“La memoria è una forma di coraggio”

Jean Vilar

Venerdì, 14 Marzo 2014 00:00

A piedi nudi in cima al mondo

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Ci sono storie che vanno raccontate e devono essere ascoltate perché parlano di uomini straordinari, capaci di superare i propri limiti. Gli eroi di queste storie affrontano battaglie che non uccidono né distruggono, semplicemente conquistano il mondo. Per ascoltare quella che vuole raccontarci Enzo Musicò, ci raduniamo in un posto che sembra stare un po’ più in là, oltre il mondo, ma che invece è vicino a Scampia e si chiama Teatro Area Nord.

Sul palcoscenico sotto di noi ben sistemati sulle poltroncine blu, stando attenti che il sipario all’aprirsi non ci faccia prendere un colpo di freddo, c’è un'officina. Musicò sta sistemando una sedia a rotelle. Con sé ha gli attrezzi, i pezzi di ricambio, un fornellino elettrico per preparare un vero caffè su un carrellino con le ruote. C’è anche un tavolino con le ruote e uno stand per i vestiti con le ruote. Comincia a parlarci mentre lavora. Ci porta in Africa sull’altopiano di Jato in Etiopia dove vivono in prevalenza pastori e i bambini si arrampicano sugli alberi. Qui, nel 1932 è nato Abebe Bikila, l’eroe, il re a piedi nudi. Il primo atleta a vincere due maratone olimpiche consecutive. L’unico a vincerne una senza scarpe.
Per parlarci di lui, Musicò segue quattro diversi fili narrativi. Conosciamo Abebe Bikila bambino di Jato che solo marginalmente ha vissuto e subito la conquista da parte delle truppe italiane guidate dal Generale Badoglio, l’attacco col gas, la presa della Stele di Axum. Conosciamo Onni Niskanen un ragazzino che dalla Finlandia si trasferisce in Svezia e da adulto, a causa di una granata, è costretto a  smettere la carriera sportiva e comincia ad allenare altri eroi. Conosciamo il giovane soldato Musicò che negli anni ’80 chiede un permesso in caserma per assistere al concerto di Bob Marley a San Siro. Conosciamo il re Abebe Bikila, allenato da Onni Niskanen che nel 1960 corre scalzo la maratona olimpica a Roma e vince l’oro, passando davanti alla Stele di Axum.
Enzo Musicò passa da una vicenda all’altra come un antico cantastorie. Quando termina un racconto si avvicina al tavolino, prende un foglio da una cartellina e ci scrive sopra la data. Come se stesse scrivendo un documento ufficiale, come se volesse confermarci che è tutto vero, che le coincidenze sono reali, che i conti tornano. I racconti, infatti, si sviluppano intorno ad alcuni temi che si ripetono, come il numero 17, gli alberi, la Stele di Axum. La storia è un circolo e noi seguiamo la nostra guida avanti e indietro nel tempo e da un luogo all’altro nel mondo. Abebe che si arrampicava sugli alberi è lo stesso Abebe che perde le gambe schiantandosi con l’automobile contro un albero nel 1969. Musicò è bravo nel farci ricordare elementi come questo anche se i due momenti nel racconto sono distanti, con maestria chiude ogni cerchio. L’unica storia che fino alla fine non riusciamo a collocare, che ci sembra fuori luogo, è la storia del giovane Musicò. In scena, mentre ripara la sedia, scrive, prepara pettorine per i maratoneti, si prepara un caffè, stende bandiere e pulisce un cilum, ci parla di se stesso proprio come se fosse un nostro amico. A noi, però, non basta sapere, perché ce lo ripete più volte, che se fosse nato 17 giorni più tardi forse anche lui sarebbe stato un maratoneta. Perché ci racconta del militare? La storia di Abebe Bikila è anche una storia di guerra ma il giovane soldato non combatte. La risposta è in Bob Marley, il profeta reggae. Lo spettacolo, oltre a fare un omaggio alla sua musica, si pone delle domande sulla fede Rastafari. Il Ras Tafari, Negus di Etiopia, si è occupato di Abebe Bikila dopo l’incidente permettendo che fosse curato in Inghilterra. Ed ecco che un altro cerchio si chiude. Allora anche il giovane Musicò che assiste al concerto del profeta Rastafari può entrare a far parte della storia di Abebe Bikila. Forse non avrà potuto correre sulle sue stesse strade, non avrà potuto sfidarlo a morire tre volte durante la lunga corsa ma gli concediamo un posto in questa storia di eroi. In fondo ci ha incantati con i suoi racconti, ci ha fatto ridere più di una volta, ci ha mostrato la vittoria di Bikila a Roma costruendo un pannello apposta per noi in palcoscenico, ci ha fatto scoprire dettagli che altri non dicono, ci ha fatto commuovere e dimenticare i minuti che scorrono solo fuori dal teatro, solo quando si riaccendono i telefoni e tutti si rendono conto che è passata più di un ora.

 

 

 

Il re a piedi nudi
di e con Enzo Musicò
regia Carlo Bellamio
durata 1h 20’
Napoli, Teatro Area Nord, 9 marzo 2014
in scena dal 7 al 9 marzo 2014

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