“Lumino oscillante, un uomo camminava di notte sulla riva del mare tenendo una pila puntata su un libro. Chi cazzo è? Italo Calvino, mi dissero”.

Edoardo Albinati

Fulvio Padulano

Una cena pronta per un digiuno

Sale sul palcoscenico di un vero e proprio teatro il “digiunatore” dell’omonimo racconto di Kafka, uno dei più enigmatici e inquietanti personaggi partoriti dallo scrittore boemo: si tratta di un fenomeno da baraccone che, chiuso in una gabbia durante il suo digiuno, si espone di giorno in giorno allo sguardo curioso della città, un numero un tempo di grande successo ma ora caduto in disgrazia presso il pubblico, più e meno giovane.

Musica e voce per un viaggio con Céline

Il Teatro Bellini, all’interno della rassegna Synth, concedendo finalmente un po’ di fiato alla compagnia in scena, dà spazio alla sperimentazione, teatrale e specificamente musicale, portando sul panorama napoletano un concerto/lettura del Voyage au bout de la nuit di Louis Ferdinand Céline, frutto della collaborazione tra il musicista Teho Teardo e l’attore Elio Germano, risalente già al 2012.

Cordiali meschinità borghesi

Tra gli ultimi spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia è andata in scena una pièce di un interessante autore spagnolo, Juan Mayorga, drammaturgo la cui opera è stata tradotta e pubblicata per Ubulibrie che ha già riscosso un buon successo sulle scene, in particolare con lo spettacolo Himmelweg. La regia di Carlo Cerciello sceglie di cimentarsi con Animali notturni, un testo che, a partire dal tema dello straniero e dell’immigrazione, mette in scena la natura delle relazioni umane, sviscerando le perversioni su cui queste si costruiscono e di cui si alimentano, portando alla luce uno spaccato tagliente e disilluso della società moderna.

Funamboli del dolore nel teatro di Lepage

File di luci si accendono una alla volta delineando una sagoma, come meridiani di un corpo umano che si staglia sempre più netto sull’oscurità del palco, fino al volto dell’attore che si illumina. Indicano i punti vitali dell’agopuntura, trovati a partire dalle pratiche di tortura – comincia a raccontare la voce in scena – ma che hanno il fine di curare. Sembra che tutto possa essere curato con l’agopuntura, persino i peggiori mali: “Tutto tranne l’angoscia, la mancanza di autostima e il cuore infranto”. D’un tratto su di un riquadro al centro della scena si apre un cielo notturno pieno di stelle e l’uomo comincia a volteggiare e librarsi in aria, sospeso, come senza gravità.

Cerimoniali dalla guerra di Troia

Al Parco archeologico di Pausilypon i resti romani affacciati sul golfo aprono le porte al Napoli Teatro Festival Italia, offrendo la cornice meravigliosa e ‘naturale’ alla messa in scena di un testo antico, un classico della tragedia greca, Le troiane di Euripide.

Merletti di morte per le figlie di Bernarda Alba

I rintocchi delle campane a morto accompagnano il corteo di donne vestite di nero, anche i volti coperti di veli neri, che con le loro litanìe fanno ritorno dalla chiesa del paese.

L’assurda danza del capitalismo

Come si può mettere in scena l’attuale sistema di speculazione finanziaria che domina l’economia e il mondo intero? Ci ha provato la compagnia belga dello Zoo Théâtre con lo spettacolo Money!, premiato in Belgio e presentato in anteprima nazionale per il Teatro Festival di Napoli: un obiettivo non facile per un lavoro frutto di una scrittura collettiva che riesce a trovare spunti interessanti ma che, nel complesso, ci appare didascalico e "didatticheggiante"; l’ironia dei dialoghi e delle azioni non sempre riesce a restituire adeguatamente l’assurdità, né la violenza del sistema finanziario, risultando spesso descrittiva nella funzione di smascheramento – un po’ ingenuo e privo di forza – anziché approfondire gli strumenti trovati e le potenzialità proprie del teatro (così affine ai contenuti rappresentati).

Una cartolina dal deserto

Alla Sala Assoli di Napoli è andata in scena la pièce – già di grande successo, non solo nazionale – della Compagnia Scimone Sframeli, Il cortile. Assiepati all’entrata del teatro sotto una gran pioggia, a vedere lo spettacolo – anticipato di due ore a causa del finale di stagione del Napoli – numerosi gli spettatori, tra cui non mancherà qualche telefonino lasciato libero di squillare durante la rappresentazione ed ironicamente evidenziato in scena dal bravo Sframeli.

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