“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Gioacchino Toni

La capacità del film di produrre emozioni

“Contro la lunga stagione che ha privilegiato la freddezza della relazione spettatoriale o analitica verso il cinema, è necessario affermare il carattere caldo, affettivo, psichicamente coinvolto del rapporto che il pubblico e lo studioso stabiliscono con il film. Oltre la freddezza dell’ideologia, della semiotica e degli studi sulla tecnologia è bene affermare la rilevanza della sensazione nell’opera e nella relazione con l’opera. Senza la sensazione non ci sarebbe l’interesse dello spettatore né quello dell’interprete. E non ci sarebbe l’intensità”, Paolo Bertetto (pp. 8-9).

American storytelling

Il saggio di Federico di Chio − American storytelling. Le forme del racconto nel cinema e nelle serie tv, edito da Carocci − scandaglia la narrazione audiovisiva statunitense analizzandone tanto le caratteristiche formali quanto quelle contenutistiche (tematiche, miti, eroi, valori...) dall'epoca del muto ai giorni nostri.

Viaggio nell'anime super robotica nipponica anni '70

In Giappone con il termine anime, abbreviazione di animēshon (traslitterazione giapponese del termine inglese animation), a partire dai primi anni Settanta del Novecento si indicano i film di animazione. L'anime è certamente un prodotto di intrattenimento commerciale ma è anche un fenomeno culturale che ha attraversato l'immaginario collettivo nipponico ed in alcuni casi una forma d'arte. Per chi storce il naso nei confronti di tali produzioni, vale forse la pena ricordare che il cinema stesso è fenomeno commerciale, fenomeno di forte impatto nell'immaginario collettivo ed, in alcuni casi, vera e propria forma d'arte. Dunque, per tutti tre i motivi vale la pena approfondire l'anime giapponese.

La nascita del quadro secondo Hans Belting

È stato finalmente tradotto in italiano, grazie a Carrocci editore, l'interessante saggio di Hans Belting, Specchio del mondo. L'invenzione del quadro nell'arte fiamminga (2016) uscito per la prima volta in lingua tedesca nel 1994 con il titolo Spiegel der Welt: Die Erfindung des Gemäldes in den Niederlanden. L'autore, che ha insegnato nelle Università tedesche di Heidelberg e di Monaco, al Collège de France parigino ed è stato alla guida dell’Internationale Forschungszentrum für Kulturwissenschaften di Vienna, in questo saggio affronta il tema del quadro in quanto tale a partire dagli esempi fiamminghi quattrocenteschi.

Riflessioni sul cinema italiano

Nel nuovo numero dell'Almanacco dello Straniero (dic. 2016 / feb. 2017, Contrasto edizioni) si parla di cinema italiano in un contributo di Paolo Mereghetti dal titolo emblematico: La stessa pappa. L'autore si chiede in apertura di pezzo se esista ancora un cinema italiano dotato di identità, coerenza e coesione. Se si analizzano i dati offerti dal Ministero dello Spettacolo relativi al 2015 il cinema italiano sembrerebbe godere di una discreta vitalità dal punto di vista produttivo, decisamente meno lusinghieri sono i dati relativi agli incassi nelle sale, basti dire che soltanto tre lungometraggi italiani (non certo di qualità) nel corso del 2015 hanno superato il milione di spettatori: Si accettano miracoli di Alessandro Siani ha avuto poco più di due milioni di spettatori mentre Natale col boss di Volfango De Biasi e Vacanze ai Caraibi di Neri Parenti hanno a malapena superato il milione di biglietti staccati.

Questioni di pelle

Al ruolo simbolico ed antropologico della pelle è dedicato un interessante saggio breve di Francesco Paolo Campione, Discorsi sulla superficie. Estetica, arte, linguaggio della pelle (Mucchi editore, 2015), ove viene passata in rassegna una serie di narrazioni che vanno dal mito di Marsia al martirio di San Bartolomeo sino poi ad affrontare, in chiusura, il diffondersi contemporaneo della pratica del tatuaggio.

Immagini del desiderio: "L'Atalante" di Jean Vigo

Il volume realizzato da Giacomo Ravesi indaga le peculiarità di un'opera cinematografica entrata nella leggenda passando in rassegna le interpretazioni storico-critiche che si sono accumulate nel corso dei decenni. Il saggio sottolinea in apertura come le vicende familiari di Jean Vigo finiscano col riflettersi sulla sua produzione cinematografica. Jean Vigo passa parte della sua adolescenza in collegio dopo essere stato allontanato dalla famiglia quando il padre, Eugène Bonaventure de Vigo, noto con lo pseudonimo di Miguel Almereyda – collaboratore e fondatore di diverse testate anarchiche come Le Libertarie, La Guerre Sociale e Le Bonnet Rouge – muore sucida in carcere, in circostanze mai chiarite, ove finisce nel corso della Grande Guerra con l'accusa di essere un collaborazionista della Germania. La permanenza in collegio e la personalità del padre segnano inevitabilmente la personalità di Jean Vigo.

Guida alle opere di Caravaggio in Italia

La Casa editrice Odoya ha da poco inaugurato la collana Guide d'artista con l'opera dello studioso Raoul Melotto su uno dei più grandi pittori di tutti i tempi: Michelangelo Merisi da Caravaggio. Si tratta di un volume in cui la biografia, l'analisi del contesto storico-artistico in cui opera l'artista e la guida, città per città, alle opere del grande pittore, si intrecciano lasciando al lettore la scelta di concentrarsi su una o l'altra delle diverse sezioni, affrontabili in modo del tutto autonomo, così come di collegare in ogni momento la sezione affrontata con le altre proposte dal volume.

Schermo e realtà in Pier Paolo Pasolini

Il rapporto tra schermo e realtà è centrale nell’opera cinematografica di Pier Paolo Pasolini ed il saggio di Alessandro Cadoni, Il segno della contaminazione. Il film tra critica e letteratura in Pasolini (Mimesis, 2016), si propone di affrontarlo analizzando lo stile pasoliniano attraverso strumenti derivati dalla critica letteraria. In particolare la questione del realismo nell’opera di Pasolini viene affrontata da Cadoni a partire dalle riflessioni di ambito letterario proposte da Erich Auerbach, sopratutto nel saggio Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale, pubblicato per la prima volta in lingua italiana nel 1953.

Il cinema non riconciliato di Jean-Marie Straub

L'editore DeriveApprodi ha realizzato nel 2016 un cofanetto contenete il dvd con il film Kommunisten (2014) di Jean-Marie Straub ed il cortometraggio La Guerre d'Algérie! ed il libro di Giorgio Passerone Sperimentazione Komune. Il film, presentato in anteprima al Festival del cinema di Locarno nel 2015, è stato realizzato da un autore che si cimenta con il linguaggio cinematografico da cinquant'anni in maniera intransigente.

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