirti! Niente riesce a farmi dimenticare quella piccola isola di Monte di Dio, nella steppa della città: le nostre conversazioni, la lampada sulla macchina da scrivere, l'arrivo di Gianni, i suoi 'uffa', l'arrivo di Pasquale, di Chica, di Ennio, le conversazioni col Pontefice (digli che mi perdoni se insisto in questo ricordo). [...] Caro, molto caro Pasquale. Mille volte durante il giorno, desidero violentemente vedere, vedere qualcuno dei miei amici-fratelli. Non li nomino più. Tu li sai”. (Milano, 16-19-20 Agosto, 1948)

Martedì, 12 Marzo 2013 08:44

Jorge Luis Borges

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"Vedo me stesso essenzialmente come un lettore. Mi è accaduto di avventurarmi a scrivere, ma ritengo che quello che ho letto sia molto più importante di quello che ho scritto"

L’ultima giornata di vita di Gennaro o’ scemo trascorse più o meno in questo modo.

Lunedì, 11 Marzo 2013 20:21

Daria Bignardi, acustica perfetta

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“Le infinite volte che avevo ripensato a quel pomeriggio, chiedendomi cosa avrei potuto fare per convincere Sara a non lasciarmi”.
Arno, sedicenne, ama Sara, una ragazza strana, conosciuta per caso in un posto di villeggiatura, diversa, malinconica, una che mentre lui tenta un timido approccio amoroso gli dice: “Mi piacciono gli amori infelici”. Lui prende la bicicletta e la raggiunge sempre, che il disamore a volte vale più di un amore conclamato. Soprattutto tra due sedicenni.
Finita la vacanza, è varcata la linea d'ombra della adolescenza.

Lunedì, 11 Marzo 2013 18:52

Riscatto amaro nella pornografia

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Una donna, una famosissima star del cinema “porno” di nome Cassie Wright e seicento uomini che attendono di vivere un’esperienza sessuale con lei per essere selezionati nel cast di un nuovo film. Sembrerebbe uno spettacolo a luci rosse, ma, invece, il testo e la messa in scena del giovanissimo regista Fabio Pisano non sfiorano minimamente la sfera hard.
Lo spettacolo Gang Bang, in scena fino a domenica 10 marzo al Théâtre de Poche di Napoli, è liberamente ispirato al libro di Chuck Palahniuk e vede in scena giovani attori.
All’ingresso del teatro, ogni spettatore, riceve un numero e viene guidato a sedersi.

L’alchimia di due corpi, due voci, due anime che con estrema naturalezza e bravura narrano ad un pubblico incantato la storia di un piccolo grande uomo.
Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco portano in scena a Galleria Toledo la favola del Piccolo Principe, la creatura narrativa di Antoine de Saint-Exupéry che con i suoi occhi grandi spalancati sul mondo, si interroga sul senso della vita.

Domenica, 10 Marzo 2013 23:41

Un colpo alla botte

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Quarto appuntamento con la rassegna Visioni a cura del Centro Donna di Avellino. A Glasgow degli imputati di piccoli reati vengono affidati ai servizi sociali in alternativa al carcere: tra questi c’è Robbie, che è ha già scontato una pena per aggressione e che – dopo alcuni mesi di buona condotta passati accanto alla sua ragazza Leonie che sta per avere un bambino – ha ferito, difendendosi, aggressori appartenenti ad una famiglia con cui la sua è in lotta da sempre.

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