“In coscienza, Kàtja, non lo so”.

Anton Pavlovič Čechov

Gioacchino Toni

Alberto Giacometti. Lo spazio e la forza

Nel corso del 2016 è stato dato alle stampe in lingua francese un interessante saggio dello studioso svizzero Jean Soldini intitolato Alberto Giacometti. L’espace et la force (Éditions Kimé, 2016) a cui ha fatto seguito l'edizione italiana dal titolo Alberto Giacometti. Lo spazio e la forza (Mimesis edizioni 2016).

Cinema ed immaginario secondo Edgar Morin

Nell'ormai lontano 1957 viene pubblicato in Francia il saggio Le Cinéma ou l'homme imaginaire di Edgar Morin, testo destinato ad incidere profondamente, e sin dalla sua uscita, sugli studi sul cinema (e non solo) d'oltralpe. In Italia il testo, tradotto nei primi anni '60, fatica, invece, per qualche tempo ad incidere sul dibattito cinematografico nazionale, come ricostruito dall'ottima prefazione stesa da Francesco Casetti per Feltrinelli nel 1982 e meritoriamente riportata nella nuova edizione italiana realizzata da Raffaello Cortina Editore.

Europe, Around the Borders

Europe, Around the Borders è un progetto realizzato dal fotografo Ivano Di Maria e dal giornalista Marco Truzzi che, a ridosso del centenario della Grande Guerra, hanno deciso di documentare il dissolvimento dei confini tra i diversi Paesi europei dopo secoli di guerre e contese.

Il dottor Caligari a Cambridge

Raymond Williams è stato uno dei fondatori dei Cultural studies e tra i padri della Sociologia della cultura. Tra l'inizio degli anni '60 ed i primi anni '80 Williams è stato docente di Drama presso l'Università di Cambridge ove, concentrando i suoi studi sul dramma e sullo spettacolo, ha saputo distanziarsi dai più paludati approcci teorici che ancora evitavano di vedere le connessioni esistenti tra i diversi generi desiderosi di mantenere una gerarchia valoriale ormai difficilmente difendibile.

La trilogia dello sradicamento di Giovanni Iozzoli

L'ultimo romanzo di Giovanni Iozzoli, La vita e la morte di Perzechella (Edizioni Artestampa, 2016), uscito da pochi mesi e vincitore della XXXIII edizione del premio letterario “Città di Cava de' Tirreni”, per certi versi completa quella che riteniamo possa essere definita una “trilogia dello sradicamento” inaugurata dall'autore con I terremotati (Manifestolibri, 2009) e continuata con I buttasangue (Edizioni Artestampa, 2015).
Partiamo dunque dall'inizio. Il primo romanzo di Iozzoli esce nel 2009 a ridosso del ventinovesimo anniversario del tremendo terremoto irpino del 1980 dimenticato in fretta e furia dalle istituzioni e dai media nonostante le scosse di quel lontano evento si siano propagate fino ai giorni nostri per poi perdersi tra le mille emergenze che, a ben guardare, tracciano una linea ininterrotta, ben diversa dalle rappresentazione per successione di punti narrata dai media e dai politici.

Artisti, potenti e dispensatori d'aura

"L’aura dell’arte, ovvero la legittimazione estetica di un punto di vista morale, è stata capace di trasformare dittatori sanguinari e papi senza scrupoli in modelli di virtù e spaventose carneficine in gesta eroiche. Anche oggi, la sua funzione non è cambiata: un miliardario può trasformarsi in un nemico dichiarato del capitalismo, un trafficante d’armi può diventare un raffinato intellettuale, un politico che tenta di rifarsi l’immagine può travestirsi da paterno e lungimirante sponsor di giovani talenti. Naturalmente c’è aura e aura e ciascun artista vende la sua".
Alessandro Dal Lago e Serena Giordano (p.76).

La Comédie humaine di Honoré Daumier

L'editore Pendragon ha da poco dato alle stampe un libro dedicato al francese Honoré Daumier in cui sono riproposti alcuni interventi tenuti in occasione dell'esposizione di opere grafiche Honoré Daumier – Les Gens de Justice organizzata dall'Alliance Françoise di Bologna nel febbraio 2016. Nella pubblicazione, introdotta da Giuliano Berti Arnoaldi Veli, sono presenti scritti di Luc Very, Alison Zainer, Giovanni Pacilio e dello storico dell'arte Eugenio Riccòmini.

Mario Monicelli. La commedia umana

“I cialtroni, i poveracci, i buoni a nulla, i fannulloni, gli scansafatiche, i lazzaroni, i picari. Sono questi i personaggi del mio cinema. Troppo sprovveduti per fare i malviventi, troppo pigri e opportunisti per diventare persone rispettabili – anche se la rispettabilità spesso cela realtà ben peggiori. Sono dominati dall’incertezza, ma è proprio questa condizione precaria a stimolarli, a tirar fuori il meglio che c’è in loro, sempre sapendo di vivere alla giornata [...]. Quasi tutti i miei personaggi credono di essere quello che dicono e non si accorgono della loro inettitudine. E questo li rende simpatici. L’ironia presuppone una consapevolezza che non hanno” (pp. 45-46).
Nell'estate del 2016 è giunta in libreria la nuova edizione del volume, pubblicato per la prima volta nel 2005, che raccoglie in più di trecento pagine la lunghissima conversazione tra Sebastiano Mondadori e Mario Monicelli.

C'era una volta l'America di Sergio Leone

Il volume edito da Milieu è una sorta di diario di bordo costruito attorno all’omonimo film di Sergio Leone e racconta le vicende che hanno portato il regista a realizzare un’opera entrata nella storia del cinema. Il testo, pubblicato la prima volta in concomitanza con l’uscita del film ed oggi riproposto con un’introduzione di Gabutti del 2015, non è un saggio sul film o sul cinema di Sergio Leone ma, oltre alla corposa raccolta di aneddoti, offre al lettore interessanti riflessioni del regista su C’era una volta in America, sull’intera sua filmografia e sul mondo del cinema tra Hollywood e Cinecittà, tra gli Stati Uniti e l’Europa.

La luce e l'ombra

L’esposizione La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe (tenutasi dal 21 giugno al 21 ottobre 2015) ha ospitato, nei locali di una villa confiscata alla camorra, recuperata a fini museali, Casa don Diana di Casal di Principe, Caserta, una ventina di opere in cui la luce si fronteggia con l’ombra. Si trattava di opere provenienti in buona parte dalle collezioni degli Uffizi di Firenze, ma anche del Museo di Capodimonte, della Reggia di Caserta e del Museo Campano di Capua. L’esposizione si è concentrata sulla pittura secentesca di artisti napoletani o che, per diversi motivi, si sono intrecciati con la città campana, sull’onda della produzione caravaggesca.

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