“La memoria è una forma di coraggio”

Jean Vilar

Lunedì, 19 Maggio 2014 00:00

Stasera si cena al Teatro Sannazaro

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Al Teatro Sannazaro le poltrone rosse della platea hanno lasciato il posto a piccoli tavolini bianchi accompagnati ognuno da quattro sedie vestite di bianco. Siamo al Cafè Chantant ideato da Lara Sansone molti anni fa e sempre inserito in cartellone ad ogni stagione per il successo ottenuto. Questa volta l’occasione per riproporre questo spettacolo, con il nome di Nuovo Cafè Chantant, Bon Voyage!, è il primo festival delle tradizioni, ideato dalla Sansone con il finanziamento di Unione Europea e Regione Campania, che dal 13 al 22 maggio vedrà sul palco del Sannazaro esibirsi importanti artisti internazionali.

L’idea nasce dal credere che il turismo sia strettamente legato alla tradizione di un popolo e, come altrove, da Parigi a Lisbona, dall’Argentina, all’America e all’India, passando per il fado, il jazz, il tango, anche Napoli debba investire nella sua enorme tradizione musicale per rilanciare un turismo che langue, che non ha mai conosciuto un autentico boom. Il Cafè Chantant è una cornice divisa in due atti in cui Napoli è il centro del mondo e dialoga con esso senza alcun senso di inferiorità. La platea si riempie come i tre ordini di palchi. Nella buca dell’orchestra vi è al pianoforte il Maestro Gatta, (ovviamente oggetto di varie gag nel corso dello spettacolo per il suo cognome), percussioni e strumenti a fiato. Leopoldo Mastelloni presenta brevemente lo spettacolo riportando alcune citazioni di Cristina Comencini e John Turturro su Napoli, quindi l’orchestra attacca sulle note del classico ‘O sole mio con la comparsa di Luca Sepe ed altri tre cantanti sul palco che ripropongono un medley di ritornelli di I' te vurrìa vasà, Vicino ‘o mare, ‘O surdato 'nnammurato.
Lara Sansone in provocante abito e ventaglio tutto in tinta di rosso, anche la margherita nei capelli, compare in platea aggirandosi tra i tavolini coinvolgendo gli spettatori a rispondere alla sue battute provocatorie come nella migliore tradizione dell’avanspettacolo. In scena compaiono i tre comici che hanno il compito di condurre la parte recitata dello spettacolo che si alterna tra danza e canto. Ardone, Massa e Peluso reggono la scena presentandosi di volta in volta come pescivendoli, messicani oppure in abito nero con gag che giocano sui doppi sensi e sull’attualità, sempre con Napoli come soggetto. Non vi è scenografia se non in una prua di una caravella nella scena dei pirati spinta dal fondo in avanti e in delle scale che fanno da passerella. Tutto è giocato sui costumi ed i continui cambi d’abito della cantante Lara Sansone.
Nel primo atto, dunque, si parte con la canzone napoletana classica, si continua con Lazzarella, Resta cu’mme, ‘A canzuncella e si arriva al profluvio di piume variamente colorate con il Can Can parigino del Corpo di Ballo del Teatro Sannazzaro non sempre in sincrono. Per associazione si passa a Lady Marmelade e tutto sembra essere una citazione del film Moulin Rouge. Non manca nulla sulla scena, anche il momento En Travesti con i ballerini in tutù che ballano il Can Can. Da Parigi al Sud America: Cocorito e Samba coinvolgono il pubblico che è invitato a scatenarsi dai ballerini che scendono il platea. Dopo un intervallo troppo lungo tra il primo ed il secondo atto, la Sansone compare con un abito da sposa cantando Reginella, con arrangiamenti moderni che l’aiutano a modulare la canzone sulle sue corde, come del resto in tutte le altre canzoni. Poi ancora balletti, questa volta il Burlesque con le ballerine in abiti coloratissimi ed ancora la Sansone che gioca alla diva hollywoodiana sdraiata su una grossa mezza luna di paillettes sospesa sul palco cantando Another World. Il momento più ironico e gustoso è la gag dei tre comici che cantano Tammurriata nera sulle note di My Way che davvero si incastrano alla perfezione. Il secondo atto vede ancora That’s amore, Mambo italiano, la parentesi Carosone con Torero, Pigliate ‘na pastiglia, Carvan Petrol, concludendo con gli anni ’70 di I will survive.
Insomma un ricco e saporito minestrone cucinato sicuramente con passione e professionalità, non perfetto, ma che bisogna assaggiare un cucchiaio alla volta per poterne gustare il sapore di antico che fa tradizione. In questo Lara Sansone ha visto giusto: a Napoli non esiste un teatro dove un turista possa assaggiare, oltre alla pizza, un piatto come questo proposto dal Sannazaro, mentre altrove nel mondo vi sono migliaia di posti dove le tradizioni locali sono mantenute vive, sia pure per i soli turisti. A Madrid il flamenco, a Lisbona il fado e via discorrendo. L’atteggiamento che i napoletani hanno verso la loro tradizione è sempre quello della spocchia un po' snob e il turista è visto più come un accidente di passaggio che una risorsa. Cafè Chantant vuole proporsi come spettacolo con queste finalità e ben venga questo successo di pubblico.
Ovviamente c’è stato il bis. Ovviamente Ninì Tirabusciò!

 

 

 

 

 

 

 

TraTurMò – Il Festival delle Tradizioni che fanno Turismo nel Mondo
Nuovo Cafè Chantant, Bon Voyage!

direzione artistica Lara Sansone
con Lara Sansone, Luca Sepe, il trio Ardone, Peluso e Massa, Orchestra diretta dal Maestro Ettore Gatta, Balletto del Teatro Sannazaro
produzione Teatro Sannazaro con il finanziamento di Unione Europea e Regione Campania, e con il patrocinio morale del Forum Universale delle Culture e Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
durata 2h 20’
Napoli, Teatro Sannazaro, 16 maggio 2014
in scena dal 13 al 22 maggio 2014

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