“Chi v'agghia dici? Ca quiddu nda capa meja tengu tanti i quiddi buchi, cumi si ci avissi na negghia attùarnu attùarnu a capa. Pu a na vota nu colpu i viàntu e pi nu mumentu si vidi angunu cuntu, ca pu jè quasi sempi u stessi cuntu, e pu n'ata vota a negghia attùarnu....”

Saverio La Ruina

Il testo di Anna Poerio Riverso, Carlo Poerio. Una vita per l’Unità d’Italia, offre una lettura del Risorgimento italiano inquadrabile, dal punto di vista storiografico, in quel filone di ricerca che nella metà degli anni Settanta è stato denominato “microstoria”. Tale termine acquista rilevanza grazie alle opere di G. Duby e di Le Roy Ladurie, nelle quali, attraverso una ricostruzione meticolosa di eventi minori, venivano riportati alla luce frammenti del passato preziosi per la ricostruzione dei grandi quadri generali.

Lunedì, 18 Marzo 2013 14:50

Kairòs mancato

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Acqua che gocciola. Goccia dopo goccia. Lenta, mutevole, vagamente inquietante. L’acqua gocciola, mentre il pubblico riempie il teatro Elicantropo. “A proposito di letteratura...”, cogliamo frasi, discorsi surreali, bocconi di opinioni. E intanto l’acqua continua a gocciolare, quasi a indurre una tensione angosciata, con il ritmo asimmetrico del suo cadere, il senso del tragico, l’attesa della tragedia, di una tragedia, o diverse tragedie, che hanno da compiersi.

Martedì, 19 Marzo 2013 01:00

La consapevolezza di Nora

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“Il mio progetto è di farmi fotografo. Farò posare davanti al mio obbiettivo i miei contemporanei, ad uno ad uno. Non risparmierò né il bimbo nel grembo materno, né un pensiero, né un’atmosfera nascosta nelle parole di nessuna anima, ogni volta che mi troverò in presenza di uno spirito che meriti il ritratto” (da una lettera di Henrik Ibsen a Bjørnstjerne Bjørnson).
Foto tappezzano la Stanza Blu del Mercadante. Sulle porte, sulla lavagna, alle pareti; su una scatola, poggiata per terra, sulle quinte, disposte in obliquo, sulla scrivania, posta di lato. Foto di matrimoni passati, di amori passati. Foto cui il tempo ha consumato i margini, sbiadito i toni, ingiallito il biancore ponendo la propria patina, la propria impronta, il proprio passaggio. Una giovane coppia posa all’altare, un’altra è ad un passo dal mare, una – ancora – è nella sala di nozze ed ha grossi biglietti che adornano gli abiti (il regalo ricevuto). Una cammina mano nella mano: per dove? Un’altra sorride: ancora? Una sembra dirsi “per sempre”: davvero?

Martedì, 19 Marzo 2013 01:00

L'Armageddon e la bambina

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Ci sono debutti e debutti. Questo è veramente un libro che merita il premio del The Sunday Times come migliore opera prima a Grace McCleen, nata nel 1981, nel Galles. Un romanzo che affronta la religione e i pregiudizi delle persone, le cattiverie su una bambina e i silenzi di un padre che conduce la vita senza allegria.
Queste due persone vivono in un piccolo paese inglese ed entrambe sono iscritte ad una setta millenarista, che persegue il proselitismo in attesa dell'Armageddon, della fine di tutto. C'è una madre morta e la fatica di vivere sentendosi speciali, bollati come 'pazzi' dal resto del paese. L'inizio dà la stura a tutti gli avvenimenti che si stanno preparando e in poche righe recita: "In principio c'era una stanza vuota, un po' di spazio, un po' di luce, un po' di tempo". 

Domenica, 17 Marzo 2013 21:09

Dal Doge Boccanegra al Doge Foscari

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E dopo il Doge genovese Simon Boccanegra a calcare le tavole del palcoscenico del Teatro Costanti di Roma è il Doge di Venezia Francesco Foscari.
Il Teatro dell’Opera celebra il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi mettendo in scena, oltre al Simon Boccanegra inaugurale e la ripresa del Nabucco a luglio, un’opera giovanile di Verdi, ingiustamente considerata minore tra quelle del catalogo del compositore di Roncole.Opera romana, I due Foscari, essendo andata in scena la prima volta il 3 novembre 1844 al Teatro Argentina.

Al Teatro al Parco di Parma, all’interno del suggestivo e silenzioso parco Ducale, è andato in scena Ribellioni possibili di Luis Garcìa-Araus e Javier Garcìa Yague con la regia di Serena Sinigaglia. La recitazione di Mattia Fabris, Stefano Orlandi, Maria Pilar Peréz Aspa, Arianna Scommegna, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolan è animata per la durata dell’intero spettacolo da forza e drammaticità con uno spiccato senso dell’umorismo; azzarderei quasi un dichiarato riferimento al sentimento del contrario pirandelliano.

Domenica, 17 Marzo 2013 18:59

Il fu Mattia Pascal visto da Tato Russo

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Tato Russo mette in scena un sobrio e contenuto allestimento dell’opera pirandelliana. La trama è assai fedele al romanzo e non comporta stravolgimenti di sorta. C’è qualche piccolo cambiamento lì dove si parla di un figlio, mentre in realtà si trattava di una bambina, ma ciò non ha molta importanza. Il carattere del romanzo, l’impronta letteraria, viene affidata a schemi comunicativi semplici ma efficaci.

Domenica, 17 Marzo 2013 14:46

La vita è proprio una brutta bestia (parte V)

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Poi di sera tardi o forse di notte, qualcuno entrò nel suo basso.

Sabato, 16 Marzo 2013 13:03

Come prende forma il teatro

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Dal carteggio di lettere tra Chiara Guidi ed Ermanna Montanari.
“Vedo il peso di una questione: testimoniare fino alla fine. Sento che, insieme, questo potrà riguardarci. Non per dare voce a una storia vera, ma per trovare una forma che prima ancora dei significati possa mettere a nudo la nostra voce quando le parole si accostano al dolore” (Chiara).
“Questo che andremo a fare ha bisogno ora di una fondazione forte, che siamo tu e io. Dobbiamo avere fede nel combattimento, stanare la ‘timidezza’ delle nostre voci a confronto. Questo esige coraggio per proteggere e smembrare” (Ermanna).

Domenica, 24 Marzo 2013 01:00

Rachmaninov

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   di Mario Musella

 

   avevo la tv via cavo da qualche tempo

   pagavo una quota fissa ogni due mesi e potevo vedere quello che mi pareva, programmi di ogni tipo e da ogni paese di questo mondo: ero finalmente giunto alle soglie della libertà

   l’importante nella vita non è tanto essere liberi ma ritenere di esserlo: c’inganniamo, ci stoniamo, continuiamo a combattere e alla fine ci crediamo pure: non ero libero ovviamente quel giorno ma mi ci ero convinto almeno per cinque sacrosanti minuti della giornata

   solo cinque minuti, oh dei sempiterni, vi chiedo… niente di più: ora, in questo momento, ridatemi quei cinque minuti e poi non vi tedierò oltre… macché: le divinità hanno problemi di udito

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