“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Fulvio Padulano

Tragedia della storia nel teatro dell’ultimo Nekrosius

Il Napoli Teatro Festival inaugura la sua stagione 2019 con un omaggio al grande regista lituano, Eimuntas Nekrosius, scomparso lo scorso 20 novembre e ben noto alle scene napoletane per i suoi spettacoli come per i laboratori e la sua collaborazione con i teatri cittadini. Un omaggio che comincia con la proiezione in anteprima (lo scorso 7 giugno al Politeama) di un video, Eimuntas Nekrosius: Pushing the Horizon Further, un documentario-intervista di Audronis Liuga sulla figura e il lavoro del regista lituano; prosegue con la mostra a Palazzo Fondi visitabile fino a luglio, Il Meno Fortas, a cura dello stesso Liuga e di Julija Reklaitė, che espone oggetti scenici, bozzetti, foto e tanti ricordi del lavoro di Nekrosius e del suo tempio, appunto, il Meno Fortas, il teatro-laboratorio voluto e ‘creato’ dallo stesso regista.

Estratti dall’officina di Pina Bausch

“L’avevo fatta ridere, non ricordo perché, e lei mi disse: Cristiana, io ho scelto la danza perché non riuscivo a esprimermi con le parole, invece tu parli così tanto!”. E infatti Cristiana Morganti è un fiume in piena di aneddoti e racconti, ironici e autoironici, di quell’universo ben poco verbale rappresentato dalla creazione artistica, dal processo di ricerca, scavo, selezione e composizione all’origine dei lavori di Pina Bausch.

Danze per musica e vita di Rossini

Rivive il genio di Gioacchino Rossini (1792-1868), attraverso uno spettacolo di danza che ne ripercorre l’arte e la personalità, a centocinquanta anni dalla morte, affidato dalla città di Pesaro alla Compagnia Spellbound per ricordare il suo ‘cigno’, diretta dal coreografo Mauro Astolfi, con un lungo calendario internazionale che ha fatto tappa anche nella nostra regione.

Sotto la soglia di attenzione di un pesce rosso

Lunghe code al botteghino del TAN e molti in fila per trovare un biglietto all’ultimo minuto per la rappresentazione di Overload, lo spettacolo pluripremiato che la compagnia Sotterraneo porta in giro da quasi un anno, con successi evidentemente non solo di critica.

Una scimmia parlante, o la ricerca di una via d’uscita

L’ultimo spettacolo di Marina Confalone, portato in scena al Teatro Sannazaro, prosegue un percorso di scelte interessanti e molto coraggiose di soggetti teatrali portato avanti negli ultimi anni dalla bravissima attrice napoletana. Questa volta sul palcoscenico si affronta la difficile sfida di un testo di Kafka, uno dei suoi testi più idonei alla rappresentazione teatrale, almeno apparentemente, Una relazione per un’accademia.

Wilson: il gioco degli dèi oltre il dramma dell'uomo

Il mito di Edipo re rivive tra scene altamente suggestive in una macchina teatrale impeccabile, precisa come un orologio svizzero, dove si alternano voci, attori, oggetti, giochi di luci che si richiamano a suoni, musiche, rumori, ombre che scorrono sul palcoscenico e corpi mascherati che si muovono in danze evocate dai testi ripetuti in varie lingue. Un complesso trambusto di linguaggi apparentemente caotici si richiamano via via in corrispondenze sempre più precise ed evidenti tra luce suono e corpo, che vanno a delineare quadri unitari molto espressivi.

Donna Elvira o la ricerca del teatro

Ritorno a ‘casa’ per Toni Servillo con lo spettacolo Elvira 40, dopo due anni tra i palcoscenici non solo nazionali, in veste (doppiamente) di attore e regista. Una pièce, già scelta significativamente da Strehler per inaugurare nel 1986 il Teatro Studio di Milano, nata dalle lezioni tenute dal regista e attore francese Louis Jouvet presso il Conservatorio nazionale di arte drammatica di Parigi fino al 1940, stenografate da Charlotte Delbo (spedita dai nazisti nel campo di concentramento per la sua attività clandestina di resistenza durante l’occupazione nazista) e pubblicate poi tra il 1965 (Molière et la comédie classique) e il 1968 (Tragédie classique et théatre du XIX siècle). In particolare dall’opera su Molière nasce il testo per la messa in scena, composto da Brigitte Jacques e debuttato sulle scene nel 1986 a Strasburgo.

Psicosi senza rappresentazione

Il teatro Sala Ichòs di San Giovanni a Teduccio ospita uno spettacolo coraggioso, l’ultimo scritto composto dalla grande drammaturga Sarah Kane, Psicosi delle 4 e 48, un testo che nella sua stessa stesura non offre indicazioni di scena e si mostra – nel suo essere un tragico lamento e commiato – refrattario alla messa in scena.

Una Malacrescita senza via di uscita

Al Parco archeologico di Cuma, a inaugurare la quarta edizione dell'Efestoval, Festival dei vulcani, è andato in scena Mimmo Borrelli – anche direttore artistico della rassegna – con il monologo Malacrescita, tratto dalla tragedia: La madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimme, testo già noto e premiato nel 2013 con il Premio Testori.

“Faccia gialla”, fattezze carnali di santità

Nel cortile del Chiostro del Convento di San Domenico Maggiore, tra gli ultimi appuntamenti della rassegna teatrale Classico Contemporaneo, è andato in scena Faccia gialla, uno spettacolo di Margherita Romeo sul “santo” non solo più famoso della città, ma quello il cui culto − affrontato nel dramma − ne rivela fondamentali caratteristiche storiche.

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