“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Gioacchino Toni

La luce e l'ombra

L’esposizione La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe (tenutasi dal 21 giugno al 21 ottobre 2015) ha ospitato, nei locali di una villa confiscata alla camorra, recuperata a fini museali, Casa don Diana di Casal di Principe, Caserta, una ventina di opere in cui la luce si fronteggia con l’ombra. Si trattava di opere provenienti in buona parte dalle collezioni degli Uffizi di Firenze, ma anche del Museo di Capodimonte, della Reggia di Caserta e del Museo Campano di Capua. L’esposizione si è concentrata sulla pittura secentesca di artisti napoletani o che, per diversi motivi, si sono intrecciati con la città campana, sull’onda della produzione caravaggesca.

Hollywood: la nascita del divismo internazionale

Gli studi sul divismo si sono a lungo concentrati sul significato culturale e simbolico della star come fenomeno di consumo, soltanto recentemente è stato preso in esame il contesto economico ed istituzionale in cui si trova ad operare e viene costruito il divo. Tra i principali contributi in tale direzione si possono citare i lavori degli anni Novanta di Richard De Cordova e Janet Staiger, ed è lungo tale direzione metodologica che muove il lavoro di Deborah Toschi.
La studiosa si concentra sugli anni Dieci e Venti e ciò le permette di affrontare il periodo in cui le star perdono il controllo sulla propria immagine in favore delle case di produzione. È in questi stessi decenni, inoltre, che il mercato dell’intrattenimento, cinematografico e musicale, diviene sempre più globale.

Il “ritratto corporativo” olandese secondo Alois Riegl

Nel lontano 1902 Alois Riegl (1858-1905) pubblica Das holländische Gruppenporträt, opera in cui vengono affrontate in particolare le modalità del ritratto di gruppo olandese come sistema di rappresentazione delle corporazioni. Dalle modalità di messa in scena della borghesia olandese analizzate da Riegl è possibile ricavare importanti informazioni circa le peculiarità del sistema di potere dell’epoca.

Tra cinema e arti visive

Dell'importante rapporto tra cinema ed arti visive si parla spesso seppure in maniera un po' scontata se non superficiale. Su tale tematica è stato pubblicato un importante studio di Marco Senaldi, Rapporto confidenziale. Percorsi tra cinema ed arti visive (Mimesis, 2012) ed il rapporto confidenziale” a cui si riferisce il titolo del saggio è proprio quello che intercorre tra il cinema e le arti visive, rapporto che l'autore evita di cercare nei semplici rimandi reciproci tra le due pratiche proponendo, piuttosto, uno studio trasversale del cinema in rapporto alle arti visive, evidenziando come il cinema non sia pensabile al di fuori del sistema delle arti. La tesi sostenuta dallo studioso è che arti contemporanee e cinema costituiscano un sistema complesso di cui fanno parte tanto pratiche tradizionali come pittura e scultura, quanto video, installazioni e cinema. Tale sistema complesso necessita pertanto, secondo Senaldi, di essere studiato attraverso un adeguato approccio onnicomprensivo.

Roberto Longhi e la pittura bolognese

Nel cofanetto edito da Pendragon sono contenuti due DVD con la registrazione di altrettanti incontri tenuti da Eugenio Riccòmini, in cui, rileggendo le parole pronunciate da Roberto Longhi nel 1934, in occasione della prolusione d’insediamento presso l’ateneo bolognese, illustra e commenta tale intervento attraverso la proiezione di immagini.

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