"Adesso tocca a noi, agli uomini senza talento. È arrivata la nostra ora!"

Sándor Márai

Mercoledì, 06 Giugno 2018 00:00

A Palermo il Festival Presente Futuro va oltre il teatro

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Il Teatro Libero con il Festival Presente Futuro, giunto alla tredicesima edizione, sceglie di mostrare la “forma” contemporanea sul piccolo palcoscenico di Piazza Marina. E di forma si parla poiché non si può parlare solo di teatro riferendosi agli spettacoli in rassegna, né solo di danza o di performance.

C’è tutto questo per tre sere a invadere il teatro che vede sempre una entusiastica partecipazione del pubblico, stavolta anche votante nella parte di giuria popolare.
Presente Futuro infatti è anche un concorso per artisti emergenti: gli spettacoli sono sottoposti al giudizio della giuria internazionale composta da Miguel Oyarzun, direttore del BE Festival di Birmingham, Joan Negrié, direttore del FITT Festival di Terragona, Gerarda Ventura, direttrice artistica dell’Anghiari Dance Hub, dallo storico del teatro Nicola Fano e dal professore di storia dello spettacolo della Sapienza Stefano Locatelli.
L’obiettivo del Festival è di guardare, appunto, al futuro restando con i piedi e con gli occhi nel presente. Per questo, pare, non c’è limite o etichetta che costringa a guardare al futuro da un solo punto di vista. Sul palco si alternano quattro spettacoli a sera per tre sere: un pezzo di danza contemporanea cede il passo al mimo, al circo, al teatro danza e così via; in un vortice umorale in cui qualche volta ci si perde un po’. Ma, tutto sommato, la confusione è spesso indice di ricchezza.
Linguaggi diversi, artisti di ogni formazione, si incontrano per creare una comunità delle arti performative.
Due tra gli spettacoli più d’impatto aprono la prima sera di Festival il 17 maggio.
The Shape of Water della compagnia tedesca Smart DE è uno spettacolo di danza che racconta la tolleranza, l’adattabilità dal punto di vista “muto” di tre giovani danzatrici e tre giovani donne a contatto con il presente. L’ispirazione sembra infatti derivare dalla quotidiana frequentazione di una società mista, quella europea, in cui le differenze rompono l’equilibrio per dar vita a un gioco dinamico − quello danzato − fatto di distanza e avvicinamento.
Esco così mi perdo è una produzione circense di Quintoquilibrio | Circ’All Torino − Palermo. Cambia l’atmosfera, il tono, il linguaggio: resta e cresce l’attenzione del pubblico stavolta tutta concentrata su un palcoscenico semibuio e due omini, Quinzio Quiscenti e Daniele Nash, in tutta da operaio e circondati da gomitoli li lana. In quel buio questi due personaggi paiono appena nati, curiosi e anche spaventati, di conoscere il mondo. Da questo pezzo di teatro viene fuori la bellezza dello smarrimento un attimo dopo l’apocalisse della memoria: come se in un mondo ben organizzato si perdesse, a un certo punto, l’archivio delle informazioni accumulate e si dovesse ricominciare da capo in un modo inconsueto.
Sull’alternanza di intenti e stile prosegue tutto il Festival che vede vincitore del premio Presente Futuro la compagnia madrilena Teatro en Vilo con Generation Why dove “why” diventa la parola/domanda chiave della cosiddetta “millennial generation” che ha tutto a portata di conoscenza.
Anche la menzione della giuria critica cittadina, composta da Guido Valdini, Daniela Cecchini e Giovanni Franco ha riguardato uno spettacolo dal tema simile: Selfie di Giulio Boato è un tentativo di mettere in scena la moda più abusata dalle nuove generazioni; uno spettacolo, questo, multilinguistico che mette insieme gesto, parola e video dimostrandosi una scelta coerente nella rassegna.

 


Festival Presente Futuro
Palermo, Teatro Libero, dal 17 al 19 maggio 2018

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